NUOVA CARTA PUBBLICATA SU NATURE CLIMATE CHANGE: DURISSIMO COLPO AL CAGW – NELLE PROFONDITA’ DEGLI OCEANI NON E’ STATO TROVATO IL “CALORE MANCANTE”

Nature Climate Change (2014) Published online 05 October 2014

Un nuovo studio, pubblicato il 5 ottobre 2014 su Nature Climate Change, ha scoperto che nelle profondità degli oceani (sotto i 2000 metri) che si è verificato un raffreddamento tra gli anni che intercorrono tra il 2005 e il 2013, sfatando così la comoda scusa della teoria del CAGW (catastrophic anthropogenic global warming) ‘sul calore mancante’, che secondo molti scienziati warmists sarebbe rimasto nascosto nelle profondita degli oceani.

Secondo gli autori, questo raffreddamento del profondo oceano è stato causato da una diminuzione globale del livello del mare di -0,13 mm/anno sempre nel periodo tra il 2005 e il 2013.

Come alcune carte publicate a suo tempo decretarono, questa è una chiara inversione di quello che si continua ad affermare ancora oggi, sul riscaldamento finito nelle profondità degli oceani, che venne rilevato nel periodo tra il 1990 e il 2005, conseguenza che ha portato ad un aumento del livello del mare di 0,11 mm/anno durante tutto il periodo, ma che ha avuto un’inversione di tendenza dal 2005, dirigendosi poi verso un profondo raffreddamento delle acque oceaniche e un contributo negativo nel livello delle acque. Pertanto, non vi è alcuna prova che “il calore mancante” che gli attivisti warmists, promotori del CAGW, hanno sempre giustificato la mancanza di calore terminato nelle profondità degli oceani, come viene sostenuto ancora oggi.

Anche se il contenuto di calore degli oceani negli strati superiori si è leggermente riscaldato di 0.09°C nel corso degli ultimi 55 anni (Levitus et al 2012),  anche questo non è sufficiente per spiegare il presunto CAGW e giustificare il “calore mancante” che ne deriverebbe. Pertanto, il calore risulta mancante sia nelle acque superficiali che in quelle profonde degli oceani.

In terzo luogo, dal momento che non vi è stato alcun riscaldamento statisticamente significativo del clima (troposfera), nel corso degli ultimi 18-26 anni, durante la cosiddetta “pausa del riscaldamento”, il calore manca anche nella bassa atmosfera.

Quindi a questo punto abbiamo una sola inevitabile conclusione: Il “calore mancante” è introvabile in atmosfera o negli oceani, quindi, o si è dissolto nello spazio, o non è mai esistito (tranne che nei modelli dei computer dell’IPCC).

Per concludere, le misurazioni ad onda lunga in uscita nello spazio delle radiazioni (infrarossi da gas serra) sono aumentati negli ultimi 62 anni,  non è però diminuito come previsto dai modelli, con la crescita dei gas serra.

http://hockeyschtick.blogspot.it/search?q=trenberth%27s+missing+heat&max-results=20&by-date=true

ENZO
ATTIVITA’ SOLARE

 

  • SE DIMINUISCE IL CAMPO MAGNETICO TERRESTRE CHE HA DIREZIONE DEGLI ELETTRONI CON EFFETTO TRASCINAMENTO DELLE STRINGHE DI ENERGIA ALL’INTERNO DELLA TERRA ED ANCHE L’EFFETTO SCHERMATURA PERCHE’ RISALGONO IN SUPERFICE E’ CHIARO CHE CI BRUCEREMO PER EFFETTO DEI RAGGI SOLARI IN PIENO INVERNO COME ALL’ARTICO

     
  • Luca

    Rotondi porta dati concreti. Non capisco cosa spinga certa gente a falsificare la realtà. Dire che l’artico si sta espandendo è una panzana colossale, e ritengo che nemmeno chi diffonde queste assurde notizie ci creda veramente!
    Perché non attenersi ai dati concreti e da lì ripartire con un confronto costruttivo, invece di mistificare la realtà!? In fondo se il sole, già a partire da questo ciclo, andrà incontro a una serie di minimi, come sostenete (e io lo spero fortemente, da amante del freddo e della verità) le carte si scopriranno nel giro di un paio di decine di anni. Se pure in presenza di reiterati cicli deboli le temperature globali continueranno a mantenersi sugli attuali valori, allora la tesi del sole quale principale elemento condizionante crollerà; viceversa, sarà la teoria dell’AGW a ricevere una clamorosa smentita.

     
  • Emanuele Guzzi Susini

    Secondo Alberto Rotondi “I dati dicono che il pianeta si sta scaldando”.

    Quali dati? Secondo le misure satellitari la temperatura globale è in lieve regressione dal 1998, e, come afferma giustamente Judith Curry, non c’è nessuna prova scientifica che il calore mancante sia nascosto nell’oceano.

    http://judithcurry.com/2014/10/05/evidence-of-deep-ocean-cooling/

     
  • Creare un finto problema (emissioni antropiche di CO2) forse serve unicamente a distogliere l attenzione pubblica dal vero problema delle emissioni antropiche semmai … cioè le sostanze inquinanti e cancerogene presenti nel petrolio o nel benzene dell aria che respiriamo, soprattutto nelle città …in ogni caso ci sono sempre in ballo grosse somme economiche da accaparrarsi … si chiamano “inganni mass mediatici” … ne avvengono continuamente su tutti gli ambiti …:-/

     
  • * lo sapete in che percentuale esiste la CO2 nell’atmosfera?? (data per fonte principale dell’ipotetico catastrofico ed astratto gw) .. lo 0.039% ….bhuahahahhahah 😀 … mi vien da piangere.. a mio avviso basta solo questo semplice dato per capire la completa infondatezza di queste teorie folli 😉

     
    • Alberto Rotondi

      Se non ci fosse quella piccola percentuale di CO2 e di altri gas serra nella stessa quantità più o meno, la temperatura media della terra sarebbe -15 gradi invece dei + 14 attuali. Questo è l’effetto di queste piccolissime percentuali. Si chiama effetto serra. Mi scuso per la correzione, ma, come si dice, non sono io, è la fisica.

       
      • Michele Campani

        Strano allora che si siano verificati gli scioglimenti di buonissima parte dei ghiacciai terrestri, in tempi remoti, con un così basso livello di CO2…
        Ti serve uno specchio?

         
  • quindi il calore della terra viene emesso nello spazio in quantità sempre maggiore??

     
    • Si… a parità di differenziale termico, la velocità di raffreddamento è 4 volte maggiore rispetto a quella di riscaldamento.

      Il calore accumulato dal pianeta Terra viene disperso nello spazio per il semplice fatto che lo spazio intorno al pianeta è di gran lunga più freddo rispetto al pianeta stesso. E per la legge della termodinamica, il sistema Terra+Spazio cercheranno sempre un equilibrio “termico” (che, spero, non verrà mai raggiunto).
      Fortunatamente, negli ultimi 600 milioni di anni circa, tale equilibrio, parzialmente compensato dall’energia che il nostro pianeta riceve costantemente dal Sole, viene trovato quando la temperatura media del nostro pianeta raggiunge i 6-8°C.

      Pertanto… basta una minima variazione dell’Attività Solare per avere un forte e persistente calo termico globale.

      Bernardo

       
      • Alberto Rotondi

        L’ultima affermazione andrebbe dimostrata con modelli plausibili o dati. E poi: minìma? Minima quanto? Gli scienziati che si occupano del problema non attribuiscono al sole effetti importanti, almeno negli ultimi 4 milioni di anni.

         
      • Alberto Rotondi

        Mi sembra che la discussione non stia prendendo la piega giusta. Innanzi tutto, negli ultimi 10 anni (una inezia, per questi effetti) le temperature non sono aumentate ma nemmeno diminuite. Sul problema del calore mancante gli scienziati stanno facendo 2 ipotesi (il sole non è preso in considerazione, se non per variazioni minime):
        1) il ruolo delle acque, dato che tutti i modelli dicono che lì va a finire il 90% del calore terrestre. Per questo è nato l’esperimento ARGO, che sta compiendo una quasi “mission impossible”: trovere gli andamenti medi di calore, temperatura, densità salinità di tutte le acque del Pianeta. Sfortunatamente, data la enorme capacità termica dell’acqua, le variazioni di temperatura da misurare sono dell’ordine dei centesimi di grado, una cosa incredibilmente difficile. Dopo vari anni di tarature, discussioni anche accese, ora sembra che ci sia un aumento di 6 centesimi di grado, ma il perfezionamento del sistema sta continuando. Invece di criticare, dovremmo essere grati a questi scienziati che, pagati poco, a volte pochissimo, come in Italia, stanno cercando di fornire dati affidabili ai modelli climatici;
        2) gli aereosol dovuti sia a fenomeni naturali che umani (inquinamento, aerei, ecc) hanno cambiato l’albedo terrestre riflettendo più luce o impedendo che questa arrivi nella bassa atmosfera. Alcuni dati indicano questo, e il modello IPCC ne tiene conto. Se anche il raffreddamento fosse dovuto agli aerosol, non cìè da stare allegri, perché vorrebbe dire che negli ultimi 10 anni la Terra ha trovato un equilibrio instabile tra due fenomeni, l’aumento dei gas serra e l’aumento delle polveri. Va da sé che l’uomo dovrebbe cercare equilibri climatici più intelligenti.

        Aggiungo, come considerazione finale, che qui non è in discussione il destnio del Pianeta ( a cui stiamo facendo il solletico), ma quello della civiltà umana, che si è sviluppata in un periodo interglaciale caldo e uscirebbe distrutta sia da una nuova era glaciale che da un aumento incontrollato delle temperature dovuto ai gas serra. Capire il sistema, controllare i gas serra per termostatare la Terra, questo è quello che stanno cercando di fare gli scienziati. Non sono al soldo di multinazionali che danno mazzette, sono quasi tutti scienziati che lavorano in strutture pubbliche pagate dai cittadini, scienziati che cercano di fare il loro mestiere.

         
  • .. e comunque il dato incontrovertibile è la marcata espansione di entrambe le calotte glaciali polari (Artico +68% dal 2012 … Antartide ai massimi livelli da quando esistono le rilevazioni satellitari :1979) … Ciò è fisicamente impossibile su di un pianeta in via di riscaldamento globale come affermato unicamente da Noaa ed Ipcc …dunque il pianeta è nuovamente entrato in una fase di raffreddamento globale almeno a partire dal 2012 … al di là fi ogni manipolazione di dati sulle temperature medie globali stilate dagli enti sopracitati .. fermo restando che è comunque praticamente impossibile determinare la temperatura media globale di un pianeta con qualche centralina sparsa qua e là … Ciò che fa testo è il dato Reale, fisico, naturale e quindi inoppugnabile, della contrazione/espansione delle calotte glaciali polari !!! 🙂

     
    • Alberto Rotondi

      Il dato che citi (Artico +68% dal 2012) è inesistente
      http://nsidc.org/news/newsroom/arctic-sea-ice-reaches-minimum-extent-2014
      l’antartico ai massimi livelli si riferisce al ghiaccio galleggiante (sea ice) e non alla calotta continentale, che sta diminuendo.
      I dati dicono che il pianeta si sta scaldando.

       
      • Michele Campani

        http://sunshinehours.wordpress.com/2014/10/01/arctic-sea-ice-extent-oct-01-2014-gainloss-for-2014/

        L’estensione dei ghiacci marini (di questo hanno parlato in riferimento al sesto record negativo di sempre) registra una variazione percentuale positiva di oltre il 60% se riferito al solo anno 2012.
        Si tratta sempre di porre i riferimenti giusti.

        E per la Calotta Glaciale della Gorenlandia, Alberto ti ricordo il calcolo di cui abbiamo discusso più in basso che riporta un -0,015% su base annua…

         
        • Michele Campani

          Ghiaccio della Calotta Continentale Antartica – 0,00041667% su base annua.

           
        • Alberto Rotondi

          Uffa, nel settembre 2012 il ghiaccio artico era di 3.61 milioni di km quadrati, nel settembre 2014 il minimo è arrivato a 5.02 milioni km quadrati, cioè un aumento del 40% (quaranta per cento) rispetto al 2012. Nel 1980 l’estensione era di 8 milioni di km quadrati.
          Inoltre, le calotte continentali si stanno sciogliendo e il livello dei mari si sta alzando.
          Le calotte si stanno sciogliendo lentamente, ma i ghiacciai montani stanno collassando. Attualmente sono responsabili della maggior parte dell’innapzamanto del livello delle acque e potrebbereo sparire del tutto nei prossimi cento anni. Questo è il sito del maggior istituto mondiale per lo studio dei ghiacciai montani del mondo. Sono dati, non modelli.
          http://www.grid.unep.ch/glaciers/
          Se vogliamo partire dai dati, partiamo da quelli veri.

           
          • Michele Campani

            3,41 mln di kmq e fa 47%.
            Dipende anche dal giorno di riferimento.
            Se mettiamo la precisione assoluta da una parte notiamo un valore positivo sbalorditivo. Credo che il nodo centrale di tutte le discussioni sul GW sia questo: piccole variazione dei parametri di temperatura globale di aria e acqua, scioglimenti graduali dei ghiacci terrestri ma repentino aumento dei ghiacci marini. Dimmi tu che cosa dovremmo pensare guardando una realtà che racconta cose differenti dai modelli matematici.
            Modelli o no la realtà sembra un’altra.

             
          • Michele Campani

            Bello il sito!

             
          • Alberto Rotondi

            Il clima del pianete è un sistema complesso, reso particolarmente complicato da una serie di retroazioni positive e negative. Per esempio, un piccolo aumento di CO2 potrebbe innescare lo scioglimento di terre ghiacciate, che potrebbero esalare enormi quantità di CO2 e metano (retroazione positiva). Le attività umane e naturali emettono polveri che, schermando i raggi solari e variando le albedo, potrebbero innescare retroazioni negative. Inoltre, eventuali variazioni antropiche si combinano con cicli naturali di breve e lungo (ere glaciali) periodo. Un sistema del genere si può solo studiare e prevedere formulando modelli che contengono tutto il nostro sapere, cercando di mettere alla prova e falsificare coi dati i modelli per vedere dove sbagliano e migliorarli. Alla fine di questo processo scientifico, se si capirà il sistema, si potrebbero usare in modo controllato i gas serra dell’uomo come termostato per evitare che la terra si scaldi o si raffreddi troppo, eliminando le ere glaciali e inaugurando così l’età antropozoica.
            Quello che sappiamo adesso ci dice però alcune cose certe: 1) che la CO2 è il gas serra più prticoloso perchè assorbe proprio sul picco di emissione di corpo nero della Terra e innesca l’aumento di temperatura; 2) che la CO2 non è mai stata così alta da 4 milioni di anni; 3) che non sappiamo gli effetti di questa enorme variazione avvenuta negli ultimi 50 anni; 4) che il tasso di aumento, di 10 GTon/anno o di 20 GTon/anno se consideriamo tutti i gas serra, è pari a 1/3 delle emissioni umane; 5) che diminuendo di 1/3 le emissioni umane stabilizzeremmo il sistema a 450 ppm di CO2 entro 10-20 anni, 6) che il buon senso ci dice, mentre cerchiamo di capire la situazione accumulando dati e affinando i modelli, che dovremmo stabilizzare i livelli di CO2 e degli altri gas serra. Altrimenti potrebbe anche andarci bene, ma semplicemente per caso. Quest sono le evidenze certe.
            Demolire i modelli perché sono imperfetti, considerare gli scienziati indipendenti come al soldo di chissà chi, e negare tutte le evidenze che non piacciono, mi sembra un atteggiamento, oltre che antiscientifico, persino infantile.

             
          • Michele Campani

            Composizione dell’atmosfera qualche anno fa…

            Azoto (N2): 78,08%
            Ossigeno (O2): 20,95%
            Argon (Ar): 0,93%
            Vapore acqueo (H2O): 0,33% in media (variabile da circa 0% a 5-6%)
            Biossido di carbonio (CO2): 0,032% (320 ppm)
            Neon (Ne): 0,00181% (18 ppm)
            Elio (He): 0,0005% (5 ppm)
            Metano (CH4): 0,0002% (2 ppm)
            Idrogeno (H2): 0,00005% (0,5 ppm)
            Kripton (Kr): 0,000011% (0,11 ppm)
            Xeno (Xe): 0,000008% (0,08 ppm)
            Ozono (O3): 0,000004% (0,0364 ppm)

            La CO2 a marzo 2013 era lo 0,0399% (399 parti per milione dell’intera atmosfera).
            Un tuo “collega” (http://meteolive.leonardo.it/news/In-primo-piano/2/zichichi-le-tre-pompe-dell-anidride-quella-dell-uomo-la-meno-importante-e-c-una-novita-/27275/) sembra addurre considerazioni interessanti l’uomo con tutte le sue attività contribuisce al livello di CO2 solamente per il 4%.
            Il 4% di 399 ppm è 15,96 ppm, diciamo 16 ppm (2013).
            Il 4% di 280 ppm è 11,20 ppm, diciamo 11 ppm (prima della rivoluzione industriale).

            In tutti questi anni l’uomo ha contribuito al livello di CO2 utilizzando una dote che va dalle 11 alle 16 ppm.

            Se fossi uno scienziato mi guarderei bene dall’affermare che l’uomo abbia responsabilità nel riscaldamento globale, posto che esista.
            Neanche se mi pagassero…

             
          • Alberto Rotondi

            E invece la complicazione della situazione sta proprio qui. I matematici chiamano questi sistemi ill-conditioned (mal condizionati). Sono sistemi che evolvono in base alle variazioni e alle derivate, non ai valori assoluti. Il bilancio naturale di CO2 è il seguente: 1) in atmosfera ci sono 3000 Gton di Co2. Un mcubo di CO2 pesa circa 2 kg; 2) ogni anno il pianeta emette per meccanismi naturali 771 GTon di CO2 e ne assorbe circa 790. L’uomo ne emette solo 30, ma sposta il meccanismo delle variazioni da -20 a +10, che è esattamente il livello misurato di aumento della CO2.
            Mai qui sta proprio l’aspetto ridicolo della discussione mass mediologica sul clima: io devo stabilire se l’aumento misurato di 10 GTon all’anno sia dannoso o meno per la civiltà umana, indipendentemente dalla causa. E’ ridicolo dire: il responsabile e l’uomo o non è l’uomo. Lo scienziato dice: 10 Gton/anno sono un incremento pericoloso per la civiltà umana? L’uomo è in grado di controllarlo?. Secondo il modello IPCC, 10 GTon sonoi pericolosi e l’uomo può controllarlo, basta che riduca di 1/3 le proprie emissioni.
            Quanto al fatto che la CO2 sia solo lo o.ooo e passa in volume e quindi non sia pericolosa, è una panzana che si commenta da sola. Chi vuole imparare qualcosa può sforzarsi qui:
            http://en.wikipedia.org/wiki/Greenhouse_effect

             
          • Michele Campani

            Alberto, potresti indicare qualche studio ben fatto e non Wikipedia?
            Mi sembri poco scientifico…

             
          • Alberto Rotondi

            Questo è un bellissimo esperimento italiano che ha mostrato come è possibile, con palloni sonda, misurare lo spettro di assorbimento in atmosfera della radiazione di corpo nero emessa dalla Terra in seguito al riscaldamento solare.
            http://www.atmos-chem-phys.net/6/5025/2006/acp-6-5025-2006.pdf
            La fig. 6 mostra lo spettro con i picchi negativi di assorbimento. Il buco centrale e quello a destra sono dovuti alla CO2, ila struttura frastagliata a sinistra del buco centrale è dovuta al vapore acqueo. <il calore assorbito in questo modo va a scaldare l'atmosfera.
            Questa tecnica è stata poi perfezionata dalla NASA, che ha lanciato, nel luglio 2014, il satellite OCO-2 (facilmente reperibile in rete) che monitorerà questi spettri zona per zona della terra in modo continuo. Così si potranno vedere bene dove sonole sorgenti di CO2 e che effetto hanno. Questi dati, insieme a quelli di ARGO sulle acque, alle misure di massa di GRACE e alle telemetrie satellitari sui livelli dovrebbero fornire ai nostri modelli dati sufficienti per avere previsioni più accurate.
            Chi pensa che la CO2 sia troppo poca e non faccia niente dovrebbe guardare la fig. 6.

             
          • Alberto Rotondi

            consiglio anche, come esercizio, guardare l’aumento di CO2
            climate.nasa.gov/evidence/
            e poi la fig 6 dell’articolo sopra citato

             
          • Michele Campani

            Alberto, non si discutono i dati ma le interpretazioni che producono teorie.
            Se la CO2 è considerata responsabile del GW e non si osserva un GW, possiamo continuare a ritenere corrette l’ipotesi che abbiamo fatto?
            La domanda, chiusa, prevede sì o no.
            E mi chiedo come mai non sia ancora stato applicato il celebre Raosio di Occam per valutare la teoria del GW.
            Il Rasoio di Occam è implicitamente usato in ogni istanza della ricerca sientifica.
            “A parità di fattori, la spiegazione più semplice è da preferire”.
            Se non c’è GW allora la teoria del GW non rispecchia la realtà, dunque non è una buona teoria.

             
          • Alberto Rotondi

            ll problema non è sull’aumento di temperatura, ma sull’aumento di calore assorbito. Le due cose possono essere molto diverse. Si sa e si misura che l’aumento di CO2 provoca un aumento dell’assorbimento di calore a parità di radiazione solare. Qui il rasoio di Occam non c’entra niente, perché riguarda la scelta tra due teorie entrambi valide, e dice di cominciare da quella più semplice. Il rasoio di Occam non riguarda la scelta tra una teoria valida e una sbagliata (l’aumento di CO2 non provoca l’aumento di assorbimento di calore a parità di radiazione) E la radiazione solare, checché se ne dica, varia di molto poco su questi brevi periodi.

             
          • Michele Campani

            E se il calore assorbito, che non si trova, generasse lavoro?

             
          • Alberto Rotondi

            La tua non è una battuta, potrebbe verificarsi un aumento della cinetica atmosferica, con tempeste e uragani di violenza anomala rispetto al passato e cambiamenti nelle correnti marine. Aggiungo che il problema non s può banalizzare come un semplice SI-NO. Il modello IPCC prevede decine di fenomeni diversi (incluso l’andamento delle correnti marine), con probabilità e livelli di confidenza statistici. Alcune queste previsioni sono confermate dai dati entro la fascia di confidenza (come i ghiacciai montani) altre sono al limite, altre sembrano sbagliate, almeno nel breve periodo. In questo caso non si butta via il modello con un rasoio di Occam assolutamente improprio, ma si cerca di migliorarlo nelle parti dove è più debole. A questo stanno concorrendo disinteressatamente gli scienziati seri di tutto il mondo. Senza un modello affidabile non andremo da nessuna parte, non saremo in grado di tenere sotto controllo il destino della società umana nel futuro.

             
  • Alberto Rotondi

    … e invito anche a vedere il riassunto dei dati di Argo, che si trova qui:
    http://www.argo.ucsd.edu/global_change_analysis.html

    Si vede che l’innalzamento dei livelli delle acque non si è ma i fermato, che è di 3 mm all’anno e che il maggiore contributo (70%) è dato dall’apporto di acqua dolce dai ghiacciai (effetto di massa). L’aumento di livello dovuto alla dilatazione termica (effetto sterico) spiega circa il 30% dell’innalzamento dei livelli. Sono dati accuratissimi, ottenuti anche attraverso l’analisi dei dati gravitazionali dei satelliti GRACE. L’innalzamento del livello dei mari è costante, non si è mai fermato e d è di 3 mm all’anno negli ultimi 50 anni.

     
    • Michele Campani

      Ciao Alberto,
      sei in grado di recuperare i dati relativi alle misurazioni ARGO degli ultimi 5/6 anni?

       
      • Alberto Rotondi

        non lavoro su questi dati, mi occupo d’altro, ma è possibile scaricare tutti i dati di argo, con le procedure indicate. Però per la loro interpretazione probabilmente occorre essere dentro al sistema. Comunque l’analisi è fatta da qualche centinaio di scienziati sparsi un po’ ovunque nel mondo.

         
        • Michele Campani

          In realtà non si può accedere in nessun modo a questi nuovi dati e francamente, io che scienziato non sono, mi appoggio semplicemente ai numeri che, lontani da ogni interpretazione, rimango immutabili per tutti.
          Numeri alla mano ti sottopongo un calcolo che pone il dato riportato nell’articolo su un piano differente.

          Si indica in 500 kmc cubi annui la perdita di ghiaccio tra Groenlandia e Antartide (non è ovviamente l’unico articolo citato da un solo organo d’informazione).
          http://www.repubblica.it/ambiente/2014/08/21/news/antartico_e_groenlandia_clima_oerdono_ghiaccio-94216352/
          Il nuovo satellite CryoSat sembra essere molto preciso nelle misure.
          Il giorno stesso mi sono preso la briga di calcolare l’effettiva % di ghiaccio “perso” rispetto al ghiaccio totale disponibile…
          Ghiaccio della Calotta Antartica: circa 30.000.000 di Kmc.
          Perdita: 500 – 375 (il secondo dato è indicato per la sola Groenlandia) = 125 Kmc.
          Una perdita dello 0,00041667% del totale del Ghiaccio Antartico.
          Ghiaccio della Calotta Glaciale della Groenlandia”: circa 2.500.000 di Kmc.
          Perdita: = 375
          Una perdita “più importante” dello 0,015% del totale del Ghiaccio della Calotta della Groenlandia.

          I dati di una perdita vanno rapportati al totale a cui sono sottratti e solamente così possiamo “valutare” correttamente la perdita stessa. Ogni valutazione è comunque soggettiva.
          La matematica ci dice che queste percentuali sono molto basse; difficili anche da utilizzare a supporto di una teoria.

           
          • Alberto Rotondi

            Che strani conti. Wikipedia mi dà, per l’antartide, un volume di 26.5 milioni di Kmcubi. Considerando, in modo sfavorevole, la densità del ghiaccio pari a 1, questo corrisponde a un peso di 26500 Giga Ton di Ghiaccio. Dal sito della NASA vedo che i land ice antartici sono calati in 6 anni di 800 Giga Ton. Dunque, abbiamo un calo del 3% in 6 anni. Se anche la diminuzione effettiva fosse la metà di quella dedotta da GRACE, come dici, siamo a una perdita dell’1.5% in 6 anni.

             
          • Alberto Rotondi

            Correggo: sono 26 milioni di Giga Ton, pari allo 0.003% in 6 anni

             
          • Michele Campani

            … che diviso per anno si avvicina parecchio al dato indicato di 0,00041667%.
            😉

             
    • Attività Solare

      Se vogliamo per forza di cose affermare che il Riscaldamento Globale è una realtà insindacabile facciamo pure. Ma il concetto di base dell’articolo e di quelli simili, pubblicati anche direttamente dalla NASA, è che gli scienziati si aspettavano di trovare una certa quantità di energia nelle profondità oceaniche. E questa energia, semplicemente, non c’è!

      Poi possiamo spaventarci e gridare al lupo al lupo per l’innalzamento costante del mare negli ultimi 50 anni… ma ricordiamoci che in realtà 50 anni fa il mare era semplicemente più basso di ora a causa del clima globalmente più freddo.

      Ancora una volta vi piace leggere i dati come volete… omettendo alcuni dettagli e ignorando completamente il CONTESTO del PROBLEMA.

      La scienza, quella vera, è fatta di analisi a 360°. Non di miopia e FEDE!

      Bernardo

       
      • Alberto Rotondi

        Allora, dato che faccio lo scienziato, vi ricordo che il metodo scientifico consiste nell’accumulare dati, da questi trarre teorie e modelli e poi accumulare altri dati, facendo particolare attenzione ai dati in disaccordo con le previsioni del modello (procedura detta di falsificazione) Quando il modello e dati sono in disaccordo se ne indagano le cause e si controllano i dati e/o si modifica o si cambia modello. Nessun modello è vero in sé, i modelli che riteniamo validi sono solo quelli che stanno resistendo ai tentativi di falsificazione.
        Nei sistemi complessi le relazioni di causa effetto possono solo essere trovate dai modelli, che è quello che si sta facendo sul clima.
        L’atteggiamento di molti articoli di questo sito, che assumono la inesistenza del fenomeno e vanno alla ricerca solo dei dati che la confermano, è un atteggiamento totalmente antiscientifico.
        Per quanto riguarda Argo, si tratta di un esperimento cruciale ed estremamente difficile, che fornirà i dati mancanti sulle acque ai modelli climatici correnti. La misura di temperatura è difficile, perché si tratta di misurare l’aumento medio di temperatura delle acque del globo, che è dell’ordine dei centesimi di grado. Sono 10 anni che ci stanno lavorando, andateci piano prima di criticare questi scienziati. Dopo le ultime tarature del sistema, l’aumento misurato è dato dell’ordine di 6 centesimi di grado, corrispondente ad una quantità di calore che, se assorbita in atmosfera, avrebbe provocato un aumento di temperatura di 50 (cinquanta) gradi. Ma, come si vede anche dal sito di Argo, tutte le affermazioni sono sobrie e raccontano chiaramente la difficoltà della taratura di tutto il sistema. Invece di criticare, non resta che aspettare l’affinamento delle misure, che verrà pubblicato nei prossimi anni.
        Quello che invece è evidente e si misura facilmente, è l’innalzamento del livello delle acque. Dato che i satelliti GRACE misurano con straordinaria precisione l’aumento della massa d’acqua dovuto allo scioglimento dei ghiacciai terrestri, per differenza si deduce l’effetto dovuto alla temperatura, che è un contributo di circa il 30% all’innalzamentoto osservato, di 3 mm/anno. Questo è qualitativamente in accordo con un aumento di temperatura di qualche centesimo di grado. L’articolo citato di Nature dice semplicemente che questo contributo proviene dalla acque tra 0 e 2000 metri.

         
        • Attività Solare

          Alberto, dici giustamente che bisogna controllare dati e modelli. E quando non c’è accordo bisogna indagarne le cause e magari, quando i modelli vengono “smentiti”, procedere con la loro modifica.
          Ma, permettimi, non mi sembra che sia questa la procedura seguita da Voi Scienziati relativamente al Clima.
          Sono 20 anni che parlate di riscaldamento globale. Sono 20 anni che affermate senza ombra di dubbio che il pianeta si sarebbe riscaldato anno dopo anno come minimo di 0.2°C in 10 anni e che in 100 anni l’aumento della temperatura sarebbe stata di 1, 2, 4, 6, 8 o anche 10°C. A seconda di chi di Voi Scienziati parlava… a seconda di quali fossero le circostanze e le, permettimi, mazzette a disposizione.
          Eppure dal 1998 ad oggi, dati ufficiali di qualunque ente o sito, la temperatura non è affatto aumentata ma anzi è diminuita. in 2 decenni, invece di aumentare per totali 0.4°C, la temperatura è diminuita di -0.2°C o anche di più!
          Questo significa che il Vostro MODELLO PREVISIONALE è palesemente sbagliato.

          Eppure, nonostante tutto, continuate a sostenere insindacabilmente che Voi avete ragione e che le Vostre previsioni sono corrette e che i dati vi danno ragione e che i Modelli sono corretti, quando invece è esattamente il contrario.

          Vi state arrampicando sui vetri… affermando che chiunque non la pensi come Voi è un incompetente e che non dovrebbe neanche lontanamente OSARE di parlare o anche solo di interessarsi a tale argomento.

          Quindi, permettimi di dirVelo, chi sta sbagliando… chi è ANTISCIENTIFICO, non siamo noi… che guardiamo ai dati e non ai modelli, ma voi… che avete RIBALTATO completamente quello che è il METODO SCIENTIFICO.

          Voi partite dal MODELLO e andate in cerca di DATI per confermarlo.
          Il METODO SCIENTIFICO, invece, parte dai DATI e cerca di ricostruire un MODELLO che li rappresenti e che sia quanto più fedele possibile a rappresentare la realtà.

          E comunque, con l’articolo di cui sopra, non si sta affatto attaccando il progetto ARGO.
          Eravamo a conoscenza di questo gap energetico da diversi anni… ne avevamo anche parlato qualche anno fa… ma abbiamo deliberatamente atteso una posizione UFFICIALE sull’argomento, onde evitare di passare per i soliti “creduloni”.
          Ma la Vostra necessità di NEGARE L’EVIDENZA, vi porta a ribaltare completamente la questione e attribuendoci comportamenti che non ci riguardano affatto.

          La REALTÀ è che per TROPPI ANNI avete deliberamente e completamente IGNORATO l’infuenza dell’Attività Solare sul clima terrestre… e ancora oggi continuate a sostenere che l’unica energia che il pianeta Terra riceve è la TSI, quando invece c’è un’interazione anche a livello magnetico tra il Vento Solare e la Magnetosfera. Fattori che moltissimi di voi IGNORANO completamente e che i Vostri Modelli previsionali ovviamente non conoscono.

          Concludendo…
          ….il pianeta Terra, invece di riscaldarsi come Voi tutti avete affermato (più per FEDE che per reale conoscenza dei fatti), si sta raffreddando. E, semplicemente, non riuscite a spiegarvelo. Tutto qua!

          Ma finché non andate a rivedere la vostra posizione sull’effettivo contributo della CO2 nell’aria, continuerete a non capire qual’è l’errore che state commettendo!

          Bernardo

           
          • Alberto Rotondi

            Lascio perdere le deliranti affermazioni sulle mazzette. Oggi si diventa famosi e si scrive sui giornali negando il GW, non lavorando seriamente nei laboratori per capire come funziona il sistema, se va bene con uno stipendio di poco suoperiore a 1000 Euro..
            I dati sono qui.

            http://climate.nasa.gov/key_indicators/

            Da li’ bisogna partire con umiltà e senza sparate senza senso.

             
            • Attività Solare

              Ieri siete diventati famosi appoggiando insindacabilmente il Riscaldamento Globale!

               
          • Alberto Rotondi

            Il sole entra nei modelli climatici con tutte le informazioni necessarie. Non c’è nessuna congiura. L’effetto dei raggi cosmici non è chiaro, gli esperimenti sono contraddittori e i dati non mostrano nemmeno correlazioni significative,
            http://en.wikipedia.org/wiki/Solar_activity

             
            • Attività Solare

              Alberto, penso che i tuoi colleghi scienziati abbiano da ridire su questa tua affermazione. Da fonti ben informate sui fatti, visto che ci lavorano da 35 anni, so per certo che nei modelli climatici l’Attività Solare è stata inserita solo di recente. Fino a qualche anno fa si è sempre affermato (i tuoi colleghi, non noi… bada bene) che l’aporto di energia dal Sole è COSTANTE. Ovvero che non esisteva nessuna variazione significativa dell’energia che il Sole fornisce al sistema climatico terrestre.
              Questo significa, per chi non lo capisce, che qualsiasi variazione climatica del nostro pianeta ERA da attribuire a cause NON CORRELATE all’Attività Solare. Da qui il VOSTRO errore madornale nello studiare il contesto e quindi l’eccessiva sopravalutazione del ruolo della CO2 nel Riscaldamento Globale.
              Nel momento in cui Vi siete accorti che la temperatura non seguiva l’andamento indicato dai Vostri modelli climatici, avete capito di aver commesso un errore ENORME danneggiando IRRIMEDIABILMENTE la scienza.
              Scienziati di fama internazionale e premi nobel si sono ribellati a questo modo ottuso di fare. Ma a moltissimi di Voi non importa. Pur di non ammettere l’errore, siete disposti a negare l’evidenza. E l’evidenza, in questione, è che il Clima è fortemente dipendente dall’Attività Solare.

              Non ci vuole la scienza per capire che se spegni il gas prima che la pasta sia cotta alla fine non mangi!

               
          • Alberto Rotondi

            Il clima è fortemente dipendente dall’attività solare: mi piacerebbe leggere articoli scientifici, su riviste scientifiche, che sostengono, con argomenti scientifici, che ciò che sta accadendo nell’ultimo secolo è principalmente dovuto all’attività solare. Altrimenti, sono solo chiacchere da bar.

             
        • Michele Campani

          Mi fa piacere che tu sia uno scienziato.
          Mi chiedo come mai non sia ancora stato applicato il celebre Raosio di Occam per valutare la teoria del GW.
          Il Rasoio di Occam è implicitamente usato in ogni istanza della ricerca sientifica.
          “A parità di fattori, la spiegazione più semplice è da preferire”.
          Se non c’è GW, la teoria non rispecchia la realtà; dunque non è una buona teoria.
          Per non parlare di approcci matematici (applicabili con i medesimi risultati) basati sulla teoria dell’informazione: un esempio è il principio della minima lunghezza di descrizione.

          Per quanto riguarda la precisione dei satelliti GRACE (sono solamente 2) suggerisco la lettura e l’approfondimento:
          http://www.climatemonitor.it/?p=28293

           
    • Michele Campani

      Avevo già letto questo articolo ma lo avevo accantonato viste le premesse.
      Alla quarta riga:
      “The global Argo dataset is not yet long enough to observe global change signals.”
      Alla settima riga:
      “Analyses of decadal changes presently focus on comparison of Argo to sparse and sometimes inaccurate historical data.”
      Più sotto ancora:
      “Therefore, a high priority for Argo is to continue work aimed at identifying and correcting pressure measurement errors, especially those with systematic impacts.”

      Le considerazioni derivanti dallo studio di dati non completi, imprecisi e per di più confrontati con un precedente sistema di misurazione “manuale” credo siano da tenere in scarsa considerazione.

       
    • Luigi Lucato

      partendo proprio dai dati presentati su questo sito

      http://climate.nasa.gov/key_indicators/

      al grafico Global Surface Temperature (ocean) si vede che dal 2010 praticamente la crescita è finita e visto che gli ocenai sono in ritardo su atmosfera e terre emerse coincide con le nostre informazioni … la CO2 continua a crescere … qualche problema per i modelli !

      quanto a ARGO i dati coprono un arco temporale veramente breve … e non si possono confrontare cona latri precedenti la cui indeterminazione copre completamente le variazioni attuali … comunque
      http://www.gfz-potsdam.de/typo3temp/pics/SL_budget1_01_ca12b648ae.jpg

      e resta da vedere gli ultimissimi anni perchè il forte recupero in corso dei ghiacci 2013-2014 si fara sentire.

      Se poi i modelli IPCC ecc non spiegano gli scostamenti … sono da cambiare …

       
      • Alberto Rotondi

        Il recupero riguarda i ghiacci flottanti a bassa densità, non i ghiacci compressi (land ice) di Groenlandia e Antartide, che hanno continuato a sciogliersi. Per il livello delle acque contano solo questi.

         
  • http://weather.unisys.com/surface/sst_anom.gif oceano pacifico nord orientale in forte raffreddamento. solo el nino recupera punti

     
  • Alberto Rotondi

    Mi spiace, ma chi ha letto l’articolo o non sa l’inglese o non ha capito un tubo. Riporto la traduzione fedele del riassunto dell’articolo di Nature:
    “Come sebatoio dominante di assorbimento di calore nel sistema climatico, gli oceani di tutto il mondo forniscono una misura critica del cambiamento climatico globale. Qui, si deduce il riscaldamento del profondo-oceano nel contesto di un aumento globale del livello del mare e del bilancio energetico della Terra tra il gennaio 2005 e il dicembre 2013. Le misure dirette di riscaldamento dell’oceano sopra 2.000 m di profondità riescono spiegare circa il 32% del tasso annuo osservato di aumento del livello medio del mare. Su tutta la colonna d’acqua, stime indipendenti di riscaldamento degli oceani producono un contributo di 0,77 ± 0,28 millimetri all’anno dell’innalzamento del livello del mare e sono d’accordo con il livello superiore stimato. Tenendo conto di ulteriori eventuali incertezze sistematiche, l’oceano profondo (sotto 2.000 m) contribuisce -0,13 ± 0,72 millimetri all’anno all’innalzamento globale del livello del mare e -0,08 ± 0,43 W m-2 al bilancio energetico della Terra. Il riscaldamento al netto del mare comporta uno squilibrio di energia per la Terra di 0,64 ± 0,44 W metro quadrato nel periodo 2005-2013”

    Vale a dire, le acque stanno assorbendo calore, ma nelle parte sopra i 2000 metri. il piccolo raffreddamento sotto i 2000 metri non inverte il bilancio energetico globale, che rimane di circa 0.64 Wtt metro quadro negli ultimi otto anni. Invito anche a vedere i dati dell’esperimento ARGO:
    http://www.argo.ucsd.edu/

     
  • Emanuele Guzzi Susini

    Quando inizierà a cadere qualche testa all’ IPCC?

     
    • Michele Campani

      Stiamo tutti tranquilli… adesso si “inventeranno” il Raffreddamento Globale (ammesso che ne trovino il tempo!)

       
      • Emanuele Guzzi Susini

        Non mi stupirei eheh

         
  • Il “calore mancante” è introvabile in atmosfera o negli oceani” ci hanno fatto passare per imbecilli alterando l ovvio! oppure la butto la, in tempo di guerra e di prove delle varie bombette, hanno fatto qualche disastro in atmosfera e pensando di avere fatto un qualche disastro ambientale irrecuperabile perché se la sono fatta sotto pure loro vedendo quello che avevano creato, hanno messo i piedi avanti dando la colpa ai popolo e non alle lobbi, quando poi hanno visto o si sono resi conto che il danno la terra lo aveva rimarginato e avendo fatto calcoli non tenendo conto di molte variabili e avendo capito l enorme giro multi miliardario che generava la teroria hanno continuato con l operazione terrore caldo! tra un po quando si capirà che la co2 e le altre stupidate non centrano nulla, ci faranno pagare per l emissione di semplice aria calda in atmosfera dal sedere!

     
    • e non demordono, guarda sul meteogiornare, compare un’altro articolo in cui viene detto il contrario.

       
    • visto Janos, da scompisciarsi..

       
  • Quanti soldi buttati