METEO………… MANCA POCO ALLA “PRIMA”.

METEO………… MANCA POCO ALLA “PRIMA”.

 

Buona Domenica a tutti i lettori di Attività Solare.

Oramai ci siamo la prima incursione fredda di questo inverno dovrebbe arrivare e concentrarsi a cavallo fra il 26 e il 29 del mese corrente.

In questi giorni stiamo ancora scontando l’eredità della forte spinta zonale, derivante dall’eccessiva invadenza del ramo Islandese del Vortice Polare.

Tutto ciò e’ destinato  a cambiare.

Ieri vi ponevo l’accento su quella depressione Atlantica che sarebbe stata l’artefice principale sia della perdita di geopotenziali del ramo Islandese e sia della piallata da parte della wawe 2 proprio per il periodo del Santo Natale.

Ma tempo 24h dal giorno di Natale, ed ecco arrivare i primi risvolti importanti per noi Europei, in particolar modo, l’Italia.

In suddetto periodo una saccatura di origine Polare, si farà strada nel suo percorso verso l’Europa, incontrando pochi intoppi, uno di questi però sarà la massiccia presenza delle nostre Alpi, che delimiteranno un po’ le termiche.

Ma altresì sono convinto che tutto ciò non sarà un grosso problema in termini di precipitazioni, poiché l’elevata energia accumulata in queste settimane, potrebbe portare degli elevati scontri termici, dato che l’aria di origine Polare anch’essa e’ un aria di chiara componente umida, quindi foriera di precipitazioni.

Certo sarà solo un assaggio di quello che realmente potrà apportare tale discesa fredda, sicuramente l’Europa del nord e avrà dopo 2 anni di distanza, il suo ritorno all’inverno con una saccatura fredda, degna di nota per il periodo in cui ci troviamo.

Analizzando i vari dati alla mano e anche ciò che potrebbe scaturirne da questa prima passata fredda, salta subito all’occhio l’elevata indecisione di tutti i gm anche entro le 196h.

Alcune corse modellistiche propendono per una lieve ripresa della spinta zonale, derivante dal rinvigorimento del ramo Canadese, ma tutto ciò se si dovesse verificare sarebbe sempre frutto di un momentaneo ricompattamento del VP, dato che dai primi giorni del nuovo anno, si dovrebbe concretizzare, un ottimo riscaldamento in sede Polare.

Ma torneremo più in la su tali dinamiche, poiché davvero si potrebbero aprire scenari Invernali d’altri tempi.

Come vi dicevo i modelli sono in totale confusione.

Chi propende per una spinta zonale, chi invece propende per una lieve strisciata di un nocciolo gelido proveniente da nord-est, chi invece mostra l’instaurarsi di un  periodo più contraddistinto da correnti fredde e locali fenomeni a quote basse, quindi un clima tipico invernale.

Vi mostro meglio la fase cruciale dei principali gm.

Da una parte abbiamo i vari modelli gfs, gfs parallelo e gefs, che tutti a loro modo vedono per il 28 dicembre una discesa fredda di matrice Artica, approfondirsi sul Mediterraneo e recare un calo delle temperature più consono al periodo e forse anche qualche fenomeno nevoso a quote basse.

gfs para 28 dicembre

 

gefs 28 dicembre

gfs 28 dicembre

 

Nel complesso una situazione alquanto ingarbugliata. Potrebbe succedere di tutto da qui a 6 giorni. Tutti e 3 i modelli in linea di massima vedono l’approfondirsi di questa saccatura Artica sull’Italia, in maniera più decisa il run parallelo ci mostra un Italia più coinvolta.

 

Il modello GEFS per il proseguo, mostra una spanciata dell’alta delle Azzorre, derivante da una ripartenza del flusso Atlantico, causato dal ramo Canadese piuttosto attivo, seppur si tratti di una situazione di breve durata.

 

 

gefs 30 dicembre

 

Il modello Europeo ECMWF, ci mostra invece un iniziale situazione di HP, e nulla di eclatante per il periodo del 28 dicembre, ma per il 30 dicembre, dovuto alla spinta e dalla forzante delle due onde planetarie, sembra prendere la strada del vecchio Continente una saccatura artica ancor più massiccia. Mentre se dotate alla destra dell’immagine, rappresentato da un cerchietto, c’è un nocciolo gelido che si stacca dal ramo Russo-Siberiano del VP, e con un punto interrogativo ho indicato che solitamente in quella posizione, i noccioli gelidi possono intraprendere quella strada.  Chissà se il modello Europeo stia tracciando una strada futura? Non lo sappiamo, ve l’ho mostrato solamente per farvi capire l’enorme indecisione modellistica.

ECH1-216 (2)

 

Dello stesso parere di ECMWF per quanto riguarda quel noccio gelido che si staccherebbe dal ramo Russo del VP, è il modello Americano GFS parallelo.

La differenza sostanziale è che il modello Americano vede un continuo approfondirsi di quella saccatura di origine Polare che arriverebbe il giorno 28 dicembre.

A voi l’immagine.

gfs para 30 dicembre

Noterete anche qui il continuo approfondirsi della saccatura Artica e quel nocciolo gelido posizionato li ad est, come se fosse in attesa di una wawe 2 che vada farlo scorrere sul suo bordo orientale. Ma queste sono dinamiche future e per il momento messe li a pure scopo didattico solo per mostrare la grande indecisione modellistica.

 

 

In ultima analisi la carta del GFS classico sempre per questo periodo.

gfs 29 dicembre

Anche qui abbiamo la forzante derivante dalle onde planetarie e la colata Artica che tenta un altro riavvicinamento e approfondimento sul nostro Paese.

 

Concludendo, penso gli step descritti da ormai una settimana siano stati rispettati, anzi ci avviciniamo allo step fondamentale, quello che potrebbe darci lo slancio verso l’inverno, con la consapevolezza che il primo assaggio invernale ci sarà, importante perché darà molta neve alle montagne che ne hanno un disperato bisogno e allo stesso tempo le dinamiche e la disposizione delle figure bariche lasciano pensare ad un proseguo tutt’altro che noioso.

Avremo modo e tempo di parlare del warming che con molta probabilità causerà uno split della struttura Polare e da quel momento in poi, dal 10 gennaio ogni momento è per riassaporare quelle configurazioni che mancano ai nostri occhi da ormai troppi anni.

 

(Francesco)