Il mantra dell’AGW e il futuro del clima

Questo è un articolo di getto, uno dei tanti che faccio senza sapere cosa scrivere realmente.
Normalmente l’articolo del mattino lo preparo con calma, la sera. Ma ieri sera mi sono addormentato e mi è passato di mente.

Di argomenti da trattare e approfondire ce ne sarebbero tanti… da quello puramente “solare”, con un’attività solare molto bassa, a quello “climatico”, con degli stravolgimenti a livello anche atmosferico da far paura.

Prima di tutto, però, vorrei fare un piccolo appunto.
Alcuni commenti in pagina hanno riportato alla nostra attenzione un problema fondamentale: i numeri!

Tutta la schiera pro-AGW non usa i numeri. E quando li usa lo fa in modo scorretto… senza fornirvi la benché minima indicazione della loro provenienza. Nei vari articoli del blog sul tema “modelli matematici e AGW”, abbiamo scoperto e reso noto che tutta l’impalcatura che sorregge questa teoria, è basata unicamente sui modelli climatici. Simulazioni, per usare un termine diverso e più comprensibile. E come tali, le simulazioni non rappresentano e non possono rappresentare la realtà dei fatti… ma solo una loro forte, enorme semplificazione.

L’esempio più lampante è la mappa con la quale vengono annunciati il “mese più caldo di sempre”, puntualmente, ogni fine mese.
E’ una mappa basata su un numero estremamente limitato di dati, rispetto alla superficie del pianeta, e tali dati non sono neanche omogeneamente disposti sul pianeta stesso. Ne consegue la necessità di “calcolare”, “interpolare” e “omogeneizzare” quel poco che si ha per avere una copertura completa del pianeta e produrre una mappa. Tali processi, però, comportano che un singolo dato, MISURATO o calcolato che sia, venga “spalmato” su una superficie enorme… più o meno quadrata, di 1200 km di lato. Vale a dire che la temperatura di Roma vale sia per Palermo che per Berlino. E tutti sappiamo che questo non è affatto vero.
Ma siccome a dirlo sono scienziati, ricercatori ed esperti “ufficiali”… appoggiati dalla NASA e dalla NOAA, allora tutto va bene e nessuno mette in dubbio quel che dicono.
Ma tale mappa, corrisponde alla realtà dei fatti?
Assolutamente no!

L’altro esempio che si può fare riguarda il grafico ormai arcinoto nel quale vengono messe a confronto le temperature PREVISTE dai modelli matematici usati dall’IPCC, e quelle MISURATE realmente. La differenza è ovviamente enorme… con una linea delle temperature misurate che si mantiene costante per gli ultimi 20 anni circa, mentre quella delle temperatura previste che sale come se ci fosse un fuoco acceso sotto il calderone!

 

Ma il tutto, mediaticamente parlando, diventa verità assoluta…. incontrovertibile. E quando queste “problematiche” le facciamo notare, il più delle volte ci viene chiesto il titolo di studio… come a dire che non importa ciò che dici, ma chi sei. Quindi uno scienziato della NASA può dire tutte le stronzate che vuole… perché è, appunto, uno scienziato ed è della Nasa. Un pinco pallino, con un semplice diploma di scuola media superiore, invece, non potrebbe neanche controbattere.

 

Le previsioni sullo scioglimento dei ghiacci artici, famose perché ormai le ripropongono allarmisticamente ogni 3×2 in televisione, sono l’altro esempio mancato uso dei numeri. Essì… perché chi ha fatto queste previsioni è partito dal presupposto che le temperature al polo sono aumentate di molto… e che sono sempre costantemente sopra media.

Tale “anomalia” termica viene fuori dal fatto che al polo non ci sono molte centraline termiche, pertanto i dati vengono calcolati sulla base delle misurazioni effettuate lungo le coste, a migliaia di km di distanza, dove le centraline si trovano sempre e solo nei pressi di città e zone abitate, quindi isole di calore. I soliti “magheggi” matematici infine, trasformano le temperature effettive, sempre sotto-media, in anomalie positive anche di 6-8°C. Peccato che tale valore, al polo, è letteralmente impossibile.
Vi è poi un problema anche legato al ghiaccio… che riflette la luce solare (quel poco che ci arriva), distorcendo la temperatura ai 2 metri di altezza tipici delle centraline di rilevamento della temperatura. Pertanto, a 20 centimetri dal suolo la temperatura è bassa, a 2 metri è più alta e questo viene interpretato come un artico in forte riscaldamento.
E se l’artico è in forte riscaldamento l’estensione dei ghiacci non può che diminuire. Secondo loro!
Peccato che non è solo l’estensione che conta, ma anche e soprattutto il volume. E il volume, dopo il 2012, è aumentano!
Pertanto i ghiacci, anche quest’anno, non si sono affatto sciolti come da previsioni nefaste!

 

Vogliamo parlare poi del livello dei mari, che secondo le solite previsioni sta aumentando ed è aumentato addirittura di 25 metri in non so quanti secoli? Beh… è tutto normale. Il mare ha impiegato 18.000 anni circa per aumentare di 130 metri circa… e questo è avvenuto dopo la fine dell’ultimo Periodo Interglaciale Freddo, quando la temperatura media era di 8°C più bassa rispetto ad oggi e molte zone del nord America (ma non solo) erano letteralmente coperte da ghiaccio spesso 1500 metri!

La previsione degli esperti ci dice che il mare cresce e continuerà a farlo costantemente, fino a sommergere ampie zone costiere.

Ancora una volta i numeri ci dicono il contrario… perché non solo il livello del mare NON sta crescendo, ma in molte zone del pianeta sta anche diminuendo!

 

Numeri…  questo è il problema!

 

E quando si arriva a mettere in dubbio i numeri ufficiali di enti come DMI Danese, allora non si parla più di scienza, ma di “religione”.
E l’AGW, purtroppo, è e resterà sempre una religione.

Ne abbiamo parlato tanto e anche troppo delle motivazioni alla base di questa affermazione… come il fatto che non vi è alcuna evidenza scientifica che l’aumento della CO2 comporta un aumento della temperatura. Anzi è esattamente il contrario…. E anche qui, le semplificazioni, di cui abbiamo già parlato, sono tante e tali che chiamarli “modelli climatici” è una vera esagerazione.

Un modello climatico, atto alla simulazione di un sistema complesso e dinamico come quello climatico, dovrebbe considerare ogni singolo sottosistema e tenere conto di ogni possibile variabile che può cambiare i risultati. Quindi, nello specifico, dovrebbe considerare ad esempio la nuvolosità (e non lo fa), dovrebbe considerare le eruzioni vulcaniche capaci di immettere enormi quantità di aerosol e gas raffreddanti come SO2 (e non lo fa), dovrebbe considerare l’estensione dei ghiacci marini artici e antartici (e non lo fa), dovrebbe considerare l’albedo reale delle varie zone del pianeta che cambia a seconda se si tratti di alberi, coltivazioni, case, strade, montagne, deserto, ghiaccio, acqua, ecc… (e non lo fa), dovrebbe anche considerare le eruzioni vulcaniche sottomarine responsabili di parte dello scioglimento dei ghiacci marini artici (e non lo fa), dovrebbe anche considerare la forza e direzione dei venti stratosferici (e non lo fa), Ecc… ecc… ecc…

Pertanto un sistema così semplificato, che non tiene conto delle principali cause potenziali di un raffreddamento del clima, non potrà mai rappresentare il clima in tutta la sua dinamicità, ma ne descriverà un futuro diverso… con una tendenza sempre e solo al riscaldamento. E questo è ciò che a loro interessa… perché, in questo modo, riescono a garantirsi migliaia di miliardi di dollari l’anno di finanziamenti di vario tipo!

 

Ma come sarà il clima del futuro?

Nei giorni scorsi abbiamo visto un documento, una ricerca pubblicata mesi fa su una rivista scientifica, nel quale viene modellizzata l’attività solare fino al 2160…. quindi per i prossimi 150 anni. Non sappiamo se questo modello può essere considerato corretto o meno… Sappiamo che quasi tutti i modelli esistenti, che cercano di prevedere l’andamento dell’attività solare, vedono una bassa attività magnetica della nostra stella per i prossimi 50-60 anni circa, ma questo, addirittura, dopo un parziale recupero, vede un nuovo lento ed inesorabile crollo.

 

as_2160

 

Ebbene… se tale previsione risultasse corretta, siamo fortunati… (almeno chi come me è nato negli anni ’70), perché ha vissuto l’ultimo periodo “caldo” della storia moderna.
Terrorismo climatico?
No, assolutamente no. Non sto dicendo che domani o tra una settimana mezzo pianeta verrà ricoperto dal ghiaccio….

…ma che il clima è destinato a raffreddarsi (più o meno) costantemente per i prossimi secoli. E calcolando che il riscaldamento del clima, a parità di differenza di temperatura, richiede un tempo 4 volte maggiore rispetto al raffreddamento, ne consegue che il clima tornerebbe a scaldarsi non prima del 2800-2900…  Il che porrebbe un nuovo futuro “massimo” delle temperature intorno al 3000. Da qui, una semplice constatazione, ci permette di individuare un ciclo di circa 1000 anni. Infatti nel 2000 circa c’è stato un periodo caldo, nell’anno 1000 circa c’è stato il “massimo medievale”, intorno all’anno zero ha fatto caldo ecc… ecc… ecc… ogni 1000 anni circa c’è una punta di caldo… e nel mezzo il freddo. Tutto ciclico… costante, indipendente da qualsiasi ipotetica attività umana. E a dirlo sono i numeri!

Dobbiamo preoccuparci?
Si e no.
Non dobbiamo perché sono variazioni comunque abbastanza lente nel tempo… la temperatura media è diminuita di 0.4°C circa in oltre 30 anni e neanche in modo omogeneo. Quindi in futuro potrà cambiare ancora, magari precipitare fino ad 1°C rispetto al 2000 e arrivare ai 13°C circa di media mondiale…. ma per avere l’Era Glaciale per come la intende la gente, ovvero con calotte di ghiaccio estese fino a coprire il Canada o il Nord Europa, ci vogliono decine di migliaia di anni di freddo intenso. E la vita media delle persone è di appena 80 anni!
Dovremmo però preoccuparci, non del clima futuro, da delle variazioni dello stesso nel breve termine. Sono sotto gli occhi di tutti le inondazioni, le frane, le alluvioni e tutto ciò che comporta un evento meteo estremo. E’ quello di cui dobbiamo preoccuparci. Viviamo in un territorio molto particolare, nel quale l’orografia del territorio è stata messa a dura prova e nel quale, pur di costruire una casa, si è persa la memoria storica del territorio. Spesso si costruisce dove gli antichi al massimo riponevano gli attrezzi, o a cavallo di un torrente del quale gli antichi hanno sempre temuto le piene improvvise… o dove, come nel caso della mia zona, il fiume trovava il suo sfogo naturale per le piene estive! E poi, a danno fatto, ci si lamenta e si piangono morti!

 

E’ di questo che dobbiamo preoccuparci…
….perché le pseudo teorie come quella dell’AGW, non fanno altro che “pompare” il nostro ego e la nostra volontà di sentirci SUPERIORI e addirittura PADRONI del mondo.

 

E non lo siamo!

 

 

Buona giornata
Bernardo Mattiucci

 

  • aldeg

    la situazione critica che si è creata con l’eruzione del Llopango si è sviluppata nel giro di qualche anno, con il grano che non cresceva neppure intorno a Roma… tra l’altro in quel periodo si è avuta(da quello che si è potuto ricostruire) anche la caduta di un asteroide nell’Oceano Pacifico, aumentando la presenza di polveri in atmosfera che schermarono ulteriormente la luce solare…non c’è da preoccuparsi? Insomma…