L’uragano Matthew e il raffreddamento dell’oceano

Dopo aver raggiunto la categoria 5 per poche ore, ridimensionandosi alla 4, l’uragano Matthew, nato nel tratto oceanico antistante il Venezuela, si è immerso lentamente nel mare dei Caraibi, per poi salire verso nord attraversando e devastanto Haiti e isole limitrofe. Il suo percorso l’ha portato poi ad attraversare le Bahamas e a raggiungere le coste della Florida.
In totale sembra aver provocato oltre 300 morti e devastazioni per decine di milioni di dollari.

Secondo il Noaa l’uragano è attualmente di categoria 3… e come dicevo prima, precedentemente era 4 e addirittura 5.
hurricane-matthew-september-30-2016

Altre fonti, invece, parlano di un uragano di categoria massima 3, attualmente 2 (vedere immagine sopra).

Dispiace per le centinaia di vittime causate dal suo passaggio, ma ricordiamoci che le abitazioni, nelle isole caraibiche, non sono propriamente solide. Sono per lo più baracche di legno, molto spesso neanche chiuse… ed è facile, per i venti di un uragano, distruggerle provocando vittime.

Mah, vabbè…  i Caraibi sono noti come meta molto gettonata per le vacanze… non per il resto!

Ma lasciamo da parte queste polemiche e torniamo all’argomento del giorno…

 

 

Come possiamo vedere dal confronto delle 2 immagini qui sopra, la differenza in termini di temperatura (anomalia) della superficie dell’oceano, è notevole.

Ogni uragano, infatti, sottrae energia all’oceano… raffreddandolo. Il mare dei Caraibi, ovvero la parte dell’oceano compresa tra le isole di Cuba e Haiti e il Sud America, era tra i più caldi dell’emisfero boreale. Ora troviamo una zona con anomalie fortemente negative.

Sono passati solo 11 giorni tra un’immagine e l’altra, eppure il cambiamento è notevole!

Ma soprattutto… dobbiamo considerare il fatto che ora le anomalie termiche stanno già tornando verso valori meno intensi.

Infatti, se andiamo a vedere le SSTA di qualche giorno fa, troviamo una situazione ancora più preoccupante.

ssta_03-10-2016

SSTA del 03-10-2016 ( https://goo.gl/xbKqLL )

 

Quali sono le ripercussioni sul futuro “climatico”?
Direttamente nessuna.
Indirettamente, però, avremo un sicuro impatto sulla Corrente del Golfo.
Questa importante corrente, infatti, viene alimentata da una corrente di origine equatoriale che arriva nel Golfo del Messico proprio attraverso il Mar dei Caraibi. E la Corrente del Golfo risale le coste della Florida fino a “bloccarsi” (al momento ancora parzialmente) nel tratto di oceano che vediamo nell’angolo in alto a destra delle 3 immagini qui sopra… ovvero… dove inizia il BLOB freddo.

ssta_06-10-2016_2

SSTA del 06-10-2016 ( https://goo.gl/2YTEOT )

Aspettiamo quindi, a distanza di qualche settimana (o al più di qualche mese) un calo delle “prestazioni” della Corrente del Golfo.

Un ulteriore motivo che andrà ad incidere sulle correnti atmosferiche… che ultimamente appaiono particolarmente disturbate!

 

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Venti a 850hPa (circa 1500 m di quota) del 6-10-2016 ( https://goo.gl/3JHCcH )

 

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Venti a 250hPa (circa 10000 m di quota) del 6-10-2016 ( https://goo.gl/Pwfk4E )

 

Staremo a vedere…

 

Buona giornata

Bernardo Mattiucci
Attività Solare