L’Irlanda patisce l’estate più fredda degli ultimi 30 anni!…Il Nord Atlantico, i Paesi Scandinavi, la Russia settentrionale caratterizzati da un’estate gelida

L’Irlanda patisce l’estate più fredda degli ultimi 30 anni!…Il Nord Atlantico, i Paesi Scandinavi, la Russia settentrionale caratterizzati da un’estate gelida

Di Pierre L. Gosselin NoTricksZone (Germania)

15 Settembre 2015 – http://notrickszone.com/2015/09/12/ireland-sees-coldest-summer-in-30-years-north-atlantic-scandinavia-northern-russia-endure-frigid-summer/

Traduzione a cura di Mauri Sesler (scientific translator)

irishsummer

I dati relativi all’estate meteorologica di quest’anno (Giugno-Luglio-Agosto) stanno arrivando e ci dicono che diversi problemi sono in piena fermentazione alle alte latitudini. Ho scritto un articolo su questo qualche giorno fa – clicca qui.

La fame di riscaldamento Irlandese

In primo luogo, i dati appena messi a disposizione relativi all’Irlanda dimostrano appieno che il paese ha affrontato una delle estati più fredde a memoria d’uomo, nonostante l’irraggiamento solare sia stato prossimo alla media. L’Irish News qui riferisce:

L’Osservatorio Armagh, che è andato registrando il tempo in città dal 1795, ha scoperto che i mesi di Giugno, Luglio e Agosto, hanno avuto una temperatura media di poco superiore ai 14 gradi Celsius – un’estate poco più fredda rispetto alle pessime estati del 2011 e del 1993 e la più fredda dal 1986.”

Allora, cosa sta succedendo? Ricorrendo ai dati della NOAA, vediamo come il Quebec settentrionale, la Groenlandia, l’Atlantico del Nord, la Gran Bretagna, la Scandinavia e una vasta zona del nord della Russia abbiano registrato temperature che sono state nettamente più fredde del normale questa estate appena trascorsa:

NOAA-NCEP-Summer-2015

La rianalisi NCEP / NCAR mostra le condizioni estive gelide in tutto il nord (Wobleibt)

L’Atlantico freddo con l’arrivo di La Nina non promette nulla di buono

Il rapido raffreddamento del Nord Atlantico (un grande interruttore per l’Artico) non promette nulla di buono per il pianeta, soprattutto in considerazione del fatto che andrà a combinarsi con il prossimo La Nina, che è previsto avvenire sulla scia dell’attuale El Nino, e pertanto si può già prevedere un crollo delle temperature globali fino a mezzo grado in un periodo di circa 2 anni.

Un altro segno infausto ci giunge dalla Groenlandia, che ha visto il suo enorme strato di ghiaccio crescere di 220 km³. Questo è sufficiente a coprire l’intero paese della Spagna con mezzo metro di ghiaccio.

I “warmisti” sono piombati in uno stato di panico?

Stanno già circolando previsioni per l’inverno del tutto orrorifiche per l’Europa settentrionale, e si riveleranno del tutto vere qualora la massa fredda dovesse rimanere in circolazione. Naturalmente si consiglia la massima cautela con questo tipo di previsioni. Lo sviluppo complessivo dello stato di raffreddamento del Nord Atlantico sembra già aver fatto piombare alcuni “warmisti” in uno stato di panico, e quindi non sorprende più di tanto assistere alla comparsa di studi altamente dubbiosi che insistono ad affermare che il riscaldamento è la causa del raffreddamento.

Il canarino nella miniera di carbone” Artica ha smesso di collaborare…

Grazie ai cicli oceanici ENSO (El Niño-Southern Oscillation), quest’anno globalmente nel suo insieme il pianeta è stato più caldo del normale. Tuttavia le regioni equatoriali del globo non sono realmente le zone che abitualmente gli allarmisti indicano come quelle a cui guardare, soprattutto in considerazione del fatto che i palloni meteorologici non hanno dimostrato alcun riscaldamento in atto nella bassa troposfera, proprio dove la teoria sostiene che questo è dove ci si aspetta che accada.

Entrambi i poli non stanno più cooperando

Nel corso della maggior parte degli ultimi dieci anni ai “warmisti” è piaciuto utilizzare le regioni artiche alle alte latitudini nella veste del “canarino nella miniera di carbone”. Hanno fatto lo stesso anche con l’Antartide, ma il Polo Sud ha smesso di cooperare da alcuni anni con questi scenari di fusione, e adesso anche l’Artico ha smesso di collaborare.

Gli scienziati stanno ora riconoscendo che un ritorno del ghiaccio marino Artico è del tutto possibile. Questo significa che un vero problema sta montando per i “warmisti”.

 


Pierre L. Gosselin – Cittadino Statunitense, adesso vive nel continente Europeo e assieme alla moglie gestisce una piccola azienda che fornisce servizi nell’ambito delle comunicazioni a imprese industriali del settore della tecnologia e dei prodotti di ultima generazione. Si considera uno scettico della prima ora dell’ipotesi dell’AGW, e vede se stesso come uno spettatore critico del dibattito e dell’arena del cambiamento climatico.

 

  • mcberg

    siamo ricoperti di buffoni, sapevo che erano solo storielle, menomale c e’ qualcuno lo dice, bravi voi di attivita’ solare