L’evaporazione del cambiamento climatico

L’evaporazione del cambiamento climatico

Posted on 24 ottobre 2015
Articolo di Guido Guidi

Fonte originale: http://www.climatemonitor.it/?p=39192

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Domanda: qual è il gas serra più importante? Facile per gli addetti ai lavori, meno facile per tutti gli altri. E’ il vapore acqueo, che fa circa i 2/3 del lavoro necessario per mantenere la temperatura del pianeta a livelli accettabili. L’altro terzo lo fa la CO2? No, l’anidride carbonica compie circa 1/5 del lavoro, il resto lo fanno il metano, l’ozono etc etc.

Altra domanda: qual è il feedback che si ritiene sia più pericoloso in termini di amplificazione del riscaldamento? Quello del vapore acqueo. Cioè, non essendo sufficiente quello che può fare la CO2 pur aumentando di molto la sua concentrazione in atmosfera, per far aumentare la temperatura del pianeta al ritmo ed ai livelli previsti dalle simulazioni climatiche, occorre aumentare la concentrazione del vapore acqueo attraverso l’evaporazione.

Il passaggio dallo stato liquido allo stato gassoso della sostanza più abbondante sul pianeta, quindi, è assolutamente cruciale ai fini della conoscenza delle dinamiche e del futuro del sistema. Conosciamo sufficientemente bene questo processo? Fino a ieri sembrava di sì, oggi pare sia un po’ meno vero.

A molecular dynamics test of the Hertz–Knudsen equation for evaporating liquids

Si tratta naturalmente di uno studio appena uscito in cui i ricercatori si sono prefissi il compito di andare ad investigare a livello molecolare il processo di evaporazione. Lo hanno fatto, scrivono, con l’aiuto di un potente modello al computer. Il risultato è interessante. La velocità con cui un liquido evapora, che sin qui si pensava fosse esclusivamente dipendente – per una data temperatura – dalla differenza tra la pressione alla superficie e la pressione che dovrebbe esserci se il liquido in evaporazione dovesse essere in equilibrio termodinamico, è invece condizionata anche dall’interazione tra la massa delle particelle evaporate e quella del liquido dal quale provengono. Se la massa del gas aumenta, deve aumentare anche la quantità di moto, processo che deve sottostare al principio della conservazione della quantità di moto. Come per un proiettile sparato, in cui una parte del moto finisce nel rinculo dell’arma. Questo rinculo, cambia la pressione alla superficie. ma, le velocità sono in effetti molto piccole, per cui sono anche condizionabili praticamente da ogni genere di flusso che con esse dovesse interagire. E buonanotte all’equilibrio termodinamico, ovvero alle condizioni ideali perché, per esempio sugli oceani, di flussi d’aria che interagiscono con la superficie ce ne sono, e sono anche molto veloci, tanto da avere certamente effetto sul processo evaporativo.

Conclusione, c’è, chi l’avrebbe mai detto, da rivedere tutta la parte relativa al passaggio di stato da liquido a solido delle simulazioni climatiche. Come non credo sia dato saperlo, almeno non ancora.

PS: come sempre, qui su Science Daily.