La buona vecchia QBO fa i capricci

Autore: Guido Guidi
Data di pubblicazione: 10 Settembre 2016
Fonte originale: http://www.climatemonitor.it/?p=42222

 

qbo

QBO sta per Quasi Biennal Oscillation, un regime dei venti stratosferici che oscilla tra la provenienza occidentale e quella orientale con un periodo di circa 28 mesi. Un ciclo che inizia dall’alto, con venti che soffiano in una delle due direzioni scendendo nel tempo a quote più basse, mentre in alto vengono rimpiazzati da venti che soffiano nella direzione opposta a quella iniziale.

Premessa: nessuno sa perché. Perché cambino di direzione, perché lo facciano con questa regolarità e perché scendano di quota durante il ciclo. E’, semplicemente (ma questa parola pesa come un macigno), un altro degli innumerevoli misteri del sistema pianeta. Un altro degli innumerevoli meccanismi che, tutti insieme e chissà con quale singolo scopo o ragione, regolano il funzionamento del sistema.

The anomalous change in the QBO in 2015–2016

Beh, dopo una sessantina d’anni dalla sua scoperta, periodo nel quale si è osservata la “quasi” regolarità di questo ciclo, quest’anno, per sei mesi, l’evoluzione della QBO ha subito un rallentamento, anzi, quasi un arresto. I venti occidentali che scendevano di quota rimpiazzati al contempo da quelli orientali negli strati atmosferici superiori, invece di continuare a scendere sono tornati a salire un po’, impedendo a quelli orientali di continuare la discesa. Poi, altrettanto inspiegabilmente, il processo si è rimesso in moto.

 

 

Naturalmente, siccome la faccenda è strana, deve esserci un colpevole. Su Science Daily, dove ne sanno sempre un po’ di più, due sono le ipotesi avanzate: O è colpa di El Niño, o è colpa del climate change. Faccio una previsione: sarà colpa del climate change che fa cambiare El Niño. 😉

Qui, se vi interessa, le pagine dell’IRI da cui proviene l’immagine in testa al post.

 

Addendum

Certe previsioni sarebbe meglio non farle mai, sono come le dimissioni, si corre sempre il rischio che vengano accettate. Infatti, puntualmente, ecco sempre da Science Daily il lancio di un’altra pubblicazione lampo, ovvero della categoria “instant science“.

An unexpected disruption of the atmospheric quasi-biennial oscillation

In modo molto simile al paper segnalato poco più su, gli autori danno conto dell’anomalo comportamento della QBO, spiegando che la differenza starebbe nella prevalenza di trasporto di energia ad opera delle onde planetarie dell’emisfero settentrionale rispetto al trasporto di momento verticale che si ritiene sia alla base del meccanismo che ne regola l’oscillazione. Questa anomalia, scrivono, si riscontra, sebbene raramente, in alcune simulazioni climatiche, sebbene le previsioni stagionali, che sono sempre frutto di modelli climatici, non avessero dato il benché minimo segnale del presentarsi dell’anomalia neanche un mese prima che arrivasse. Quello che segue è il virgolettato che gli autori hanno concesso a Science Daily:

La recente distruzione della quasi biennal oscillation, non era prevista, neanche un mese prima. Se potessimo capire a fondo perché l’andamento normale sia stato influenzato in questo modo, potremmo sviluppare una confidenza maggiore nelle nostre previsioni stagionali.

Questa inattesa distruzione del sistema climatico cambia la ciclicità della quasi biennal oscillation per sempre. E questo è importante perché si tratta di uno dei fattori che influenzerà l’inverno in arrivo.

E poi arriva la chiosa di Science Daily:

Nel corso del prossimo anno si prevede un ritorno ad un andamento più tipico, sebbene gli scienziati ritengano che la quasi biennal oscillation possa diventare più suscettibile a simili alterazioni con la tendenza del clima a scaldarsi.

Quindi, e qui scatta la sindrome dell’instant science, se in alcune rare occasioni nei modelli climatici a CO2 che tutto sanno del nostro futuro (ma non sanno cosa succederà tra un mese), si è visto qualcosa di simile, è facile che in un mondo più caldo queste anomalie possano diventare più frequenti. Della serie, non sappiamo perché ma sappiamo che andrà sempre peggio.

Enjoy