27 dicembre 2016 - 7:00 am Pubblicato da

26-12-2016 – Salve a tutti, editoriale serale quanto mai ricco di argomenti di discussione, con i modelli che, in data odierna, evidenziano la possibilità per le regioni Mediterranee di vivere una fase perturbata e fredda di grande rilievo a partire dal nuovo anno, con un corposo anticipo (soprattutto in termini di freddo) per le regioni del medio-basso Adriatico e al sud nei giorni 29-30, come ampiamente discusso nell’editoriale e metà giornata.

Questa prima fase pare ormai accertata e, sebbene possano cambiare i dettagli, resta confermata la possibilità per le regioni menzionate di avere rovesci nevosi quasi fino alle coste entro la fine dell’anno (fig.1)………

fig.1

Cosa succederà quindi dopo??

Ebbene, già subito dopo la fase fredda balcanica, il Vortice Polare inizierà a subire un pesante attacco congiunto dalle due waves oceaniche, anche questo accennato già in precedenti editoriali (fig.2).

fig.2

La spinta dell’onda aleutinica e azzorriana visualizzata in fig.2 sembra possa sortire effetti davvero eclatanti nei confronti della struttura del VP; a riguardo, le emissioni dei diversi modelli presentano un linea comune nelle linee generali ma che può differire anche notevolmente per quanto riguarda le conseguenze per il Mediterraneo.
Davvero strepitosa l’emissione mattutina del modello europeo, con l’azione, da manuale, delle due onde che giunge a compimento generando la bilobazione completa della struttura del VP, con il lobo siberiano maggioritario (fig.3).

fig.3

Secondo tale evoluzione, prima della Epifania un appendice della struttura gelida (soprattutto in quota) del Vortice Polare giungerebbe direttamente nel Mediterraneo, tramite una saccatura artica molto ben strutturata (fig.4).

fig.4

In tal modo, la strada per avere maltempo e nevicate a quote sempre più basse inizialmente al centronord e poi anche al sud sarebbe spianata. Anche il modello americano prevede scenari da inverno gelido e nevoso nelle sue emissioni, sebbene in forma altalenante, in virtù di una “gittata” temporale maggiore. Davvero gelida la previsione della corsa mattutina con una colata artica che giunge diretta nel Mediterraneo nelle prima decade di Gennaio, valori fino a -10° C a 850 hPa (1500 m) nell’Italia centrale (fig.5).

fig.5

Scenari da inverno crudo, con pesanti anomalie negative in tutta Europa in tale emissione (fig.6).

fig.6

Cosa sta accadendo quindi?? Che affidabilità possiedono simili previsioni??

A momento ancora bassa ovviamente, sebbene il modello europeo abbia mostrato una buona congruenza nelle diverse corse.

Per capire però cosa stia succedendo, risulta utile inserire una carta emisferica dell’emissione del modello americano parallelo, una elaborazione che affianca sempre quella ufficiale del modello GFS (Global Forecast System, fig.7).

fig.7

Ebbene, in tale figura si vede bene come l’onda aleutinica abbia ripreso possesso della sua sede naturale dallo stretto di Bering e come riesca a disarticolare il VP in Artico, di concerto con l’elevazione azzorriana dalla parte opposta dell’emisfero. La dinamica descritta è già inquadrata da diversi run nel lungo termine del modello e consentirebbe di inaugurare un periodo davvero freddo e perturbato nel Mediterraneo, come non capita ormai da alcuni anni.

Insomma, ad oggi ci sono le premesse per avere un mese di Gennaio prettamente invernale nelle regioni italiane.

L’analisi in corso non può però prescindere dalla visione delle carte stratosferiche, prima tra tutti quella del grafico NAM, che riassume tutto il comportamento del VP con un indice (fig.8).

fig.8

Come si vede dall’angolo in basso  sinistra in figura, il valore del NAM  a 10 hPa ha raggiunto la soglia di 1,5 in data 22 Dicembre.

Cosa succede ora??

Per adesso nulla, abbiamo più volte ripetuto che non si tratta di un pulsante on-off, il raggiungimento del valore non pregiudica necessariamente un’evoluzione come quella descritta. Occorrerà continuare a seguire l’andamento dell’indice nei prossimi giorni; qualora dovesse salire ancora e permanere su valori nettamente oltre la soglia, potrebbe anche succedere che i modelli in troposfera modifichino radicalmente la loro visione per il  mese di Gennaio, evidenziando un deciso ricompattamento della struttura del VP.

Per adesso però, nulla di tutto questo è previsto e, anzi, la prima bordata fredda al sud è ormai praticamente sicura, vedremo il  seguito nei prossimi giorni.

Fonte Web: DOPO LA PRIMA BORDATA FREDDA AL SUD DA GIOVEDI’, I MODELLI DISEGNANO UNO SCENARIO PERTURBATO E NEVOSO PER LE REGIONI ITALIANE GIA’ A INIZIO GENNAIO, ECCO LE POSSIBILITA’

Roberto
Attività Solare

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