IL SEGUITO DI CLIMATEGATE: COME SIAMO ANCORA INGANNATI CON DATI IMPERFETTI SUL GLOBAL WARMING!

Qualcosa di molto strano sta avvenendo con i dati delle temperature raccolte in tutto il mondo dagli scienziati, scrive Christopher Booker.

By Christopher Booker
9:05PM GMT 24 Jan 2015

Anche se è emerso sette anni fa o poco più, uno dei più grandi straordinari scandali del nostro tempo, non è mai riuscito ad attirare completamente i mass media con grandi titoli sui giornali. Nei giorni scorsi ancora una volta si è verificato un classico esempio, che ha attirato molto la mia attenzione, quando, in seguito a tali affermazioni, nei giorni scorsi sono state rese ufficiali le temperature inerenti ad un 2014 che sarebbe risultato, secondo alcuni enti, “l’anno più caldo mai registrato”.

Nei giorni seguenti, venivo attratto da un titolo di un articolo su un blog climatico: “MASSIVA MANOMISSIONE DELLE TEMPERATURE IN SUD AMERICA”.

Le prove pubblicate sul blog “Not a lot of people know that“, e scoperte da Paul Homewood, sono davvero impressionanti.
Perplesso per quel “2014 reputato il più caldo di sempre”, affermazioni rese note dalla Goddard Institute della NASA per gli studi spaziali (Giss), Homewood ha così esaminato una vasta zona del Sud America, che si estende dal Brasile al Paraguay, dove secondo il Giss le temperature si sono alzate molto e più velocemente che in qualsiasi altra zona.

Homewood, ha anche notato che le stazioni meteo che misurano le temperature al suolo non sono numerose in quelle zone, quindi ha deciso di concentrarsi su tre stazioni rurali che coprono una vasta area del Paraguay. Il GISS ha mostrato come si è registrato tra il 1950 e il 2014, un aumento particolarmente rapido della temperatura, addirittura superiore a 1,5 gradi, praticamente due volte l’aumento globale accettato per tutto il 20° secolo.

Ma quando Homewood è stato poi in grado di controllare i dati del GISS, riscontrandoli con i dati originali da cui sono stati ricavati, ha scoperto che i dati erano stati alterati clamorosamente. Mettendo a confronto i grafici, ha notato infatti che le temperature erano risultate in declino in quel periodo di 65 anni. Quando ha poi controllato con lo stesso procedimento le altre due stazioni, ha trovato lo stesso risultato. In ciascuno dei tre casi, i dati originali non avevano mostrato alcun aumento, ma al contrario risultavano in declino.

Homewood ha infatti scoperto ancora uno dei tanti esempi delle migliaia di elementi di prova che vengono alla luce in questi ultimi anni e che dimostrano che qualcosa di molto strano sta accadendo con i dati raccolti delle temperature, raccolti dagli scienziati di tutto il mondo. In particolare l’attenzione viene data al gruppo di esperti delle Nazioni Unite intergovernativo sui cambiamenti climatici (IPCC), che ha guidato la paura più grande e più costosa della storia: la convinzione che il mondo è in preda ad un riscaldamento senza precedenti.

Perché si è arrivati al punto di sentirsi dire che le temperature globali hanno improvvisamente iniziato a salire al livello più alto da 1000 anni a questa parte? In realtà, è risultata in aumento tra il 1860 e il 1880 e il 1910 e il 1940, come parte di quel graduale riscaldamento naturale, dal momento che il pianeta è uscito dalla secolare “Little Ice Age” circa 200 anni fa.

Questa convinzione ha riposato interamente su cinque documenti ufficiali di dati. Tre di questi si basano su misurazioni effettuate sulla superficie terrestre, le versioni di cui sono quindi compilate dal Giss, dalla US National Oceanic and Atmospheric Administration (NOAA) e dalla University of Climatic Research Unit della East Anglia in collaborazione con il Centro di Hadley per le previsioni del clima e parte del Met Office britannico. Gli altri due record sono derivati da misurazioni effettuate dai satelliti, quindi compilate da sistemi di telerilevamento (RSS) in California e della University of Alabama, Huntsville (UAH).

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Il grafico rettificato dell’Istituto Goddard per gli studi spaziali

Negli ultimi anni, questi due metodi molto diversi di misurazione delle temperature globali, hanno sempre mostrato risultati molto diversi. I record di rilevamento delle temperature superficiali hanno mostrato un trend in aumento fino al 2014 come “gli anni più caldi da quando sono iniziate le rilevazioni”. Al contrario le rilevazioni satellitari RSS e UAH non hanno, nel frattempo, subito aumenti particolari nella tendenza negli ultimi 18 anni, con il 2014 classificato soltanto al sesto posto più caldo dal 1997.

La sorpresa è che, i tre record delle temperature superficiali, tutti gestiti da credenti molto appassionati di riscaldamento artificiale, infatti traggono la maggior parte dei loro dati superficiali da una singola fonte. Questa è la storica Network Global Climate (GHCN), gestita dalla US National Climate Data Center sotto il NOAA, che a sua volta è sotto il Dipartimento del Commercio statunitense.

Ma due aspetti di questo sistema di misurazione delle temperature superficiali sono stati a lungo preoccupanti in questa gamma crescente di statistici, meteorologi e blogger scientifici di esperti. Il primo aspetto è quello che la rete presumibilmente mondiale di stazioni da cui trae i suoi dati GHCN è difettosa. Fino all’80% o più della superficie terrestre non è affidabile e senza copertura totale. Il secondo aspetto ci dice che, intorno al 1990, il numero di stazioni è stato più che dimezzato, da 12.000 si sono riditte a meno di 6.000, e la maggior parte delle rimanenti stazioni di raccolta sono concentrate in zone urbane o luoghi dove alcuni studi hanno dimostrato che, grazie “all’effetto isola di calore”, le letture possono risultare maggiorate fino a due gradi nelle aree rurali, dove sono state perse migliaia di stazioni.

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I dati grezzi in forma grafica.

Per colmare le enormi lacune, le compilazioni delle registrazioni hanno fatto ricorso all’informatizzazione “tamponamento”, per cui le temperature più elevate registrate dalle stazioni rimanenti, sono state proiettate verso vaste zone circostanti (Giss consente alle stazioni singole di dare una lettura che copre 1,6 milioni di miglia quadrate). Questo da solo ha contribuito al brusco aumento delle temperature mostrate negli anni dopo il 1990.

Ma ancora più preoccupante è stata l’evidenza che anche questi dati sono stati poi sottoposti ad “aggiustamenti” continui, sempre in una sola direzione. Temperature precedenti ridotte, mentre le temperature più recenti sono state alzate, dando così l’impressione di un aumentato molto più alto di quanto mostrato dai dati originali.

Un primo esempio lampante di questo è stato notato da Steve McIntyre, lo statistico che ha esposto l’inganno su computer dietro il famoso “Bastone da Hockey” grafico amato dall’IPCC, nel quale pretendeva di dimostrare che, contrariamente alle prove precedenti, il 1998 era stato l’anno più caldo degli ultimi 1000 anni. Ed è stato ancora McIntyre che, nel 2007, ha scoperto le rettifiche retroattive all’ingrosso messe a record di superficie degli Stati Uniti tra il 1920 e il 1999 compilati dallo stesso Giss (poi gestiti dall’attivista del clima James Hansen). Questi ha poi invertito una tendenza generale di raffreddamento in una tendenza al rialzo di 80 anni.
Anche Hansen aveva precedentemente accettato che il 1930 era stato il più caldo degli Stati Uniti nel decennio dell’intero 20° secolo.

Assidui ricercatori, da allora hanno portato alla luce innumerevoli esempi simili in tutto il mondo, ad esempio nei paesi come gli Stati Uniti, Russia, Australia e Nuova Zelanda. In Australia, un raffreddamento di 80 anni di 1 grado per secolo è stato trasformato in una tendenza al riscaldamento di 2,3 gradi. In Nuova Zelanda, c’è una grande fila accademica che ha dimostrato che senza dati “aggiustati” non si è verificata alcuna tendenza al riscaldamento tra il 1850 e il 1998, dimostrando ancora una volta che i dati furono “rettificati” per dare una tendenza al riscaldamento di 0,9 gradi per secolo. Questa nuova versione è stata falsificata, naturalmente citata in un rapporto dell’IPCC (vedi “New Zealand NIWA temperature train wreck” di Watts Up With That (WUWT), un blog scientifico  che ha svolto un ruolo di primo piano in tale esposizione dimostrando il continuo giocherellare dei dati).

Di gran lunga la più globale di questa corruzione all’ingrosso alla corretta scienza è un documento scritto per la Science and Public Policy Institute, “Surface Temperature Records: Policy-Driven Deception?”, dai due veterani meteorologi degli Stati Uniti, Joseph D’Aleo e Anthony Watts di WUWT’s (e se i warmists sono tentati di commentare qui sotto questo articolo, sarebbero i benvenuti se potessero rivolgere le loro critiche con prove alla mano, piuttosto che ricorrere ai soliti meschini attacchi personali agli scienziati che, dopo aver esaminato le prove reali, sono arrivati a conclusioni ben differenti dalle loro).

Uno dei punti più provocatori derivanti dal dibattito sulle affermazioni che il 2014 sarebbe risultato “l’anno più caldo di sempre” è arrivato dall’accademico canadese Dr. Timothy Ball, quando, in un recente post su WUWT, ha usato l’evidenza dei dati ice-core dimostrando che le temperature più recenti risultate sulla Terra, sono più basse del 3% rispetto a tutti i periodi registrati dalla fine dell’ultima glaciazione, circa 10.000 anni fa.

In realtà, le implicazioni di tali distorsioni dei dati, vanno ben oltre una semplice rappresentanza di una delle aberrazioni più bizzarre della storia della scienza. Il fatto che i nostri politici sono caduti in tutto questo cavillo spaventoso, ha dato alla Gran Bretagna la politica più suicida e matta in ambito energetico (con i mulini a vento inutili per tutti) che in qualsiasi altro paese del mondo.

Ma almeno, se stanno sperando di vedere il “trattato sul clima universale”, che verrà firmato a Parigi il prossimo mese di dicembre, possiamo essere abbastanza sicuri che l’anno 2014 non sarà stato l’anno più caldo della storia.

http://www.telegraph.co.uk/comment/11367272/Climategate-the-sequel-How-we-are-STILL-being-tricked-with-flawed-data-on-global-warming.html

Enzo
Attività Solare

 

  • Alberto Rotondi

    se si media su tutte le stazioni del Paraguay si ottiene questo grafico

    http://berkeleyearth.lbl.gov/regions/paraguay

    Il complotto internazionale continua…

     
  • Alberto Rotondi

    Qui la figura

    berkeleyearth.lbl.gov/stations/157455

     
  • Alberto Rotondi

    Esiste un gruppo di scienziati indipendenti dell’Università di Berkeley che rianalizzano da anni i dati ufficiali NASA e NOAA.

    Il sito è una banca straordinaria di dati, accessibile a tutti

    http://berkeleyearth.lbl.gov/locations/44.20N-8.94E

    I dati della stazione sudamericana si trovano qui

    https://mapsengine.google.com/11291863457841367551-04024907758807700184-4/mapview/

    Cliccando è possibile accedere anche ai dati originali.

    http://berkeleyearth.lbl.gov/auto/Stations/TAVG/Text/157455-TAVG-Data.txt

    Questi dati grezzi sono completamente differenti dai vostri.

    Dobbiamo credere a un Blog o all’Università di Berkeley?

     
    • enzo

      Che ci sia un gruppo indipendente dell’Università di Berkeley o altri dieci simili che rianalizzano da anni i dati ufficiali di NASA e NOAA, poco importa, anzi ci vedo una spesa superflua e inutile. Il vero problema è totalmente differente, e mi spiego! Visto che NASA e NOAA hanno praticamente il monopolio sulla raccolta dei dati di superficie, oltre che quello satellitare o quasi, non capisco a cosa serva un garante, quando i dati possono essere modificati a piacimento alla fonte, come dimostrato nell’articolo e come molti altri ne pubblicherò, per dimostrare le continue truffe! Evidentemente climategate non ha insegnato nulla! E’ anche chiaro che se le centraline di rilevamento da 12.000 diventano meno di 6.000, ma non si capisce il perchè, e queste poco meno di 6.000 stazioni con il passar degli anni sono rimaste sempre più ingabbiate in zone dove ci si è costruito intorno, cementificando all’inverosimile intorno a queste centraline di rilevamento, a rigor di logica, è chiaro che non potranno mai essere paragonabili a quando ce n’erano presenti 12.000, con l’aggravante che oltre all’eliminazione di più del 50% delle centraline, ci dobbiamo aggiungere la tanto agognata isola di calore che certamente amplifica la temperatura, addirittura con sovrastima fino a 2 gradi! Se poi consideriamo il fatto che le temperature hanno iniziato ad alzarsi da circa il 1700 in poi, praticamente dalla fine della PEG, la riprova l’inizio dello scioglimento dei ghiacciai in tutto il mondo, ne viene fuori un quadro molto chiaro! Possiamo anche aggiungere che nel 20° secolo abbiamo avuto l’attività solare più potente degli ultimi 8.000 anni, ne possiamo dedurre che l’uomo possa centrare davvero poco sull’aumento delle temperature!

       
      • Alberto Rotondi

        centraline, isole di calore… oggi le temperature sono misurate prevalentemente dai satelliti e concordano con le stazioni terrestri.

        http://en.wikipedia.org/wiki/Satellite_temperature_measurements

        Dal data base di Berkeley sono state tolte tutte le isole di calore. La storia è interessante e riassunta qui

        en.wikipedia.org/wiki/Berkeley_Earth

        “Possiamo anche aggiungere che nel 20° secolo abbiamo avuto l’attività solare più potente degli ultimi 8.000 anni, ne possiamo dedurre che l’uomo possa centrare davvero poco sull’aumento delle temperature!”

        Sarebbe interessante correlare questa tua affermazione con dei dati scientifici pubblicati su riviste scientifiche, non su blog o riviste da edicola. Io nelle riviste scientifiche non trovo traccia di questo.

         
        • Alberto… penso che ci sia un certo “limite” oltre il quale si diventa SPAMMER… o TROLL. Ovvero quel limite che si supera abilmente, con commenti continui, perché si vuole avere ragione a prescindere.

          Sappilo che lo hai già superato abbondantemente.

          I rilevamenti satellitari indicano chiaramente che l’atmosfera terrestre si sta raffreddando ad eccezione dello strato più basso della troposfera, ovvero quello a contatto con il suolo. E a dirlo sono i dati satellitari NASA… non blog o riviste da edicola.

          http://www.star.nesdis.noaa.gov/smcd/emb/mscat/

          Pertanto non so come si possa continuare a sostenere imperterriti che è in atto un riscaldamento globale!

          Bernardo

           
          • Alberto Rotondi

            Il raffreddamento della stratosfera, fenomeno che avviene da 15 km dalla superficie in su, è molto studiato, anche se la dinamica dei processi che vi avvengono non è del tutto chiara. Chi è interessato all’aspetto scientifico del problema può informarsi qui

            http://www.nature.com/nature/journal/v491/n7426/full/nature11579.html

            Cosa c’entra col riscaldamento globale della troposfera? Boh

            Grazie per la risposta alla domanda contenuta nella mia discussione precedente, riguardo alla attività solare pazzesca del 20mo secolo.

            Io non porto SPAM, porto articoli scientifici, discuto la visione della scienza sui problemi che affrontate (?). Avete un sito dove dite che gli scienziati sono degli incapaci. Uno scienziato vi spiega che state sbagliando, portando dati e chiedendo di discuterli. Per tutta risposta, invece di ringraziare di animare un sito che non viene letto ormai più da nessuno, devo sentirmi dire che sono un troll. Non preoccupatevi, ho di meglio da fare, se la vostra intenzione è di non avere lettori informati sarete accontentati.

             
            • Uno scienziato?
              Ma hai idea di cosa dicano effettivamente gli scienziati? Oppure parli solo per fare il figo della situazione?

              Evidentemente c’hai capito molto poco di tutto l’argomento.
              La scienza, quella vera, che a te non te ne frega un cazzo di cosniderare, dice chiaramente che il clima del pianeta Terra dipende al 98-99% circa dall’Attività Solare. E questo è stato ampimente dimostrato.
              Dice anche che la CO2, che è un buon gas ad effetto serra ma non il migliore (che resta sempre il vapore acqueo), è in percentuale molto bassa nell’atmosfera del nostro pianeta. E stando agli studi di paleoclimatologia, questa varia periodicamente seguendo, con un CERTO RITARDO, l’andamento medio della temperatura terrestre. Specialmente per quanto concerne quella oceanica.
              E dice anche che all’aumentare della CO2 la variazione della temperature si comporta in modo NON UNIFORME… ovvero inizialmente aumenta… poi inverte la tendenza (all’aumentare ulteriore della CO2) e diminuisce. Ma resta il fatto che la quantità di CO2 sul nostro pianeta dipende dalla temperatura degli Oceani.

              Quindi la Scienza, quella vera, fatta di gente che si spacca il culo dalla mattina alla sera e lo fa per passione e non per soldi, dice che non c’è alcun riscaldmaento globale antropogenico come invece fanno i tanti che pur di guadagnare qualche soldo o finanziamento sono disposti a vendersi l’anima. Come hanno abbondantemente fatto!

              Ma la Scienza dice anche che l’Attività Solare segue dei cicli più o meno lunghi che si ripetono imperterriti fregandosene abbondantemente della presenza, o meno, dell’essere umano sul nostro pianeta.

              E infine spiega anche che gli oceani tendono, sempre, a cedere energia allo strato più basso della troposfera…

              Pertanto non vedo cosa ci sia di sbagliato in tutto quel che diciamo e affermiamo da anni.

              Bernardo

               
            • Poi una cosa…. vorrei che guardassi a fondo i link che pubblichiamo… perché non mi va assolutamente di discutere con chi parte dal presupposto che noi di Attività Solare abbiamo torto a prescindere.

              Nel link che t’ho passato sopra, c’è anche il grafico della troposfera… che indica un raffreddamento sia della fascia alta che di quella media.
              Con un leggerissimo riscaldamento (tra l’altro costante negli ultimi anni) della fascia più bassa.

              Quindi non c’è solo un raffreddamento della stratosfera… ma anche della troposfera.

              Devo poi forse ricordarti che il progetto Argo ha trovato molto meno calore rispetto a quello che gli scienziati avevano previsto per tutte le profondità oceaniche?

              Oppure vuoi che ti ricordi che anche lo spessore dei ghiacci, sia antartici che artici, è molto più alto di quanto previsto dalla Scienza?

              Non lo so… Credo che qui ci sia qualcuno che ignora deliberatamente alcuni dati…
              …e non sono certo io!

              Bernardo

               
              • Alberto Rotondi

                “Nel link che t’ho passato sopra, c’è anche il grafico della troposfera… che indica un raffreddamento sia della fascia alta che di quella media.
                Con un leggerissimo riscaldamento (tra l’altro costante negli ultimi anni) della fascia più bassa.
                Quindi non c’è solo un raffreddamento della stratosfera… ma anche della troposfera.”

                RISPOSTA: Falso. Propio dai grafici che hai messo si vede che gli strati alti della troposfera si sono scaldati di qualche frazione di grado, mentre tutto il riscaldamento riguarda praticamente lo strato più basso. Parliamo dei primi 10-15 km di atmosfera. Lì sta concentrato il 75% della massa atmosferica e nello strato più basso ci sono le condizioni per la nostra vita. Non mi sembra una inezia.

                “Devo poi forse ricordarti che il progetto Argo ha trovato molto meno calore rispetto a quello che gli scienziati avevano previsto per tutte le profondità oceaniche?”

                RISPOSTA: le eccezionali misure di ARGO, che richiedono una lunga calibrazione per la temperatura, che deve essere accurata entro il centesimo di grado, data la grande capacità termica dell’acqua, hanno mostrato un accumulo di calore negli ultimi 20 anni pari a 10 alla 23 Joule pari a circa 6-10 centesimi di grado nei primi 700 metri. Non sembra invece che si misurino effetti a profondità più elevate.

                http://www.climate.gov/news-features/understanding-climate/climate-change-ocean-heat-content

                Un calore simile corrisponde al consumo elettrico italiano in 100 mila anni.

                “Oppure vuoi che ti ricordi che anche lo spessore dei ghiacci, sia antartici che artici, è molto più alto di quanto previsto dalla Scienza?”

                RISPOSTA: di quanto previsto dalla Scienza (S maiuscola) non vuole dire niente. Ci sono lavori scientifici di scienziati indipendenti, che fanno misure o formulano modelli, altri scienziati li confrontano e decidono dove i modelli non vanno bene. Si mette sempre l’accento su cio’ che non va, non su quello che funzione. Nella scienza non esiste un modello vero, esistono solo modelli e teorie che resistono (o meno) alla prova dei fatti. Procedura detta di falsificazione, che globalmente consente il progresso delle conoscenze. Ora abbiamo le misura di massa accuratissime dei satelliti GRACE, un vero e proprio miracolo, che consentono di misurare il volume globale dei ghiacci. Si misura una riduzione del volume dei ghiacciai terrestri.

                climate.nasa.gov/vital-signs/land-ice/

                e una diminuzione dello spessore e del”età di quelli flottanti

                Quali dati avrei ignorato?

                 
                • Come evidenziato nel mio articolo: http://www.attivitasolare.com/remote-sensing-systems-ovvero-rilevamento-satellitare-della-temperatura-dellaria/

                  Temperature Lower Troposphere = +0.122 K/decade (Guardando gli ultimi 15 anni l’andamento è costante)
                  Temperature Middle Troposphere = +0.077 K/decade (Guardando gli ultimi 10 anni l’andamento è costante)
                  Temperature Top Trophosphere = +0.0010 K/decade (praticamente costante)
                  Temperature Lower Stratosphere = -0.273 K/decade
                  Stratosphere: Fascia centrata sui 20 km di altezza (circa) = -0.235 K/decade
                  Stratosphere: Fascia centrata sui 30 km di altezza (circa) = -0.477 K/decade
                  Stratosphere: Fascia centrata sui 40 km di altezza (circa) = -0.761 K/decade

                  Come puoi vedere… solo la parte bassa della troposfera ha un riscaldamento misurabile. Ma all’interno di quei valori medi, ci sono alti e bassi.
                  La Fisica dell’atmosfera, la logica e la scienza in generale, ci spiegano che quando gli oceani iniziano a raffreddarsi, il freddo scende di latitudine… e tale movimento è evidenziato dal Jet Stream e dalle onde di Rossby che diventano sempre più accentuate.

                  Quel che sta accadendo invece ai ghiacci di tutto il mondo…:
                  Polo Nord = estensione in aumento e volume in netto aumento
                  Polo Sud = estensione in aumeto e volume maggiore di quanto fino ad oggi previsto

                  Per il resto del mondo, penso che le cronache parlano da sole.

                  Sinceramente non ho idea di cosa vuoi dimostrare!

                  Bernardo

                   
                  • Alberto Rotondi

                    “Quel che sta accadendo invece ai ghiacci di tutto il mondo…:
                    Polo Nord = estensione in aumento e volume in netto aumento
                    Polo Sud = estensione in aumento e volume maggiore di quanto fino ad oggi previsto”

                    RSPOSTA: o è falso quello che dici o sono falsi questi dati

                    http://nsidc.org/arcticseaicenews/

                     
                    • I dati parlano chiaro… dopo il minimo storico del 2012, l’estensione dei ghiacci è aumentata sia nel 2013 che nel 2014.

                      Se vuoi una controprova c’è il sito dei danesi… http://ocean.dmi.dk/arctic/icecover.uk.php

                      Per il volume, invece, basta guardare i dati…

                      Qui ad esempio c’è il valore più rilevamente… ovvero quello del Polo Nord… che quelli come te davano in totale declino: http://psc.apl.uw.edu/wordpress/wp-content/uploads/schweiger/ice_volume/BPIOMASIceVolumeAnomalyCurrentV2.1.png

                      Ripeto… se oltre a leggere cosa ti dicono gli scienziati strapagati per sparare cazzate, andassi a guardare anche i dati reali…. eviteresti brutte figure.

                      Da questo grafico sfido chiunque a sostenere che il volume del ghiaccio artico è in declino.

                      Bernardo

                       
                    • Alberto Rotondi

                      Sono senza parole: la curve che mostri per te indicano una crescita. Allora tutto mi è chiaro.
                      Ti consiglio di guardare i seguenti argomenti: errore statistico, barre d’errore, fit lineare, best fit, trend. Siamo al secondo anno di Ingegneria. Poi ne riparliamo.

                       
                    • Quindi fammi capire… se le curve mostrano una diminuzione dei ghiacci è tutto regolare. Se al contrario mostrano un’aumento dei ghiacci allora si parla di errori statistici e stronzate varie?

                      Guarda… lasciamo perdere… potrei diventare offensivo (ma fossi in te mi vergognerei di fregiarmi del tuo titolo di studio)!

                      Ah, ti avverto… EVITA DI COMMENTARE SE DEVI CONTINUARE A SPARARE CAZZATE!

                      Bernardo

                       
                    • Alberto Rotondi

                      Sai cosa significa quella barra disegnata con tratto leggero centrata sui punti della curva che hai messo? Sai cosa significa quella linea blu che va da + 5 a -5 in 34 anni? Sai cos’è la devianza spiegata e la devianza non spiegata? Senza queste nozioni è impossibile capire cosa significa quella curva.

                       
        • enzo

          Alberto, non mi pare che le stazioni di rilevamento in superficie abbiano avuto negli ultimi almeno 15 anni lo stesso risultato. Altrimenti non ci sarebbe una così grande disparità con i dati satellitari che ci dicono che le temperature sono stabili dal 1998.

          Questi invece alcuni studi scientifici che ho trovato velocemente nel mio archivio, relativi alla forte attività solare del XX° secolo rispetto agli ultimi millenni!

          http://www.reportingclimatescience.com/news-stories/article/astronomy-paper-implies-solar-role-in-climate-change.html

          http://www.sciencedaily.com/releases/2004/10/041030221144.htm

          http://arxiv.org/pdf/1103.4958.pdf

          Dovrei averne ancora qualcuno in giro, ma penso che questi possano bastare.

           
          • Alberto Rotondi

            Grazie, molto interessante il terzo articolo, quello del Max Planck. Li’ i dati sono ricostruiti con 3 o 4 metodi diversi e finalmente mostrano l’andamento più attendibile dell’attività totale, che ora è pari a quella di circa 2500 anni fa. Le variazioni sono di +- mezzo watt/m2, pari allo 0.04%. Questi sono i veri dati scientifici.