IL GLOBAL WARMING RIDUCE EFFETTIVAMENTE L’ATTIVITA’ DELLE TEMPESTE. QUESTO DICONO ALCUNI LAVORI SCIENTIFICI

Le attuali condizioni meteorologiche stanno mutando. Questo viene costantemente ripetuto praticamente da tutti, anche dal presidente Obama, che durante il suo più recente State of the Union Address, attraverso ambienti accademici lo ha ancora ribadito. E in pochi di noi oggi contestano il fatto che, nella meteo, dopo tutto, avvengono cambiamenti del tempo, questo è attestato dalla storia meteorologica del nostro pianeta.

Ma il cambiamento non è necessariamente un fenomeno negativo per qualcuno. Per altri invece la violenta mutazione delle condizioni meteorologiche, sono indicazioni di attività atta al riscaldamento globale, perché se così non fosse, le nuove scoperte scientifiche climatiche non sarebbero possibili.
Secondo l’articolo appena pubblicato dalla Quaternary Science Reviews, secondo la rivista  featuring peer-reviewed di ricerca sulla paleoclimatologia, geologia, scienza del suolo e di altre discipline geografiche e meteorologiche, che ha ricostruito l’attività delle tempeste in Islanda negli ultimi 12 secoli, arrivando alla conclusione che l’estrema variabilità meteorologica e l’attività intensa delle tempeste, era molto più comune durante la piccola era glaciale di quanto non fosse durante il periodo caldo medievale e il 20° secolo.

Questo naturalmente, è esattamente il contrario di quello che gli allarmisti del Global Warming vorrebbero far credere.

I risultati, tuttavia, sono in linea con gli studi precedenti, che sostanzialmente raggiungono le stesse conclusioni. Nel 2011, in un documento presentato a Bern, in Germania, presso l’International Union for Quaternary Science conference, nel luglio dello stesso anno, ricostruisce l’attività delle tempeste nel corso degli ultimi 7.000 anni, lungo tutta la costa mediterranea francese e scopre che il riscaldamento globale durante il periodo di riscaldamento medievale, fu caratterizzato da una bassa attività di tempesta, rispetto ai periodi freddi come la piccola era glaciale. Il documento conclude che, “i periodi freddi aumentano l’attività delle tempeste a causa dell’aumento del gradiente termico tra i tropici e i poli”, segnalato dal sito di analisi dei modelli del tempo HockeySchtick.blogspot.com

Questo studio ha anche concluso che, “le anomalie del clima del Medioevo, sono state caratterizzate da una bassa attività delle tempeste”, e non attribuibile al riscaldamento globale di oggi.

La violenza delle tempeste, era peggiore durante i periodi di raffreddamento e non durante il riscaldamento.
Nel riassunto dello studio del 2011, gli autori scrivono: “Queste evidenze per quanto riguarda la forte attività delle tempeste nel Mar Mediterraneo del nord-ovest, sono in accordo con le variazioni di idrodinamica costiera osservate nel Nord Atlantico e che corrispondono al periodo dell’Olocene, con periodi di raffreddamento nel Nord Atlantico. Nei periodi osservati delle basse SST (Sea Surface Temperature), questa zona può essere portata ad un forte gradiente meridionale di temperatura e una migrazione verso sud dei venti occidentali durante questi periodi.
Noi ipotizziamo che l’aumento dell’attività delle tempeste, durante l’Olocene con eventi freddi sopra il Nord Atlantico e del Mediterraneo, è probabilmente la causa di un forte aumento del gradiente termico che ha portato ad una maggiore baroclinicità la troposfera inferiore su un grande dominio Atlantico centro europeo.

Prima che la comunità scientifica, appoggiata dalla sinistra, si convincesse che il mondo fosse andato verso un riscaldamento globale, grazie, ovviamente alle attività umane, essi credevano che al contrario erano in procinto di entrare in una nuova era glaciale.
Infatti a metà degli anni 1970, era di gran moda pensare che ci avviassimo verso un raffreddamento globale del pianeta.

Questi potrebbero essere spunti di riflessione, per la prossima volta che sentirete il presidente degli Stati Uniti o qualsiasi altro “esperto” del clima,  affermando che le gravi tempeste come Sandy o l’uragano Katrina, siano il risultato di cicli di riscaldamento globale di origine umana.

La ricerca dimostra che è proprio il contrario.

Hurricane

http://splashurl.com/onqzfmc

Sources:

http://splashurl.com/ngp4dz9
http://splashurl.com/qx2bpxc
http://splashurl.com/pjblhjs
http://splashurl.com/p5kva6b
http://splashurl.com/ob6hsca

Enzo
Solar Activity

 

  • Io non credo, personalmente sono piu’ propensa a credere che gli uragani tropicali si intensificheranno ( in alcune zone della terra temperature caldissime e altre con temperature gelide) questo perché ci sono dei cambiamenti a livello di campi magnetici terrestri e campi elettrici solari che interferiscono e cambiano completamente il quadro della situazione. Le cose non sono prevedibili da un mio punto di vista, mettendo insieme quello che i ricercatori britannici, tedeschi e americani commentano. L’attività geologica lo conferma e queste forze in moto cosi’ intense hanno ripercussioni che l’uomo in questi ultimi secoli non ha mai visto ne conosce.

     
  • Che le glaciazioni ci siano sempre state è un dato di fatto, ciò non toglie che l’accellerazione dell’immissione di anidride carbonica dal secolo scorso è talmente aumentata (rispetto al medioevo per capirci) che non è possibile stabilire l’impatto dell’uomo sui cambiamenti climatici. Due siti forse tra i più attendibili e che sono molto aggiornati sono: http://www.ipcc.ch/ e http://www.worldwatch.org/bookstore/publication/state-world-2013-sustainability-still-possible. Buon approfondimento!:)

     
    • Esatto quello che dici ” non è possibile stabilire l’impatto dell’uomo sui cambiamenti climatici.” Ma l’ente governativo che citi, tale IPPC appunto, da la completa responsabilità alla causa antropica, dimenticandosi completamente del sole e della sua influenza che ha sul clima, senza parlare di vulcani ecc.ecc. Questo non può essere accettato da nessuno scienziato che si rispetti perchè i cambiamenti climatici sono sempre avvenuti, sia con la presenza dell’uomo che senza. 😉 Enzo

       
    • ma questo è evidente e nessuno vuole fare della demagogia.., ma rendiamoci conto che sarà sempre meglio investire in sistemi di ricerca migliorativi e a minor impatto ambientale, soprattutto nell’ottica della ripresa economica..

       
    • Certo Sarah, su questo sono d’accordo con te. Vorremmo tutti un pianeta più pulito e senza speculazioni. Ma questo è tutto un altro discorso. Enzo

       
  • ecco spiegato. bravo Enzo. divulghiamo più che possiamo!

     
    • Cara Srivvia, lentamente quell’ammasso di imbroglioni legalizzati crollerà con tutto il sistema, creato ad hoc per finanziarsi con milioni e milioni di dollari, prelevati dalle tasche della povera gente. Questo è inaccettabile, specie se pensiamo alla crisi profonda che stiamo attraversando in tutto il pianeta e che purtroppo potrebbe peggiorare. 😉 Enzo

       
    • purtroppo ancora la gente non ci crede. che vogliamo fare?

       
    • Noi quello che possiamo fare e divulgare lavori scientifici come sopra, dimostrando se non altro la capacità di ragionare con la propria testa e onesta intellettuale. Il resto si spera che prima o poi la gente capisca…. speriamo capisca prima che gli entri il ghiaccio in casa… 😀 Enzo

       
    • mah, per come conosco il genere umano, probabilmente tuttora, coloro che sono sepolti dalla neve, staranno dando la colpa all’ AGW. XD

       
  • Sarah Revoltella