IL FENOMENO DI EL NINO RESTA IN ZONA NEUTRALE!

Qualche mese fa, se vi ricordate, vi acennammo (contrariamente alle previsioni del NOAA e di qualche sito propaganda) come non vi fossero le condizioni per un fenomeno di El Niño strong, ma che tuttalpiù sarebbe rimasto tra il neutrale e il moderato.

Ma andiamo per gradi. Che cos’è il fenomeno di El Niño e cosa rappresenta per il clima mediterraneo?

DIDATTICA INDICI

El Niño è quel fenomeno nel Pacifico tropicale che da solo può condizionare la temperatura dell’intero pianeta, regolando l’andamento degli Alisei e la reazione della temperatura superficiale del grande oceano, dove prende il nome di ENSO, acronimo di El Niño and Southern Oscillation.

Si tratta dunque di un indice misto, questo perchè per metà comprende la temperatura dell’Oceano Pacifico e per metà la temperatura atmosferica, trasmettendo direttamente il calore dell’acqua assorbito dai raggi solari per poi essere rilasciato alla troposfera. L’oscillazione tra il fenomeno di El Niño (acque superficiali calde) e de La Niña (acque superficiali fredde) ha una durata in media tra i 2 e i 7 anni.

Ma da che cosa nasce il fenomeno di El Niño?

Semplificando molto il meccanismo, per facilitarne la comprensione a coloro che hanno poca dimestichezza con la materia, possiamo dire che il fenomeno parte dall’andamento dei venti quasi costanti che soffiano dalle latitudini tropicali e guidati dall’effetto Coriolis, convergono poi verso l’Equatore.

Questi venti sono chiamati Alsei.

Gli Alisei o trade winds, in condizioni normali soffiano verso ovest nel Pacifico tropicale e questo flusso pressoché continuo genera una circolazione oceanica (circolazione di Walker) che determina un accumulo di acqua sulla costa occidentale del Pacifico. La circolazione di Walker provoca anche temperature superficiali dell’acqua del Pacifico occidentale maggiori di circa 8°C rispetto a quella delle coste orientali, dove il deflusso delle acque superficiali viene compensato dalla risorgiva di acque fredde profonde. Durante l’anno possono subire improvvise interruzioni a causa di una particolare collocazione dell’attività temporalesca tropicale (a sua volta individuata da un altro indice chiamato MJO).

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Nel grafico sono rappresentati gli Alisei o trade winds

Durante un fenomeno di El Niño, gli alisei nella parte centro-occidentale del Pacifico tropicale diminuiscono di intensità indebolendo la circolazione oceanica descritta in precedenza. La conseguenza di ciò è un riscaldamento delle acque superficiali nel Pacifico orientale. Le precipitazioni seguono questo flusso di acqua calda, provocando piogge intense in Perù e, di converso, periodi di siccità in Indonesia e in Australia. Lo spostamento del pattern delle precipitazioni verso est comporta un cambiamento nelle configurazioni di pressione atmosferica e ciò causa alcune conseguenze sulla circolazione generale avvertibili anche nei paesi extratropicali, in particolare nel continente nordamericano. Nel caso opposto di intensificazione degli alisei rispetto ai valori climatologici, la circolazione di Walker tende a intensificarsi, con un’estensione delle correnti fredde verso il Pacifico centrale. Si parla in questo caso de La Niña. El Niño e La Niña sono in definitiva due fasi opposte di un fenomeno oscillatorio delle temperature del Pacifico tropicale, El Niño southern oscillation (ENSO), di cui rappresentano la fase calda (El Niño) e quella fredda (La Niña).

Bene! Fino a qui credo abbiate più o meno capito. Ma cosa centra la zona europea con l’Enso che resta dall’altra parte del mondo?

Al di là delle implicazioni strettamente fisiche del fenomeno e ancora in fase di studio, possiamo poggiare le nostre conoscenze sulla statistica. Qualora il fenomeno di El Niño superi una determinata magnitudo (0.5) e per diversi mesi di seguito (minimo 5 mesi), possono crearsi condizioni favorevoli ad estati molto calde sul suolo europeo, quindi anche in Italia.

Per questo motivo la correlazione tra El Niño strong (forte) ed estati più calde della norma in Italia è molto alta.

Dopo una breve spiegazione del fenomeno più importante tra gli indici climatici mondiali, ora passiamo alla lettura delle mappe fornite dagli enti di monitoraggio di El Niño.

PROIEZIONI

Mentre la temperatura della superficie dell’Oceano Pacifico tropicale è attualmente a livelli tipicamente associati ad un debole El Niño, le acque sotto la superficie si sono raffreddate e i modelli atmosferici continuano a rimanere neutrali.

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Nel grafico le varie temperature ai vari livelli della zona Enso

Tuttavia, negli ultimi 15 giorni si sono verificati cambiamenti nell’atmosfera che potrebbero determinare una risposta alla superficie calda delle acque dell’oscillazione del SOI (Southern Oscillation Index) sceso di oltre 10 punti, segnale di un indebolendo degli alisei.

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Nel grafico l’andamento dell’indice SOI

Queste modifiche dovrebbero persistere per diverse settimane al fine di considerare un possibile consolidamento di El Niño neutrale, fenomeno semplicemente legato ad un breve termine di variabilità climatica.

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Nel grafico le proiezioni di El Niño nella zona 3.4 la più importante

Se diamo uno sguardo anche ad un altro indice importante, l’Indian Ocean Dipole (IOD) notiamo come sia attualmente neutro. Le prospettive del modello suggeriscono che lo IOD ha un’alta probabilità di rimanere neutrale nel prossimo inverno e nella prossima primavera.
Ricordiamo che la probabilità di un evento positivo IOD aumenta con El Niño. Eventi IOD positivi sono in genere associati con grandi zone dell’Australia meridionale e centrale con piovosità inferiore rispetto alla media.

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Il grafico delle proiezioni dello IOD

Conclusioni

Guardando le proiezioni, come possiamo osservare dai grafici allegati, al momento e per molti mesi ancora non ci sono le condizioni per un possibile El Niño strong, ma piuttosto un evento tra il debole e il moderato. Quindi ne possiamo dedurre che le temperature globali potrebbero restare ancora stabili o alzarsi leggermente nel corso dei prossimi mesi.

http://www.bom.gov.au/climate/enso/index.shtml#tabs=SOI

ENZO
ATTIVITA’ SOLARE

 

  • Sarà neutrale….ma gli uragani stanno già facendo manbassa nella zona

     
  • Ottimo articolo .. ho notato che in regime di bassa attività solare come quello che stiamo attraversando, l intensità di alcuni venti costanti come gli alisei è diminuita del 10% e in Antartico anche del 50% .. è la variazione della potenza della TSI irradiata dal Sole ad accelerare o frenare il nastro trasportatore del calore solare, cioè i venti e le correnti oceaniche ? .. può essere correlato? Grazie S.A. 🙂

     
  • Ottimo e chiarissimo!

     
  • terremoto al largo del giappone M 6.8 , anche sta volta sta calando l attivita’ solare

     
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