I freddofili che credono in ondate di freddo glaciale imminenti non saranno accontentati?

Da un commento al mio articolo di ieri mattina, nasce il titolo di questo post e relativo contenuto.

Nel mio commento di risposta avevo scritto questo:

No. Non è proprio così!

Purtroppo c’è tanta confusione quando si usa il termine “era glaciale”.

Nel gergo popolare è il periodo terminato intorno ai 12-15.000 anni fa…
Scientificamente è un periodo temporale INIZIATO circa 1 milione di anni fa e che continuerà per diversi milioni di anni.

Tecnicamente, le ere climatiche del nostro pianeta sono 2:

ERA GLACIALE: quando si ha presenza di ghiaccio sul pianeta
ERA INTERGLACIALE: quando non si ha presenza di ghiaccio sul pianeta

A sua volta l’ERA GLACIALE si divide in 2 parti:
PERIODO INTERGLACIALE FREDDO: quando si ha una espansione delle calotte polari e la temperatura media globale oscilla tra i 6 e i 10°C.
PERIODO INTERGLACIALE CALDO. quando si ha una contrazione delle calotte polari e la temperatura media globale oscilla tra i 12 e i 15°C.

Quest’ultimo periodo è quello iniziato meno di 12.000 anni fa (e che sta per finire) e dura mediamente 12.000 anni circa. L’evoluzione climatica di questo periodo è caratterizzata essenzialmente da una temperatura massima che viene raggiunta nei primi 5000 anni, seguita da una lenta diminuzione della temperatura media con frequenti sbalzi di temperatura tra i periodi di minima temperatura, come la Piccola Era Glaciale, e quelli di massima, come il Periodo Caldo Medievale.

Generalmente questi periodi caldi durano meno di 200 anni e sono distanziati tra loro di 1000 anni. Quelli freddi durano mediamente 500 anni e si alternano ai precedenti.

Tutto questo, però, è da intendere solo come “media” vista su lunghi periodi. Perché nella realtà ci sono frequenti sbalzi sia positivi che negativi. E sono proprio questi sbalzi a scombussolare la vita sul nostro pianeta.

Il raffreddamento climatico c’è, è innegabile e sarà anche molto violento. Ma durerà solo qualche decennio… poi le temperature torneranno a crescere…. Di quanto non si sa ma non si tornerà ai livelli di fine anni ’90!

Inoltre più si va avanti verso la fine del Periodo Interglaciale Caldo, più aumenteranno il numero e la portata degli sbalzi negativi di tempeatura e diminuiranno, di pari passo, il numero e la portata degli sbalzi positivi di temperatura… comportando un trend sempre più verso il freddo.

Se potessimo fare un salto in avanti nel tempo di 20.000 anni, scopriremmo che a partire dai primi anni 2000, il grafico delle temperature che andremmo a disegnare, con una media di 1000 anni, è una linea quasi verticale con le temperature che passano dai +14.5°C di inizio anni 2000 d.C., ai +8°C dell’anno 12.000 d.C..
Ma non avendo tale macchina (per fortuna) e vivendo appena una manciata di decenni, in realtà nessuno di noi si accorgerà della fine dell’interglaciale.

Vedremo solo una serie di inverni molto freddi, seguiti da estati fresche, qualche volta anche torride… ma il tutto in un contesto di raffreddamento globale!

 

Cerco di completare il discorso, perché è evidente che in molti ignorano passaggi fondamentali del clima terrestre… Ed è giusto cercare di spiegarne le evoluzioni.

 

Come più volte evidenziato, specialmente nell’articolo Influenza solare sul clima terrestre,  il clima del nostro pianeta dipende in gran parte dall’attività solare. La restante parte dipende dall’orbita terrestre.
Queste 2 cause, unite alle inerzie termiche e al fatto che il pianeta è costituito da decine di ambienti e “materiali” diversi e con diverse proprietà chimico-fisiche differenti, fa si che la risposta dello stesso alle variazioni di energia ricevuta dal nostro Sole, non è sempre lineare e/o scontata.

Ad esempio, nel mio articolo DINAMICHE SOLARI: ATTIVITÀ SOLARE vs OCEANI, ho evidenziato come ci sia un ritardo tra la variazione dell’attività solare, e la corrispondente variazione della temperatura nell’oceano Pacifico prima e Atlantico dopo. Un’ulteriore approfondimento su tale tematica la trovate anche nell’ottimo articolo di Climatemonitor.it a firma di Franco Zavatti: Confronto tra indice geomagnetico AA e Accumulated Cyclone Energy.

 

In sostanza, quello che avviene al clima del nostro pianeta, è il risultato della sovrapposizione contemporanea di decine di cicli “climatici” (passatemi il termine) differenti. Individuarli tutti è pura utopia… almeno per ora!

Ogni ciclo ha una o più cause e comporta aumenti e diminuzioni periodiche della temperatura.

Quando 2 o più cicli “climatici” si sovrappongono, gli effetti risultanti dipendono dagli effetti dei singoli cicli “climatici”.

Alla fine di tutto questo discorso… non è affatto facile stabilire esattamente come sarà il clima del futuro, ma possiamo fare delle supposizioni… proiezioni, previsioni abbastanza precise.

 

Prima di tutto bisogna capire che la variazione della temperatura, nel lungo periodo, non è mai “costante”. E questo lo vediamo dai grafici qui sotto:

fig1

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Nelle 5 figure qui sopra, vediamo la ricostruzione della variazione della temperatura realizzata mediante carotaggio del ghiaccio, per l’Antartide (linea verde) e Groenlandia (linea rossa). Sono 5 scale temporali differenti… e man mano che si “restringe” la scala, è possibile individuare meglio le minime variazioni di temperature all’interno di un trend molto più lungo e lineare.

Se volessimo fare l’ingrandimento di un periodo ancora più breve, come ad esempio il periodo che va dai 15.000 agli 8000 anni fa, il grafico qui sotto ci mostra delle variazioni che nei grafici di sopra non era possibile vedere.

 

fig6a

 

E restringendo ancora la scala temporale a soli 1000 anni, possiamo vedere ulteriori variazioni che nel precedente grafico non erano chiare.

 

fig6b

 

Ora, la limitata risoluzione temporale dei carotaggi, non ci permette di individuare bene le reali variazioni che di anno in anno si realizzavano nei 2 siti analizzati, ma di sicuro avveniva qualcosa di molto simile, ovvero delle variazioni anche molto violente la cui media la vediamo nel grafico qui sopra.

 

Cosa significa tutto questo?

Semplicemente che in futuro il clima avrà una tendenza al raffreddamento… ma non sono da escludere anni (anche decenni) di caldo. Molto dipenderà da quanta neve si accumulerà e, immancabili, da eventuali eruzioni vulcaniche molto potenti.

Chiunque pensi che la temperatura possa seguire variazioni lente e lineari si sbaglia di grosso.
Studi scientifici hanno dimostrato che in passato, per cause ancora al vaglio degli scienziati, vi sono stati cali verticali della temperatura, fortunatamente in zone estremamente circoscritte, anche di diverse decine di gradi nel giro di pochi mesi. Succederà ancora?
Non possiamo saperlo, ma dobbiamo renderci conto che siamo estremamente vulnerabili… e quasi totalmente impreparati ad affrontare lunghi periodi freddi. Il corpo umano non è predisposto per vivere a temperature sottozero. Ci si riesce, ma solo se vestiti pesantemente o in ambienti riscaldati.

 

Per concludere vi mostro un periodo di 150 anni, con temperature in crescita…

fig6c

Non è forse somigliante all’andamento della temperatura media del nostro pianeta negli ultimi 150 anni? Andamento che vogliono farci credere dipende esclusivamente dall’AGW, ovvero dalle emissioni di Anidride Carbonica in atmosfera?
Eppure, proiettando il trend della linea rossa per i successivi millenni si arriverebbe a temperature “assurde”… cosa che, però, non si sono verificate, ne mai registrate.

 

Il riscaldamento globale esiste?
Si… certo che esiste, ma solo se analizziamo l’andamento della temperatura in una scala temporale sufficientemente BREVE!
Altrimenti sparisce…. perché, nell’universo, NULLA è LINEARE!

Buona giornata
Bernardo Mattiucci