I DUE “BLOB” NEL NORD PACIFICO E NEL NORD ATLANTICO CONTINUANO A RAFFREDDARSI

Le temperature superficiali del mare (SST) nel Pacifico settentrionale e Nord Atlantico sono diminuite notevolmente nelle ultime settimane.

Ricordiamo come nell’immagine sotto, il “Blob” caldo nel Pacifico settentrionale nella West Coast americana nel 2014, era chiaramente visibile anche nel mese di aprile 2015:

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https://bobtisdale.wordpress.com/2015/05/12/april-2015-sea-surface-temperature-sst-anomaly-update/

Sia la zona del Nord Pacifico che quella del Nord Atlantico mostrano un raffreddamento significativo in questo finale del 2015, questo raffreddamento ha contribuito ad annullare quasi completamente il “BLOB” caldo nel Pacifico settentrionale:

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http://weather.unisys.com/surface/sfc_daily.php?plot=ssa&inv=0&t=cur

Gli effetti del brusco raffreddamento delle immense distese d’acqua, specie quelle precedentemente surriscaldate del Pacifico settentrionale, le ritroviamo anche nel forte calo delle temperature globali: le temperature globali crollano drasticamente nel corso di solo una settimana – un grado Celsius più freddo per l’emisfero settentrionale (NH)

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http://models.weatherbell.com/temperature.php

 

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http://www.cpc.ncep.noaa.gov/products/predictions/90day/tools/briefing/unger.pri.php

Inoltre se diamo uno sguardo ai modelli di previsione ENSO, La Niña dovrebbe arrivare nella seconda metà del 2016

E quindi, per una sana mente meteorologica resta facile immaginare cosa ci aspetta nei prossimi anni con le temperature globali.

Enzo
Attività Solare

 

  • Alberto

    Che effetti porterebbe il raffreddamento del blob pacifico?

     
  • aldeg

    consiglio alla redazione di attività solare di controllare mese per mese,con relativo articolo, il flusso e l’intensità della corrente del golfo,per capire meglio se sta rallentando e a che ritmo. cordiali saluti

     
    • Che stia rallentando è certo al 10000%. La CDG ha un ciclo di 12-14.000 anni ed è sfasato in anticipo, rispetto al Periodo Interglaciale Caldo (della durata media di circa 12.000 anni) di alcuni millenni. Questo significa che in una ipotetica “curva” disegnata su un grafico, noi in questo momento stiamo scendendo… molto velocemente.

      Il tutto va visto in un contesto più ampio… Un contesto nel quale la CDG, insieme alle altre correnti termoaline, è la principale responsabile, nel comparto Atlantico, dello scioglimento dei ghiacci accumulatisi durante l’ultimo Periodo Interglaciale Freddo (durato circa 120.000 anni).

      Inoltre sappiamo che rispetto a 100 anni fa circa, la velocità e la massa d’acqua “spostata” dalla CDG è notevolmente diminuita. Gli effetti di tale rallentamento impiegheranno alcuni anni a manifestarsi in quanto, contemporaneamente a tale ciclo, ci sono i cicli descritti da indici come l’AMO (per l’Atlantico) che vanno a produrre alterazioni significative nella temperatura oceanica in alcune zone e quindi nella direzione e forza delle correnti.

      Bernardo

       
      • Alberto

        ma si fermerà?