I DATI NOAA SONO TOTALMENTE INAFFIDABILI

Riporto, in versione integrale, un articolo apparso su climatemonitor.it questa mattina.

Le serie di temperatura si sciolgono al sole d’estate
Posted on 17 luglio 2015
Articolo di Franco Zavatti

 

I dati NOAA cambiano durante il mese di riferimento

I dati NOAA delle anomalie mensili di temperatura mondiale (terra e oceano, terra, oceano) sono disponibili, al sito Climate at glance(cag), attorno al 20-22 del mese successivo a quello di riferimento, con qualche variazione dovuta, credo, a fattori particolari. In genere si tratta di ritardi ma, a volte, anche di anticipi.

Per questo il 15 luglio stavo controllando se fossero usciti i dati di giugno e, scorrendo i dati di maggio, gli ultimi ancora disponibili, mi sono reso conto che i valori di febbraio e marzo 2015 (0.90 °C) non ricordavo di averli visti l’ultima volta che avevo scaricato i dati mensili (20 giugno 2015). Dopo un rapido controllo ho verificato che i due dati sopra e aprile 2015 erano stati aumentati di 0.01 °C mentre il valore di maggio 2015 era diminuito della stessa quantità, il tutto nel giro di meno di un mese.

Pur pensando a piccole correzioni “locali”, cioè relative agli ultimi mesi, ho messo a confronto i “due” dataset (in realtà le due serie sono lo stesso dataset) che mostro, insieme alla loro differenza amplificata di dieci volte, in fig 1 (pdf).

 

Fig.1

Fig.1. Confronto tra le anomalie di temperatura globale terra+oceano scaricate il 20 giugno 2015 (blu) e quelle scaricate il 15 luglio 2015 (rosso), sempre riferite al mese di maggio 2015. In marrone le differenze (luglio-giugno) moltiplicate per 10.

Tutte le correzioni sono entro l’incertezza delle “misure” (che in realtà non sono misure ma il risultato di complessi calcoli) e valgono 0.01°C per cui non ci si dovrebbe meravigliare di alcune modifiche al dataset. Ma qui, all’interno dello stesso mese di riferimento, si hanno correzioni sistematiche su lunghi periodi. Infatti il periodo che va da circa il 1960 ad oggi ha correzioni positive (luglio più caldo di giugno) o nulle, tranne maggio 2015, negativa. Il periodo 1910-1960 è tutto negativo tranne marzo e maggio 1948 e settembre 1959; dal 1880 al 1910 la situazione è più variegata ma i valori positivi sono in netta maggioranza.

Poi, come avevo messo in evidenza su CM poco meno di quattro anni fa, si nota ancora che ogni variazione al dataset NOAA implica modifiche anche dei dati storici di inizio serie (che, ancora, sono calcolati e non osservati). I sistematici aumenti e diminuzioni delle anomalie contribuiscono anche a modificare la pendenza complessiva di fig.1.

La stessa cosa succede per le anomalie di temperatura dell’oceano globale come si vede in fig.2 (pdf).

Fig.2

Fig.2. Come fig.1, ma per l’oceano globale, con lo stesso significato dei colori.

Anche se meno accentuate, le correzioni sistematiche sono presenti anche per l’oceano, ancora nel senso di aumentare la pendenza, cioè le differenze tra i periodi 1910-1940 e 1970-oggi.

La scelta di modificare il dataset all’interno del mese di riferimento, tra l’altro, non permette agli utilizzatori di specificare quale serie di dati stanno utlizzando, se non specificando la data di download.

 

Tutti i grafici e i dati, iniziali e derivati, relativi a questo post si trovano nel sito di supporto qui

 

INVITO TUTTI QUANTI LEGGERANNO QUESTO ARTICOLO, AD ANDARE NEL SITO DI CLIMATEMONITOR.IT E LEGGERE I COMMENTI PRESENTI IN PAGINA. VI RENDERETE CONTO CHE NON SIAMO GLI UNICI “FARNETICANTI” CHE PARLANO DI ALTERAZIONI E MANIPOLAZIONI DEI DATI METEOCLIMATICI. (se avete qualche reclamo fatelo la…, noi ci limitiamo a riportare l’articolo).

 

Ma permettetemi un commento partendo dalla seguente frase, tratta dall’articolo:

Tutte le correzioni sono entro l’incertezza delle “misure” (che in realtà non sono misure ma il risultato di complessi calcoli)…

Cioè… di cosa stiamo parlando?
Di numeri creati ad hoc… non di osservazioni.
Cioè… ci rendiamo conto che il futuro della politica di mezzo mondo e delle nostre conoscenze sul clima, è basato unicamente su dati “calcolati” e NON OSSERVATI DIRETTAMENTE? Ma dico, la scienza, quella fatta di ore, giorni, mesi e anni di assidue OSSERVAZIONI, analisi dei dati rilevati e solo alla fine formulazione di ipotesi, che fine ha fatto?

Questa mattina, come spesso accade il venerdì, ho avuto una conversazione telefonica in diretta su Radiostudio54.it e ho dovuto sottolineare, per l’ennesima volta, che ciò che vi viene SPACCIATO PER SACROSANTA VERITÀ dai media (di regime), non corrisponde affatto alla realtà.
Nei giorni scorsi un noto meteorologo (di cui non faccio nomi) ma che non rientra affatto tra quelli a me graditi, ha avuto l’ardire di sottolineare la gravità dell’ondata di caldo di questi giorni… che porterà temperature reali fino (e in alcuni casi anche oltre) i 48° c..
Ma dico… siamo scemi o cosa? E voi, siete consapevoli di cosa ciò possa significare?

Le temperature rilevate e quelle percepite, sono 2 cose totalmente differenti. E credetemi… quando si ha a che fare con temperature REALI prossime ai 50°C, senti la pelle letteralmente bruciare. Ve lo dico per esperienza… perché nel LUGLIO 2006, mi sono fatto oltre 1200 km di deserto libico… e in alcuni giorni siamo stati a 54°C all’ombra… (io stavo rinchiuso in macchina con 6 bottiglie di acqua da bere… causa disidratazione).

E le temperature di questi giorni, ad esempio oggi, sono ben lontane dai 40-45-48°C decantati dai media.

Schermata

 

Buona serata

Bernardo Mattiucci
Attività Solare