Gli Ingannevoli Proclami sui Record di Temperatura

Gli annunci sul mese più caldo non hanno alcuna base scientifica

Scritto da Tom Harris – The Washington Times (USA)

http://www.washingtontimes.com/news/2015/aug/23/tom-harris-global-warming-deceptive-temperature-re/

31 Agosto 2015 – Traduzione a cura di Mauri Ses. (scientific translator)

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Il governo degli Stati Uniti ci sta riprovando ancora una volta, pubblicizzando record senza senso in un parametro che non esiste, al solo scopo di spaventarci per qualcosa che non ha alcuna importanza.

La NASA e la National Oceanic and Atmospheric Administration (NOAA) hanno annunciato questa settimana (quella che è andata dal 23 al 30 agosto, n.d.t.) che secondo i loro calcoli, Luglio 2015 è stato il mese più caldo dall’inizio delle rilevazioni strumentali iniziate nel 1880. La NOAA dice che il record è stato fissato da ottantuno centesimi di un grado Celsius al di sopra di quello del Luglio 1998. La NASA ha calcolato che il mese di Luglio 2015 ha battuto quello che sostengono essere stato il precedente mese più caldo (Luglio 2011) di due un-centesimo di grado.

Ma i portavoce del governo raramente menzionano il fatto scomodo che questi record vengono stabiliti solo a causa dell’imprecisione nelle statistiche. La NOAA sostiene che ci sia un’imprecisione di 14 un-centesimo di grado nelle sue temperature medie, ossia quasi due volte il numero del record che affermano essere stato stabilito. La NASA afferma che i loro dati hanno in genere una precisione di un decimo di grado, cinque volte il numero del loro nuovo record appena stabilito.

Questo significa che i nuovi record di temperatura sono del tutto privi di significato. Nessuna delle due agenzie sa se è stato stabilito un record. Simili false dichiarazioni sono ormai all’ordine del giorno negli annunci della NOAA e della NASA. Loro regolarmente proclamano record mensili e annuali stabiliti solo grazie alle imprecisioni nelle misurazioni. Gli scienziati che fanno parte di queste due agenzie sanno che questo è disonesto.

Sanno anche che il calcolo delle cosiddette temperature medie globali in centesimi di grado è irrazionale. Dopo tutto, ci sono ben pochi dati disponibili per il 70 per cento della superficie terrestre che è oceano. Sono anche disponibili ben pochi dati sulle regioni montane e quelle desertiche, per non parlare dell’Antartico. Gran parte della copertura è così scarsa che la NASA è costretta ad affermare in maniera ridicola che le regioni sono adeguatamente coperte se c’è una stazione di rilevamento della temperatura nel raggio di quasi 1210 km. Questa è la distanza che intercorre tra Ottawa, in Canada, e Myrtle Beach, nella Carolina del Sud (USA), due città con climi molto diversi. Tuttavia, secondo la NASA, un’unica stazione di rilevamento della temperatura è sufficiente per le due città e la vasta area che le separa per essere adeguatamente rappresentate nel loro network.

In ultima analisi, non è più significativo calcolare una temperatura media per un intero pianeta di quanto non sia calcolare il numero di telefono medio nella rubrica telefonica di Washington DC. La temperatura, come la viscosità e la densità, e naturalmente i numeri di telefono, non è qualcosa per il quale può essere calcolata una media in maniera significativa. La “Temperatura Globale” non esiste.

Nel loro libro pluripremiato, “Taken By Storm” (2007), i ricercatori Canadesi Christopher Essex e Ross McKitrick spiegano: “La temperatura non è un quantitativo di qualcosa [come l’altezza o il peso]. È un numero che rappresenta la condizione di un sistema fisico. In termodinamica è noto come una quantità intensiva, a differenza di quantità quali l’energia, che hanno una proprietà additiva, che chiamiamo estesa in termodinamica.”

Anche se esistessero misurazioni di temperatura di superficie sufficientemente accurate per garantire una ragionevole copertura planetaria (ma non è così) e per calcolare una sorta di statistica della temperatura globale, interpretare il suo significato sarebbe una bella sfida. Che sistema per il calcolo della media usereste per gestire i dati provenienti da migliaia di stazioni di rilevamento della temperatura? La Media, il modo, il mediano o lo scarto quadratico medio? La scienza non lo dice. Per alcuni gruppi di misurazioni di temperatura ravvicinate (e la NASA e la NOAA hanno a che fare con migliaia di temperature molto vicine), un certo metodo di calcolo della media può portare ad una determinazione di riscaldamento mentre il ricorso ad un altro può portare ad una conclusione di raffreddamento.

Anche se si potesse calcolare una sorta di statistica significativa sulla temperatura globale, la cifra sarebbe irrilevante. Nessuno e niente ne farebbe esperienza diretta dal momento che noi tutti viviamo in regioni, non nel mondo. Non c’è un essere dalle mega dimensioni che se ne sta a cavallo del pianeta, capace di sentire le medie globali della temperatura, indifferentemente dal riscaldamento globale.

Le generazioni future sono tenute a richiedere il motivo per cui l’America ha chiuso le sue centrali elettriche a carbone, la sua fonte di energia elettrica più economica, più abbondante, e ha sperperato miliardi di dollari cercando di fermare cambiamenti insignificanti in fenomeni immaginari.

La triste risposta sarà che non aveva niente a che fare con la realtà della scienza, della tecnologia o dell’economia. Il tragico errore è basato sul voler soddisfare la convenienza della politica per pochi privilegiati, istigata da interessi finanziari acquisiti, e sostenuta da attivisti in gran parte non informati a cui vengono concesse le piattaforme multimediali necessarie per influenzare l’opinione pubblica. Come ha detto Jay Lehr, direttore scientifico dell’ Heartland Institute di Chicago: “E’ una truffa che supera di gran lunga tutte le altre che l’hanno preceduta.”

Tom Harris è il direttore esecutivo della Internazional Climate Science Coalition, con sede a Ottawa, in Canada