“EVENTI ESTREMI DEL TEMPO”: UN ALTRO MITO ALLARMISTA CHE CADE

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di James Delingpole 21 Mar 2016

L’aumento degli “eventi climatici estremi” causati dal riscaldamento globale di origine antropica sono una leggenda allarmista, e ora uno studio lo dimostra.
Infatti, contraddicendo alle rivendicazioni da parte della Royal Society, l’Accademia Nazionale delle Scienze e del Gruppo intergovernativo di esperti sui cambiamenti climatici, si sono avute più “condizioni meteorologiche estreme” nella prima metà del 20° secolo che nella seconda metà.

Da qui il titolo scelto dall’autore del documento di Cambridge, il Professore di Ingegneria Rep. Mike Kelly (R-PA): Trends In Condizioni Climatiche Estreme Eventi Dal 1900 – Un Conundrum Enduring Per La Politica Di Saggi Consigli.

Qui l’Abstract:

È ampiamente promulgato che credono che il riscaldamento globale causato dall’uomo sia esclusivamente formato da aumenti sia nell’intensità che nella frequenza degli eventi meteorologici estremi. Un sondaggio su alcuni siti meteo ufficiali e altri derivanti dalla letteratura scientifica, fornisce una forte evidenza che nella prima metà del 20° secolo si è avuto un maggior periodo di tempo estremo rispetto alla seconda metà, quando il riscaldamento globale antropogenico si affermò che fosse stato il principale responsabile del cambiamento climatico osservato.

La discrepanza tra i dati storici reali su scala temporale di 100 anni e le previsioni attuali offrono un vero e proprio enigma, quando un ingegnere cerca di fare una valutazione professionale del valore futuro reale di qualsiasi progetto di infrastruttura, che ha lo scopo di mitigare o adattarsi ai cambiamenti climatici. Quale è la base adeguata su cui dare giudizi quando la teoria e i dati sono in tale disaccordo?

L”enigma’ – come Kelly dice educatamente ponendolo in modo semplice e con moderazione. Tutti gli “esperti” hanno sempre affermato che gli eventi meteorologici estremi sono in aumento a causa del riscaldamento globale causato dalle emissioni di anidride carbonica prodotte dall’uomo. Ma se osserviamo tutti i dati storici questi ci dimostrano il contrario.

Come dimostra Kelly, abbiamo avuto cambiamenti estremi sia verso un riscaldamento che verso un raffreddamento nel tardo 19° secolo e l’inizio del 20° secolo, con maggior estremismo nelle precipitazioni, maggiori uragani mortali, i peggiori tornado, e le inondazioni più dannose che nella seconda metà del 20° secolo. Inoltre, Kelly ha osservato che i decessi sono stati molto più estremi correlati al tempo nella prima metà del 20° secolo che nella seconda metà.

Kelly seccamente conclude che da un punto di vista ingegneristico (il suo particolare campo di competenza), fare affermazioni esagerate e fuorvianti circa l’aumento climatico disastroso ed economico non ha alcun senso.

Inoltre nel corso di questo adattamento non è necessario lasciare la clientela libera di citare in giudizio i consulenti se i problemi sono stati super venduti e i costi di protezione dimostrano di essere stati eccessivi, anche su una base di 20 anni.

Ma questo non sorprende! Kelly riferisce di aver avuto enormi difficoltà ad ottenere la pubblicazione del suo studio in una delle riviste scientifiche tradizionali….

Il resto dell’articolo ve lo risparmio, visto che parla di come, “chi non la pensa alla loro maniera” trova enormi difficoltà  e impedimenti per vedere il proprio lavoro pubblicato sulle riviste scientifiche.

Ma questo già lo sappiamo! Comunque chi volesse approfondire può farlo qui

Enzo
Attività Solare