…eppur si muove: disquisizione sul Campo Magnetico Terrestre

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Terra!
È il 3° pianeta del Sistema Solare. Un corpo roccioso di 4.5 miliardi di anni con le caratteristiche ideali per ospitare la vita: NOI!
E per NOI che ci viviamo sopra è semplicemente perfetto…

…potremmo affermare che sia delle dimensioni ideali… con la giusta proporzione tra la massa e la densità, tra la gravità e la temperatura media superficiale, tra la velocità di rotazione intorno al Sole e quella di rivoluzione intorno al proprio asse;
…potremmo dire addirittura che ci offre tutte le garanzie necessarie affinché si possa vivere nella pace e nella tranquillità per il resto dei nostri giorni.

Ma non è così!

La terra si muove… e di parecchio. Continuamente!
Ma non sto parlando del pianeta…. quello lo sappiamo tutti che percorre la propria orbita instancabilmente intorno al Sole. Parlo delle terre emerse… della crosta terrestre, dei continenti e dei mari che li separano. E muovendosi determinano le variazioni climatiche che la scienza ha riscontrato grazie agli studi sulla Paleoclimatologia.

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Gli scienziati ci hanno spiegato qual’è, presumibilmente, l’evoluzione geologica del nostro pianeta. Un’evoluzione lenta e progressiva che non si è, ovviamente, ancora arrestata.

E ci hanno spiegat anche che il nostro pianeta ha una caratteristica fondamentale al fine di ospitare la vita: ha uno “scudo” contro le radiazioni cosmiche (raggi cosmici) che sono estremamente nocive per il DNA degli esseri viventi.

Tale scudo è noto con il nome di “Campo Magnetico Terrestre”.
Tutti lo conosciamo perché, grazie alla bussola (ma non solo), ci consente di orientarci in ogni punto del nostro pianeta, con sufficiente precisione, permettendoci di sapere sempre dov’è il nord (anche se oggi si preferisce l’uso del GPS).

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Il Campo Magnetico Terrestre è formato da 2 campi distinti… uno planetario, generato all’interno del nucleo del pianeta grazie al movimento vorticoso dello stesso, ed uno “crostale”, generato dai minerali ferromagnetici presenti nelle rocce che costituiscono la Crosta Terrestre.

Le linee di forza che compongono il Campo Magnetico Terrestre si estendono poi nello spazio dove vengono “piegate” dalla spinta del Vento Solare.

La forza del Campo Magnetico Terrestre è direttamente proporzionata all’Attività Solare. Più aumenta l’Attività Solare, più il Campo Magnetico Terrestre è forte e la sua protezione risulta più efficace.
Più l’Attività Solare diminuisce, più si indebolisce anche il Campo Magnetico Terrestre… e si è notato, come conseguenza di ciò, un aumento nella percentuale di Raggi Cosmici che impattano sugli strati più alti dell’atmosfera (provocando la formazione di nubi, pioggia e fulmini), un aumento del numero e dell’intensità dei terremoti, nonché un aumento delle eruzioni vulcaniche.

Grazie agli studi sul paleomagnetismo, ovvero la ricostruzione del Campo Magnetico Terrestre nelle varie epoche storico-geologiche, la scienza ci ha spiegato che periodicamente il campo magnetico tende ad invertire la propria disposizione. In pratica quello che attualmente è il Polo Nord Magnetico diventa il Polo Sud Magnetico e viceversa.

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Le bande nere e bianche rappresentano l’alternanza del campo dipolare secondo l’attuale orientamento (bande nere) e quello opposto (bande bianche). Fonte ingv.it

L’unica certezza che si ha circa il Campo Magnetico Terrestre è che questo, ciclicamente, inizia ad indebolirsi per poi iniziare ad “oscillare” sempre più velocemente… fino a quando, superato un certo angolo di oscillazione, avviene l’inversione magnetica.

E qui nascono una serie di dubbi….

La ricostruzione storica del movimento del Polo Nord Magnetico, ci indica che questo si è spostato notevolmente nel corso degli ultimi Secoli. Ma se confrontiamo tale movimento con quello compiuto dal Polo Sud Magnetico, invece, notiamo che quest’ultimo ha compiuto spostamenti di gran lunga inferiori. Perché?

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In questa immagine vediamo la proiezione del movimento di entrambi i poli, per gli ultimi 500 anni. La differenza di spostamento è considerevole. Oserei dire abissale. Così come lo è la velocità con la quale il Polo Nord Magnetico si sta spostando negli ultimi anni. Velocità che nel decennio scorso superava gli 80 km/anno.

Essì… un Polo Nord Magnetico… da corsa!

In realtà il movimento del Polo Nord Magnetico segue precise regole… ed oscilla periodicamente “avanti” e “indietro”…. 6 mesi circa in una direzione, 6 mesi circa nell’altra. Il Polo Sud Magnetico anche oscilla… ma in quantità molto minore.

Questa differenza ci porta a considerare il fatto che, essendo il Campo Magnetico Terrestre (presumibilmente) prodotto dal movimento rotatorio del Nucleo del pianeta, dovrebbe (il condizionale è obbligatorio) rispettare precise regole “strutturali”. Avere cioè un asse “rigido” (in realtà si tratta solo di una rappresentazione “virtuale” della realtà fisica) agli estremi del quale, in coincidenza con l’intersezione dell’asse stesso con la superfice del pianeta, è possibile identificare i punti geografici noti come Polo Nord Magnetico e Polo Sud Magnetico.

Ma se l’oscillazione tra il nord e il sud non è bilanciata, nel medio-lungo termine, oltre ad avere un certo grado di “inclinazione” dell’asse, si ha anche uno spostamento del punto medio di tale asse rispetto al nucleo del pianeta. Pertanto decade l’ipotesi che vede la genesi del Campo Magnetico Terrestre dovuto al movimento rotatorio del nucleo terrestre.

Come risolvere il dilemma?

Semplicemente facendo un passo indietro…

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Il gioco popolare del “tiro della fune” è forse il più conosciuto al mondo e viene praticato ovunque, da tempo immemore.

Normalmente lo si gioca sulla terraferma… con una linea posta inizialmente al centro che determina la sconfitta della squadra che per prima si “lascia” trascinare dall’altro lato.
Immaginiamo ora, solo per un momento, di organizzare un tiro alla fune tra 2 barche, in mare aperto, senza alcun riferimento, compresa la linea centrale del “vincitore”. Come fate, senza alcun riferimento, a stabilire chi trascina l’altro?
Non potete! Einstein ci insegna che tutto è relativo e che senza un preciso riferimento non possiamo affermare nulla con precisione.

La determinazione del movimento del Polo Nord Magnetico, infatti, è relativo alla posizione geografica che noi effettuiamo sulla superficie del pianeta.

Ovvero… partendo dal presupposto che per noi la crosta terrestre è pressoché immobile rispetto al nucleo, procediamo con l’individuazione sulla superficie terrestre del punto in cui le linee di forza del campo magnetico terrestre risultano perfettamente perpendicolari alla superficie stessa. Il punto nel quale tali linee di forza risultano “entranti”, sarà per noi il Polo Nord Magnetico. Il punto nel quale tali linee di forza risultano “uscenti”, sarà per noi il Polo Sud Magnetico.

Come abbiamo visto prima, però, col passare del tempo la posizione GEOGRAFICA del Polo Nord Magnetico è variata moltissimo… ed è stato “stabilito” che è tale punto, il Polo Nord Magnetico, ad essersi spostato. Ma ne siamo sicuri?
E se fosse invece la superficie del pianeta che, per qualche strano motivo, si sposta rispetto ad esso?

Charles Hapgood, uno storico statunitense vissuto nel secolo scorso (1904-1982), è il padre di 2 affascinanti teorie. La prima è quella denominata “teoria dello slittamento del polo”, secondo la quale l’asse di rotazione di un pianeta non è stabile in eterno ma ha variato la sua inclinazione rispetto al piano orbitale e può variare ancora… La seconda è quella per noi più attuale: la teoria della dislocazione della crosta terrestre.

Entrambe queste teorie non sono ben accette dalla comunità scientifica in quanto, a detta loro, violano pesantemente alcune (se non tutte) leggi fisiche. In realtà non è proprio così e forse sono proprio tali teorie, specialmente la seconda (visto che la prima è, a mio avviso, riconducibile alla seconda), a giustificare in qualche modo la realtà che ci circonda.

Vediamola più nel dettaglio.

La teoria della Dislocazione della Crosta Terrestre, prevede che, OLTRE alla teoria classicamente accettata della Deriva dei Continenti (e non in antitesi con essa), che spiega in modo geologico (ma non completo) l’evolversi della superficie del pianeta Terra, tutta l’intera crosta terrestre vada considerata in qualche modo come una grossa zattera che galleggia su un “mare”, il mantello, che può essere più o meno fluido. In particolari condizioni e per cause riconducibili alle oscillazioni indotte al pianeta da grandi eventi catastrofici come tsunami (Indonesia 2010, Giappone 2011), terremoti violentissimi (8.8° richter, Cile 2010; 8.9° richter, Giappone 2011) o forti eruzioni vulcaniche (ad esempio Yellowston), oppure dall’accumularsi di enormi quantità di ghiaccio (masse non bilanciate) sulla superficie del pianeta (Antartico e Nord America), la crosta terrestre possa scivolare sul mantello, esattamente come farebbe una barca sul mare. Tale scivolamento avverrebbe in tempi geologicamente brevi e indurrebbe un cambiamento “climatico” enorme dovuto alla nuova latitudine cui si ritroverebbero i vari continenti.

Con tale teoria verrebbe spiegato il movimento del Polo Nord Magnetico e giustificato il cambiamento della posizione del Sole (alba e tramoto), della Luna e delle stelle (come evidenziato nell’articolo sugli Inuit), oppure delle apparenti anomalie riportate in numerose mappe geografiche del passato (come la ben nota Mappa di Piri Reis).

Ma scientificamente, la dislocazione della crosta terrestre, è possibile?

Negli ultimi anni la scienza ha scoperto come l’Attività Solare influenza il tempo di decadimento degli elementi radioattivi presenti nelle rocce terrestri e specialmente nel nucleo del nostro pianeta. Tale variazione comporta un maggiore o minore rilascio di energia da parte del nucleo, in proporzione inversa rispetto all’Attività Solare (ovvero, quando l’attività solare aumenta, l’energia rilasciata dal nucleo terrestre diminuisce) e come conseguenza, si ha una variazione della densità del mantello e del magma.
In linea di principio, quindi, al diminuire dell’Attività Solare sul medio-lungo termine, si ha un aumento dell’energia rilasciata dal nucleo terrestre che provoca una maggior fluidificazione del mantello, la quale comporta una forte riduzione dell’attrito del mantello stesso con la crosta terrestre che, in questo caso, è maggiormente libera di muoversi a seguito delle oscillazioni non bilanciate di cui sopra.

Tale relazione è sempre più evidente col passare degli anni… e viene confermata dall’aumeto del numero e dell’intensità dei terremoti e delle eruzioni vulcaniche…. ma anche dalla velocità del movimento del Polo Nord Magnetico.

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Se analizziamo bene questa mappa (i punti rossi sono distanziati di 50 anni l’uno dall’altro), che riproduce in modo un tantino più accurato ciò che abbiamo riprodotto anche alla fine dell’articolo precedente, notiamo come il movimento del Polo Nord Magnetico non è stato affatto costante negli ultimi 2000 anni ma che, anzi, in alcuni periodi è stato caratterizzato da una velocità di spostamento notevole, mentre in altri periodi, invece, tale velocità è stata estremamente bassa.

Ora guardiamo la ricostruzione dell’attività solare negli ultimi 2000 anni…. (il grafico riporta la ricostruzione dell’attività solare per gli ultimi 4000 anni)…:

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Nel grafico ho inserito delle linee verticali di colore verde, in corrispondenza dei “minimi solari”, più o meno intensi.

Ora, se facciamo il confronto tra i movimenti del Polo Nord Magnetico e i minimi solari, notiamo subito che il movimento di quest’ultimo è più veloce durante i periodi di bassa attività solare, piusttosto che durante i periodi di alta attività solare. Esempi concreti… tra il 500 A.D. e il 750 A.D. c’è stato un movimento velocissimo, specialmente tra l’anno 650 e il 700. Tra il 950 e il 1000 AD, invece, il movimento è stato estremamente limitato. Andando avanti troviamo una nuova serie di movimenti estremamente veloci… tra il 1300 e il 1350 e tra il 1450 e il 1500. E sono proprio questi movimenti a confermarci la supposizione di cui sopra… perché proprio tra il 1300 e il 1500 ci sono stati il Minimo di Wolf e il Minimo di Spörer… separati da poco meno di un secolo di attività solare “normale”.

Concludendo questo lungo articolo… quindi… possiamo affermare che l’Attività Solare influenza il clima…. essendo la fonte del 98% circa di energia ricevuta dal sistema climatico del nostro pianeta…. ma influenza anche i terremoti e le eruzioni vulcaniche, e come abbiamo appena visto, anche la velocità di spostamento del Polo Nord Magnetico…. ovvero… della crosta terrestre rispetto al Polo Nord Magnetico.

Non è tuttavia facilissimo capire come si possa verificare nella realtà un movimento così evidente della superficie terrestre. Almeno ai giorni nostri… perché pare che, gli antichi, con la costruzione dei grandi siti megalitici, abbiano inteso proprio monitorare attentamente la situazione così da regolarsi per l’agricoltura, il pascolo e magari anche la vita di tutti i giorni.

Tutto questo ragionamento, sia ben chiaro, è frutto di anni di studio e analisi della realtà che ci circorda… ed è volto unicamente allo scopo di trovare una spiegazione di tante anomalie che la scienza “accademica” non riesce a fornire in modo esauriente.
Studi recenti sembrano individuare nel 2034 (circa) il momento in cui si verificherà l’inversione magnetica sul nostro pianeta.
Personalmente ritengo che tale evento sia già in atto e che gli spostamenti molto veloci apparentemente attribuiti al Polo Nord Magnetico, ne siano solo una dimostrazione.

Se è come penso…. il fatto che tra l’anno 1000 e 1200 c’è stato il periodo noto come Optimum Medievale, è giustificato dal fatto che l’Europa si travava ad una latitudine più bassa dell’attuale di almeno 15°!
Questo potrebbe spiegare anche il perché durante l’ultimo Periodo Interglaciale Freddo la calotta artica si sia estesa prevalentemente suò Nord America raggiungendo uno spessore di oltre 1500 metri… mentre nella siberia vi erano tribù di cacciatori raccoglitori… e di mammuts!

Ma si possono spiegare anche tanti altri “misteri” del pianeta… Tutto sta nel ricostruire la posizione geografica dei continente tenendo conto del fatto che il Polo Nord Magnetico e il Polo Nord Geografico sono “vincolati” e che sembrano non cambiare!

 

Bernardo Mattiucci
Attività Solare

 

  • Alessandro

    Salve a tutti, oggi stavo facendo alcune misurazioni e stranamente mi ritrovo il nord magnetico spostato a ovest di circa 20 gradi. Sto imazzendo per avere conferme perchè sto montando una antenna per le bande basse e guardando la prima antenna che ho montato nel 2008 mi ritrovo questo errore. Qualcuno ha risposte? NB: le misurazioni le ho fatte con strumentazione professionale ma 4 strumenti mi dicono tutti la stessa cosa sopratutti gli analogici ad ago.

     
    • Prova a fare qualche verifica con il software che trovi qui (anche se si ferma al 31.12.2015): http://www.ngdc.noaa.gov/geomag/geom_util/gmpole.shtml

      Per curiosità… in quale parte del mondo ti trovi?

       
      • Alessandro

        buongiorno, ho fatto la prova con il software della noaa in effetti trovo discordanze in merito infatti se vado a prendere i dati kepleriani dei stelliti noaa c’è una differenza sostanziale di 20 gradi ovest rispetto i puntamenti effetuati nel 2008. Altra cosa stamattina ho aggiornato i file TLE dei satelliti in ogni caso quando faccio il tracciamento per inseguire un satellite polare rispetto il 2008 mi ritrovo fuori di 20 gradi ovest. Teniamo presente che i rotatori lavorano con dati kepleriani e dati TLE agiornati. in ogni caso per la regolazione delle antenne va fatto posizionando gli elementi direttivi verso il nord magnetico. Sono certo che se faccio questa correzione tutto torna funzionare regolarmente ma quello che non mi spiego questi 20 gradi di spostamento ad ovest. Io vivo nord Italia costa est a 20 metri sopra il livello del mare, locator: Jn54xs.

         
        • Ok, capito… sei sul Delta del Po.
          Bella zona… 😀

          per quanto riguarda i 20° di spostamento… non ho idea da cosa possano dipendere. Hai provato a sentire qualche tuo “collega”? Potrebbe essere un’anomalia locale…

          Oltre a questo… posso consigliarti di verificare i dati sulla declinazione magnetica… visto che lo scorso anno sono stati modificati i dati di allineamento “magnetico” di tutti gli aeroporti principali sia USA che Europei.

          Qui, forse trovi qualcosa di utile. Ma non ho idea di come fare…
          https://www.ngdc.noaa.gov/geomag/magfield.shtml

           
          • Alessandro

            In effetti proprio pocanzi un amico che lavora al COA mi ha appena confermato che esiste questa anomalia perchè anche loro hanno trovato questo sfasamento di 20° pare che sia dovuto alla declinazione come dicevi tu + l’attività solare che in questi tempi è pressochè piatta ossia poca attività solare, facendo la somma delle due cose……Domani aggiusto l’antenna con i dati che ho rilevato, per il resto rimango ancora basito!

             
  • Emanuele Paganini

    Ciao, finalmente un articolo serio sul campo magnetico. Interessante… molto interessante. Da domani quando prenderò l’ascensore, mi chiederò se non sia l’ascensore che sta fermo, e il resto del mondo che si muove. In effetti, nessuno può dimostrare che non sia così… Oggi abbiamo tanta tecnologia, ma troppe convenzioni, troppe approssimazioni, necessarie alla scienza e alla società globali, ma che ci fanno perdere il contatto con la realtà. Abbiamo bussole, GPS, satelliti.. eppure ci vuole un esquimese a occhio nudo per capire che i punti di riferimento sono cambiati? Se ho capito bene qui non si tratta solo di precessione degli equinozi, non si tratta solo del fatto che la trottola “s’imbarda”… Però scusa Bernardo, se è tutta la crosta a dislocarsi, i punti di riferimento con cui confrontarsi ci sarebbero, esterni alla Terra, sotto forma di stelle nel firmamento. Non è tramite i telescopi elettronici che dovremmo cercare conferme? Quante domande che vengono leggendo quest’articolo 🙂 …. P.S. Secondo me alcune persone sono pagate per disturbare, per ostacolare l’informazione libera e indipendente. Mi meraviglio del fatto che, in totale buona fede, non li banniate se non quando hanno già passato il segno da un pezzo. Leggendo questo articolo mi sono pure venute in mente le teorie di Ighina.. Un ultimo dubbio: si dice che – ogni tot. centinaia di migliaia di anni, od ogni tot. milioni di anni, il campo magnetico si inverte. Questo si deduce dalla disposizine molecolare interna di alcuni minerali ferrosi. E se INVECE fosse la crosta, appunto, a dislocarsi, e i poli magnetici restassero fermi? I cristalli dei minerali parimenti risulterebbero invertiti. In questo modo il nucleo, durante l’inversione, non avrebbe “necessità di fermarsi” mettendo in crisi altri postulati della fisica, continuerebbe a ruotare mentre la crosta si disloca fino a 180°… Alla fine a invertirsi realmente sarebbe solo il campo crostale e non quello del nocciolo. Unico neo: allora le leggende sul Sole che sta alto nel cielo per tre giorni, mentre nell’altro emisfero permane la notte, per poi tramontare dalla parte opposta all’abituale, sarebbero da ricondurre ad altri fenomeni, e non all’inversione dei poli…

     
    • Emanuele Paganini

      sia come sia, complimenti per lo stimolante articolo. Ciao

       
    • Grazie per i complimenti Emanuele…

      Chiedi giustamente se ci vuole un Inuit a capire se i riferimenti sono cambiati o meno… Ebbene… la risposta è purtroppo SI!
      Motivo?
      La nostra iper-dipendenza dalla tecnologia.
      Mi spiego… quanti di noi al mattino guardano, ad occhio nudo, dove sorge il Sole?
      E quanti di noi trascorrono le serate ad osservare il cielo?
      Quella che cambia è la posizione del sorgere e tramontare del Sole…, della Luna e delle varie stelle “fisse”. Ma per capire se effettivamente è cambiato qualcosa, bisogna osservare la natura tutti i santi giorni… per anni… e memorizzare esattamente la posizione, ad esempio del sorgere del sole, per un dato giorno, ad una data ora, per anni. Gli antichi lo facevano con i siti megalitici… Noi lo dovremmo fare, come minimo, con l’orizzonte…. Ma il più delle volte andiamo di fretta… al lavoro… a casa… in vacanza… e non ci soffermiamo su queste “piccolezze”.
      L’impressione che sia cambiato qualcosa ce l’ho avuta anche io… qui da me… ma qui alla nostra latitudine la variazione è minore… e se non si guarda costantemente l’alba non si riesce a memorizzare l’esatta posizione. Tale impressione però ce l’hanno avuta tante altre persone…. e qualcuno ha azzardato anche qualche calcolo o qualche indicazione….. comunque importante!

      Il motivo del perchè con la tecnologia non si riesce a capire, è che la tecnologia, come ho cercato di far capire in altri commenti, si basa su un modello matematico costantemente aggiornato rispetto alla geografia reale del pianeta. Pertanto l’eventuale movimento della stessa rispetto all’asse di rotazione viene eliminata.

      Bisognerebbe puntare il telescopio manualmente… con effemeridi calcolate, magari, 2 o 3 secoli fa… e non scaricate dal web… dove vengono aggiornate sulla base del modello di riferimento di cui sopra.

      Idem… per quanto riguarda il GPS… che da un’esatta localizzazione rispetto alla GEOGRAFIA e non, come molti pensano, rispetto ad un riferimento assoluto quale dovrebbe essere l’asse di rotazione del pianeta.

      Per quanto riguarda l’inversione… poi, citi giustamente ciò che avviene a livello molecolare. Ovvio che ciò che cambia è la posizione del Polo Nord Magnetico rispetto alla “materia”. Ma tale posizione cambia sia se a muoversi è il Polo Nord Magnetico, sia se lo fa la crosta terrestre. Pertanto solo con l’indizio fornitoci dalle molecole ferromagnetiche non possiamo dire nulla con sufficiente sicurezza.
      Poi la scienza dogmatica è nota per nascondere, ignorare o eliminare altri “indizi” o anche prove. Pertanto si tende, una volta individuata una teoria più o meno esatta, a mantenerla a prescindere dalla presenza, o meno, di “problematiche irrisolte”.
      E di problematiche ve ne sono tante.
      Una su tutte, ad esempio, è il fatto che i grandi siti megalitici, culle delle “civiltà”, si trovano tutti su un’unica linea che risulta essere inclinata rispetto all’asse terrestre. Ricostruendo la posizione (inclinazione) della crosta terrestre rispetto all’asse di rotazione nel periodo che ha preceduto l’attuale Periodo Interglaciale Caldo (ovvero prima di 12-13.000 anni fa… tale linea si ritroverebbe esattamente parallela con gli attuali paralleli. E ciò spiegherebbe tutta una serie di eventi e ricostruzioni cronologiche che attualmente risultano inspiegabili.

      L’inversione dei Poli Magnetici è solo un’ipotesi di lavoro… assunta come teoria dogmaticamente accertata… ma priva di fondamenta scientificamente attendibili. Infatti non si spiegano i meccanismi che producono tale movimento…
      Si sa però che in epoche passate ci sono stati grandi movimenti della crosta… spiegabili solo con una dislocazione crostale parziale o totale… Movimenti che vengono compiuti in migliaia di anni… ma che, comunque, sono evidenti.
      Una delle prove più concrete a supporto di tale tesi è la posizione dei “punti caldi”, ovvero di quelle zone del pianeta dove dal mantello risale una sorta di “colonna” di magma fino alla superficie. Uno dei più noti è il supervulcano dello Yellowstone… che nel corso dei millenni si è letteralmente spostato di centinaia di km fino all’attuale posizione.

      E vi sono poi le testimonianze sotto forma di miti e leggende… che la scienza ovviamente non considera minimamente… ma ci sono. Con il Sole che sorgeva ad ovest e tramontava ad est.

      I 3 giorni di buio sono spiegabili quindi con il periodo di massimo movimento della crosta… accompagnato ovviamente da terremoti ed eruzioni vulcaniche. Un movimento che per noi è impensabile… ma che risulta in realtà già in atto.
      Infatti la tettonica a placche ci dice che dal movimento di tali placche si generano terremoti. Questo è vero fino ad un certo punto… I terremoti si hanno solo quando la faglia rilascia energia…. Immagina una molla compressa… nel momento in cui non riesci più a mantenere premuta la molla, questa scatta rilasciando tutta l’energia. Ora… se ipoteticamente ammorbidisci la molla… magari riscaldandola… noteresti che questa non scatterebbe più…. La stessa cosa avviene con le placche. Se da sotto aumenta l’energia (e sappiamo che lo fa durante i lunghi periodi di bassa attività solare…. che non vanno confusi con i minimi solari tra un ciclo undecennale e il successivo), il magma tende a fluidificarsi… al crosta diventa più “malleabile” e quindi rilascia in modo diverso l’energia. Tutto si muove più facilmente… senza attrito… Il risultato è un movimento più fluido dell’intera crosta terrestre…

      Bernardo

       
  • Alberto Rotondi

    La deriva dei continenti non sposta il polo nord geografico, che è il punto in cui l’asse di rotazione terrestre incontra la superficie della Terra.

    Se lo spostamento del nord magnetico fosse un effetto apparente della deriva dei continenti, che secondo te dovrebbe essere di circa 2 km all’anno, invece dei 10 cm all’ anno misurati oggi, il polo magnetico non dovrebbe muoversi rispetto al polo geografico.

    Invece si osserva proprio lo spostamento del polo magnetico rispetto al polo geografico, come risulta da tutte le misure fatte in tutto il mondo.

    http://it.wikipedia.org/wiki/Polo_nord

     
    • Alberto… non ho mai detto che si muove il polo nord geografico.
      Ma dimmi, c’è un modo per farti capire le cose nel modo in cui le scrivo? Oppure è proprio inutile con te?

      Il movimento del polo nord magnetico viene descritto SEMPRE rispetto alla geografia corrente e non rispetto al polo nord geografico. Attenzione… leggi bene quanto da me scritto prima di sparare cazzate come fai di solito…

      Se ti dicono che il polo nord magnetico si è spostato di 80 km in un anno… e ti mostrano che prima si trava in corrispondenza di un’isoletta a nord del canada ed ora si trova più sopra…. come fai a stabilire che non sia avvenuto il contrario? Ovvero che è l’isoletta ad essersi spostata di 80 km in un anno… verso sud?

      Stando ai ragionamenti che ho fatto, che abbiamo fatto (visto che non sono l’unico) e confrontando tali ragionamenti con quanto riportatomi da alcuni amici scienziati, c’è comunque la possibilità che la “coppia” asse magnetico e asse geografico possano “ruotare” di un certo angolo intorno all’asse di rotazione del pianeta…. e questo sarebbe dovuto essenzialmente alla velocità di rotazione del nucleo del pianeta che sappiamo NON essere costante. Ma sono solo ipotesi… nient’altro.

      Se non abbiamo un riferimento ESTERNO e SICURO… in qualche modo “FISSO” rispetto al quale descrivere il contesto del movimento del Polo Nord Magnetico, non possiamo affermare nulla con la sicurezza che fino ad oggi abbiamo usato!

      Bernardo

       
      • Alberto Rotondi

        A proposito di cazzate, dici:

        “Il movimento del polo nord magnetico viene descritto SEMPRE rispetto alla geografia corrente e non rispetto al polo nord geografico. Attenzione… leggi bene quanto da me scritto prima di sparare cazzate come fai di solito…”

        Ora, i casi sono due: 1) la migrazione del polo magnetico viene misurata rispetto al polo geografico, come fanno gli scienziati:

        http://en.wikipedia.org/wiki/Magnetic_declination

        http://onlinelibrary.wiley.com/doi/10.1029/RG025i001p00001/epdf

        oppure 2) rispetto a qualche riferimento terrestre come fanno i dilettanti (e arroganti) come te.

        Chi spara cazzate?

        Ora si sa anche che il nord geografico ha un movimento di precessione di circa 1.5 km/anno (dovuto al momento torcente della luna e del sole) nutazione (dovuta alle variazioni delle posizioni relative lune-sole pianeti) e ed anche un moto tremolante caotico di qualche metro l’anno (dovuto alla deriva dei continenti e alla differenza tra asse di simmetria e di rotazione) intorno all’asse assoluto di rotazione, assolutamente fisso rispetto al riferimento delle stelle fisse. Quindi, rifarsi al polo geografico, come fanno tutte le carte di navigazione, significa rifarsi ad un riferimento assoluto a meno di una incertezza di (diciamo) di 2 km/anno. Quindi se il nord magnetico si sposta rispetto al nord geografico di 40 km/anno, questo non ha nulla a che fare con la deriva dei continenti.
        Mi spiace, ma mettendo i numeri dentro le tue congetture crolla tutto.

         
        • Alberto….
          …continua pure a fare i tuoi soliti discorsi che non portano a nulla e che, come ti ho già detto, partono dalla convinzione che tutto ciò che leggi su questo blog sono cazzate.

          Il polo nord geografico… cui fai riferimenti e con il quale viene calcolata la posizione del Polo Nord Magnetico… non è ciò che pensi che sia.

          Ovvero… la posizione del Polo Nord Magnetico viene calcolata sulla base del modello di riferimento usato anche dal sistema GPS. Un modello matematico fisso… che tiene conto dei movienti di precessione, nutazione e quant’altro… ma che non tiene conto di nient’altro.

          Pertanto non è rispetto all’asse di rotazione, come vorresti intendere tu, che viene calcolato il Polo Nord Magnetico, ma rispetto, appunto, al Polo Nord Geografico. Ovvero alla geografia del territorio.

          Come ti ho consigliato tante volte, ma a te ovviamente non te ne frega niente perché pensi che chi ti scrive è deficiente, dovresti evitare di partire dal presupposto (infondato) che hai ragione a prescindere.

          Poi, comunque, non me ne frega niente di ciò che pensi!
          La realtà dei fatti è solo una:

          per la scienza la generazione del Campo Magnetico Terrestre avviene grazie al moto rotatorio del nucleo del pianeta.
          E per la scienza, un campo magnetico generato dal movimento rotatorio di un qualcosa che lo genera, può cambiare assetto solo a seguito del cambiamento dell’assetto del “qualcosa” che lo genera.

          Pertanto… se viene presa in considerazione la possibilità che il campo magnetico si può invertire, allora il nucleo del pianeta si può fermare. E questo va a violare tutta una serie di leggi fisiche che è meglio non intaccare!

          Bernardo

          P.S.: faresti molta più bella figura se, invece di accusarmi aprioristicamente di sparare cazzate, ti soffermassi a ragionare su ciò che ho scritto e su ciò che intendo dire nel mio articolo!

           
          • Alberto Rotondi

            Io ti ho mostrato con dei numeri che hai torto. Il nord magnetico si muove rispetto al nord geografico inteso come punto di incontro tra la superficie della Terra e l’asse di rotazione terrestre di decine di km/anno.
            Tu, a parte degli insulti e delle provocazioni, non porti nessun numero a sostegno delle tue tesi. Allora, secondo te, di quanto varia la distanza all’anno tra il nord magnetico e quello definito dall’asse di rotazione? Hai qualche misura fatta da qualcuno da riportare? Qualche misura contraria alle rilevazioni satellitari, fatte tutte sul polo di rotazione? Qualche dato? Qualche articolo? Qui è semplice, ho sono io che dico cose false o sei tu.

             
            • Alberto… gli insulti me li tiri fuori dalla bocca tu con una facilità disarmante.
              Ma hai letto o no il mio precedente commento? A me pare di no… perché altrimenti avresti pensato (?) prima di replicare.

              Parli di dati… misure… anche satellitari.

              E mi spieghi come cazzo le fanno le misure satellitari? Hai una benché minima idea di come vengano posizionati e tenuti in posizione i satelliti? Oppure spari minchiate alla cazzo per far vedere che sai usare i dati?

              Ma che cavolo di dati vuoi avere? Me lo spieghi?

              Io ti parlo di una cosa e tu, partendo dal presupposto che è falsa a prescindere, te ne esci chiedendo dati. Come se qualsiasi ragionamento logico o meno debba partire sempre e solo dai dati altrimenti non è neanche da prendere in considerazione!

              Hai idea di come funzioni il sistema GPS?
              Sai cos’è il modello standard WGS84 (uno a caso) e cosa rappresenta?

              Lo sai che il Polo Nord Geografico ha una ben precisa approssimazione e che tutte le misure del mondo, di qualsiasi tipo, fatte a livello geografico… sia su MAPPE che su sistemi GPS hanno una certa tolleranza e vengono SEMPRE riferite al MODELLO DI RIFERIMENTO e non ai punti geografici?

              Sai che il sistema GPS è tarato su un modello di riferimento che viene allineato a determinati punti decine di volte l’anno?

              Forse no….

              Non ho numeri da esporre… sto ancora elaborando il tutto…. perché ci sono decine di movimenti contemporanei di cui tener conto. Ma a te, è evidente (in qualsiasi commento da te postato sul nostro blog) non interessa minimamente una discussione creativa… che possa portare un qualche contributo importante. A te interessa solo ed esclusivamente fare casino… denigrare… e portare la discussione sui numeri… forse perché sono l’unica cosa che capisci essendo laureato!

              Bernardo

              P.S.: offenditi pure… fai quel che vuoi…. ma se vuoi continuare a repllicare… cerca di capire ciò che dico… altrimenti al prossimo commento senza senso giuro che ti banno!

               
              • Alberto Rotondi

                Ehi calma! Ho solo chiesto di quanti km/anno si sposta il nord rispetto al polo geografico, tenendo conto anche della precisione con cui viene determinato. Ho solo chiesto un numero. Tu rispondi a delle domande con altre domande, vecchia tecnica che sui usa quando non si vuole rispondere.
                Senza numeri si puo’ dire tutto e il suo contrario.

                 
                • Alberto… continui…. vuoi continuare a commentare?

                  Allora spiegami, in modo DETTAGLIATO e senza alcun giro di parole (non mi interessano i numeri… per me li chiede solo chi non sa fare ragionamenti logici), come viene DETERMINATO il Polo Nord Geografico.

                  Occhio… perché io conosco personalmente chi è addetto a controllarne la posizione per aggiornare il modello WGS84!

                   
                  • Alberto Rotondi

                    Mamma mia! Devo stare attento! Qui

                    http://www.personal.psu.edu/staff/e/j/ejp10/vrml/rotation/index.html

                    sta scritto che il polo di molti sistemi di navigazione è il punto medio dell’asse di rotazione tra il 1900 e il 1905. Se è così, ora l’asse di rotazione effettivo si trova a circa 160 km da questo polo, perché la precessione-nutazione fa muovere l”asse di circa 1,5 km l’anno. Quindi il polo convenzionale (CTP) e quello effettivo di rotazione si spostano luno rispetto all’altro di circa 1.5 km/anno. Ora, rispetto a questo sistema, la deriva tettonica si sposta di pochi cm all’anno, mentre il polo magnetico so sposta, rispetto a questi poli, anche di 40 km/anno. E’ chiaro che questo moto erratico nulla a che fare, sia in direzione che velocità con lo spostamento tettonico e in nessun modo uno spostamento di 45 km del polo apparente può essere mascherato da una confrontabile deriva tettonica. E’ semplicemente tutto campato in aria.

                    A proposito, seguendo il tuo invito ho riletto quanto hai scritto e ho trovato un’altra perla

                    “Negli ultimi anni la scienza ha scoperto come l’Attività Solare influenza il tempo di decadimento degli elementi radioattivi presenti nelle rocce terrestri e specialmente nel nucleo del nostro pianeta. Tale variazione comporta un maggiore o minore rilascio di energia da parte del nucleo, in proporzione inversa rispetto all’Attività Solare (ovvero, quando l’attività solare aumenta, l’energia rilasciata dal nucleo terrestre diminuisce) e come conseguenza, si ha una variazione della densità del mantello e del magma.”

                    devo avvertire gli sventurati che possono capitare in questo sito che questa frase è totalmente priva di senso e che la scienza non ha mai dimostrato una idiozia del genere.

                     
                    • Io non parlo di deriva tettonica… ma vabbè… se tu avessi letto quel che ho scritto… forse (ma ne dubito, visto che sei laureato e parti dal presupposto di avere ragione a prescindere….) lo avresti anche capito!

                      La deriva tettonica è una cosa… la deriva crostale è tutt’altra cosa.

                      Per l’ultima perla… mi spiace per te, ma faresti bene ad aggiornare le tue conoscenze (limitate).

                      Per il resto… avevo chiesto come si calcola il Polo Nord Geografico… e ovviamente… (ma lo sapevo già dall’inizio)…. non hai risposto. Perché, semplicemente…. non c’hai capito una mazza di tutto il ragionamento che ho fatto nell’articolo.

                      Dai retta a me…. tornatene ad insegnare a chi è disposto a farsi fare il lavaggio del cervello.

                      Qui, sul MIO blog…. tu non potrai più postare.

                      PUNTO!

                       
  • Marco Bagnato

    Se l’Europa fosse stata più in basso di 15° il polo nord sarebbe stato centrato sullo stretto di Bering, si sarebbe formata una coltre di ghiaccio continentale su Alaska e siberia orientale, il livello dei mari sarebbe calato e l’emisfero nord si sarebbe complessivamente raffreddato. Avremmo avuto un’era glaciale. Non serve il dislocamento per spiegare il PCM. Analogamente alle aurore boreali avvistate fino in Pianura Padana (ora che ci penso…) sia il dislocamento sia un’elevatissima attività solare possono spiegare il fenomeno. Visto che il PCM non si èè limitato alla sola Europa direi però che la dislocazione non basta.

     
    • Durante l’ultimo Periodo Interglaciale Freddo, la calotta glaciale copriva gran parte del nord america.
      Dalla fine di quel periodo in poi l’attività solare è aumenta fino ai livelli dei giorni nostri (in realtà fino a diversi secoli fa… poi ha iniziato lentamente a diminuire). Certo… possiamo ridurre il tutto a semplici casi di Attività Solare elevata…
      ….e potremmo anche ignorare tutta un’altra serie di fattori.

      Ma allora… perché il Campo Magnetico dovrebbe spostarsi in modo NON uniforme?
      Ovvero… perché, se il Campo Magnetico viene generato dalla rotazione del nucleo, a spostarsi è per lo più il Polo Nord Magnetico?

      Cos’è…. il nucleo ruota fuori asse?
      Non mi pare…

       
  • Simone Buttura

    Se non lo sapeste la teoria della deriva dei continenti è stata lasciata da metà degli anni ’50 per passare alla teoria della tettonica a placche che è completa e descrive perfettamente le modificazioni della crosta terrestre.

     
    • Certo che lo sappiamo… ma sappiamo anche che ci sono alcuni “punti” che nessuna teoria risce a spiegare.
      Ad ogni modo l’articolo affronta un problema diverso….

      Invito chiunque a leggere l’articolo e capire il reale significato di ciò che ho scritto.

      Capisco che non è facile e forse alcuni passaggi li ho semplificati un tantino troppo… ma non parlo di geologia in se… Nell’articolo parlo di Campo Magnetico…

       
  • Alberto Rotondi

    “Se è come penso…. il fatto che tra l’anno 1000 e 1200 c’è stato il periodo noto come Optimum Medievale, è giustificato dal fatto che l’Europa si trovava ad una latitudine più bassa dell’attuale di almeno 15°!”

    Secondo questa affermazione, Roma si sarebbe dovuta trovare 1570 km più a sud, alla stessa latitudine di Awbari, nel mezzo del desrto libico. Ti sembra realistico?

     
    • Beh… realistico o meno… ci sono episodi della storia che non sono spiegabili con l’attuale geografia!
      Questo che ti piaccia o meno!

       
      • Alberto Rotondi

        Quali fenomeni? Tutte le mappe del cielo che ci sono arrivate da quegli anni mostrano che lo spostamento non c’è stato. Almeno da Keplero e Galileo ai giorni nostri, cioè dal 1500, le mappe precise del cielo dimostrano che lo spostamento non c’è stato. Inoltre uno spostamento del genere avrebbe generato terremoti e cataclismi che non ci sono stati.

         
        • Per poter ragionare liberamente sul contenuto del mio articolo, dovresti mettere da parte le convinzioni che ciò che conosci è giusto a prescindere e che ciò che viene riportato nell’articolo è sbagliato a priori.
          Ma penso che per te è chiedere troppo….

          Comunque… mi piacerebbe vedere alcune di queste mappe… e capire come fai a dimostrare che non vi sono differenze tra quello che si vede oggi e quello che si vedeva all’epoca…..
          …perché non è che basta prendere un telescopio, impostare le coordinate celesti… ed osservare che questo punta correttamente la stella selezionata……

           
          • Simone Buttura

            “dovresti mettere da parte le convinzioni che ciò che conosci è giusto a prescindere”?? se dico al primo che incontro che la terra è piatta solo perché le sue convinzioni sono sbagliate, la terra è piatta veramente??

             
            • Ovviamente non dico questo… ma partire dal presupposto che un’ipotesi è sbagliata a prescindere per il semplice fatto che va a contrastare la teoria accreditata senza neanche capire cosa dice e perché è…. semplicemente… ridicolo!

               
              • Michele Campani

                Caspita Bernardo!
                e’ bellissimo vedere che in tanti cercano di smontare in modo metodico e sistematico le tue osservazioni e teorie, quasi fosse un dovere assoluto, una sorta di Santa Inquisizione!
                I casi sono due: o hai perfettamente ragione oppure non gli rimane altro da fare che prendersela con chi viene ritenuto “inferiore” perché non ha un “livello di studio adeguato”! Mi piacerebbe che le tue osservazioni e teorie fossero invece un trampolino per arrivare laddove la scienza moderna arranca e, se permettete, rimane cieca di fronte alle evidenze della Natura.

                Grazie!

                 
                • Michele, è un comportamento tipico degli italiani…
                  quando si trovano ad analizzare una novità, la prima cosa che fanno è cercare di smontarla… se non ci riescono passano alle maniere forti (denigrare chi l’ha proposta)… e cosi’ via… finché non ne possono più!

                  Per fortuna che tale blog viene frequentato quotidianamente da persone di un certo calibro con i quali ho frequenti scambi di email in privato…. E li’ le soddisfazioni si sprecano! In realtà anche alcuni timori… perché alcuni mi spingono ad andare avanti… formulare meglio la teoria… passare a qualche calcolo più preciso ed esporre il tutto in modo più dettagliano. Ma non è facile…. 🙁

                  Bernardo

                   
      • Alberto Rotondi

        Aggiungo che lo spostamento medio delle terre emerse, per esempio la distanza roma-parigi, come risulta dalle rilevazioni moderne ultraprecise, è di corca 1 cm all’anno. Dopo il terremoto del 2009 la distanza tra i laboratori del Gran sasso dell’Aquila e il CERN di Ginevra è aumentata di 7 cm. Siamo ben lontani dai 150 mila cm all’anno della tua ipotesi.

         
        • Questa tua ultima risposta dimostra che non te ne frega niente di quel che scrivo… tu semplicemente critichi per il solo gusto di criticare fregandotene abbondantemente di ciò che c’è scritto.
          Impara a leggere il contenuto dei miei articoli se vuoi commentare. Altrimenti a me di perdere tempo con uno che fa finta di capire ma che dimostra solo il contrario…. semplicemente… non mi va!

          Ed ora… se vuoi, incazzati pure!

          Non ho mai parlato di distanze tra città che si modificano… tant’è che ho parlato di dislocazione crostale… ovvero del movimento contemporaneo di tutta la crosta terrestre e non solo di un pezzo rispetto all’altro.
          Ma è evidente che a te queste “sottigliezze” non interessano. Tu parti dal presupposto che su questo sito pubblichiamo stronzate!

          Quindi ciao!