EL NINO O NO, LA PAUSA SI ALLUNGA ANCORA!

Di Anthony Watts 6 aprile 2015

Aggiornamento sulla temperatura: Nessun riscaldamento globale da 18 anni e 4 mesi.

Con Christopher Monckton di Brenchley

Dal dicembre del 1996 non risulta alcun riscaldamento globale (Fig. 1). La temperatura rilevata dal satellite RSS nello scorso mese di marzo, non risulta influenzata dalla persistente condizione di El Niño che risulta fino a questo momento piuttosto attenuato, quindi il periodo di pausa si allunga ancora stabilendo un nuovo record: 18 anni e 4 mesi.

Questo risultato mi ha piuttosto sorpreso. Avevo previsto un lieve rialzo della temperatura abbinata a un debole El Niño che avrebbe comunque avuto senso in questa situazione, anche se, è comunque possibile un aumento della temperatura che di solito accompagna il fenomeno di El Niño, che probabilmente avverrà con quattro o cinque mesi di ritardo.

D’altra parte, Roy Spencer, facendo il punto sul suo blog (drroyspencer.com), dice: “Abbiamo probabilmente oltrepassato il picco massimo di anomalia della temperatura del corrente El Niño, risultato piuttosto debole. Infatti, se le condizioni de La Niña inizieranno a raffreddare gli oceani in tempo, ci potrebbe essere l’allungamento della pausa giusto in tempo per il vertice mondiale del governo di Parigi nel mese di dicembre.

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Figura 1. Il trend lineare di regressione delle misurazioni da satellite RSS, dati mensili con media globale dataset anomalie della temperatura superficiale che non mostra alcun riscaldamento globale da 18 anni e 4 mesi, cioè dal dicembre 1996.
Il periodo di pausa di 18 anni e 4 mesi o 220 mesi, è il più lungo da quando esistono le rilevazioni della temperatura da satellite RSS che mostrano una tendenza al di sotto dello zero. Dato che il vertice di Parigi si avvicina e ai grandi “leader mondiali” non viene detta la verità circa la pausa, sarebbe di grande aiuto se i lettori facessero del loro meglio per permettere ai loro negoziatori nazionali e politici di mettere a conoscenza la realtà poco emozionante che continua a divergere sempre in maniera più spettacolare dalla bizzarra “costante-scienza” con previsioni su cui è stato costruito Thermageddon.

La divergenza tra le previsioni dei modelli del 1990 (Fig. 2) e 2005 (Fig. 3), e la pausa, con il risultato osservato, continua ad allargarsi, e sta diventando veramente imbarazzante per i profittatori di sventura. I mezzi di informazione tradizionali avrebbero fatto bene in realtà a segnalare soltanto i dati, piuttosto che limitarsi a ripetere le previsioni catastrofiche ormai fallite.

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Figura 2. proiezioni a breve termine del riscaldamento a un tasso pari al 2,8 [1.9, 4.2] C°/sec, realizzati con “sostanziale fiducia” dall’IPCC (1990), per 303 mesi da gennaio 1990 a marzo 2015 (regione arancione e linea rossa di tendenza), vs. le anomalie osservate (blu scuro) e di tendenza (azzurro) a meno di 1,4 C°/sec equivalente, preso come la media delle RSS e dati satellitari UAH della media mensile nelle anomalie della temperatura nella troposfera inferiore.

 

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Figura 3. il cambiamento previsto della temperatura, da gennaio 2005 a marzo 2015, ad un tasso pari a 1,7 [1.0, 2.3] Cº/sec (zona arancione con il rosso di spessore migliore con la stima della linea di tendenza), rispetto al quasi zero osservato delle anomalie (blu scuro) e di tendenza reale (azzurro), preso come la media delle RSS e dai dati satellitari UAH della media mensile nelle anomalie di temperatura della troposfera inferiore. 

La nota tecnica è ora molto estesa per tener conto del fatto che gli oceani, secondo i dati della ARGO bathythermograph, mostrano uno scarso riscaldamento.

L’essenziale sulla temperatura globale

Ø Il dataset satellitare RSS non mostra alcun riscaldamento globale da 220 mesi, dal dicembre 1996 al marzo 2014, più della metà del record satellite che è di 435 mesi.

Ø Il trend di riscaldamento globale a partire dal 1900 è pari a 0,8 C° per secolo. Questo è un valore che va ben al di sotto della variabilità naturale e non può avere molto a che fare con la causa antropica.

Ø Dal 1950, quando l’influenza umana sulla temperatura globale è diventata la prima teoricamente possibile, la tendenza al riscaldamento globale è stato al di sotto di 1,2 C° per secolo.

Ø Il tasso di riscaldamento più veloce della durata di dieci anni o più, dal 1950 si è verificato nel corso di 33 anni dal 1974 al 2006, ed è stato pari a 2,0 C° per secolo.

Ø Nel 1990, Nel nedio-range la previsione dell’IPCC sul riscaldamento a breve termine è stato pari a 2,8 Cº per secolo, superiore di due terzi rispetto alla sua attuale previsione di 1,7 C°/sec.

Ø La tendenza al riscaldamento globale dal 1990, quando l’IPCC ha scritto la sua prima relazione, è equivalente o al di sotto di 1,4 C° per secolo, la metà di quello che l’IPCC aveva allora previsto.

Ø Anche se l’IPCC ha tagliato la sua previsione di riscaldamento a breve termine, non ha tagliato il proprio business high-end come al solito la previsione sul riscaldamento centenario del riscaldamento di 4.8 C° al 2100.

Ø L’IPCC ha predetto un aumento della temperatura di 4,8 Cº entro il 2100 che è ben oltre il doppio del tasso massimo del riscaldamento della durata di più di dieci anni che è stata misurata dal 1950.

Ø La previsione dell’IPCC di aumento della temperatura di 4.8 Cº entro il 2100 è di quasi quattro volte la tendenza osservata dal riscaldamento globale reale in quanto potremmo in teoria avere iniziato a influenzarla nel 1950.

Ø Gli oceani, secondo le 3600+ boe ARGO bathythermograph, mostrano un riscaldamento ad un tasso pari ad appena 0,02 Cº per decennio, o di 0,2 C° per secolo.

Ø Le recenti condizioni meteorologiche estreme non possono essere imputate al riscaldamento globale, perché non c’è stato alcun riscaldamento globale di cui parlare. È così semplice…

Per chi volesse saperne di più qui l’articolo completo!

http://wattsupwiththat.com/2015/04/06/el-nio-or-ot-the-pause-lengthens-again/

Enzo
Attività Solare