Crediti di Carbonio utilizzati per “stampare moneta”

Crediti di Carbonio utilizzati per “stampare moneta”

26 Agosto 2015 – K2P Blog (Svezia): http://ktwop.com/2015/08/25/carbon-credits-used-for-printing-money/

Traduzione a cura di Mauri Ses.

industrialchimneys

All’inizio mi ero reso conto che il sistema dei “crediti di carbonio” era essenzialmente una truffa concepita al solo scopo di fare soldi riparandosi sotto l’ombrello “ambientalista” delle Nazioni Unite e dell’Unione Europea alla metà degli anni 90. L’erroneo e assurdo protocollo di Kyoto è stato creato nel 1992 ed ha alimentato tutta una serie di “imprenditori ambientalisti” che ben presto sono diventati alquanto esperti nel mungere i fondi disponibili. Ero intento a visitare alcuni dei paesi ex sovietici per discutere i loro bisogni nella produzione di energia (in vista della vendita di attrezzature per centrali elettriche) e presto mi resi conto che tutte le discussioni non avevano assolutamente a che fare con la necessità di soddisfare il fabbisogno energetico, ma erano la maniera per burocrati e politici di trovare i giusti mezzi per sfruttare i crediti di carbonio disponibili attraverso i programmi dell’ONU e dell’UE destinati – apparentemente – alla riduzione di inesistenti emissioni di carbonio. A volte le discussioni volgevano apertamente sulla necessità di dimostrare che le emissioni di carbonio erano molto più elevate di quanto non fossero, per poi rivendicare dei crediti che permettessero un regime di funzionamento abbastanza normale. A titolo di esempio, un sistema di riscaldamento distrettuale che in realtà faceva uso di gas russo aveva impianti di combustione in grado di bruciare come combustibile petrolio pesante o anche carbone. Emissioni “normali” venivano quindi “certificate” da parte del Ministero dell’Energia come se risultassero dall’uso del peggiore combustibile possibile, e successivamente i crediti di carbonio venivano richiesti per la “riduzione delle emissioni” ottenute dal “passaggio” al gas.

Il “costo del carbonio”, che si riflette nelle tasse sul carbonio e i crediti di carbonio non hanno veramente a che fare con la riduzione delle emissioni e ancor meno hanno a che fare con il clima. Sono tutti sistemi che sono stati utilizzati al solo scopo di spremere un enorme numero di contribuenti a beneficio di pochi “imprenditori ambientalisti”. I crediti di carbonio non hanno raggiunto un gran che se non promuovere la frode.

Adesso, finalmente, 20 anni dopo questi eventi, la verità sui crediti di carbonio sta cominciando ad emergere:

BBC: Crediti di Carbonio come se si “stampasse denaro” La stragrande maggioranza dei crediti di carbonio generati da Russia e Ucraina non rappresentava dei tagli alle emissioni, questo secondo un nuovo studio. Gli autori sostengono che le compensazioni create nell’ambito di un sistema delle Nazioni Unite hanno “significativamente minato” gli sforzi per contrastare i cambiamenti climatici. I crediti possono aver fatto aumentare le emissioni di 600 milioni di tonnellate. In alcuni progetti, sostanze chimiche che sono note per provocare il riscaldamento climatico sono state create e poi distrutte al scopo di richiedere denaro.

La conseguenza del mercato delle vacche politico nei negoziati delle Nazioni Unite sul cambiamento climatico è stata quella di permettere a paesi come la Russia e l’Ucraina di creare crediti di carbonio da attività quali il contenimento degli incendi di rifiuti di carbone, o la limitazione delle emissioni di gas dalla produzione di petrolio.

In base al sistema delle Nazioni Unite, denominato ‘Joint Implementation’ / Implementazione Combinata, sono poi stati in grado di vendere questi crediti sul mercato del carbonio dell’Unione Europea. Le aziende hanno comprato delle compensazioni piuttosto che procedere a più costosi tagli alle emissioni.

Ma questo studio, formulato dal Stockholm Environment Institute, afferma che la maggior parte dei crediti Russi e Ucraini erano in realtà “aria fritta” – senza che effettivamente siano state ridotte le emissioni.

Hanno guardato ad un campione casuale di 60 progetti e hanno scoperto che il 73% delle compensazioni generate non soddisfaceva i criteri chiave di “addizionalità”. Ciò significa che questi progetti sarebbero avvenuti comunque senza alcun finanziamento da parte dei crediti di carbonio.

Non è solo la Russia e l’Ucraina, naturalmente.

E la truffa continua. Nessun sistema di tassa sul carbonio o credito di carbonio è mai stato monitorato per sondarne gli effetti. Nessun sistema ha mai avuto alcun impatto sul clima. Ogni sistema di tassa sul carbonio o credito di carbonio ha solo spostato il denaro di masse di contribuenti nelle tasche di pochi “imprenditori ambientalisti”. E questo vale per quasi tutti i paesi in Europa e ogni ex Repubblica Sovietica.