CONTROLLO, DISTORSIONE E FALSIFICAZIONE DELLA REALTÀ DEI FATTI

Un Ente che si spaccia per essere scientifico dovrebbe, prima di ogni altra cosa, non avere alcun legame con le potenti lobby del potere economico mondiale. Tale Ente, per poter fare il proprio lavoro senza alcuna “contaminazione” di alcun tipo (specialmente quello economico), dovrebbe avere al suo interno personale che nulla ha a che fare con altre attività private o pubbliche. Eppure, l’Ente cui mi riferisco, è formato da consulenti scientifici e non scienziati. Ovvero persone che forniscono il proprio contributo a politici e manager industriali nell’ambito del proprio settore specifico. E tra questi membri autorevoli, c’è chi, posto a capo di tutto il baraccone, si mormora essere uno dei più grandi e potenti imprenditori mondiali nel settore delle energie rinnovabili. Va da se che, le decisioni prese dal suo team, di cui lui ha l’ultima e più pesante voce in capitolo, non possono essere totalmente prive di interesse economico. Nessun imprenditore sarebbe disposto a prendere decisioni che metterebbero in forse il futuro della propria azienda. E nessun imprenditore con la I maiuscola rinuncerebbe ad enfatizzare un risultato, piuttosto che un altro, se la conseguenza diretta fosse un forte aumento delle commesse per la propria azienda.

Premesso questo, l’Ente di cui sopra ha avuto un ruolo dominante nella gestione del complesso tema legislativo-culturale relativo all’evoluzione climatica negli ultimi 15-20 anni, tanto che le indicazioni fornite ai vari enti e governi nazionali, indicazioni basate quasi totalmente sulla base di simulazioni matematiche di dati reali misti a “proiezioni” prive di riscontri oggettivi, hanno avuto conseguenze devastanti in termini sia economici che socio-culturali.
Quello che la gente comune deve capire è che l’uso di una simulazione matematica, il cosi’ detto “modello matematico” (in tv si sente spesso il riferimento ai “modelli”), per essere realmente affidabile, oltre a fornire una proiezione quanto più realistica possibile del futuro, deve anche garantire un riscontro con il passato. Ovvero deve, partendo da pochi dati a disposizione, ricostruire quanto più fedelmente possibile le variazioni che sono state riscontrate in passato. Se il modello in questione non riesce a ricostruire il passato, va da se che non può essere preso ad esempio per il futuro… in quanto l’affidabilità dello stesso è tutt’altro che buona!
Ebbene… la quasi totalità dei modelli utilizzati dall’Ente “scientifico” di cui sopra, non hanno mai garantito un’affidabilità decente non riuscendo MAI a ricostruire le variazioni termiche del passato. Ma, nonostante questo, le priezioni elaborate con tali modelli, sono state utilizzate per produrre quel colossale raggiro multimiliardario noto con il termine Riscaldamento Globale Antropogenico.

I dati presi in esame sono stati essenzialmente di 3 tipi:
1) rilevamenti mediante strumenti a terra e in mare
2) rilevamenti mediante misurazioni satellitari
3) proiezioni sulla base di modelli matematici delle temperature di zone non coperte da strumenti a terra

Nel primo caso abbiamo un problema di fondo che in molti sottovalutano più o meno volutamente… ovvero il fatto che la stragrande maggioranza delle stazioni di rilevamento si trovano nei pressi di aeroporti, porti, strade o addirittura all’interno delle città. E tutte queste zone, in un modo o nell’altro, alterano in modo anche molto evidente i rilevamenti effettuati. E’ vero che è possibile apporre delle correzioni ai valori grezzi, ma è anche vero che un dato, più lo manipoli, e più rischi di averlo sballato. Almeno sul medio-lungo termine!

Nel secondo caso abbiao un problema ben più grave… i satelliti rilevano le temperature in modo indiretto, mediante l’uso di onde elettromagnetiche a varie frequenze. E tale sistema NON È MAI preciso. Lo sanno bene gli abitanti di un villaggio di pescatori nel nord del Canada sul quale le misurazioni satellitari indicavano una temperatura di oltre +60° in pieno inverno…. quando in realtà c’erano circa 30° sotto zero!

Nel terzo caso, per me il più emblematico, si usa un modello matematico per produrre un dato “grezzo”, partendo da un altro dato grezzo effettivamente rilevato da strumentazione elettronica, da dare in pasto ad un nuovo modello matematico per realizzare le simulazioni di cui sopra. E gli inevitabili errori che tali passaggi possono produrre?  Come si fa ad affermare che la temperatura della banchisa artica, in un punto distante 1000 km dalla costa, sia la stessa rilevata nel porto di un villaggio pieno zeppo di case e barche a motore?

C’è quindi un reale dubbio sulla natura di tali rilevamenti e sull’affidabilità degli stessi.
Ma non è tutto!

L’Ente di cui sopra prende in esame i dati rilevati a livello mondiale dal 1850 ad oggi e da questi, con gli opportuni modelli matematici di cui sopra, estrapola un andamento climatico probabile sulla base del quale sono state fatte previsioni allarmistiche ben oltre il lime del ridicolo. E vi spiego perché!

Nel 1850, i dati rilevati in modo SISTEMATICO, ovvero con una sufficiente continuità nel tempo, coprivano circa il 21-22% della superficie mondiale.
Oggi siamo a circa l’85% con un picco massimo del 92% relativo al 2003. E, comunque, vengono esclusi i dati del Polo SUD dai modelli matematici.
Quello che emerge è che l’andamento delle temperature superficiali sia sulle terre emerse che nel mare, sono aumentate di oltre 1°C dal 1850 ad oggi.

L’uso poi di frasi ad effetto come “il 2013 è stato uno degli anni più caldi del millennio“, quando sappiamo che il millennio è iniziato nel 2001! Oppure “il 2013 è stato uno degli anni più caldi dal 1850“… certo… ma non significa niente…
Eppure… nonostante internet abbia fornito la possibilità a chiunque di informarsi e di smascherare le bufale climatiche che hanno condizionato l’economia e la società dei paesi occidentali negli ultimi anni, c’è ancora gente convinta che le proiezioni dell’Ente di cui sopra, che ultimamente ha affermato che le temperature aumenteranno anche di 4-6 °C in 100 anni, sono cose serie da prendere in considerazione e quindi è giusto fare qualunque cosa per contrastare tale riscaldamento globale.

Purtroppo le cose non stanno così…. e far capire a tutti quali e quanti errori, raggiri e falsificazioni ci sono in tali proiezioni, non è affatto facile!

Guardiamo ad esempio il grafico seguente:

HadCRUT4

Tale grafico riporta le anomalie termiche medie mensili delle terre emerse, relative all’emisfero nord, all’emisfero sud e a livello globale, calcolate rispetto ad un periodo di riferimento di 30 anni che va dal 1961 al 1990.

La prima cosa che emerge è il fatto, non di poco conto, che dal 1850 al 1945, le anomalie rilevate sono state sempre negative rispetto al periodo di riferimento.
La seconda cosa che emerge è il fatto che la maggiore anomalia termia è stata rilevata nel 1910… e la massima positiva, nel 2003 circa. Calcolando tale differenza, esce fuori il dato propagandato dall’Ente di cui sopra che parla di un riscaldamento di circa +1° C dal 1850 ad oggi. Ovvero in 163 anni!

Dalle cronache del tempo, però, sappiamo che nel 1850 il mondo usciva da un periodo storicamente noto come Piccola Era Glaciale, ovvero un lungo periodo di tempo, dal 1300 al 1850 circa, durante il quale si sono susseguiti periodo climatico mite a periodi climatici più freddi, con inverni talmente freddi e persistenti da mettere in serio pericolo il raccolto agricolo in varie parti d’Europa (e non solo) e quindi la sopravvivenza della popolazione del tempo. Inverni durante i quali si avevano Tamigi, Senna, Po, Danubbio, Laguna veneta ecc…. parzialmente o addirittura totalmente ghiacciati.
È quindi logico aspettarsi che, dopo un periodo simile, le temperature siano più o meno gradualmente andate aumentando! E lo hanno fatto in modo evidente nel periodo 1910-2000. A livello matematico dovremmo dire quindi che c’è stato un aumento di circa 1°C in circa 90 anni… anche 100 (così facciamo conto pari). Ovvero un aumento medio di 0, 01° C. per secolo!
Un aumento tale non è comunque poco… e abbiamo visto che, in realtà, non ha prodotto alcuna conseguenza devastante… ma, anzi, ha prodotto un fortissimo aumento demografico che ci ha portati, ad oggi, a sfondare la soglia record di circa 7 miliardi di invidui sul pianeta Terra!

Da tale grafico vediamo però anche una cosa interessante… dal 2003 ad oggi la temperatura non è affatto aumentata!
Qualcuno potrebbe obiettare… affermando che non si possono prendere solo le temperature “LAND”, ovvero relative alle terre emerse, ma bisogna andare a vedere anche quelle degli oceani.

Ebbene eccole….:

HadSST3

Si vedesubito che la differenza tra i grafici è minima. O meglio, si nota chiaramente che gli oceani si scaldano/raffreddano molto meno rispetto alle terre emerse…. e questo è logico, visto che l’energia accumulata dagli oceani viene rilasciata molto lentamente… (con un complesso sistema che prima di tutto porta al rallentamento delle correnti oceanico/marine e solo in un secondo tempo ad un effettivo ed evidente calo delle temperature).
A livello oceanico, quindi, la differenza di anomalie termiche è di circa 0,9°C, anche qui tra il 1910 e il 2003 circa.

Ora andiamo a vedere quali sono le possibili cause di queste variazioni climatiche.
L’Ente “scientifico” di cui sopra, ha fornito una serie interminabili di prove, a loro dire inconfutabili, che attribuiscono all’attività umana la causa principale in quanto, a seguito della rivoluzione industriale di inizio ‘900, la produzione di CO2 derivante dalla combustione delle fonti fossili, è aumentata a tal punto da produrre un riscaldamento globale di tipo ANTROPOGENICO, che unito a quello NATURALE, ha portato all’aumento delle temperature medie mondiali riscontrate e riportate nei grafici di cui sopra!

Noi di Attività Solare (ma non solo) non crediamo a queste “scuse” da 4 soldi. Sia perché siamo andati a guardare un grafico come il seguente….

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…sia perché ne abbiamo visto uno ancora più importante. Ovvero il seguente:

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Certo, quest’ultimo grafico si riferisce alla sola Groenlandia, ma è comunque indicativo delle “violente” variazioni di temperature rilevate dall’analisi dei carotaggi del ghiaccio effettuati in quell’isola a ridosso del Circolo Polare Artico. Variazioni che arrivano a sfiorare i 5°C tra il 6000 aC. circa e il 6500 a.C. circa.
Ma, curiosi di capirci qualcosa (o forse di complicarci ancora di più la vita), siamo andati a guardare cosa accadeva, nello stesso lasso di tempo, nel grande e immenso continente ghiacciato che in questi giorni sta intrappolando la nave russa Akademik Shokalskiy.

Vostok_Petit_data.svgQuesto grafico è più completo… in quanto oltre alla variazione di temperatura degli ultimi 400 mila anni, ci fornisce anche un’indicazione della concentrazione della CO2 nell’aria (intrappolata nel ghiaccio) e la concentrazione di polveri nell’aria. Dalla lettura di questi grafici evince un dato importantissimo di cui dobbiamo assolutamente tener conto: il clima cambia in modo abbastanza REGOLARE indipendentemente dalla presenza, o meno, dell’essere umano e delle relative attività industriali!

Sembrerà banale, ma moltissima gente è convinta che le temperature si sono sempre mantenute più o meno costanti e che gli aumenti evidenziati (ed enfatizzati) nell’ultimo decennio, siano effettivamente colpa dell’essere umano e che, quindi, bisogna correre ai ripari. Costi quel che costi!

Tornando però al grafico delle macchie solari, possiamo notare che l’attività solare è aumentata dal 1850 al 1870… poi è scesa nel decennio successivo facendo registrare alti e bassi fino al 1930 per poi riaumentare costantemete fino al 1960. Nel 1970 c’è un livello di attività solare sensibilmente più basso del precedente ciclo e a seguire ci sono stati 2 cicli di attività solare in crescendo ed uno, il 23, più basso. Guardando quindi quel grafico e comparandone gli andamenti salita/discesa, con le variazioni della temperatura media dei grafici di inizio articolo, possiamo riscontrare una effettiva analogia e quindi constatare che, come andiamo ripetendo ormai da tempo, l’unica casa evidente della variazione della temperatura media sul nostro pianeta, è da attribuire alla variazione dell’attività solare e non all’attività industriale umana (che incide per una frazione infinitesima della CO2 che, tra i gas serra, è uno dei meno efficienti).

Nel seguente grafico, relativo al periodo 1980-2012, è maggiormente evidente quanto affermato poch’anzi.

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L’Ente “scientifico” di cui sopra ha sempre attribuito all’aumento della CO2 in atmosfera, un relativo aumento della temperatura media mondiale.
In questo grafico vediamo invece che, mentre l’andamento della concentrazione della CO2 è costante, la temperatura aumenta e diminuisce in modo totalmente scollegato. Specialmente nel periodo che va dal 1998 ad oggi, anno in cui inzia un raffreddamento del clima dovuto alla riduzione dell’attività solare del ciclo 23 rispetto al 22… e che diventerà sarà sempre più evidente nei decenni che seguiranno! Il tutto, almeno per ora, mentre la CO2 continua ad aumentare.

A questo punto è logico dubitare di ciò che ci viene detto dall’Ente “scientifico” di cui sopra… il quale ci “consiglia caldamente” (leggi “impone”) di limitare l’uso di combustibili fossili a favore di energie rinnovabili… arrivando ad imporre, tramite i governi compiacenti, tassazioni e multe molto salate sulle emissioni di CO2 nell’aria.

ATTENZIONE PERÒ: QUESTO NON SIGNIFICA CHE NOI DI ATTIVITÀ SOLARE SIAMO A FAVORE DELL’INQUINAMENTO. ANZI!

Una cosa infatti è parlare di inquinamento… per il quale personalmente mi batterò sempre affinché la gente usi la testa e ad esempio eviti di passeggiare per le strade trafficate delle città con i bambini piccoli nei passeggini …tutt’altro è parlare di clima!
E personalmente ritengo inaccettabile che sia stato generato un mercato di Certificati Verdi (una sorta di autorizzazione implicita ad emettere CO2 oltre i limiti di leggi) che è arrivato a muovere qualcosa come 2000 miliardi di dollari l’anno; in gran parte gestiti da personaggi, come il mi-ti-ko Al-Gore che si sono battuti ferocemente a favore delle teorie sul Riscaldamento Globale Antropogenico e quindi sulla necessità di imporre leggi che impedissero in qualche modo l’emissione di CO2 nell’aria da parte di governi, privati e industrie di tutto il mondo.

Per concludere, quindi, prima di parlare di riscaldamento globale antropogenico che avrà effetti devastanti sul clima del nostro pianeta con temperature che nel prossimo secolo aumenteranno di 2, 4, 6, 8°C (già, perché l’IPCC ha prodotto diverse proiezioni riguardanti gli effetti sulle temperature medie del riscaldamento globale antropogenico), ci si deve chiedere: ma in passato, cos’è accaduto? E perché?
E guardando i dati della paleoclimatologia (che non è un tirare ad indovinare), si evince che il nostro pianeta si scalda e si raffredda in modo ciclico. Si evince che il Periodo Interglaciale Caldo (nel quale viviamo noi) dura in media 12500 anni e tra un tale periodo e il successivo, c’è un Periodo Interglaciale Freddo della durata approssimativa di 125000 anni. E si evince anche, guardando lo specifico dell’andamento delle temperature medie (ricotruite sulla base di carotaggi di ghiaccio, sedimenti e anelli di accrescimento di alberi fossilizzati), che le variazioni di temperatura risultano molto violenti specialmente a cavallo tra un Periodo Interglaciale e il successivo…. periodo che noi di Attività Solare chiamiamo Periodo di Transizione Interglaciale!

Ci sarebbe da approfondire poi il discorso sugli anni più caldi che si stanno registrando nell’ultimo decennio…
…ma mica volete sapere tutto oggi!?!?!?!?!?!?

Bernardo

 

  • le famose lobby delle energie rinnovabili … ancora con sta storia .. bastaaaaaaa!!!!!!!!

     
    • Attività Solare

      Lobby del potere in generale. Siete “voi” che fate la distinzione e che pensate che tutto ciò che è “verde” sia giusto e sacrosanto!
      Purtroppo dovreste informarvi un tantino meglio sui retroscena legati al mercato dei Certificati Verdi (2000 miliardi di dollari l’anno), del fotovoltaico ed energie rinnovabili varie (ormai in caduta libera… e a dirlo non sono solo io…)… ecc… ecc… ec….

      Ma penso sia più facile, per evitare di aprire gli occhi, pensare che l’unica lobby a livello mondiale sia quella dei produttori di petrolio (che stanno, stranamente, anche dietro a quella delle energie rinnovabili).

      Bernardo

       
  • comunque sono gia due anni che tutto scavalla di un mese, inverno ed estate, e comunque erano anni che sui sibillini non si sciava a dicembre.ma solo a gennaio .infatti gli anni pasati c’èra scirocco e pioggia in questo periodo….quindi questo caldo non è neanche cosi vero

     
    • Attività Solare

      Infatti non c’è nessun caldo eccezionale. Le temperature sono in media. Il resto sono solo speculazioni mediatiche…

       
  • Articolo interessante come tutti gli altri. Non ho capito una cosa però, voi siete contro l inquinamento ma a favore dell estrazione di petrolio? Qualcuno potrebbe pensare che questo modo diverso di comprendere i cambiamenti climatici ” scollegandolo” dalla variazione della % di CO2 nell aria potrebbe tornare proprio a vantaggio di quelle multinazionali che con l estrazione di petrolio si sono arricchite, non vi sto assolutamente accusando, sto solo cercando di capire qual é il vostro pensiero si riguardo ai cambiamenti del clima sia riguardo allo sfruttamento delle risorse naturali non rinnovabili

     
    • Attività Solare

      Ciao Nicola,
      penso siano discorsi da mantenere rigorosamente scollegati perché, scientificamente parlando, non esiste una relazione diretta tra aumento della COMPONENTE ANTROPOGENICA della CO2 nell’aria, e il riscaldamento globale. Ovvero, una relazione esiste, ma non potrebbe giustificare neanche 1/10 del riscaldamento che è stato rilevato negli ultimi 160 anni circa, ovvero, dopo la fine del periodo storicamente noto come Piccola Era Glaciale.
      La nostra posizione riguarda l’inquinamento è netta: NON ACCETTIAMO PER NESSUNISSIMO MOTIVO CHE QUESTO PIANETA, L’UNICO CHE ABBIAMO (per ora), VENGA DEVASTATO E INQUINATO.
      Per quanto riguarda l’estrazione e il consumo di fonti di energia NON RINNOVABILI, la mia posizione non è solo netta, ma è anche alquanto “spigolosa”… Nel senso che il concetto di evoluzione tecnologica, che in molti confondo con il consumismo, non prevede, secondo il mio modesto parere, un libero incremento dei consumi a prescindere dalle reali migliorie apportate ai singoli prodotti.
      Facciamo l’esempio banale di un’automobile. Una volta era fatta tutta di metallo, stoffa e legno. Pochi erano gli inserti in plastica per ovvi motivi di difficoltà di stampaggio. Il consumo medio era simile a quello di un’utilitaria di oggi (provare per credere) ma le caratteristiche costruttive rendeva il mezzo praticamente “eterno”. 40 anni fa erano moltissime le macchine che percorrevano 4-500.000 km senza alcun problema e moltissime macchine a gasolio superavano abbondantemente il milione di km. L’impronta ecologica di un tale veicolo era, quindi, estremamente bassa!
      Oggi abbiamo macchine fatte quasi esclusivamente di plastica, che consumano generalmente di più rispetto ad un analogo modello del passato, e per di più hanno una vita media di 150-200.000 km con poche e rare eccezioni. L’impronta ecologica è, quindi, notevolmente aumentata.
      Per di più, volendo fare un discorso più completo, abbiamo che la macchina di 40 anni fa veniva generalmente prodotta in stabilimenti nazionali (la Fiat è sempre stata un’eccezione), mentre oggi molte componenti vengono prodotte in stabilimenti distanti dalla fabbrica nella quale la macchina viene assemblata. Questo significa che c’è un forte aumento dei consumi di risorse per poter approvvigionare lo stabilimento finale dei pezzi necessari. Alla fine, quindi, abbiamo avuto un fortissimo aumento dei costi, dei consumi e dell’impiego di risorse per costruire dei mezzi che, a parte i vantaggi offerti da differenti tecniche costruttive (es.: deformazione controllata del telaio), restano in tutto e per tutto identiche a quelle di 40-50 e anche 60 anni fa! Macchine erano, macchine sono!

      Pertanto, personalmente, prima di aumentare i consumi per poter garantire il mantenimento degli “standard” di vita attuali, io propenderei, investirei ed incentiverei maggiormente la RICERCA e lo SVILUPPO, con lo scopo di ridurre drasticamente i consumi e usare maggiormente la TESTA!

      Bernardo

       
    • La lotta all’ inquinamento non deve passare attraverso forme di mistificazione … la scienza é scienza se mescoliamo politica religione alla scienza viene fuori un disastro. Io sono del parere che molti problemi attuali vengono fuori dal sistema economico che é totalmente fuori controllo … e lì dentro ci sta tutto.

       
      • Attività Solare

        vero. verissimo.
        Un sistema economico che a causa del consumismo (per il quale si è cercato di ridurre quanto più possibile il costo di produzione) ha portato all’attuale crisi e che pensa di risolvere tutto aumentando i consumi… ovvero con gli stessi “strumenti” che hanno prodotto la crisi attuale, è sicuramente, qualcosa di “astratto”!

        Bernardo

         
    • Comunque non sono d’accordo all’ utilizzo delle rinnovabili quando queste vengono strumentalizzate per poter arricchire qualcuno. Il caso più eclatante é la valorizzazione dei rifiuti con i famosi termovalorizzatori. Oppure il fotovoltaico. Il costo degli impianti conto energia é gonfiato ad arte in modo tale che tutti ci guadagnano tranne il proprietario del “tetto”. In definitiva si spendono 30-40.000 euro per far fronte ad un consumo di 1000 euro all’ anno … un’ assurdità da un punto di vista economico. Il costo giusto sarebbe 1/5 ovvero dai 6000 agli 8000 euro …

       
      • Attività Solare

        concordo pienamente.
        C’è poi da specificare un dettaglio “tecnico” NON di poco conto… che la stragrande maggioranza ignora (più o meno volutamente). Compresi alcuni professori di Chimica.
        La vita operativa dei pannelli fotovoltaici è limitata, come ogni prodotto realizzato dall’essere umano.
        Nello specifico il pannello fotovoltaico è composto da 4 elementi distinti:
        1) cella fotovoltaica
        2) vetro protettivo
        3) struttura in alluminio
        4) cavi di connessione esterni

        Gli elementi 2, 3 e 4 sono recuperabili e riutilizzabili n volte.
        La cella fotovoltaica è invece un elemento altamente tossico che non si deteriora se non dopo moltissimi anni.
        Non è un qualcosa da poter triturare e impastare nel cemento o da buttare nel terreno, perché continene al suo interno elementi altamente tossici.
        Trattare le celle fotovoltaiche al termine della loro vita operativa è, al giorno d’oggi, letteralmente IMPOSSIBILE. L’unica “scappatoia”, tipica della civiltà consumistica di oggi, consiste nell’incapsulare le celle in contenitori a tenuta stagna e immagazzinarli da qualche parte in attesa che qualcuno si inventi un modo per smaltirli. E questo è lo stesso procedimento adottato per le scorie radioattive che, però, una qualche utilità ce l’avrebbero pure!
        Pertanto la produzione di pannelli fotovoltaici, ormai in caduta libera, è stata possibile solo perché stati, università e privati, ne hanno sponsorizzato e finanziato la diffusione. Cessati i finanziamenti pubblici, sono cessate le attività di ricerca e sviluppo.

        Tutto il resto, come dice giustamente Gabriele, ricadrà sul proprietario del “tetto” che, un giorno nel prossimo futuro, quando l’intero impianto tornerà nelle sue mai, si ritroverà a dover PAGARE, di tasca propria, il costo di SMALTIMENTO DEI PANNELLI FOTOVOLTAICI che hanno prezzi semplicemente STRATOSFERICI!

        Ancora una volta, quindi, si è fatto il conto solo a metà… ovvero escludendo i costi di smaltimento dei rifiuti. Ne più e ne meno come avviene per le centrali nucleari!

        Bernardo

         
    • Sono d’accordo con te, ma quindi che dice “attività solare” riguardo all’estrazione di petrolio? Continuare a oltranza fino al suo esaurimento perchè “tanto l’aumento di CO2” non fa male al pianeta e perchè tanto con le fonti di energia rinnovabili ci sarà lo stesso qualcuno che cercherà di arricchirsi, o puntare allo sviluppo di fonti di energia rinnovabili per ridurre e sperare di eliminare nel lungo termine la dipendenza dal petrolio? Chissà un bel post per chiarire il tutto ci potrebbe stare, butto la l’idea 🙂

       
      • Attività Solare

        la quantità di petrolio a disposizione dell’Umanità è limitata. E non sappiamo bene a quanto ammonta. Ma una cosa è sicura: rispetto all’inizio dell’era industriale a base di petrolio, abbiamo raggiunto il 100%, o quasi, di ciò che avremmo potuto estrarre. Questo significa che il petrolio che resta è pochissimo. Chi comanda lo sa bene….

        Bernardo

         
  • cmq quet’ inverno in europa e in italia è veramente mite, e c’è il rischio che settimana px torna l’anticiclone subtropicale che decreta la fine dell’inverno; staremo a vedere la temperatura media globale di dicembre, se in altre parti è andata meglio

     
    • Non esserne cosi’ sicuro.
      Troppe volte ho ricordato che l’inverno entra il 21 dicembre e non a novembre come molti purtroppo pensano.
      E quando si ha un raffreddamento degli oceani, l’effettivo inizio delle stagioni viene “spostato” in avanti.
      Ovvero l’estate non inizia soltanto il 21 dicembre… ma quando il calore degli oceani produce effetti evidenti e tali da contrastare il freddo dell’inverno precedente.
      La durata dell’estate dipende poi da vari fattori.
      Pertanto, più tardi arriva l’estate, più tardi arriverà effettivamente anche l’autunno e conseguentemente anche l’Inverno.
      Il problema è che quando arriverà l’inverno, questo sarà tremendamente freddo proprio perché l’Attività Solare è molto bassa e comunque in calo da 2 decenni almeno…
      L’unica cosa che salva, parzialmente, l’Italia è il bacino del mediterraneo che si mantiene ancora molto caldo. Ma anche questo, entro qualche anno, si raffredderà come conseguenza delle abbondantissime precipitazioni che stanno avvenendo da qualche anno a questa parte!

      Nulla di strano… bisognerebbe solo evitare di avere fretta!

       
  • ho inserito un link in cui il confronto tra cicli ASTRONOMICI , Temperature e Polveri è esteso fino a circa 800.000 anni fa
    da carota di ghiaccio EPICA EDC3

    http://www.attivitasolare.com/wp-content/uploads/2014/01/EDC3_Temp_Polveri.png

     
  • Complimenti davvero un bellissimo articolo Bernardo !!

     
  • ma non avvertite sulla grossa macchia visibile sul lato orientale del Sole?

     
  • sara b

    Controllate questa frase: “Si evince che il Periodo Interglaciale Caldo (nel quale viviamo noi) dura in media 12500 anni e tra un tale periodo e il successivo, c’è un Periodo Interglaciale Freddo della durata approssimativa di 125000 anni”, c’è qualcosa che non va nei numeri, credo

     
    • no, Sara, non c’è nessun problema… sembrerà strano, ma i cicli differiscono proprio per uno zero (circa).
      Per ovvi motivi di “precisione”, i tempi calcolati non sono mai identici da un Periodo Interglaciale all’altro, ma il rapporto che c’è è proprio 12.500 a 125.000!
      Poi per il Periodo di Transizione Interglaciale, vanno considerati 5000 anni circa di uno e 5000 anni del successivo.
      Ma verrà spiegato tutto e meglio nell’articolo successivo!

      Bernardo

       
      • sara b

        ora ho capito, grazie

         
  • alessandrobarbolini

    gran bel articolo grazie

     
  • Salvatore Cafiero

    Grazie mille, molto chiarificante!