COME IL GHIACCIO ARTICO SI E’ PRESO GIOCO DI TUTTI I POVERI WARMISTS

La convinzione che il ghiaccio stava sparendo è stato per i warmists l’ultimo manifesto-infantile per la loro causa.

Di Christopher Booker
08:02 BST 25 luglio 2015

Due eventi la scorsa settimana hanno portato ancora ulteriori colpi di scena per una delle farse più longeve del nostro mondo moderno. Una era la rivelazione da parte dell’Agenzia Spaziale Europea che nel 2013 e 2014, dopo anni in cui il volume del ghiaccio artico era stato in diminuzione, è nuovamente aumentato di ben il 33%! L’altro evento era che gli scienziati canadesi che studiano gli effetti sui cambiamenti climatici del ghiaccio artico con la loro rompighiaccio hanno dovuto sospendere la loro attività di ricerca, perché la loro nave è stata chiamata in soccorso di altre navi intrappolate nel ghiaccio più spesso che si era visto in estate nella Baia di Hudson negli ultimi 20 anni.

Per più di un decennio, la convinzione che, grazie al riscaldamento globale, il ghiaccio artico sarebbe sparito è stato per i warmists l’ultimo manifesto-infantile per la loro causa (insieme a quelle “di fuga” degli orsi polari). Nel 2007, con l’aiuto di scienziati come Wieslaw Maslowski e Peter Waddams, la BBC e altri ci dicevano che l’Artico sarebbe stato totalmente “privo di ghiaccio entro il 2013” (l’Independent aveva anche annunciato in prima pagina che il ghiaccio sarebbe scomparso completamente in poche settimane).
Nel 2011, il redattore della BBC Richard Black ci diceva che il ghiaccio si sarebbe “probabilmente sciolto completamente in questo decennio”. Nel 2012, il suo collega Roger Harrabin riferiva che il ghiaccio marino si stava sciogliendo così rapidamente come non aveva mai fatto “da quando sono iniziate le rilevazioni da satellite”.

Nel 2008 l’attivista Gordon Lewis Pugh, dopo aver parlato ad una conferenza al fianco di Al Gore, con una kayak è andato a remare da solo al Polo Nord – per poi interrompere il suo viaggio dopo pochi giorni, perché “il ghiaccio era troppo spesso”.
Nel 2009, la spedizione Caitlin composta da tre uomini, sponsorizzata da “climate risk” compagnia di assicurazione, sostenuta dalla BBC e dal Principe del Galles, si proponeva di raggiungere a piedi il Polo Nord. La loro intenzione era di misurare lo spessore del ghiaccio con uno strumento elettronico, ma dovettero ricorrere ad una misurazione a nastro perché lo strumento si era congelato. Anche in questo caso, dopo qualche settimana, vennero trasportati in aereo e tornarono alla nave di soccorso perché il ghiaccio in continuo movimento era “troppo spesso”.
Nel dicembre 2013, il mondo ha seguito la situazione di agog, un’altra “spedizione scientifica”, quando 52 attivisti del clima, accompagnati dai giornalisti della BBC e del Guardian, navigarono in Antartide per misurare gli effetti del riscaldamento globale sul ghiaccio marino. A Natale la loro nave venne così pericolosamente intrappolata da un fitto ghiaccio pluriennale che dovettero essere trasportati in elicottero su una nave cinese a 10 miglia di distanza, che a sua
volta rimase intrappolata nel ghiaccio, così vennero trasportati nuovamente in aereo su altre due navi ancora di più lontano.

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Antipodi: nel 2013, gli scienziati avevano previsto che l’Artico sarebbe stato ‘privo di ghiaccio’, il suo spessore è aumentato di 1/3 Foto: Alamy

Ciò che ha reso tutto questo particolarmente assurdo è che, nonostante vennero guidati da uno scienziato australiano, erano così presi dalla finzione che sembravano del tutto ignari dei record satellitari che mostravano i ghiacci marini in Antartico, da tempo in espansione a tali livelli record che questo ha più che compensato qualsiasi riduzione del ghiaccio artico all’altro capo del mondo. Ma non era il punto centrale di questo riscaldamento che è stato concepito per essere “globale”?

Naturalmente, il motivo per cui tutti hanno voluto che il ghiaccio ai poli si sciogliesse, non da ultimo quello terrestre in Antartide e in Groenlandia, è che questo avrebbe portato il loro spaventoso scenario finale: quei livelli di mare in aumento di ben 20 piedi, che, come Al Gore ha mostrato nel suo film premio Oscar, “Una scomoda verità”, dovrebbe inondare New York, Shanghai e molte delle città più popolate del mondo.

Ma, ahimè, tutto questo semplicemente non sta accadendo. Negli ultimi anni c’è più ghiaccio polare globale che in qualsiasi altro periodo da quando sono iniziate le rilevazioni satellitari, nel 1979. Mentre in molti avevano previsto l’Artico “privo di ghiaccio”, il suo spessore è aumentato di 1/3. Il numero degli orsi polari è in aumento e non in diminuzione, mentre le temperature in Groenlandia non mostrano alcun aumento da decenni.

La più grande paura della storia non si è semplicemente rivelata come i loro modelli al computer hanno predetto. E nessuno è mai stato preso pericolosamente da questa grande paura, tanto sciocca, rispetto agli stessi warmists.

The Telegraph

Enzo
Attività Solare

 

 

  • Alberto

    Mi auguro solamente che si smetta di mercanteggiare con i certificati della CO2 e si studino piuttosto piani energetici a lunga scadenza per fronteggiare l’inevitabile calo delle temperature.

     
    • Lo speriamo tutti, Alberto, ma sembra esserci un problema di fondo… ovvero l’assoluta necessità di fare “ostruzionismo” nei confronti di tutte quelle economie che, a causa anche dei propri “politici”, hanno accettato di sottoscrivere il trattato di kyoto senza rendersi conto che la CO2 non rispetta le frontiere nazionali. Ovvero… è perfettamente inutile, ai fini economici e climatici, ridurre le emissioni se poi ci sono 1 o 2 stati che le aumentano a dismisura!