Come il gatto col topo – la battaglia climatologica è sempre meno…yawn

Da: http://versounmondonuovo.wordpress.com/2013/12/07/come-il-gatto-col-topo-la-battaglia-climatologica-e-sempre-meno-yawn/

7 dicembre 2013 a 08:04 (Cambiamento climatico)

A cura di Stefano Fait

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inglesi, fuggite finché siete in tempo!

annualcfs_nradNella prima decade di questo secolo, il sistema è stato in deficit di energia, cioè è uscito più calore di quanto ne sia entrato

Nota preliminare: il famoso dato (Cook & Nuccitelli 2011) del 97% di consenso sul riscaldamento globale provocato dall’uomo (AGW) è stato estrapolato da una ricerca effettuata unicamente in inglese, da uno studente che non aveva alcuna nozione di climatologia, usando parole chiave (“global warming”, “global climate change”), alll’interno di un intervallo compreso tra il 1991 e il 2011, in Web Of Science, una banca dati che comprende anche articoli di sociologi, antropologi, psicologi, politologi, economisti, architetti, giornalisti, etologi, zoologi, scienziati dell’alimentazione, botanisti, genetisti, biologi, geografi, chimici, ingegneri, critici d’arte, bibliotecari, ecc.  ossia gente che, in generale, tende a fidarsi del consenso mediatico se dedica un articolo al cambiamento climatico e alle sue implicazioni per il proprio dominio di conoscenza (se dissentisse non proporrebbe alcun articolo in questo ambito: autoselezione).
Qui la lista degli articoli individuati:
http://iopscience.iop.org/1748-9326/8/2/024024/media/erl460291datafile.txt
In ogni caso, solo 64 articoli su 11944 esplicitano la loro adesione all’AGW e quantificano l’impatto umano. Complessivamente, ben 7930 (66,4%) non prendono posizione e non sono stati considerati.
In quel 97% sono inclusi anche moltissimi celebri “negazionisti”, come quelli sottoelencati, o come il sottoscritto. Infatti solo un imbecille negherebbe che le attività umane abbiano un impatto sul clima. Il punto è: il contributo umano è significativo rispetto alle cause naturali o è inferiore al 5-10%?

Ed è lì che nascono i problemi per i serristi ed è per questo che la frase: “la scienza ha parlato” è priva di senso.
Ed è perciò che non deve sorprendere che, tra i meteorologi americani che hanno scelto di rispondere a un sondaggio dell’American Meteorological Society che ha selezionato quelli che avevano pubblicato articoli sul cambiamento climatico negli ultimi 5 anni, il “consenso” sia completamente diverso: 52% pro-AGW, 22% anti-AGW e 26% non schierati (tra chi ha risposto).
L’indagine rileva per di più una marcata tendenza al conformismo tra questi esperti. In altre parole, se la percezione del consenso cambiasse, è plausibile che molti di loro si schiererebbero con la nuova maggioranza, indipendentemente dalle loro personali osservazioni (terribile!!!!!)

ams_survey_mail1“Nel gennaio 2012, l’American Meteorological Society ha intervistato i suoi membri tramite e-mail, e ha rilevato che il 52% ritiene che il riscaldamento globale è principalmente causato dall’uomo, mentre il 48% non è della stessa idea. L’indagine ha inoltre rilevato che gli scienziati che professano idee politiche liberali (liberal = “centrosinistra”) sono molto più propensi a credere che il riscaldamento globale è causato dall’uomo che da altri fattori.
Gli Autori dello studio raccomandano che l’AMS dovrebbe: “Riconoscere ed esplorare il fatto scomodo che l’ideologia politica influenza le opinioni sul cambiamento climatico dei professionisti della meteorologia; confutare l’idea che coloro che hanno opinioni non maggioritarie hanno bisogno di essere “educati” sul cambiamento climatico, e continuare a trattare il conflitto tra i membri della comunità della meteorologia”.

[…]. Da un sondaggio informale risulta che su 25 membri dell’AMS noti per essere scettici, solo 2 ha ricevuto e risposto al sondaggio. Il numero effettivo potrebbe essere ancora più vicino al 50 e 50, ben al di sotto della spesso rivendicato “97 %” dei consensi ad un clima al cambiamento indotto dall’Uomo”.
FONTE

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ghiacci marini ampiamente sopra la media

UAH_LT_1979_thru_November_2013_v5.6temperature globali trascurabilmente sopra la media, con riscaldamento globale desaparecido da ben 205 mesi

icecover_current_newquelli artici se la stanno cavando più che egregiamente, quelli antartici sono da record

Le persone più informate e con un maggior livello di istruzione scientifica sono scettiche rispetto alla tesi del riscaldamento globale causato dall’uomo e non è difficile capire perché (pensano con la loro testa sulla base dei dati disponibili)
http://versounmondonuovo.wordpress.com/2012/06/05/piu-sei-istruito-piu-sarai-scettico-in-merito-alla-versione-ufficiale-del-cambiamento-climatico/

TwoGraphs

Non è riscontrabile un rapporto tra i cambiamenti climatici e le emissioni di CO2. La situazione nuova è che nonostante le emissioni continuino, dal 2000 si è registrata una diminuzione della temperatura

Carlo Rubbia, Nobel per la fisica, giugno 2012

Lungi dall’essere responsabile del danneggiamento del clima della terra, la nostra civiltà potrebbe non essere in grado di prevenire uno qualunque di questi terribili cambiamenti una volta che la Terra decidesse di attuarli. Se la Terra stabilisse di voler congelare di nuovo il Canada, per esempio, è difficile immaginare di poter fare alcunché di diverso dal vendere gli immobili che uno ha Canada. Se decidesse di sciogliere la Groenlandia, potrebbe essere meglio fare lo stesso in Bangladesh. I dati geologici suggeriscono che non ha molto senso preoccuparci troppo del nostro futuro energetico, non perché non sia importante, ma perché è al di là delle nostre capacità di controllarlo.

Robert B. Laughlin, Nobel per la fisica – The American Scholar, estate 2010

Per sette ottavi della storia del nostro pianeta, non sappiamo praticamente niente di niente relativamente al clima. Lungo un arco di quasi 5 miliardi di anni, abbiamo ottenuto misurazioni strumentali del clima per 150 anni o giù di lì e dati storici per circa 1.000 anni. Il resto sono dati indiretti, dagli anelli degli alberi ai carotaggi artici, ecc. L’anidride carbonica prodotta dall’attività umana copre un lasso di tempo così breve e gioca un ruolo così minuscolo nel clima della Terra da essere quasi trascurabile.

Charles Wax, già presidente dell’American Association of State Climatologists, 2010

Il clima ha una sua variabilità intrinseca che è dovuta a molti fattori come le eruzioni vulcaniche, l’attività solare, ecc. Il vero punto fondamentale da tenere a mente è che senza un modello che tenga conto di tutte le cause possibili il risultato sarà sempre vago e aleatorio. La ragione è che noi non abbiamo a disposizione un sistema chiuso. Anche se il contributo del Sole fosse ben prefissato, anche se la sua radiazione fosse assolutamente costante, anche se non ci fosse alcuna variazione nei gas capaci di assorbirla, gli oceani continuerebbero a comunicare con l’esterno in modo erratico, influendo pesantemente sulla temperatura esterna.

Richard Lindzen, fisico e climatologo, MIT, 1990

Le temperature medie sono aumentate solo di circa 0,6 gradi dall’inizio dell’era industriale e il cambiamento non è stato uniforme – il riscaldamento si è verificato principalmente nel corso dei periodi 1919-1940 e 1976-1998, con un raffreddamento intermedio. I ricercatori non sono stati in grado di spiegare questa discrepanza.

Richard Lindzen, fisico e climatologo, MIT, 2009

Da scienziata, resto scettica. Ho deciso di non pronunciarmi finché non avrò un contributo positivo da dare.

Joanne Simpson (1923-2010), scienziata dell’atmosfera, prima donna a ricevere un dottorato in meteorologia, ricercatrice della NASA, definita “tra i più preminenti gli scienziati degli ultimi 100 anni”

Siamo ipoteticamente più minacciati dal freddo che dal riscaldamento globale.

Yuri Izrael, vice presidente russo del IPCC fino al 2008

Senza dubbio, sono necessari molti più progressi per quanto riguarda la nostra attuale comprensione del clima e le nostre capacità di creare di modellizzarlo…E solo allora dovremmo fare affidamento su quei modelli per informare le politiche. Fino a quel momento, la variabilità del clima rimane controversa e incerta

Oliver W. Frauenfeld, climatologo (University of Texas) co-autore del rapporto IPCC del 2007

Si tratta di una menzogna sfacciata propinata dai media l’idea che ci sia solo una frangia di scienziati che non si beve il riscaldamento globale antropogenico

Stanley B. Goldenberg, scienziato atmosferico, NOAA (National Oceanic and Atmospheric Administration)

In qualche modo sono stato bollato come una persona orribile sbucata fuori da qualche girone dell’inferno. Non c’è proprio alcuna tolleranza in questo momento.

Robert Balling, climatologo all’Arizona State University, ex IPCC

Per la maggior parte della vita negli oceani, riscaldamento significa crescita più rapida, fabbisogno energetico ridotto per conservare la temperatura, mortalità invernali inferiori e più ampie gamme di distribuzione. Nessuno sa se la Terra continuerà a riscaldarsi oppure, dopo aver raggiunto un picco nel 1998, sia all’inizio di un ciclo di raffreddamento che durerà diversi decenni o più

John T. Everett, ex IPCC, ex NOAA, consulente del Congresso americano per gli oceani e la vita marina

Rassegno le dimissioni perché ho constatato che quella parte dell’IPCC che fa riferimento alle mie competenze si è politicizzata

Christopher W. Landsea, ex IPCC, scienziato atmosferico, NOAA

Quando la gente verrà a sapere la verità, si sentirà ingannata dalla scienza e dagli scienziati

Kiminori Itoh, ex IPCC, fisico e chimico alla Yokohama National University

Diffidate dei sensitivi del riscaldamento globale che ci avvertono di cambiamenti di clima senza precedenti. Nella maggior parte dei casi, sono senza precedenti solo a causa della scarsa longevità della maggior parte degli scienziati.

Robert E. Davis, ex IPCC, climatologo all’Università della Virginia, già presidente della Association of American Geographers

Presumere che il [riscaldamento globale] sia un problema significa dare per scontato che lo stato odierno del clima della Terra sia quello ottimale, il clima migliore che potremmo avere o abbiamo mai avuto e che dobbiamo adottare misure per assicurarci che non cambi. Vorrei domandare a chi deve essere accordato il privilegio di decidere che questo particolare clima è il migliore per tutti gli altri esseri umani. Penso che sia una posizione piuttosto arrogante.

Michael Griffin, direttore della NASA ed ex capo del Dipartimento spaziale al Laboratorio di Fisica Applicata della Johns Hopkins University

A seconda del periodo geologico terrestre che uno sceglie, il clima sarà in fase di riscaldamento o di raffreddamento. Scegliere se la terra si sta riscaldando o raffreddando è semplicemente una questione di decidere quale intervallo si prende in considerazione

Lee C. Gerhard, ex IPCC, direttore della Kansas, Geological Society, docente emerito della University of Kansas

Mi sono dimesso dalla posizione di climatologo dello stato della Virginia perché mi è stato detto che non potevo parlare in pubblico di questioni relative alla mia area di competenza, il riscaldamento globale, in qualità di climatologo di stato…Era impossibile conservare la mia libertà accademica con questo tipo di restrizioni della libertà d’espressione

Patrick J. Michaels, climatologo alla University of Virginia

Siamo già entrati in una fase di raffreddamento che credo continuerà almeno per i prossimi 15 anni. Non vi è alcun dubbio che il riscaldamento degli anni 1980 e 1990 si è arrestato.

Anastasios Tsonis, climatologo, University of Wisconsin, settembre 2013

Come molti altri, ero personalmente certo che la CO2 fosse responsabile del riscaldamento globale. Ma dopo aver esaminato attentamente le prove, mi sono reso conto che le cose sono molto più complicate della storia che ci hanno rifilato molti climatologi o di quelle rigurgitate dai media… L’attività solare può spiegare gran parte del riscaldamento globale del ventesimo secolo

Nir Shaviv, astrofisico e climatologo, Hebrew University of Jerusalem, 2007

Si dovrebbe spostare l’attenzione della ricerca sul clima dall’anidride carbonica alla natura e alle variazioni naturali, legate all’attività solare e ad altre cause naturali. È più probabile che sia lì che troveremo la causa principale per il presente (e futuro) cambiamento climatico.

Ole Humlum, geoscienziato, University of Oslo, 2012

Dopo una disperata ricerca bibliografica durata quattro anni e che ha coinvolto ben 30 laureati in ingegneria e scienze, dobbiamo ancora incontrare un articolo scientifico che dimostri un nesso causale quantitativo tra l’aumento di anidride carbonica e quello della temperatura globale.

Michael J. Economides, chimico e ingegnere biomolecolare, University of Houston, 2009

Il caldo dei nostri giorni non è significativamente maggiore rispetto al periodo caldo medievale o a quello romano. Perciò com’è che pensiamo di sapere che il caldo di oggi è causato dall’uomo, mentre quello degli ultimi due periodi caldi non poteva essere stato causato dai nostri antenati?

Roy W. Spencer, ex climatologo della NASA e responsabile del Global Hydrology and Climate Center of the National Space Science and Technology Center ad Huntsville, Alabama Luglio 2013

Speriamo che il riscaldamento globale prodotto dall’uomo verrà riconosciuto per la bufala che è

Dirck T. Hartmann, fisico, NASA Apollo Space Program

Il Sole sembra essere il principale fattore nel cambiamento climatico globale

Eigil Friis-Christensen, fisico, direttore del Danish National Space Centre, affiliato alla NASA e all’Agenzia Spaziale Europea

L’anidride carbonica non è responsabile del riscaldamento del clima globale negli ultimi 150 anni. Per oltre il 90 per cento il mutamento dipende da cambiamenti nel rapporto Terra-Sole collegate alle fluttuazioni climatiche. Esaminando la storia del clima del nostro pianeta, è chiaro – e piuttosto rassicurante per quanto riguarda le possibili conseguenze del riscaldamento globale previste dall’IPCC – che ora (più precisamente negli ultimi due, tre milioni di anni) ci troviamo in un periodo di clima molto freddo. Qualsiasi riscaldamento ci darebbe solo il miglior clima a lungo termine degli ultimi 560 milioni anni…Vari studi indicano che le fasi più calde sono generalmente migliori

Klaus P. Heiss, matematico, Princeton University, NASA

Una delle affermazioni più spaventose sul riscaldamento globale che si sente dire in giro, nelle stanze dei bottoni, è che “la scienza ha parlato”. Beh, forse alcuni scienziati lo hanno fatto, ma la presunzione di infallibilità divina è un po’ ardua da digerire

Garth W. Paltridge, scienziato atmosferico e docente emerito all’University of Tasmania

Una cosa è imporre misure drastiche e dure sanzioni economiche quando un problema ambientale è netto e drammatico, ma è sciocco farlo quando il problema è in gran parte ipotetico e non suffragato da osservazioni. Al momento non abbiamo alcuna prova convincente o osservazioni di cambiamenti climatici significativi che chiami in causa qualcosa di diverso da fattori naturali

Frederick Seitz, fisico ed ex presidente della National Academy of Sciences

È molto più facile per uno scienziato sedersi in un edificio climatizzato ed eseguire modelli al computer che indossare abiti invernali e misurare cosa stia realmente accadendo là fuori, nelle paludi e tra le nuvole. Ecco perché gli esperti dei modelli climatici finiscono per credere ai propri modelli

Freeman Dyson, professore emerito di Fisica alla Princeton University

Il vento solare diventa più intenso quando il Sole è attivo. E spazza via dal sistema solare i raggi cosmici come una scopa, con un impatto decisivo sulla formazione di nubi, che raffreddano sia l’atmosfera sia l’intero pianeta

Lev Zeleny, direttore dell’Istituto di Ricerca Spaziale presso l’Accademia Russa delle Scienze

Purtroppo, la scienza climatica è diventata una scienza politica.

Robert Austin, fisico a Princeton

Non c’è più nessun riscaldamento globale

Vincent Courtillot, geofisico, direttore dell’Institut de physique du globe di Paris, luglio 2013

L’uomo è responsabile di una parte del riscaldamento globale, ma la maggior parte è naturale.

L’unica cosa di cui preoccuparsi riguardo al riscaldamento globale è il danno causato dalle preoccupazioni stesse. Perché alcuni scienziati si preoccupano? Forse perché sentono che smettere di preoccuparsi può significare smettere di essere pagati. La Terra ha vissuto un ciclo continuo di ere glaciali per milioni di anni. Il freddo, con periodi glaciali che interessano i poli e le medie latitudini, persiste per circa 100.000 anni, fasi scandite da più brevi periodi più caldi, chiamati interglaciali. Tutte le glaciazioni iniziano con un periodo di riscaldamento globale. [questi riscaldamenti] sono i precursori di nuove ere glaciali. In realtà il riscaldamento è una cosa buona. Le glaciazioni sono mortali e possono anche uccidere milioni di persone. L’umanità non può bloccarle. Proprio come l’umanità non può influire sul clima a lungo termine del pianeta, non può impedire che una glaciazione abbia luogo. Il clima è governato principalmente dal Sole.

Le attività umane possono avere un certo impatto sulla transizione verso condizioni glaciali, aumentando il flusso d’acqua polare e accelerando l’avvento di una glaciazione. Quello che sta accadendo è molto simile al precedente di 115 mila anni fa, quando si è innescata l’ultima glaciazione. È difficile da capire, ma è davvero così: l’ultima glaciazione è stata accompagnata dalla crescita della temperatura media globale, ossia dal riscaldamento globale.

Quel che accadde fu che il Sole riscaldò più i tropici e raffreddò l’Artico e l’Antartico. Poiché i tropici sono molto più grandi dei poli, la temperatura media globale aumentava. Ma in aumento era anche la differenza di temperatura tra oceani e poli, cioè la condizione fondamentale di espansione dei ghiacci polari. Che ci crediate o no, l’ultima glaciazione è cominciata con un riscaldamento globale!

Man mano che più vapore acqueo arriva ai poli l’Antartide produce iceberg e si addensa, mentre centro del polo nord si libera dai ghiacci e le latitudini più basse subiscono nevicate pesanti che a poco a poco iniziano a migrare verso sud.

Un deterioramento globale del clima, di un ordine di grandezza maggiore di qualunque finora sperimentato dall’umanità civilizzata, è una possibilità molto reale e in effetti può avvenire in tempi rapidi, anche in una dozzina d’anni.

Man mano che il ghiaccio inizia a procedere verso sud dal Mare Artico la produzione di cibo si ridurrà notevolmente ci saranno abbondanti anomalie climatiche alle latitudini settentrionali ma anche meridionali. Potrebbero verificarsi tempeste globali. In alcune regioni potrebbero verificarsi ondate di freddo anomalo, mentre altre arrostirebbero con picchi di temperature mai viste prima dalla nostra civiltà.

Ed è esattamente ciò che sta accadendo ora.

George Kukla, luminare della paleoclimatologia, ex Columbia University, ricercatore presso il Lamont-Doherty Earth Observatory, 2007-2011

Forget warming—beware the new Ice Age,” Canada.com

An Unrepentant Prognosticator—Climatologist George Kukla still believes an ice age is likely,” Gelf Magazine

http://www.sciences360.com/index.php/prepare-for-new-ice-age-now-says-top-paleoclimatologist-5899/

Un’ulteriore lista
http://versounmondonuovo.wordpress.com/2012/12/06/esperti-di-climatologia-che-contestano-la-versione-ufficiale-del-riscaldamento-globale/

Non sarà il fuoco, ma il ghiaccio (Fimbulvetr), il nostro principale problema nel ventunesimo secolo (e oltre)
http://versounmondonuovo.wordpress.com/2013/11/21/bignamino-del-mutamento-climatico/

 

  • Cicli solari ed oceano – senza alcuna influenza CO2 – sono sufficienti a spiegare i cambiamenti climatici

    Il ciclo solare de Vries insieme al AMO / PDO sono sufficienti a spiegare le principali variazioni climatiche degli ultimi 1000 anni

    http://ktwop.wordpress.com/2013/12/07/solar-and-ocean-cycles-without-any-co2-influence-are-sufficient-to-explain-climate-changes/

     
  • la CO2 non è un problema, anzi ultimamente ad un aumento della CO2, corrisponde un calo delle temperature.
    Diverso il discorso per altri inquinanti (problemi per la salute , non per il clima).
    Ma forse il problema CO2 è economico, giustifica il trasferimento di capitali verso paesi con più foreste ( che dovrebbero ridurla).
    Non hanno una foresta che riduce l’anidride solforosa … questa si un problema (per la salute).
    Quanto alle generazioni future … dovranno adattarsi … ma se li prepariamo al caldo e arriva il freddo sono guai.
    Attualmente viene riconosciuto maggiormente che in passato il ruolo dell’attivita solare, e i suoi ritmi e cicli sono scritti nella storia basta leggerla …

     
  • grazie per la condivisione e, mi raccomando, venite a commentare anche sul forum, che il dibattito infuria grazie a un “difensore dell’ortodossia” molto educato, civile e serio

     
  • Ringrazio tantissimo Stefano Fait !!!

     
    • grazie a voi per la costante assistenza (condivisione) e per l’attività di divulgazione che fate, che seguo sempre con grande interesse perché più imparo più vedo quanto mi resta da capire, a differenza di molti serristi

       
  • ma come.. ma se era così inconfutabile questa maggiornanza di si..