CLIMA: cause della variabilità, dall’orbita galattica alla deforestazione (prima parte)

Questo articolo, primo di una serie di non so quante parti, è una sorta di riedizione dell’articolo pubblicato il 20 Agosto 2015 su HomoSapiensHibernus.com con il titolo:

CICLI GLACIALI, DISLOCAZIONE CROSTALE E FINE
DEL PERIODO INTERGLACIALE FREDDO
(1a parte)

Ma è anche una nuova versione, aggiornata e corretta in molti suoi punti, dell’articolo pubblicato il 23 Luglio 2014 su Attivitasolare.com con il titolo:

…qualcos’altro, il sole e la galassia!

La necessità di spiegare in modo dettagliato tutto ciò che potrebbe influenzare, in un modo o nell’altro, il clima terrestre (per capirci qualcosa più che altro), mi ha portato ad approcciarmi a tale argomento da tutt’altro punto di vista.
Nell’articolo di cui sopra (quello di HomoSapiensHibernus.com) ero partito dallo spiegare l’alternanza tra le Ere Glaciali ed Interglaciali, per continuare poi con i Periodi Interglaciali Caldo e Freddo… e avevo spiegato, brevemete, che la causa dell’estensione della Calotta Glaciale Artica era di natura “orbitale” e che durante quel periodo le civiltà erano nate lungo una linea immaginaria ben precisa… dando testimonianza di come fosse diversa l’inclinazione dell’asse di rotazione del pianeta Terra.

Ora cerchiamo di fare chiarezza, di contestualizzare il problema e di spiegare, brevemente, di cosa stiamo parlando.

Prima di tutto bisogna rendersi conto di una cosa di fondamentale importanza: il pianeta Terra fa parte di un sistema planetario, il Sistema Solare, che orbita intorno ad una galassia, la Via Lattea.
I tempi di percorrenza delle orbite sono via via crescenti e i movimenti tanto del singolo pianeta, quanto dell’intero Sistema Solare, sono di una complessità unica che è molto difficile da “disegnare”.
Tali movimenti dipendono da una moltitudine di fattori, interni ed esterni all’oggetto stesso (pianeta o sistema planetario) e determinano “conseguenze” totalmente diverse sia sul clima che sull’evoluzione dello stesso.
È quindi indispensabile comprendere bene qual’è il contesto, come sta evolvendo e in quanto tempo avviene tale evoluzione.

Ma, soprattutto, è bene considerare che per la nostra vita, limitata generalmente a meno di 100 anni, ciò che avverrà tra 10.000 anni potrebbe importarci decisamente poco!

solar_system_orbit

L’orbita del Sistema Solare è (ma in realtà bisogna leggere “dovrebbe essere” in quanto non si hanno certezze assolute) abbastanza circolare e si sviluppa alla distanza di circa 28.000 anni luce dal centro della Galassia Via Lattea.

La galassia, vista dall’alto, ha una forma a spirale con diversi “bracci” ed un diametro di circa 100.000 anni luce. In uno di questi bracci, quello di Orione, si trova anche il Sole con il relativo sistema planetario.
Vista in sezione, invece, la Galassia appare come un disco con un certo “rigonfiamento” al centro. Quel disco, nel punto in cui si trova il Sole, ha uno spessore di circa 1000 anni luce.

Il Sistema Solare, durante il suo lento movimento lungo la propria orbita intorno al centro della Galassia, effettua un movimento verticale rispetto al piano ORBITALE in circa 64 milioni di anni, mentre l’intera orbita galattica viene percorsa in circa 230 milioni di anni.
Molto spesso è in questo “punto” del discorso che si effettuano gli errori… e, purtroppo, tali errori sono ancora presenti in molte pubblicazioni scientifiche. Tale errore consiste nell’affermare che il Sole, durante il movimento sinusoidale (quello verticale) di 64 milioni di anni, attraversi il piano galattico ogni 32 milioni di anni. Questo non è vero… in quanto il piano orbitale del sistema solare, ovvero quello sul quale si trova l’orbita che il Sole percorre intorno al centro della Galassia, è inclinato rispetto al Piano Galattico.  Pertanto, anche se il sole sale sopra e scende sotto il piano orbitale con una certa frequenza, si troverà a salire sopra e scendere sotto il Piano Galattico, con una frequenza molto più bassa. Ed è proprio questa differenza di “tempi” che determina le differenze di durata delle Ere Glaciali ed Interglaciali.

Sun on Galactic Plane & Equator

Ora, considerando che il disco galattico ha una “densità” variabile (che diminuisce all’aumentare della distanza “verticale” rispetto al piano galattico), e tenendo conto della temperatura degli stessi e delle conseguenze che tali gas comportano sul Sistema Solare, ne consegue che periodicamente le condizioni “climatiche” che riscontriamo sul nostro pianeta, possono essere più “calde” (Ere Interglaciali, ovvero con assenza di acqua ghiacciata sulla superficie) o più “fredde” (Ere Glaciali, ovvero con presenza di acqua ghiacciata sulla superficie). Nello specifico, quindi, quando il Sistema Solare si troverà più vicino al Piano Galattico, avremo un’Era Interglaciale, quando si trova lontano dal Piano Galattico, avremo invece un’Era Glaciale. Per “nostra” sfortura, il Sole si sta allontanando dal Piano Galattico.

Geological_TimescaleFin qui abbiamo capito, di fatto, che le condizioni climatiche vigenti al tempo dei Dinosauri, tra i 230 e i 65 milioni di anni fa, furono condizioni particolarmente indicate per quel tipo di fauna… con una temperatura mediamente più alta dell’attuale. Tali condizioni si ripresenteranno quasi sicuramente in futuro… quando è difficile dirlo… proprio a causa delle tante variabili che influenzano il clima del nostro pianeta.
Ma come abbiamo avuto modo di vedere in questa prima parte, il “clima” del nostro pianeta, almeno per quanto riguarda le ere geologiche, dipende dalla posizione del Sistema Solare rispetto alla propria orbita galattica. Ed ogni punto di tale orbita presenta condizioni DIVERSE, sia rispetto agli altri punti, sia rispetto allo stesso punto ma in periodi diversi.

~ FINE PRIMA PARTE ~

Bernardo Mattiucci
Attività Solare

 

  • Emanuele Paganini

    “Ed ogni punto di tale orbita presenta condizioni DIVERSE, sia rispetto agli altri punti, sia rispetto allo stesso punto ma in periodi diversi.” Correggimi se sbaglio: ci troviamo all’incirca nella stessa fase dell’orbita solare intorno al centro della via Lattea di 230 milioni di anni fa, quindi l’inizio dell’epoca dello sviluppo di megaflora, megafauna e dei dinosauri, caratterizzato da molta più CO_2 in atmosfera rispetto al presente. Quindi il valore odierno di CO_2 non sarebbe affatto alto in assoluto.. Entrano in gioco le altre stelle? Ciao

     
    • Emanuele, è un gioco di scatole cinesi… dove la più esterna (che possiamo considerare) è l’universo.
      All’interno di essa ruota la scatola della nostra galassia, insieme a tante altre scatole più o meno simili e già a questo livello di studio sappiamo che le interazioni tra tali galassie cambiano continuamente.
      All’interno di tale scatola (la galassia), ci sono una marea di scatolette più o meno piccole… i sistemi stellari, le stelle, i sistemi planetari ecc… E sappiamo, a questo livello, che le interazioni tra i singoli elementi variano col tempo e lo spazio.
      All’interno di una di queste scatolette ci sono delle “palline”… i pianeti… che subiscono in cascata, tutte le conseguenze delle interazioni ai “livelli” superiori.

      Ora… 230 milioni di anni fa ci trovavamo nello stesso punto dell’orbita solare intorno al centro della galassia… ma quasi sicuramente la posizione del Sole rispetto al PIANO ORBITALE era diversa. Pertanto era diversa anche la posizione del Sole rispetto al Piano Galattico. Tali differenze possono essere notevoli…. e determinare l’enorme differenza tra le condizioni presenti nel Triassico e quelle odierne.
      Per di più 230 milioni di anni fa la Terra era uscita da pochi milioni di anni da un periodo estremamente freddo e si era già riscaldata abbondantemente…. Questo ci fa pensare che, rispetto ai Piani Orbitale e Galattico, il Sole all’epoca si trovasse in posizione più “bassa” e vicino al centro del Piano Galattico… quindi immerso nel “Mezzo interstellare” più denso rispetto ad oggi.

      Posizioni simili… Condizioni diverse….

      ….ma questo lo vedremo anche nella seconda parte, in preparazione!

       
      • Emanuele Paganini

        Molto interessante..