Ciclo Solare 24: Continua ad essere il più debole da quasi 200 anni, i modelli climatici sovrastimano la CO²

Di P. Gosselin – 9 Agosto 2016

Il sole nel mese di luglio 2016, e la AMO

Con Frank Bosse e Fritz Vahrenholt
(Tradotto/a cura di P. Gosselin)

 

La nostra unica fonte di energia al centro del nostro sistema solare è rimasta al di sotto del normale nel mese di luglio per quanto riguarda questo ciclo solare (SC) 24. L’intero ciclo è stato finora attivo solo per il 56% che risulta come un ciclo medio.

Il mese di luglio è risultato con un numero di macchie solari (SSN) di 32,5, risultando attivo di solo il 42% rispetto la media per quanto riguarda il 92° mese del ciclo. Rispetto al mese precedente (che risultò di solo il 27% della media) si è registrato un lieve aumento:

 

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Figura. 1: SC 24 fino al luglio 2016 (rosso) rispetto al ciclo medio, che è calcolato dalla media dei precedenti 23 cicli (blu), e il SC5 (nero) molto simile nel comportamento del ciclo attuale.

 

Il piccolo aumento deriva dai 5 giorni senza macchie solari del mese di luglio, rispetto ai 9 giorni senza macchie di giugno. Dopo il record dell’avvio zoppicante del ciclo nei primi 2 anni, stiamo ora vivendo un finale simile?

Rispetto ai cicli precedenti, non è cambiato molto dal mese precedente:

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Figura. 2: Le anomalie accumulate delle macchie solari dalla media (curva blu, figura 1) per ogni ciclo, dopo 92 mesi dall’inizio del ciclo.

 

L’ultima barra rossa a destra fino ad ora si è allungata vistosamente nel corso degli ultimi mesi. Dove andrà a finire? Rimangono circa 36 mesi alla fine del ciclo, e molto probabilmente la barra che rappresenta il SC 24 continuerà a scendere ulteriormente. Nella nostra prossima relazione daremo di nuovo uno sguardo ai campi polari attuali, che sono i primi fattori predittivi per il ciclo prossimo.
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La AMO (Atlantic Multidecadal Oscillation)

 

A causa del poco tempo disponibile, NTZ riassume i punti principali relativi alla AMO, l’oggetto della seconda parte del post di Vahrenholt e Bosse. Vahrenholt e Bosse presentano una figura che mostra che la AMO probabilmente ha raggiunto la sua massima positività, mentre da ora in poi potrebbe essere diretta verso la negatività, e che per questo avrà un impatto sul clima globale nel corso dei prossimi decenni.

 

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La AMO a partire dal 1950 con i valori medi annuali e levigante 20 anni (passa basso: Loess).
Bosse e Vahrenholt scrivono che la AMO ha un impatto sugli uragani e le temperature in Europa occidentale durante l’estate: “Sì, è vero. Il calore delle nostre estati dipendono in gran parte dalla AMO.”

 

La seguente tabella illustra le temperature della superficie terrestre dell’Europa occidentale:

 

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Le temperature occidentali di terra in Europa (CRUTEM 4) con la lisciatura di 20 anni (Loess).
I due autori di Die Sonne KÄLTE scrivono che la AMO gioca un ruolo fondamentale sulla temperatura globale e che i modelli climatici non hanno preso la potente AMO adeguatamente in considerazione, citando recenti pubblicazioni scientifiche. Essi riassumono che:

Molti modelli climatici e la prognosi sono stati sintonizzati utilizzando i dati del periodo 1976-2005 e assegnati gli effetti dell’aumento della AMO ripetersi nel corso di questi anni, oltre che alla CO². La sensibilità climatica, l’effetto della CO² sulla temperatura, viene così esagerata del 30-50%.

Le variazioni della temperatura che ci attendiamo a causa della CO² sono molto inferiori rispetto alle aspettative dei modelli.”

 

Fonte: notrickszone

Enzo
Attività Solare