Categoria per : Varie

Caccia alle streghe aprile 26, 2017 7:00 am

E’ del 24 Aprile un articolo a proposito di un fatto di cronaca avvenuto negli USA in occasione della “Marcia per la Scienza” (“March for Science”, ndr), che si è tenuta qualche giorno fa. L’articolo titola così: 7 colpi di pistola sparati al National Space Science and Technology Center con possibile scopo intimidatorio verso gli scienziati dissidenti. Gli scienziati dissidenti che lavorano nel Centro di cui sopra, in Alabama, sono Dr. Roy Spencer e il Prof. John Christy, due dei più esperti scienziati nell’ambito della scienza del clima. La Scienza del clima con la “S” maiuscola, quella che si interroga, che fa parlare i dati reali, che non manipola. Non mi interessa entrare nel merito se questi spari fossero effettivamente rivolti a loro o meno, chi fosse l’esecutore e se ci fosse un mandante. Quello che colpisce dell’articolo è l’atmosfera, il clima (non meteorologico, però sta volta,… 😉 ) in cui questi e altri scienziati sentono di lavorare. Ecco come il Dr. Spencer ha commentato l’accaduto: Un totale di 7 colpi sono stati sparati nel nostro palazzo del National Space Science e Technology Center (NSSTC), qui a Uah durante il weekend.  Tutti i proiettili hanno colpito il 4° piano, dove si... Mostra articolo

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Nessuna prova che la Terra si sia scaldata più di quanto non fosse nel 1940 aprile 24, 2017 20:05 pm

Di Enzo Ragusa Le rilevazioni delle temperature satellitari sono infinitamente migliori rispetto alle temperature rilevate dalla superficie e diramate dalla NASA e dalla NOAA. Il grafico sotto ve ne da una chiara visione.   Wood for Trees: Interactive Graphs   Purtroppo però, abbiamo un grosso problema con le temperature satellitari. I loro rilevamenti iniziano dal 1979, il periodo più freddo degli ultimi 90 anni negli Stati Uniti e di conseguenza nel resto dell’emisfero nord. La frequenza delle notti con temperature inferiori a 0F (-18C) ha raggiunto il picco pù alto nel 1979 come mostrato dal grafico qui sotto, per poi diminuire gradualmente entro l’inizio del 2000, quando poi hanno ripreso una nuova fase di incremento.     Come mostrato nel grafico poco sotto, il 1979 è risultato anche il picco più alto di ghiaccio marittimo dell’Artico degli ultimi 90 anni. Visualizing Government Arctic Sea Ice Fraud | The Deplorable Climate Science Blog   La NOAA ha dati satellitari sul ghiaccio marino antecedenti al 1979, ma chiaramente non li rendono noti perché contrastano con le loro teorie fasulle sulla fusione del ghiaccio marino Artico ad opera esclusiva dell’uomo.   ftp://ftp.oar.noaa.gov/arctic/documents/ArcticReportCard_full_report2016.pdf   Il seguente originale grafico proviene dal rapporto IPCC del 1995. Nel 1974... Mostra articolo

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Significativa esplosione di freddo colpisce l’Europa, altre due ondate attese entro fine aprile! aprile 19, 2017 14:01 pm

Di Enzo Ragusa Le previsioni dei modelli si sono avverate e l’Europa sta vivendo una insolita e significativa irruzione di aria molto fredda. Due ulteriori ondate di freddo sono attese prima della fine di aprile, una minaccia significativa per l’agricoltura. Dopo il periodo caldo di marzo e la prima metà del mese di aprile, in cui le temperature in Europa sono salite ben al di sopra della media, l’Europa sta ora vivendo un significativo raffreddamento con enormi quantità di neve già caduta sul versante settentrionale delle Alpi. Lunedi ’17 aprile, si sono verificate temperature gelide, abbondanti nevicate, e il caos del traffico è stato segnalato in Europa centrale. Questo episodio è destinato a continuare per il resto della settimana, con le temperature sotto zero e pericolo di gelo previsto per Giovedì 20 aprile. Ieri martedì 18 aprile, la neve è caduta fino al sud della Croazia, dove le temperature sono scese quasi a 0° C (32° F), costringendo le autorità ad allertare gli automobilisti e usare estrema cautela. Forti venti sono attesi sulle Alpi, Austria orientale, e in Ungheria oggi 19 aprile a seguito del basso gradiente di pressione e il rafforzamento dell’alta pressione sulla Germania.  Raffiche di vento potrebbero localmente raggiungere i 100-120 km/h (62-74 mph), con condizioni meteorologiche avverse e rischio per l’Europa. I prossimi... Mostra articolo

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“Siccità permanente” e record di piogge in California. aprile 17, 2017 7:00 am

A metà febbraio, se vi ricordate, scrivevo del pericolo che la Diga Oroville esondasse, a causa delle precipitazioni intense che si erano abbattute nella zona. A distanza di qualche mese, le Riserve Idriche godono di buona salute? Sembra di sì 🙂 E’ del 14 Aprile questo articolo in cui si annuncia ufficialmente che mai in Sierra Nevada si sono registrate precipitazioni così intense come quelle che ci sono state in questo anno – i dati provengono dal Dipartimento delle Risorse Idriche (Department of Water Resources, DWR). DWR ha riportato oggi [14.04.17, ndr] che le 8 stazioni di rilevamento del tempo hanno registrato circa 230 cm di precipitazioni, fra acqua e scioglimento della neve. Tali stazioni monitorano continuamente le precipitazioni dal 1920, nella zona che va dal Lago Shasta al bacino del Fiume American. Nell’articolo si dice anche che tale dato ha sorpassato il record precedente  – risalente al 1983 – di 225 cm circa. Si segnala, inoltre, che la stazione meteorologica n° 6, situata nei pressi del bacino del Tulare Lake – chiamata il “groud zero” della siccità quinquennale della California – ha registrato il 178% della quantità di precipitazioni che normalmente cadono durante un anno. Le precipitazioni totali hanno raggiunto... Mostra articolo

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Il raffreddamento sta iniziando aprile 15, 2017 7:00 am

In questo post voglio sottolineare alcune cose  degne di nota avvenute nel mese di marzo . Per iniziare, evidenzio come dalla fine di febbraio ad oggi, abbiamo avuto sul Nord Emisfero una circolazione quasi bloccata, con vaste basse pressioni fredde alle alte latitudini , ma poco mobili; al, contrario alle medio-basse latitudini, alte pressioni livellate, che ci hanno regalato un tempo noioso ed insolitamente siccitoso. Questo jet stream quasi immobile sta diminuendo sempre più il ricambio d’aria tra fascia polare e tropicale, cosa che emerge inoltre dal preoccupante indebolimento degli alisei, e da una mancanza ormai cronica delle perturbazioni atlantiche in Europa. A conferma, il calo delle temperature globali nel mese di marzo, è stato dovuto essenzialmente all’emisfero nord, in particolare  proprio alle alte latitudini. Nel comparto russo-siberiano sembra non voglia più smettere di nevicare; nuove nevicate anche intense si attendono nei prossimi giorni, derivanti una situazione barica che perdurerà sino alla fine del mese. In Canada, specie nella regione del Labrador, sono caduti quasi 2 metri di neve fresca tra la fine di marzo ed oggi, davvero insolito. In Alaska si sono avute in marzo temperature nettamente più fredde del normale. La Groenlandia a metà marzo aveva già accumulato... Mostra articolo

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il crudo inverno 2005 aprile 13, 2017 7:00 am

Dicembre 2004 fu contrassegnato da alcune irruzioni artiche che portarono temperature rigide ma cieli sereni .Queste irruzioni erano pilotate da un Anticiclone delle Azzorre in una posizione insolita che faceva scorrere sul suo bordo orientale aria fredda. In seguito, dopo una prima parte di gennaio tranquilla, a metà del primo mese dell’anno, lo scenario italiano ed europeo cambiò drasticamente. A seguito di ripetuti riscaldamenti stratosferici, il vortice polare si suddivise in due tronconi; il primo investì l’Atlantico prospiciente le coste canadesi, il secondo andò a colpire la Russia, portando una importante irruzione d’aria artica, che fece precipitare le temperature fino a-32°C a Mosca. Ma il freddo non rimase confinato sulla Russia, difatti ben presto sconfinò verso Ovest; Svezia e Norvegia, a causa del contrasto tra l’avanzante aria gelida e l’aria atlantica più mite, subirono autentici blizzard. Oslo venne seppellita da una coltre di oltre mezzo metro di neve in 24 ore, mentre a Helsinki si registrò una temperatura minima di -22,8°C e una massima di -19°C. Viceversa, come spesso accade in questi casi, le isole Svalbard e l’Islanda si trovarono esposte al flusso particolarmente mite proveniente dall’Atlantico. Infine, l’Anticiclone delle Azzorre dopo l’ennesima espansione verso nord-est, si unì all’Anticiclone russo-siberiano rinforzato dal precedente riscaldamento... Mostra articolo

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Eppur si muove…la crosta terrestre! aprile 12, 2017 7:00 am

La maggior parte di noi, vuoi per consuetudine, vuoi per insegnamenti scolastici di base, è abituata a considerare la crosta terrestre tendenzialmente ferma. Sì, poi ci sono quelle piccole (o grandi, a volte) crepe nei muri, le cosiddette crepe di assestamento. I grandi fenomeni naturali – terremoti ed eruzioni vulcaniche – ci fanno entrare violentemente in contatto con la vera realtà delle cose: la crosta terrestre non è ferma. E’ in continuo e costante movimento, anche se non ce ne accorgiamo. C’è un altro fenomeno, che mi lascia sempre a bocca aperta: quello dei buchi che si aprono, sembra improvvisamente, sulla superficie delle strade e inghiottono qualunque cosa trovino. Qui, un esempio di quanto successo in una zona dell’India pochi giorni fa. D’altra parte, se vi mettete a seguire una delle tante app che segnalano scosse di terremoto di ogni intensità, in ogni parte del mondo, vi rendereste conto che la Terra è in un continuo e costante movimento. Aggiungiamo il fatto che ogni movimento impatta su quello delle altre zone: pensare che la Terra sia ferma sotto i nostri piedi è soltanto un’approssimazione della realtà – utile sicuramente per il benessere psicologico di ciascuno di noi 😉 Sara Maria... Mostra articolo

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Scienza + Credibilità = Realtà….? aprile 11, 2017 7:00 am

Uno degli argomenti su cui ci capita piuttosto spesso – purtroppo, a dire il vero – di scrivere riguarda la credibilità delle informazioni diramate dagli Enti competenti in ambito climatico. Solo qui nel sito trovate molti articoli, l’ultimo proprio di pochi giorni fa, in cui inizia ad emergere che gli interessi politici e/o economici sovrastano la veridicità dei dati. E’ di un mesetto fa circa questo pezzo – nelle prime 9 parole (11 nella mia versione tradotta), dice come stanno le cose: La scienza, oggi, in tutti i campi, è invasa dalla corruzione (corsivo mio, ndr). L’articolo punta l’attenzione sull’uso scorretto che viene fatto della dicitura “peer-reviewed” associata a quanto viene pubblicato in campo scientifico: l’autore fa notare che la sua mancanza potrebbe indurre le persone a scartare ricerche scientifiche serie, soltanto perché manca tale etichetta. Rischio ancora più grande se si tratta di qualcosa che mette in discussione le credenze e le convinzioni, così ben vivificate dal marketing di massa,.. Di nuovo, senza mezzi termini, si legge: Purtroppo, sta diventando sempre più evidente che ci vengo dette bugie (corsivo mio, ndr) riguardo i prodotti e i farmaci che utilizziamo quotidianamente. Vengono poi analizzati diversi ambiti in cui ciò è valido: la scienza del clima, la scienza che... Mostra articolo

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J. Scott Armstrong: Meno dell’uno per cento degli articoli pubblicati sulle riviste segue il metodo scientifico marzo 31, 2017 19:36 pm

Di Allum Bokhari – 29 Marzo 2017 Meno dell’uno per cento degli articoli pubblicati sulle riviste segue il metodo scientifico, secondo una ricerca condotta dal Prof. Wharton School e dall’esperto di previsioni J. Scott Armstrong.   Il Prof. Armstrong, che ha co-fondato la rivista peer-reviewed nel 1982, il Journal of Forecasting nel 1982 e l’International Journal of Forecasting nel 1985, ha posto alcune domande ad una presentazione per quello che considera gli “allarmismi” previsionali andare al di la del cambiamento climatico provocato dall’uomo. “Veniamo anche noi dal settore delle riviste e di quanto bene si conformi il metodo scientifico. Nel mio campo penso che il 10 per cento dei documenti… siano forse utili. Adesso sembra che, un decimo dell’uno per cento segua il metodo scientifico”, ha detto Armstrong nella sua presentazione, che può essere vista integralmente qui di seguito. “Ma più semplicemente la gente non lo fa.”   Armstrong ha definito otto criteri per il rispetto del metodo scientifico, compresa la piena divulgazione dei metodi, dati e altre informazioni affidabili, conclusioni che siano coerenti con l’evidenza, metodi validi e semplici, e dati validi e affidabili.   Criteri per l’osservanza scentifica Otto criteri sono stati ben stabiliti per poter giudicare che... Mostra articolo

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Quando la divulgazione scientifica fa cilecca marzo 30, 2017 7:00 am

Autore: Donato Barone Data di pubblicazione: 29 Marzo 2017 Fonte originale: http://www.climatemonitor.it/?p=44104   Qualche giorno fa L. Mariani e G. Guidi hanno pubblicato un post in cui si analizzava il bias che caratterizza alcune pubblicazioni scientifiche in materia di cambiamento climatico. Senza aver ancora digerito integralmente l’articolo, ecco che mi capita un caso da manuale che avvalora il senso di quanto scritto nel post e che lascia molto perplessi. Leggo “Le Scienze” da decenni e la rivista rappresenta la mia principale fonte di aggiornamento in campo scientifico (ad eccezione delle questioni climatiche, però). Ricevo regolarmente le news della rivista e, stasera, ho letto i titoli dell’ultima rassegna che mi è stata recapitata. Un titolo mi ha colpito in modo particolare: Il clima che cambia e il declino delle farfalle monarca Mi sono sempre interessato alle vicende di questo lepidottero in quanto impressionato dalla lunghissima migrazione che milioni di essi compiono per recarsi dal Messico agli USA ed al Canada e per far ritorno in Messico. Queste farfalle si muovono formando sciami enormi e cibandosi di un’euforbia particolare. Secondo i conservazionisti la causa del declino della specie, è da attribuirsi alla quasi scomparsa di questa pianta. L’euforbia da cui trae nutrimento la... Mostra articolo

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Si fa sul serio… marzo 29, 2017 7:00 am

Quando diciamo che dobbiamo aspettarci un periodo climatico difficile, non scherziamo. Intendiamo che bisogna essere pronti ad affrontare la violenza degli eventi estremi, di forte intensità. Guardate cosa sta succedendo in Australia – Ciclone Debbie, forza 4: La zona maggiormente colpita è quella del Queensland, con decine di migliaia di persone evacuate. La zona è senza energia elettrica. Il ciclone ha un occhio di 50 Km di diametro e sta provocando venti attorno ai 200 Km orari e più. Fonte: RT Documentary Channel Sara Maria Maestroni Attività Solare.  

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Unisci i puntini… marzo 28, 2017 7:00 am

Quando si cerca con l’intento di trovare, le cose interessanti saltano fuori. E’ vero che ci sono moltissimi siti, blog e pagine Facebook, senza contare trasmissioni televisive e conferenze cittadine, che battono il chiodo del Riscaldamento Globale, dicendo che il livello dei mari si alzerà di metri sommergendo le attuali città costiere e che in sostanza la terra esploderà per troppo caldo. E’ vero anche che ormai la rete sa offrire anche fonti alternative di informazione – certo, come dicevo all’inizio, bisogna avere chiaro cosa sto cercando: nuove informazioni o una conferma implicita delle mie credenze? In questa mia ricerca, sono incappata in un articolo di Novembre 2016, che mi è piaciuto perché mette in relazione fra loro molti eventi di cui parliamo anche noi qui sul blog e di cui ogni tanto si sente parlare anche nel main stream come notizia isolata. Ma sappiamo che il totale è maggiore delle somma delle singole parti: un conto è prendere le singole informazioni come separate fra loro, diverso è provare a collegarle. Il risultato finale sarà decisamente diverso. Quindi, cosa sta succedendo, in base alle informazioni che abbiamo a disposizione? Il numero di macchie solari sta diminuendo più velocemente di quanto ci si... Mostra articolo

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Crollo solare: il sole spotless per due settimane consecutive – Terzo ciclo più debole dal 1755! marzo 21, 2017 20:15 pm

Di Anthony Watts 20 Marzo 2017   Durante il fine settimana, abbiamo rivisto lo stato dei dati solari per il mese di marzo 2017. In questo momento, ci sono state due settimane filate di mancanza di macchie solari, il periodo più lungo dal 2010.   Uno sguardo “vuoto” al sole di Lunedi 20 marzo 2017 ma è rimasto così per due settimane consecutive; Immagine per gentile concessione NASA/GSFC   Panoramica Il sole è attualmente senza macchie solari visibili, e questo è il 14° giorno consecutivo che ottiene così il più lungo periodo da Aprile 2010, in base ai conteggi catalogati da spaceweather.com. Il debole ciclo solare 24 continua a calare dalla sua fase di massimo solare (2014) spedito verso il prossimo minimo solare. Nel mese di aprile 2010 – l’ultima volta che ci fu un periodo di due settimane senza macchie solari visibili – il sole stava emergendo dall’ultimo minimo solare che è risultato storicamente lungo e profondo. Al momento si sono contati 26 giorni senza macchie in questo 2017 (34% di tutto l’anno) periodo che fa seguito ai 32 giorni senza macchie dello scorso anno, periodo che si è verificato principalmente durante la seconda parte dell’anno. Le giornate spotless... Mostra articolo

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analisi raffreddamento stratosfera-parte terza marzo 19, 2017 7:00 am

Ripartendo dal precedente articolo, evidenzio come gli scambi tra cella polare e di Hadley, si alterino primariamente in stratosfera, (coinvolgendo anche la mesosfera) per poi propagarsi in troposfera. Vedi figura sotto:     Molto eloquente, nell’ultimo anno i venti stratosferici equatoriali (QBO), NON SI SONO INVERTITI, MA HANNO CONTINUATO E TUTT’ORA STANNO CONTINUANDO LA FASE POSITIVA. La difficoltà di comunicazione fra la due celle si evidenzia in troposfera attraverso un mancato rimescolamento del jet stream polare (che guarda caso si muove proprio alle quote stratosferiche) con quello tropicale nella cella di Farrell (corrente a getto classica), che diviene sempre più debole, con sempre più frequenti e persistenti fasi di blocco della circolazione zonale. Il jet stream polare è il principale responsabile degli scambi d’aria tra la stratosfera e le basse quote, e man a mano che la cella polare raffredda, aumentano le incursioni e l’intensità di tale corrente. Importante ricordare come le ingerenze fredde dalla stratosfera si manifestino attraverso geopotenziali molto bassi e temperature gelide alla quota di 500Hpa. I geopotenziali vanno a evidenziare aria molto fredda spingere verso il basso a quote superiori ai 500Hpa, e, per ripristinare il normale gradiente termico con il suolo, si attivano moti convettivi... Mostra articolo

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E’ il vapore acqueo, non la CO2 marzo 3, 2017 19:06 pm

Commento: “La Terra si sta certamente scaldando da quando abbiamo aggiunto tutta quella CO2 in atmosfera, dalla combustione di combustibili fossili”. Risposta: “Dimentica la CO2. Il vapore acqueo è il più importante gas serra. Lui controlla la temperatura della Terra”. E’ vero che il vapore acqueo è ciò che dà il maggior contributo all’effetto serra della Terra. In media, probabilmente spiega circa il 60% dell’effetto riscaldante. Comunque, il vapore acqueo non controlla la temperatura della Terra, ma è invece controllato dalla temperatura. Questo perché la temperatura dell’atmosfera circostante limita il valore massimo di vapore acqueo che l’atmosfera può contenere. Se un volume di aria contiene la sua quantità massima di vapore acqueo e la temperatura diminuisce, un parte del vapore acqueo condenserà per formare acqua liquida. Ecco perché le nuvole si formano da aria calda contenente vapore acqueo, che sale e si raffredda alle alte quote, dove il vapore condensa in piccole gocce che creano le nuvole. L’effetto serra, che ha mantenuto la temperatura della Terra a livelli caldi a sufficienza da permettere alla civilizzazione umana di svilupparsi negli ultimi passati millenni, è controllato dai gas non condensabili, soprattutto biossido di carbonio, CO2, con piccoli contributi di metano, CH4, ossido... Mostra articolo

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Il Carbone è il nemico, usiamo il Carbone febbraio 24, 2017 7:00 am

Autore: Guido Guidi Data di pubblicazione: 23 Febbraio 2017 Fonte originale: http://www.climatemonitor.it/?p=43807     Questa notizia, se non fosse paradossale, sarebbe davvero divertente. Come in moltissimi (quasi tutti) settori di applicazione, anche in campo climatico gli Stati Uniti sono davanti a tutti. Nella ticerca, negli investimenti, nella modellistica, nelle pubblicazioni…e, naturalmente, anche soprattutto in prima linea nella lotta al nemico pubblico numero uno, il riscaldamento globale e i suoi derivati. I più famosi e impegnati scienziattivisti climatici – nuova specie sviluppatasi con lo specifico scopo di salvare il pianeta – sono americani. Negli USA e dagli USA sono gestiti tre dei dataset della temperatura globale più utilizzati, con uno di questi, quello del GHCN, che è praticamente la base di tutti gli altri. Per gestire tutti questi dati e per far girare modelli di simulazione climatica capaci di arrivare fino all’anno 3000 e oltre (con il nobile scopo di dare a tutti un’idea di cosa indossare in quei giorni se dovesse capitare di fare una gita), c’è bisogno di una spropositata capacità di calcolo, che ovviamente non basta mai. E così, qualche anno fa, l’NCAR (National Center for Atmospheric Research), famoso istituto di ricerca con sede in Colorado, decise, chiese... Mostra articolo

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L’equazione dell’Antropoche? febbraio 21, 2017 7:00 am

Autore: Donato Barone Data di pubblicazione: 17 Febbraio 2017 Fonte originale: http://www.climatemonitor.it/?p=43763     Qualche giorno fa G. Guidi ha pubblicato un post in cui si faceva cenno all’articolo, pubblicato sulla rivista The Anthropocene Review dal titolo, The Anthropocene Equation  di O. Gaffney & W. Steffen (da ora Gaffney et al., 2017). Incuriosito dal termine “equazione” associato ad Antropocene, sono andato a leggere l’articolo. Man mano che andavo avanti i dubbi e le perplessità aumentavano in modo esponenziale fino all’apoteosi finale. Ho fatto passare qualche ora ed ho riletto l’articolo. Il mio giudizio non è cambiato di una virgola: è un articolo che lascia allibiti sia dal punto di vista matematico che logico. Procediamo, però, con ordine. Da un punto di vista puramente astratto il sistema Terra può essere rappresentato da un’equazione differenziale (1) in cui E sta per Earth, A per astronomico e G per geofisico. Tradotto significa che la variazione nel tempo del sistema Terra è una funzione di due variabili: una astronomica e l’altra geofisica. La variabile astronomica tiene conto del fatto che le condizioni del sistema terrestre dipendono da forzanti orbitali ovvero dalle variazioni di quantità di energia ricevuta che la Terra subisce a seconda delle posizioni... Mostra articolo

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Global Warming e Comportamenti Violenti febbraio 18, 2017 7:00 am

Autore: Massimo Lupicino Data di pubblicazione: 16 Febbraio 2017 Fonte originale: http://www.climatemonitor.it/?p=43729     con molta emozione che mi accingo finalmente a coronare un sogno: pubblicare una perla climatica prima dei nostri giornali mainstream. Mi tremano le mani mentre scrivo, tale e tanta l’emozione. Ma non rinuncerò per questo al privilegio di citare qualche fatto alternativo in sede di commento. Allora, dopo aver scoperto qualche mese fa che in Svezia si stupra di più per colpa dell’effetto serra, adesso scopriamo una verità ancora più scomoda, ovvero che qualsiasi cosa vada male su questo Pianeta, è riconducibile al global warming, rigorosamente antropogenico. È Zerohedge a fornire l’assist facendo riferimento ad un articolo pubblicato dalla “Association for Psychological Science” frutto del pregevole lavoro di tale Courtney Plante, postdoctorate fellow alla Iowa State University. Plante studia gli effetti del climate change sulla violenza, “media immersion”, “fantasy” e “fan groups”. Insomma, non si capisce cosa faccia, ma probabilmente salva il mondo anche lui. Provo a riassumere di seguito l’articolo in questione, compito assai arduo come sovente accade in casi come questo. Cappello dell’articolo: “Il global warming antropogenico è un fatto incontestabile, come le sue conseguenze: siccità, alluvioni, scarsità di cibo (!?) e fenomeni estremi.... Mostra articolo

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Massiccia operazione di salvataggio dei dati della NASA febbraio 17, 2017 7:00 am

La popolare rivista Wired ha pubblicato nei giorni scorsi un articolo che dà da pensare su quanto stia succedendo attorno all’eterno tema “Cambiamento climatico antropogenico SI'” o “Cambiamento Climatico Antropogenico NO”. L’incipit è quanto mai illuminante: Sabato mattina, la costruzione a mattoni bianchi del campus universitario di Berkeley era irradiato da luce solare non filtrata. Il cielo era blu, il campanile scintillante. Ma invece che godersi la splendida giornata, 200 adulti si sono spontaneamente stipati come sardine nella stanza a luce al neon della biblioteca Doe, per salvare i dati federali sul clima. Come altri gruppi nel Paese – in più di 200 città – essi credono che l’amministrazione Trump voglia far sparire questi dati in un buco nero. Perciò, questi hacker, scienziati e studenti, li stanno raccogliendo al di fuori dai server federali. Ma ora, si stanno spingendo anche oltre. Gruppi come DataRefuge e Environmental Data and Governance Initiative, che hanno organizzato questa operazione di hackeraggio per raccogliere dati dai programmi scientifici della NASA  e del Dipartimento dell’Energia che riguardano la Terra, stanno facendo più che semplici archivi. Stanno costruendo un sistema robusto di monitoraggio dei cambiamenti a cui andranno incontro i siti web federali. E ne stanno tenendo traccia, soprattutto di ciò... Mostra articolo

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3 recenti studi mostrano – senza discussione – che l’Attività Solare è il vero potente motore del Clima! febbraio 14, 2017 7:00 am

E’ stato sempre affermato che i cicli di attività solare, per la maggior parte, posso essere ignorati in quanto ad impatto climatico. Difficilmente hanno un impatto. Perciò, diventa quasi divertente quando – ogni mese – un nuovo studio scientifico viene pubblicato che dice l’esatto opposto. Un esempio risale a Novembre 2016, quando il sito “Lettere di Ricerca Geofisica” (Geophysical Research Letters, ndr) ha pubblicato uno studio di Adrián Martínez-Asensio et al sull’impatto dell’attività solare sul livello del mare. Gli scienziati hanno documentato che il limite del livello dell’acqua in autunno a Venezia e Trieste è, di fatto, controllato dal ciclo solare (che ha un periodo di 11 anni). Nel periodo invernale, l’impatto del sole si vede su altre località costiere, come Marsiglia, Ceuta (località spagnola, ndr), Brest e Newlyn, nel Regno Unito. Ecco di seguito l’affascinante abstract dell’articolo: Variabilità decennale dei limiti europei nel livello del mare in relazione all’attività solare. Questo studio investiga la relazione fra i cambiamenti decennali nell’attività solare e i limiti del livello del mare lungo le coste europee e derivati dai dati che valutano le maree. Il livello del mare a Venezia in Autunno varia con il ciclo solare undicennale, come suggerito da studi precedenti, ma un... Mostra articolo

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Una grande voragine continua a crescere nel letto della più alta diga d’America – causando erosione massiva e la minaccia di un’inondazione febbraio 13, 2017 12:00 pm

Questo il lungo titolo di un articolo apparso sul sito Mail online il 10.02.17 che, subito sotto, riporta il seguente ordine del giorno: Martedì, si è formata una grande voragine nel letto della diga californiana di Oroville Gli Ufficiali dicono che la voragine continuerà ad ingrandirsi fino [al raggiungimento] del letto roccioso Al momento, il letto non sta rilasciando acqua a sufficienza per bilanciare l’intake del lag C’è quindi il pericolo che il lago possa esondare ad un certo punto Sabato, procurando un’emergenza a cui non si è mai stati abituati da quando la diga è stata aperta nel 1968 Se ciò si verifica, gli ufficiali non saranno ingrato di controllare il flusso d’acqua e ciò potrà causare ancora più erosione al passaggio dell’acqua attraverso la vegetazione, lungo il suo percorso giù verso il fiume sottostante. Per capirci, ecco di cosa stiamo parlando:   L’articolo, sottolineando nuovamente quanto accaduto nella giornata di Giovedì, afferma quanto riportato dalle Autorità della California, secondo cui l’erosione continuerà, senza che ciò metta in pericolo la Diga di Oroville né la popolazione circostante. All’origine sembra ci sia stato il distacco di un pezzo di cemento, che ha creato un buco lungo 70-90 m e profondo quasi... Mostra articolo

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Un ufficiale delle Nazioni Unite ammette che l’Agenda del Riscaldamento Globale ha davvero a che fare con la distruzione del capitalismo febbraio 4, 2017 7:00 am

In una conferenza stampa settimana scorsa a Bruxelles, Christiana Figueres, segretaria esecutiva della Framework Convention sul Cambiamento Climatico delle Nazioni Unite, ha ammesso che l’obiettivo degli attivisti ambientalisti non è quello di salvare il mondo dalle calamità ecologiche, ma di distruggere il capitalismo. “Questa è la prima volta nella storia dell’umanità che ci stiamo fissando come obiettivo per noi stessi di cambiare intenzionalmente, in un periodo definito di tempo, il modello di sviluppo economico che ha regnato per almeno 150 anni, a partire dalla Rivoluzione Industriale”, ha detto. Ha poi aggiunto, che non si tratta di un errore: “Questo è probabilmente l’obiettivo più difficile che ci siamo mai posti, che è quello di trasformare intenzionalmente il modello di sviluppo economico per la prima volta nella storia umana” L’autrice dell’articolo originale racconta di essere stata invitata ad una cena politica molto importante in Washington, con il precedente Chairman della Temple University e di essersi trovati ad uno di quei tavoli rotondi con 10 persone. Essendo stati invitati da un’Università, erano assieme ai capi di vari gruppi ambientalisti. Pensando di essere in amichevole compagnia, cominciarono a parlare liberamente. Dick Fox, un suo amico, cominciò a condurre la conversazione, per scoprire la verità dietro il... Mostra articolo

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Breaking News Hotel Rigopiano: si temono vittime gennaio 19, 2017 10:00 am

  Nel momento in cui scriviamo, pare sia stata estratta la prima vittima. Nella notte sono stati tratti in salvo 2 persone, una delle quali in ipotermia. Sono loro ad aver lanciato l’allarme.   L’albergo, che si intravede tra gli alberi di questa foto, sorge ai piedi delle montagne, sul versante adriatico del gruppo del Gran Sasso. Ad arrivare sul posto per primi, sono stati gli uomini del Soccorso Alpino di Campo Imperatore, con gli sci. Da poco sono arrivati, con l’elicottero, anche i vigili del fuoco. Il resto dei soccorsi arriverà solo in giornata… al seguito di una turbina che sta cercando di liberare la strada. Dai numerosi tweet presenti in rete, emerge la sconvolgente realtà che l’Hotel è stato centrato dalla slavina e che l’intera struttura si sia spostata di circa 10 metri.   L'hotel di #Rigopiano e la montagna che lo sovrasta. pic.twitter.com/eiursyLREo — mazzetta (@mazzettam) January 19, 2017   Vi aggiorneremo sulla situazione.   Bernardo Mattiucci Attività Solare  

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Vulcani attivi nel mondo: Periodo 21 Dicembre – 27 Dicembre 2016 gennaio 7, 2017 14:00 pm

Nel periodo osservato, 5 vulcani hanno iniziato una nuova attività vulcanica, mentre quella tuttora in corso è stata rilevata per 8 vulcani. La presente relazione fa riferimento ai vulcani attivi nel mondo registrata nel periodo 21 Dicembre – 27 Dicembre 2016, in base ai criteri Smithsonian/Usgs. Quello descritto, non è un elenco completo di tutti i vulcani in eruzione sulla Terra durante il periodo in questione, ma piuttosto una sintesi di attività vulcanica che soddisfa i criteri illustrati in dettaglio nel paragrafo “Criteri e Dichiarazioni di non Responsabilità”. Attentamente monitorati i report sui vari vulcani vengono pubblicati mensilmente nel Bollettino Vulcanismo Rete Globale.   Nuova attività – in subbuglio: Bezymianny, Central Kamchatka (Russia) Bogoslof, Fox Islands (USA) Ebeko, Paramushir Island (Russia) Klyuchevskoy, Central Kamchatka (Russia) Langila, New Britain (Papua New Guinea).   Attività in corso: Bagana, Bougainville (Papua New Guinea) Copahue, Central Chile-Argentina border Dukono, Halmahera (Indonesia) Fuego, Guatemala Kilauea, Hawaiian Islands (USA) Sabancaya, Peru Sheveluch, Central Kamchatka (Russia) Sinabung, Indonesia.   Eruzione del vulcano Tungurahua in Ecuador in immagini di repertorio.   Il Report di attività vulcanica settimanale è un progetto di collaborazione tra la Global Program Vulcanismo dello Smithsonian e Volcano Geological Survey degli Stati Uniti programma pericoli.... Mostra articolo

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