Categoria per : Didattica

Uno sguardo d’insieme alle questioni oceaniche… senza entrare troppo nel merito! novembre 17, 2016 9:37 am

Molte volte parliamo di PDO, AMO, CDG (Corrente del Golfo), ENSO (El Niño / La Niña) e cose di questo tipo… Ma qualcuno potrebbe non conoscere bene la loro disposizione… o avere qualche dubbio sul fatto che un cambiamento nel pacifico possa essere determinante per il clima/meteo della nostra Europa. Ebbene… in questo breve articolo cercherò di illustrarvi al meglio, senza entrare nello specifico dei singoli elementi, dove sono posizionati alcuni indici e quali sono le zone “importanti” ai fini climatici. In questa mappa abbiamo le SSTA (Sea Surface Temperature Anomaly) di questa mattina. Ho evidenziato la zona della PDO (Pacific Decadal Oscillation) e dell’AMO (Atlantic Multidecadal Oscillation). Questi 2 indici sono importantissimi perché determinano le condizioni meteo locali che a loro volta contribuiscono a condizionare le oscillazioni dei venti in quota, specialmente del Jet Stream, determinando, in giro per il mondo, quelle alternanze tra condizioni di caldo e freddo tipiche dei periodi in cui insistono gli scambi meridiani. Inoltre, entrambi questi indici, descrivono in modo molto preciso quelle che sono variazioni (decennali) nel medio-lungo termine dell’estensione dei ghiacci marini artici. Confrontando infatti quest’ultimo grafico (AMO) con le estensioni dei ghiacci artici, troviamo una buona corrispondenza. Ovvio che l’AMO non... Mostra articolo

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Clima: cos’è e da cosa viene maggiormente influenzato ottobre 15, 2016 7:00 am

CLIMA Il complesso delle condizioni meteorologiche (elementi del clima: temperatura atmosferica, venti, precipitazioni), che caratterizzano una località o una regione nel corso dell’anno, mediato su un lungo periodo di tempo. Si distingue dal tempo (in senso meteorologico), che è una combinazione solo momentanea degli elementi medesimi. Più rigorosamente, si definisce il clima come la descrizione statistica in termini dei valori medi e della variabilità delle quantità rilevanti (i citati elementi del clima) in un periodo di tempo che va dai mesi alle migliaia o ai milioni di anni. Secondo la definizione dell’Organizzazione Meteorologica Mondiale, il periodo di media classico è di 30 anni.   Questa è la descrizione del termine “CLIMA” sull’enciclopedia Treccani, dove si prosegue con la descrizione di quali siano le influenze principali. Sappiamo, dalle ricerche scientifiche Peer Review, che ci sono essenzialmente 2 tipi di influenze: Fattori cosmici: orbita del pianeta Terra, inclinazione dell’asse di rotazione del pianeta, eccentricità dell’orbita, ecc…. posizione del Sole rispetto alle altre stelle vicine, attività solare, densità del vento solare, quantità dei raggi cosmici e galattici, densità del mezzo interstellare, ecc… Fattori geografici: latitudine e longitudine, altitudine sul livello del mare, distanza dal mare, orografia del territorio, correnti marine e atmosferiche, albedo,... Mostra articolo

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Annie Maunder, Pioniera Dell’Astronomia Solare ottobre 8, 2016 7:00 am

Nel centesimo anniversario dell’apertura del proprio circolo alle donne, la Royal Astronomical Society ha intitolato un premio alla scienziata Annie Maunder. «Il Minimo di Maunder è conosciuto quasi da tutti», ricorda a Media INAF Gianna Cauzzi, fisica solare, «ma un’altra grande scoperta di Annie e di suo marito Walter è il cosiddetto ‘diagramma a farfalla’ delle macchie solari» La Royal Astronomical Society (RAS) ha istituito a partire da quest’anno una onorificenza dedicata alla figura di Annie Maunder, tra le prime donne ammesse come socie, nel centesimo anniversario di questo storico evento. Un riconoscimento all’importante lavoro svolto da questa studiosa in un periodo nel quale affermarsi e vedere riconosciuto il proprio valore, per una donna, era un’utopia, anche per una grande scienziata. Annie Maunder, una fra le prime donne ammesse come socie alla Royal Astronomical Society nel 1916. Crediti: Royal Astronomical Society / Dorrie Giles Annie Scott Dill Russell nacque in Irlanda nel 1868. Figlia di un pastore presbiteriano, frequentò la scuola secondaria in un istituto femminile, quello che divenne in seguito il Victoria College di Belfast, per poi riuscire ad accedere all’Università di Cambridge, per la quale aveva vinto una borsa di studio triennale. Nonostante gli eccezionali risultati, in quanto donna non... Mostra articolo

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Le Foto Restaurate Degli Archivi Della NASA Sono Sbalorditive !!!! settembre 3, 2016 14:00 pm

È il 3 ottobre 1962 quando Walter Schirra, astronauta italoamericano, viene spedito nello spazio per la missione Mercury-Atlas 8 a bordo del vettore Sigma 7. La missione venne definita dalla NASA “un volo nello spazio da manuale,” e durante Mercury-Atlas 8 lo spazio accolse per la prima volta nella storia dell’uomo un astronauta munito di macchina fotografica, una Hasselblad 500 C. Da quel giorno tutte le missioni NASA furono fornite di una macchina fotografica, e pochi giorni fa l’agenzia aerospaziale americana ha deciso di rendere pubblico il Project Apollo ArchiveProject Apollo Archive, l’archivio di tutte—o quasi—le foto scattate dagli astronauti durante le missioni NASA. Lo potete sfogliare da questo account Flickr—ci metterete un po’ perché sono quasi 12.000 foto. Oggi su Motherboard abbiamo deciso di fare un passo in più: le foto del Project Apollo sono senz’altro incredibili, ma soffrono di quel fastidioso effetto vintage dovuto al passare degli anni che tanto piace a tutti coloro che abusano della sezione editing di Instagram. Nella giornata di ieri la subreddit /r/NASA ha ospitato la galleria fotografica di Jeremy Dreier, un fotografo di Omaha, in Nebraska. Jeremy ha scelto una manciata di foto dell’archivio e ne ha corretto i colori e i... Mostra articolo

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SEQUENZE SISMICHE ED EVENTI ISOLATI: LE POSSIBILI EVOLUZIONI E REPLICHE DEL TERREMOTO DI AMATRICE DEL 23 AGOSTO agosto 28, 2016 11:00 am

Posted on 26/08/2016 by Ilario Larosa Fonte originale: http://www.meteoscienza.it   26-08-2016 – Salve a tutti, terzo rapido aggiornamento sul fronte del terremoto e terzo editoriale appositamente dedicato. Gli argomenti non mancano purtroppo e, ad oggi, va segnalata una nuova scossa di magnitudo locale ML =4,8 alle 6:28 di questa mattina, ora locale, nuovamente nel’area di Amatrice. In conseguenza di ciò, il quesito odierno che molti lettori si pongono, ma soprattutto coloro che, purtroppo, sono costretti a rimanere nelle aree terremoto dove hanno la loro casa, è il seguente:   C’è possibilità che avvengano altre scosse di intensità comparabile con quelle già avvenute nell’area in esame?? Oppure, il terremoto, potrà colpire settori adiacenti a quelli già interessati, allargando il raggio d’azione?? Domande lecite, a cui, come sempre, non è possibile dare una risposta certa. Tuttavia, sulla base dello studio delle serie storiche di sismicità dell’appennino centrale, è possibile avere un’idea di come potrebbero andare le cose. Iniziamo questa breve analisi, analogamente a quanto visto nei precedenti editoriali, da quanto accaduto in epoca recente, ovvero dalla sequenza sismica umbro-marchigiana del 1997-1998. In merito a tale evento, già la definizione stessa di “sequenza sismica” tradisce la natura prolungata del fenomeno, con reiterazione di diverse... Mostra articolo

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PRIME CONSIDERAZIONI E ANALISI DELLA SEQUENZA SISMICA UMBRO LAZIALE: CORRELAZIONI CON I PRECEDENTI TERREMOTI agosto 27, 2016 7:00 am

Posted on 24/08/2016 by Ilario Larosa Fonte originale: http://www.meteoscienza.it 24-08-2016 – Salve a tutti, il presente editoriale riferisce in merito alla sequenza sismica tuttora in atto nel centro Italia, nel settore di Appennino collocato nell’area di confine di ben quattro regioni, ovvero Lazio, Umbria, Marche e Abruzzo. Si tratta di una rapido resoconto, integrato da una serie di analisi di carattere assolutamente amatoriale e divulgativo, dalle quali emergono comunque alcuni aspetti comunque molto interessanti ai fini della caratterizzazione dell’evento sismico.   La sequenza è iniziata, senza scosse precursori di particolare rilievo (foreshocks), manifestandosi subito con l’evento più forte (mainshock), pari a magnitudo ML 6,0 alle ore 3:36 del mattino nei pressi dell’abitato di Accumoli, in provincia di Rieti (fig.1).   Subito dopo, in nottata e nel primo mattino, l’attività sismica si è spostata verso nordovest, seguendo l’allineamento delle conche intrappenniniche (partendo da quella di Amatrice) e andando a interessare l’area di Norcia, con due repliche di magnitudo ML>5,0, lungo la direttrice delle grandi faglie dirette del Massiccio dei Sibillini. Qual’è la causa di simili terremoti?? Il meccanismo responsabile della genesi di tali terremoti è ben noto in letteratura ed è associabile all’azione di “sprofondamento” della catena appenninica verso il Mar Tirreno, struttura che praticamente “insegue”... Mostra articolo

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Non ci sono prove… solo la CO2 è la causa… agosto 25, 2016 14:00 pm

Daniele Bonci Ieri alle 22:48 Scusate il disturbo ma mi sto incavolando con un mio quasi ex amico dopo la discussione che ho avuto. Lui sostiene che nn ci sono prove scientifiche x dimostrare i minimi solari come il minimo di Maunder. Lui dice che a quel tempo era impossibile osservare il sole!!! E sostiene che la co2 è la causa… E dice: come mai gli inverni sono cambiati? Inoltre afferma che l’influenza magnetica del sole nn cambia nulla Xche il calore arriva solo tramite le reazioni nucleari!!! Scusate se sono stato lungo ma gradirei una vostra risposta x fargliela leggere di persona x almeno cercare di fargli capire come stanno in realtà le cose Nella serata di ieri, sulla nostra pagina Facebook è stato pubblicato questo messaggio da parte dell’utente Daniele Bonci relativo ad una discussione con un suo amico, riguardo il clima e le cause dei cambiamenti climatici. Cerchiamo di fare chiarezza… perché ho l’impressione che i danni provocati dalla disinformazione operata dai media (TV in primis), siano molto maggiori di quanto si potesse immaginare. L’amico di Daniele sostiene che: non ci sono prove scientifiche x dimostrare i minimi solari come il minimo di Maunder. Niente di più... Mostra articolo

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35 nuove pubblicazioni scientifiche confermano che il sole e i cicli oceanici sono i principali driver climatici agosto 12, 2016 19:00 pm

Di Kenneth Richard 11 Agosto 2016 Mentre le notizie giornalistiche e dei vari blogger su internet sono occupati a raccontare storie spaventose che invocano il presunto nesso causale tra le emissioni antropiche di CO² correlati alle inondazioni, alla siccità e al riscaldamento globale, forti prove scientifiche del cambiamento climatico naturally-forced, hanno continuato ad accumularsi molto rapidamente. C’è un “consenso” scientifico ormai molto affermato che i cambiamenti climatici degli ultimi decenni sono solo debolmente influenzati da fattori naturali, mentre sarebbero fautori le emissioni antropogeniche di auto cambiamenti nei modelli delle precipitazioni e delle temperature. Eppure gli scienziati con aria di sfida continuano a pubblicare articoli in riviste peer-reviewed che minano questo parere “consenso”. Le variazioni nelle precipitazioni e nelle temperature regionali sono stati a lungo determinati essendo fortemente correlati con modelli di circolazione oceanico-atmosferico naturali, o oscillazioni. L’indice amo (AMO), la Pacific Decadal Oscillation (PDO), la North Atlantic Oscillation (NAO), e il El Niño-Southern Oscillation (ENSO) è provato che influenzano in modo significativo cambiamenti della temperatura dell’aria di superficie e le precipitazioni (clima) su scala decadale e scala multi-decennale, e queste oscillazioni oceaniche naturali sono state collegate in modo molto robusto alle variazioni dell’attività solare. Qui di seguito sono riassunti 35 nuovi studi chiave con articoli scientifici peer-reviewed pubblicati di... Mostra articolo

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Nessun motivo di allarme per lo squarcio sul sole! luglio 6, 2016 14:00 pm

Quest’oggi abbiamo ricevuto parecchie segnalazioni su una notizia allarmistica che sta facendo il giro della rete, su uno squarcio che si è creato sulla superficie del sole, con imminenti tempeste solari che metterebbero in pericolo l’utilizzo dei satelliti oltre che delle apparecchiature elettroniche!   Immagine per cortese concessione di SDO/AIA – NASA   Vorremmo tranquillizzare i nostri lettori che non vi è nessun motivo di allarme! Quello che si è creato sulla superficie del sole, e che possiamo vedere dall’immagine allegata sopra, non è altro che un buco coronale, o Coronal Hole (CHs) come se ne formano molti in un ciclo solare e come se ne sono formati molti in questi ultimi mesi. I Buchi Coronali, sono dovuti ai campi magnetici dei poli che si spostano tra una fase di massimo e minimo solare tra i poli e l’equatore solare. Inoltre a differenza dei potenti Flare, che hanno un campo magnetico chiuso, al contrario i Buchi Coronali hanno un campo magnetico aperto, quindi generano, specie quando si trovano fronte terra, un considerevole aumento di particelle elettriche che prende il nome di vento solare. Quindi state tranquilli, al massimo domani e venerdì, vedremo aumentare il vento solare in modo considerevole e alzarsi l’indice K a 5 che è poi il limite per una... Mostra articolo

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ll Sistema Solare, visto da un turista dello spazio! luglio 6, 2016 7:00 am

Il suo viaggio è iniziato qualche decina di anni fa, da qualche parte nell’universo conosciuto. Si è imbarcato su un volo turistico, acquistando il regolare biglietto in Elite Class, ed ha portato con se la sua fedele macchina fotografica digitale. Per lui è un’esperienza assolutamente nuova, sia per il volo spaziale in se, sia per il fatto che, per la prima volta, vedrà con i suoi occhi il Sistema Solare, studiato a scuola e visto nei documentari che danno alla TV commerciale. Il suo viaggio comincia con un monotono volo intergalattico della durata di diversi anni. L’avvicinamento alla galassia Via Lattea è abbastanza tranquillo e permette al nostro amico di rendersi conto di quanto è vasto l’Universo. Nella sua cabina, allestita con tutti i confort di cui potrebbe aver bisogno, è presente un monitor ad altissima risoluzione collegato al computer di bordo. Su questo monitor viene proiettato ciò che si vedrebbe all’esterno dell’astronave. La velocità di crociera è prossima a quella della luce e la distorsione relativistica non permetterebbe all’occhio umano di vedere nitidamente le immagini. Ammirare gli ammassi di galassie e tutti quegli oggetti cosmici studiati a scuola, è per lui talmente emozionante da lasciarlo a bocca aperta. Interroga... Mostra articolo

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Il Monte Tambora e l’Anno senza Estate del 1816 giugno 20, 2016 7:00 am

    In questo video si parla della gigantesca eruzione del vulcano Tambora nel 1816 e dell’anno senza estate che la stessa fu capace di causare su vaste porzioni del pianeta – “Mount Tambora’s eruption” Video by Mauri Sesler: Youtube Channel  

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Parigi e la Senna: la grande Alluvione del 1910 versus l’Alluvione del 2016 giugno 13, 2016 7:00 am

    In questo video si mettono a confronto la recente alluvione di Parigi con quella storica del 1910, attraverso l’inusuale e alquanto brillante accostamento fotografico di questi due eventi da parte dell’artista francese Julien Knez; Knez ha anche pubblicato un libro, disponibile su Amazon e Fnac – “Paris Floods” Video by Mauri Sesler: Youtube Channel  

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Gli scienziati confermano che la lama del pugnale di Re Tutankhamon è stata forgiata da un Meteorite giugno 9, 2016 7:00 am

    In questo video si parla dei risultati dello studio condotto da un team di ricercatori che hanno confermato attraverso il ricorso all’analisi spettroscopica di fluorescenza a raggi x, che la lama del pugnale del Re Egiziano Tutankhamon è stata ricavata da un Meteorite – “Tut’s meteoritic blade” Video by Mauri Sesler: Youtube Channel  

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9 MAGGIO 2016: TRANSITO DEL PIANETA MERCURIO DAVANTI AL DISCO SOLARE maggio 4, 2016 20:51 pm

SIMULAZIONE DEL TRANSITO DI MERCURIO DEL 09/05/2016 Animazione del transito di Mercurio del 9 maggio 2016 calcolata per Roma tra le ore 13.00 e le ore 20.15 italiane eseguita con SkyChart. L’intervallo temporale tra due successive immagini è di 10 minuti, tranne l’intervallo tra le ultime due immagini che è di 5 minuti per evidenziare che il terzo e il quarto contatto avverranno a Sole già tramontato. Il cerchietto sul disco solare rappresenta il centro del Sole, la riga gialla è l’eclittica mentre le coordinate indicate sulla griglia sono le coordinate altazimutali per un osservatore di Roma. Nelle osservazioni reali durante il transito il pianeta Mercurio apparirà come un dischetto nero stagliato sul Sole ; non essendo stato possibile con il software visualizzare il pianeta in modo realistico (un dischetto nero, appunto), si è deciso evidenziare la posizione di Mercurio associando ad ogni immagine un’etichetta con il nome. COMUNICATO ALLE ASSOCIAZIONI ASTROFILI Invito alle associazioni astrofili per l’adesione all’iniziativa “Osservazioni pubbliche del Transito di Mercurio del 9/5/2016”. – La scheda dell’evento nazionale UAI su Reteastrofili : http://www.reteastrofili.it/evento/?eventid=11020 Una selezione di iniziative pubbliche segnalate su Reteastrofili. Per maggiori dettagli consultare http://www.reteastrofili.it – Osservazione transito di Mercurio; Associazione di Ricerca Scientifica (ARS); Beinette; http://www.ars2000.it/ ;... Mostra articolo

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2016: SONO QUASI 50 I NUOVI DOCUMENTI SCIENTIFICI PEER-REVIEWED CHE CONFUTANO L’ALLARMISMO DELLA CO2… E CHE MOSTRANO CICLI NATURALI INDISCUTIBILI! marzo 26, 2016 13:36 pm

Immagine: Logo della National Academy of Sciences   Di P. Gosselin 23 febbraio 2016 Quello che segue è un elenco di ben 48 articoli scientifici pubblicati soltanto in questi primi giorni del 2016 (al 23 febbraio) che dimostrano come la scienza climatica sulla e non è ciò che alla stampa e agli scienziati attivisti piace sentire. Nel precedente lavoro abbiamo pubblicato qui circa 250 articoli peer-reviewed pubblicati nel 2015. Questo post è stato condiviso o e piaciuto migliaia di volte. Ebbene, il numero degli studi scientifici scettici sembra aumentare, infatti già soltanto quest’anno si contano quasi 50 articoli, e siamo soltanto a Febbraio! Di seguito sono elencati 48 articoli scientifici dove si dimostra che la scienza del clima, con annessa CO², è del tutto esagerata e che i fattori naturali sono infatti le forze dominanti che determinano il clima e non certamente l’uomo con le sue emissioni di gas traccia. Questi nuovi risultati, naturalmente, non sono una sorpresa per gli scettici. L’elenco che segue comprende gli abstract, in cui sono stati sottolineati i punti cardine. Due dei documenti sono stati discussi già a NTZ qui e qui. I documenti sono stati ordinati in base alle categorie. Anche in questo caso sentitevi... Mostra articolo

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Confronto tra indice geomagnetico AA e Accumulated Cyclone Energy dicembre 2, 2015 7:00 am

Qui su Attività Solare, abbiamo sempre sostenuto e ribadito che la risposta del Clima Terrestre alle variazioni dell’Attività Solare, avviene sempre con un ritardo di circa 6-7 anni. Con questo articolo, piuttosto tecnico ma comunque intrigante, pubblicato ieri sul blog Climatemonitor.it, viene data una ulteriore “prova”, di tipo matematico, a ciò che abbiamo sempre sostenuto noi. Buona lettura Bernardo Mattiucci Attività Solare       Autore: Franco Zavatti Data di pubblicazione: 1 Dicembre 2015 Fonte originale: http://www.climatemonitor.it/?p=39605   Durante uno dei periodici aggiornamenti dei dataset che mantengo nel mio computer mi sono trovato, abbastanza casualmente, a confrontare l’indice geomagnetico AA (viene indicato sia in maiuscolo che in minuscolo. Qui uso le maiuscole per migliore visibilità), uno dei possibili proxy dell’attività solare insieme al numero delle macchie, i raggi cosmici, il 10Be, e l’ACE(Accumulated Cyclone Energy) che misura l’energia complessiva, associata ai cicloni tropicali, in un dato intervallo di tempo (qui mese e anno). Il confronto diretto tra i due dataset è mostrato in fig.1a (pdf) dove AA e ACE appaiono come due grandezze essenzialmente scorrelate (in fig 1b la correlazione a lag=0 vale zero).   Avevo fatto questo confronto altre volte e avevo sempre accantonato i dati proprio a causa... Mostra articolo

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Influenza solare sul clima terrestre dicembre 1, 2015 9:21 am

Negli articoli “Posizione orbitale della Terra ed effetti climatici“, postati nei giorni scorsi (1a parte, 2a parte e ultima parte), abbiamo potuto calcolare l’effettivo valore della Costante Solare (che altro non è che la Total Solar Irradiance o TSI) e abbiamo notato che questo, nella realtà, differisce molto da quello che è il valore “medio” utilizzato in tutti i modelli climatici (più avanzati) attualmente in uso dagli scienziati. Un valore, come abbiamo visto, che invece di essere “fisso” sui 1365, varia da 1320 e 1410 W/m2. Poi abbiamo potuto appurare che tale valore varia in modo ancora più evidente alle varie latitudini… Riporto qui di seguito l’esempio i dati che ho pubblicato in un commento sulla pagina facebook… Scrivo solo qualche rigo con alcuni numeri… perché credo siano emblematici per far comprendere, ancora una volta, quali sono le energie “in gioco”. Nell’articolo è stato fatto l’esempio dei 45° Nord (Torino) come località per calcolare la reale Costante Solare. Ora voglio riportare anche i valori per altre latitudini… nell’ordine… 30, 45, 60 e 80° Nord… Afelio…. attualmente abbiamo (al Solstizio d’Estate) 30° ===> ~1311 W/m2 45° ===> ~1228 W/m2 60° ===> ~1061 W/m2 80° ===> ~728 W/m2 Perielio… attualmente abbiamo (al... Mostra articolo

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Posizione orbitale della Terra ed effetti climatici – ultima parte novembre 30, 2015 7:00 am

Più volte, nei nostri articoli sul clima, abbiamo parlato degli errori grossolani a causa dei quali i modelli matematici non riescono a “simulare” adeguatamente le variazioni di temperatura del nostro pianeta nel corso dei decenni e dei secoli. Uno degli errori, a mio avviso, più evidente e determinante (che è poi “il cavallo di battaglia” di molti riscaldisti), è la Costante Solare. La Costante Solare è il valore del flusso totale di calore del Sole alla distanza media orbitale della Terra dal Sole, cioè a una unità astronomica, misurato al limite superiore dell’atmosfera terrestre. Tale valore, oggi misurato con sistemi satellitari, viene indicato con un valore standard pari a 1365 W/m2. La variazione di tale valore, a causa della variabilità ciclica dell’Attività Solare, ha una variazione di circa l’1% sul periodo del ciclo undecennale del Sole. Una variazione media, di un valore medio, riferito alla media di tutte le frequenze che compongono la radiazione solare. E questo è, purtroppo, una tremenda approssimazione… che da sola è già sufficiente a far “sballare” completamente i risultati delle “simulazioni” climatiche dei modelli computerizzati. Ma non è di questo che vogliamo parlare, giacché ci si sta concentrando sugli effetti climatici dovuti alla posizione orbitale... Mostra articolo

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Posizione orbitale della Terra ed effetti climatici – 2a parte novembre 29, 2015 7:00 am

Nella prima parte di questo articolo, abbiamo visto, come ultima immagine, quella qui sopra. Essa rappresenta 2 diverse “condizioni” che si verificano durante il ciclo precessionale di 25800 anni circa. Abbiamo accennato agli effetti climatici, indotti al pianeta Terra, dalla diversa inclinazione dell’asse terrestre. Analizziamo la parte sinistra dell’immagine, ovvero la condizione “attuale” (in realtà è relativa a qualche decennio fa). D’estate, l’emisfero settentrionale è inclinato verso il Sole; in questo periodo il Polo Nord si trova sempre esposto alla luce solare, ed i Paesi a Nord dell’equatore hanno giorni più lunghi e luce solare più concentrata. Sei mesi dopo, in inverno, la Terra si trova dalla parte opposta del Sole; quindi il Polo Nord è in ombra per tutto tale periodo, l’emisfero settentrionale ha notti più lunghe e la luce solare cade con un angolo più inclinato, riducendo il suo potere calorifico. Sono ora le regioni a Sud dell’equatore ad avere le condizioni estive.   Attualmente la Terra si trova al perielio quando l’emisfero settentrionale (o boreale) è in pieno inverno e l’emisfero meridionale (o australe) è in estate. Questa configurazione tra vicinanza della Terra al Sole e l’alternarsi delle stagioni, influisce particolarmente sul clima mondiale. Nell’emisfero boreale si... Mostra articolo

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Posizione orbitale della Terra ed effetti climatici novembre 28, 2015 7:00 am

Scrivo queste poche righe prima di andare a letto, così, solo per lasciarvi qualcosa da leggere in questo sabato mattina e, magari, darvi qualche spunto per delle proficue discussioni durante il week-end. Il tema non può che essere quello dei Cambiamenti Climatici…. evoluzioni di un Clima innocentemente “impazzito” che i media e i poteri forti  vogliono farvi credere siano a senso unico verso un Riscaldamento Globale di origine Antropica. La scienza, invece, ha dimostrato ampiamente e sin da tempi non sospetti, che le variazioni climatiche dipendono da una serie di fattori, tutti più o meno riconducibili alla geometria dell’orbita terrestre e all’inclinazione dell’asse terrestre rispetto al piano orbitale. Come sappiamo tutti, il nostro pianeta compie un percorso orbitale intorno al Sole in circa 1 anno (periodo di rivoluzione) mentre, contemporaneamente, ruota intorno al proprio asse di rotazione in circa 24 ore (periodo di rotazione). Tale asse è inclinato rispetto al piano orbitale e varia ciclicamente (cioè seguendo un ciclo ben preciso) in circa 25800 anni. La caratteristica principale del movimento orbitale del nostro pianeta, consiste nelle “canoniche” 4 stagioni. Ovvero 4 momenti ben precisi, corrispondenti a 4 punti diversi dell’orbita, nei quali si verificano condizioni di insolazione tali da “modellare”... Mostra articolo

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Ghiacciai Azotati, Montagne Esotiche, Atmosfera Nebbiosa: New Horizons regala viste inedite di Plutone agosto 7, 2015 12:10 pm

Sabato, 25 Luglio 2015 06:12 di Elisabetta Bonora Retroilluminato dal Sole, Plutone appare come un anello con un alone luminoso, visto dalla sonda della NASA New Horizons, il 16 luglio da una distanza di 2 milioni di chilometri. Credits: NASA/JHUAPL/SwRI Finora abbiamo mostrato le immagini di Plutone catturate dalla sonda della NASA New Horizons mentre era in avvicinamento e sorvolava il “cuore” del pianeta nano durante il flyby del 14 luglio e tutti eravamo in attesa, desiderosi di vedere nuovi dettagli ad alta risoluzione. Ma la vera sorpresa di questa impresa epica è arrivata quando la navicella, già in allontanamento, si è voltata indietro per osservare Plutone retroilluminato dal Sole. L’incredibile immagine in apertura, ripresa alle 03:35 UTC circa del 16 luglio, da una distanza di 2 milioni di chilometri, lascia letteralmente senza fiato. Sapevamo che New Horizons, superato Plutone, si sarebbe voltata per osservare il Sole tramontare e sorgere dietro il pianeta nano: durante l’occultazione, lo spettrometro UV Alice aveva il compito di studiare la sua atmosfera. Tuttavia, credo che nessuno, scienziati compresi, si immaginava una vista del genere. Quando è stata presentata questa foto durante la conferenza trasmessa ieri sera su NASA TV, non credevo ai miei occhi: non... Mostra articolo

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I PIU’ FORTI BRILLAMENTI SOLARI DAL 1978 agosto 6, 2015 13:59 pm

Un brillamento (o flare) solare, detto anche solar flare, è un’eruzione violenta di materia dalla superficie del Sole. È causato da un improvviso rilascio di energia in occasione di un fenomeno di riconnessione delle linee del campo magnetico. Le particelle energetiche emesse da questi fenomeni solari sono le prime responsabili dell’aurora boreale e di quella australe. Se di grande potenza possono essere anche responsabili di interruzioni alle linee elettriche oltre che alle comunicazioni. I brillamenti solari sono classificati in 5 classi di potenza a seconda della loro luminosità nei raggi X, misurata a Terra in Watt/m2 e nella banda tra 0,1 e 0,8 nm. In ordine crescente di potenza sono A, B, C, M e X. Ogni classe è 10 volte più potente di quella precedente, con la più potente, la classe X pari a un flusso di 10-4 W/m2, ed è ulteriormente suddivisa linearmente in 9 classi, numerate da 1 a 9. Per esempio un brillamento di classe M5 è la metà di un brillamento di classe M10, cioè X1, a sua volta la metà di un brillamento X2. Un brillamento X2 è pertanto 4 volte più potente di un classe M5 e 10 volte più potente di un evento di classe... Mostra articolo

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Radiazione Solare e numero di Aurore Boreali durante l’Eccezionale Periodo del Minimo di Maunder luglio 29, 2015 15:27 pm

Il minimo di Maunder, un periodo della durata di circa 80 anni, nella seconda metà del Seicento, ha rappresentato il periodo di minore attività solare realmente sperimentata dagli osservatori , e non ricavata da altri tipi di studio (come le variazioni della quantità di C14 presente in atmosfera nei tempi passati). Già nel Seicento, infatti, esistevano i primi astronomi ed osservatori che riportavano regolarmente la presenza o l’assenza di gruppi di macchie lungo la superficie del Sole. E, i rapporti dell’epoca, testimoniano l’assoluta scarsità di macchie lungo la superficie del sole lungo questo periodo, iniziatosi attorno al 1645 e terminato nel 1715. Si è  cercato, pur con l’incertezza dovuta alla scarsa risoluzione degli strumenti dell’epoca, di ricostruire la quantità di radiazione solare irradiata dalla nostra Stella, in quel periodo. Un primo grafico mostra l’andamento della Radiazione Solare dal 1600 ad oggi: si nota un valore medio inferiore a 1360.0 W/m2 per un lungo periodo di tempo, seguito da una rapida crescita, fino ai primi dell”800, con un’altra diminuzione ai primi decenni del XIX Secolo, seguito poi dal massimo di irraggiamento, attorno ai 1361.5 W/m2, negli ultimi decenni del XX Secolo ed i primi anni Duemila. Si tratta di una differenza... Mostra articolo

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LA VELOCITA’ DEL VENTO SOLARE luglio 23, 2015 21:00 pm

La previsione viene dai dati forniti dal Centro di previsione del NOAA Space Weather (SWPC). Il diagramma sopra indica la velocità del vento solare e la forza del campo magnetico interplanetario o interplanetary magnetic field (IMF) con direzionalità nord/sud. Elevate velocità del vento solare e con il cursore rivolto verso sud (IMF negativo), sono associate a tempeste geomagnetiche dirette verso la Terra. La zona di colore rosso sull’immagine indica una regione approssimativa in cui ci possiamo attendere condizioni di disturbo del campo magnetico terrestre. Il grafico viene aggiornato ogni 10 minuti Questo Real Time del vento solare o Real Time Solar Wind (RTSW) insieme ai dati provenienti dall’Advanced Composition Explorer (ACE) sono forniti dal satellite della NASA. L’immagine sopra mostra con un quadratino nero il valore dell’asse (orizzontale), la velocità del vento solare e la forza del campo magnetico interplanetario con direzione nord/sud (Bz-asse verticale). Elevate velocità del vento solare e che puntano forte verso sud del campo magnetico interplanetario (negativo) sono associate a disturbi geomagnetici sulla Terra. L’area di colore rosso sull’immagine indica la regione approssimativa in cui ci si aspetta condizioni disturbate del campo magnetico. Il punto colorato all’interno del quadrato nero, è un indicatore della densità del vento solare, ed è di colore giallo quando la densità supera... Mostra articolo

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