Categoria per : Astronomia

La Riconnessione Magnetica Svelata aprile 6, 2017 7:00 am

Grazie a uno studio sperimentale realizzato presso il Magnetic Reconnection Experiment, un team internazionale di scienziati ha scoperto un meccanismo responsabile della velocità con cui si verifica il fenomeno della riconnessione magnetica. I risultati potranno aiutarci nella previsione delle tempeste solari di Elisa Nichelli lunedì 3 aprile 2017 @ 16:28 La riconnessione magnetica, il processo responsabile dell’esistenza dei brillamenti solari, si verifica molto più rapidamente di quanto previsto dalla teoria. Uno studio condotto da un team internazionale di scienziati ha scoperto un meccanismo responsabile per questa maggiore velocità. I risultati, pubblicati su Physical Review Letters, potranno portare a previsioni più accurate per le tempeste solari, e quindi a campagne più efficaci di protezione dei sistemi di telecomunicazione e delle reti elettriche. Per parlare di riconnessione magnetica occorre che le linee di campo magnetico presenti all’interno di un plasma si riconfigurino, convertendo energia magnetica in movimento delle particelle. Il plasma è composto da atomi e particelle cariche, tra cui gli elettroni, che con la loro pressione hanno un ruolo fondamentale nell’innescarsi del processo. Rappresentazione artistica di una tempesta magnetica. Crediti: NASA I ricercatori hanno scoperto che, durante la fase di riconnessione, lungo le linee di campo magnetico si sviluppa una variazione... Mostra articolo

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Onde Di Rossby Increspano Il Sole marzo 29, 2017 14:00 pm

Già note sulla Terra, su Giove e su Saturno, queste onde planetarie sono ora state osservate, dalle sonde Sdo e Stereo della Nasa, anche sulla superficie della nostra stella. Una scoperta che potrebbe contribuire alla predizione del comportamento del Sole su tempi scala lunghi di Marco Malaspina Martedì 28 Marzo 2015 @ 19:05 Fino a oggi erano note come “onde planetarie”, essendo state scoperte dapprima sulla Terra e in seguito anche nell’atmosfera di altri pianeti, da Giove a Saturno. Be’, forse è giunto il momento di chiamarle solo con il loro vero nome – onde di Rossby – perché ora è stato definitivamente dimostrato che increspano anche la superficie di corpi non planetari: per l’esattezza, il plasma bollente della nostra stella, il Sole. Lo dimostra uno studio, guidato dal ricercatore del National Center for Atmospheric Research (Ncar) Scott McIntosh, pubblicato sull’ultimo numero di Nature Astronomy. Ed è una scoperta con potenziali ricadute anche per noi: così come le onde di Rossby terrestri esercitano una certa influenza sul meteo, anche le onde di Rossby osservate sul Sole potrebbero essere collegate all’attività solare, comprese la formazione di macchie solari e le eruzioni solari. Il globo solare in rotazione ricostruito dalle immagini raccolte dalle sonde... Mostra articolo

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Caos nel Sistema Solare! febbraio 25, 2017 7:00 am

Autore: Guido Guidi Data di pubblicazione: 24 Febbraio 2017 Fonte originale: http://www.climatemonitor.it/?p=43813     Calma, non è del prossimo armageddon che stiamo parlando, né si vuole cavalcare l’onda emozionale della rivelazione fatta dalla NASA appena un paio di giorni fa circa l’esistenza di un sistema solare ad “appena” 39 anni luce di distanza dal nostro attorno alla cui stella orbitano sette pianeti di cui tre potrebbero avere, per distanza dalla loro fonte di energia, caratteristiche assimilabili a quello che noi chiamiamo “abitabile”. Si parla piuttosto di uun paper uscito su Nature in cui, attraverso l’analisi di rocce sedimentarie databili a 90 milioni di anni fa, si ricostruisce la relazione tra clima e forzante astronomica, confermando quella che sin qui era più che altro un’intuizione, e cioè che le variazioni dell’orbita dei pianeti che girano attorno al Sole possano avere una componente caotica dovuta a piccole interazioni tra i pianeti stessi. Science Daily: From rocks in Colorado, evidence of a ‘chaotic solar system’ Nature: Theory of chaotic orbital variations confirmed by Cretaceous geological evidence Con le conferme che gli autori di questo studio portano alla teoria, si spera di riuscire a inquadrare con più accuratezza le variazioni climatiche a scala geologica in funzione... Mostra articolo

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Tempeste Solari: 16 Anni Di Dati Raccolti Dai Gps febbraio 2, 2017 7:00 am

Sviluppati nei laboratori di Los Alamos e montati a bordo degli stessi satelliti che usiamo ogni giorno con i nostri navigatori e smartphone, i sensori mettono a disposizione dati preziosi per prevedere fenomeni estremi. Mauro Messerotti (Inaf): «Si tratta della più completa copertura osservativa mai effettuata» di Marco Malaspina mercoledì 1 febbraio 2017 @ 19:39 I sei piani orbitali lungo i quali i satelliti Gps volano intorno alla Terra. La configurazione rappresentata nell’immagine mostra le orbite poco prima dell’inizio della più grande tempesta geomagnetica dell’attuale ciclo solare, avvenuta il 17 marzo 2015. Le linee orbitali più scure indicano la posizione dei satelliti in quel momento, mentre quelle più tenui mostrano dove si trovavano 12 ore prima. Crediti: Los Alamos National Laboratory. Sono oltre 16 anni di dati, li hanno raccolti con sensori a bordo dei satelliti Gps e da oggi, per la prima volta nella storia, sono stati resi disponibili al pubblico. Per ordine della Casa Bianca: qui il decreto dell’ottobre scorso, da significativo titolo “Coordinating Efforts to Prepare the Nation for Space Weather Events” con il quale l’ex presidente degli Stati Uniti Barack Obama ne aveva ordinato la diffusione. Ma di che dati si tratta? Sono tutte misure relative... Mostra articolo

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Le 4 stagioni [prima parte] dicembre 8, 2016 7:00 am

Come variano e quando variano le stagioni? Lo vediamo in una serie di post cominciando da un articolo su ilPost che ne inquadra correttamente l’inizio e la fine secondo l’astronomia. Non entreremo mai troppo nei tecnicismi… altrimenti non ci si capisce neinte, ma forniremo comunque un quadro della situazione, cercando di spiegare anche fattori più “nascosti”.   Quando cambiano le stagioni? Piccola guida a equinozi e solstizi Così, a occhio, quelli più sbrigativi di noi pensano che le stagioni cambino il 21 del mese, ogni tre mesi. È più facile, e che ragione ci sarebbe di spostare la data ogni anno? Il fatto è che le stagioni non vengono per convenzione, come si sa, e la dichiarazione del loro avvio è una tradizione culturale conseguenza di un evento astronomico ben preciso: gli equinozi (due) e i solstizi (altri due). Autunno e Primavera iniziano nel giorno dell’equinozio, ovvero della uguale lunghezza di notte e giorno (che poi non lo è esattamente per una serie di variabili). Estate e Inverno iniziano nel giorno del solstizio, nel quale le ore di luce sono al loro massimo o al loro minimo. A loro volta, equinozi e solstizi (e durate del giono e della notte)... Mostra articolo

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C’Era Una Volta Arecibo novembre 11, 2016 7:00 am

Fino a qualche mese fa era il radiotelescopio più grande del mondo. Ora rischia la chiusura per mancanza di fondi: costa 12 milioni di dollari all’anno, due terzi dei quali erogati dalla National Science Foundation americana, che però vorrebbe investirli in nuovi telescopi di Marco Malaspina Martedì 8 Novembre 2016 @ 17:59 Il documento prodotto a ottobre 2016 dalla NSF sull’impatto ambientale e i costi della dismissione ddel radiotelescopio di Arecibo. Insieme all’era Obama, rischia d’avviarsi al tramonto anche l’era dei grandi radiotelescopi statunitensi. Per lo meno di quelli che hanno fatto la storia, della scienza come del cinema: i giganti single-dish. Del Green Bank, e di come si sta riciclando, abbiamo scritto tre settimane fa su Media INAF. Ora è il turno di Arecibo. Uno strumento che nei decenni ha acquisito i contorni del mito. Nel film Contact era il luogo di lavoro di Ellie Arroway, astronoma del progetto SETI interpretata da Jodie Foster. Oggi, dopo aver dovuto subire l’onta di venir scalzato dalla cima del podio di più grande telescopio al mondo (posizione da qualche mese saldamente in mando al gigante da mezzo km cinese FAST), il colosso di Puerto Rico si trova a dover affrontare una minaccia tutta... Mostra articolo

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Nuova Teoria Sull’Origine Della Luna novembre 8, 2016 7:00 am

Ricercatori dell’Università della California a Davis propongono un nuovo scenario per spiegare come la Luna abbia raggiunto l’attuale orbita e perché la sua composizione chimica risulti molto simile a quella del nostro pianeta. Un unico evento produsse una collisione di più alta energia da cui ebbero origine la Terra e la Luna. I risultati, pubblicati su Nature, sollevano alcuni dubbi sulla teoria del grande impatto di Corrado Ruscica Lunedì 31 Ottobre 2016 @ 17:02 Illustrazione dell’ipotesi dell’impatto gigante. Un corpo celeste delle dimensioni di Marte colpì la primitiva Terra dalla cui collisione avrebbe avuto origine la Luna. Crediti: Hagai Perets Che cosa ha portato la Luna nell’orbita in cui si trova attualmente? Come mai la sua composizione chimica risulta simile a quella del nostro pianeta? Sono alcune delle domande a cui tenta di rispondere un gruppo di ricercatori guidati da Sarah Stewart dell’Università della California, Davis. Gli scienziati hanno introdotto una nuova ipotesi sull’origine del nostro satellite naturale che solleva alcuni dubbi sull’attuale teoria del cosiddetto “impatto gigante”. I risultati di questo studio sono riportati su Nature. La Luna è un corpo celeste insolito nel Sistema solare. Le dimensioni del nostro satellite naturale sono relativamente grandi rispetto a quelle della... Mostra articolo

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La NASA sta pensando di tornare sulla Luna? Forse sì e prima di quanto crediate novembre 4, 2016 7:00 am

di Alessandro Martorana 03.11.2016 17:17 CET John Young salta di gioia sulla Luna dopo l’allunaggio con la missione Apollo 16 NASA Si tratta di una domanda che puntualmente salta fuori ogni anno il 20 luglio, quando si celebra l’anniversario del primo sbarco sulla Luna con l’Apollo 11: quando torneremo con degli esseri umani sulla Luna? La questione è strettamente connessa al “perché non ci siamo più tornati” (no, cari complottisti: non è perché non ci siamo mai stati), sarebbe a dire che fino ad oggi non c’è stato un motivo pratico che giustificasse l’enorme esborso economico. La NASA, passati i tempi del fiume di denaro che su di essa era stato riversato ai tempi della corsa allo spazio, ha dovuto fare i conti con un budget non più infinito e quindi, con l’eccezione di alcune sonde orbitali, ha messo da parte le velleità lunari, preferendo concentrare sforzi (e denaro) sulla realizzazione di altri progetti. Fino ad ora, forse. LEGGI ANCHE: Luna: perché non siamo più tornati? Che l’obiettivo principe dell’esplorazione spaziale con equipaggio nel breve/medio periodo sia raggiungere Marte non è un mistero per nessuno: anche il presidente uscente degli Stati Uniti, Barack Obama, si è espresso molto chiaramente in merito.... Mostra articolo

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ALMA: A Caccia Di Galassie Primordiali ottobre 28, 2016 7:00 am

Un team internazionale di astronomi ha puntato le antenne di ALMA su quattro galassie primordiali, riuscendo a identificare la presenza di carbonio ionizzato. I risultati, presentati sull’ultimo numero di Astrophysical Journal Letters, forniscono informazioni importanti sulla remota epoca della reionizzazione di Elisa Nichelli Mercoledì 21 Settembre 2016 @ 15:42 Il telescopio ALMA mette a segno un altro colpo, individuando e studiando in dettaglio ben quattro galassie risalenti a quando l’Universo aveva appena 7-800 milioni di anni d’età, tra le dirette responsabili della cosiddetta reionizzazione cosmica. A darne notizia è un team di astronomi, guidato da Laura Pentericci, ricercatrice presso l’INAF – Osservatorio Astronomico di Roma, in un articolo pubblicato sulla rivista Astrophysical Journal Letters. L’epoca in cui si trovano le galassie osservate risale a ben 13 miliardi di anni fa, a cavallo del periodo in cui l’Universo si stava trasformando, dalla nube primordiale di idrogeno neutro, e formava le prime stelle e galassie. Questa epoca si chiama reionizzazione, e dura qualche centinaio di milioni di anni, durante i quali l’Universo ionizza il gas grazie alla radiazione emessa dai primi corpi celesti e diventa sempre più trasparente. Evidenziata dal cerchio verde, quasi al centro dell’immagine, la galassia più lontana osservata nella campagna... Mostra articolo

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ALMA Svela Il Segreto Del Blob ottobre 24, 2016 14:00 pm

I telescopi dell’ESO hanno catturato un “blob” Lyman-alfa simile a LAB-1, uno dei più grandi finora noti. Si tratta del luogo dove si formano furiosamente nuove stelle e galassie di Redazione Media Inaf Mercoledì 21 Settembre 2016 @ 12:00 Un’equipe internazionale ha sfruttato il telescopio ALMA (Atacama Large Millimeter/Submillimeter Array), insieme al VLT (Very Large Telescope) dell’ESO e altri telescopi, per scoprire la vera natura di un oggetto raro dell’Universo distante noto come “Blob Lyman-alfa”. Finora gli astronomi non avevano capito che cosa facesse brillare così intensamente queste enormi nubi di gas, ma ora ALMA ha scovato, nel cuore di uno di questi oggetti, due galassie che stanno formando stelle con frenesia e questo processo illumina l’ambiente circostante. Queste due grandi galassie sono al centro di una moltitudine di galassie più piccole che sembrano nella fase iniziale di formazione di un ammasso di galassie massiccio. Si pensa che le due sorgenti ALMA evolveranno prima o poi in un’unica galassia ellittica gigante. Un’istantanea presa da una simulazione cosmologica di un “blob” Lyman-alfa simile a LAB-1. Questa veduta mostra la distribuzione del gas all’interno dell’alone di materia oscura, usando il colore per indicare la temperatura: il gas freddo (soprattutto idrogeno neutro) appare rosso... Mostra articolo

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Duemila Miliardi di Galassie Per Hubble ottobre 23, 2016 14:00 pm

Un team di ricercatori ha estrapolato una nuova stima sul numero totale di galassie nell’Universo, che risulta superare di circa dieci volte i valori precedentemente conosciuti. Adriano Fontana (INAF Roma): «Il risultato conferma una cosa che già sapevamo: in epoca primordiale esisteva un grande numero di galassie molto piccole, che per ora sono invisibili ai nostri occhi» di Elisa Nichelli Venerdì 14 Ottobre 2016 @ 14:02 Sembra che l’Universo sia più affollato di quanto avevamo fino ad ora previsto. Stando a un nuovo censimento realizzato grazie al telescopio spaziale Hubble il numero di galassie potrebbe arrivare a un totale di duemila miliardi, circa dieci volte tanto rispetto alle stime precedenti. In questo scatto, raccolto dal telescopio spaziale Hubble, vengono rivelate migliaia di galassie collocate in epoche lontane miliardi di anni luce. L’immagine rappresenta una parte di un grande censimento di galassie chiamato Great Observatories Origins Deep Survey (GOODS). Secondo i ricercatori che hanno analizzato i dati di Hubble, circa il 90 percento delle galassie nell’Universo osservabile è troppo debole e troppo lontano per poter essere visto con i telescopi attualmente a nostra disposizione. Crediti: NASA, ESA, the GOODS Team e M. Giavialisco (University of Massachusetts, Amherst) Un team internazionale di... Mostra articolo

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Macchie Stellari su Proxima Centauri ottobre 22, 2016 7:28 am

Un ipotetico abitante del pianeta Proxima b, recentemente scoperto, potrebbe ammirare sulla propria stella Proxima Centauri delle macchie, come quelle solari ma molto più grandi. Macchie che si presentano con una periodicità di sette anni, un ciclo di attività stellare che gli astronomi non pensavano possibile per una stella piccola di Stefano Parisini Mercoledì 12 Ottobre 2016 @ 18:33 Dallo scorso agosto, quando è stata annunciata la scoperta di un pianeta in zona abitabile che le orbita attorno, Proxima Centauri, la stella più vicina alla Terra, è oggetto di grandissima attenzione. Per quel che si conosce finora, Proxima Centauri sembra avere ben poco in comune con il Sole: si tratta di una stella nana rossa, meno calda e massiccia e con solo un millesimo della luminosità del nostro astro. Tuttavia, una nuova ricerca appena pubblicata online dalla rivista Monthly Notices of the Royal Astronomical Society, mostra che, sotto certi aspetti, Proxima Centauri è sorprendentemente simile al Sole, presentando un ciclo regolare di macchie stellari. Rappresentazione di fantasia della superficie del pianeta Proxima b, recentemente scoperto in orbita attorno alla stella nana rossa Proxima Centauri, l’astro più vicino al Sistema solare. Sulla superficie della stella sarebbero periodicamente visibili delle gigantesche macchie... Mostra articolo

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Sputnik Planum è Una Trappola Di Ghiaccio ottobre 21, 2016 14:00 pm

L’atmosfera e la superficie di Plutone sono un mistero che pian piano – grazie ai dati inviati da New Horizons – i ricercatori di tutto il mondo stanno cercando di svelare. Di recente, ad esempio, si è fatta chiarezza su come il vasto bacino a forma di cuore sul pianeta nano sia stato ricoperto dall’azoto ghiacciato di Eleonora Ferroni Lunedì 19 Settembre @ 17:00 Il cuore di Plutone “batte” ancora, nonostante sia ghiacciato. La regione Tombaugh, le cui foto iconiche scattate dalla sonda New Horizons hanno fatto il giro del web, racchiude una pianura ghiacciata con un’età di soli 100 milioni di anni, tanto da far ritenere che sia ancora in pieno sviluppo geologico. Il ghiacciaio di azoto, spesso 4 chilometri ed esteso circa 1000, si chiama Sputnik Planum (vedi Media INAF) e la sua origine, secondo due ricercatori francesi, può essere spiegata da una combinazione di caratteristiche superficiali e processi atmosferici. Il Ghiacciaio su Plutone Tanguy Bertrand e François Forget sono gli autori dello studio “Observed glacier and volatile distribution on Pluto from atmosphere–topography processes” pubblicato oggi sulla rivista Nature. A Media INAF, il primo autore ha spiegato che «il ghiacciaio si è formato probabilmente insieme al bacino dello Sputnik Planum. Il nostro modello mostra che l’azoto ghiacciato si accumula inevitabilmente... Mostra articolo

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L91: un mondo di ghiaccio incredibile è il 9° pianeta del Sistema Solare? ottobre 19, 2016 21:20 pm

Alla fine sembra sia stato scoperto il pianeta X… il 9° del Sistema Solare. La particolarità di tale pianeta è la sua orbita fortemente ellittica. Nel suo Perielio raggiunge le 50 Unità Astronomiche (circa 7.479.900.000 di Km), mentre al suo Afelio raggiunge le 1430 Unità Astronomiche (circa 213.925.140.000 di km). Incredibile, vero? Ma non è tutto… …il periodo di rivoluzione intorno al sole è di 20.000 anni! “È proprio al limite di ciò che possiamo rilevare”, ha detto Michele Bannister, astrofisico della Queen University di Belfast. Attualmente il pianeta, le cui dimensioni sono ancora sconosciute, si sta spostando lentamente dalla Nube di Oort (20000 e 100000 UA) alla Fascia di Kuiper (da 30 a 50 UA). Konstantin Batygin, astronomo del California Institute of Technology di Pasadena, ritiene invece che questo non sia il 9° pianeta del nostro Sistema Solare, ma il 10°… la cui orbita viene influenzata da un pianeta posto oltre l’orbita di Nettuno che lui ed altri colleghi hanno ipotizzato nel Gennaio di quest’anno. La particolarità dell’orbita, però, sembra dare ragione alla Bannister in quanto, stando ai suoi calcoli, l’orbita di L91 si trova quasi sul piano dell’eclittica. Il che significa che il pianeta non è nuovo al Sistema... Mostra articolo

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Il Mare Di Encelado E’ Più Vicino ottobre 18, 2016 7:00 am

Uno studio belga ha calcolato lo spessore della crosta ghiacciata delle lune di Saturno Encelado e Dione, rivelando che la prima è molto più sottile di quanto calcolato in precedenza, mentre sotto la seconda – a un centinaio di km di profondità – si deve nascondere un oceano di acqua liquida di Stefano Parisini Mercoledì 5 Ottobre @ 16:50 Il prestigioso club  dei “mondi oceanici”, ovvero lune o pianeti ghiacciati che nascondono un oceano d’acqua liquida al proprio interno, annovera ora un nuovo membro: Dione, una delle lune principali di Saturno. Analizzando i dati della sonda Cassini, un nuovo studio pubblicato su Geophysical Research Letters, condotto da tre ricercatori dell’Osservatorio Reale del Belgio a Bruxelles, ha calcolato in maniera nuova lo spessore della crosta ghiacciata di Dione, nonché di Encelado. Un’altra luna di Saturno, quest’ultima, ben nota per possedere un oceano d’acqua interno e sulla cui superficie sono stati osservati veri e propri geyser, spruzzi di vapore d’acqua nello spazio. Dione, con Saturno e anelli sullo sfondo, ripresa dalla sonda Cassini il 17 agosto 2015. Crediti: NASA/JPL-Caltech/Space Science Institute Il nuovo modello sviluppato dagli scienziati ha riservato due sorprese. La prima è che Dione cela un oceano profondo decine di... Mostra articolo

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Ecco La Massa Limite Dei Buchi Neri Supermassivi ottobre 10, 2016 7:00 am

Esiste una massa limite per i buchi neri supermassivi? È ciò che si sono chiesti due astronomi della Columbia University che hanno realizzato una serie di simulazioni dei processi fisici che avvengono nel disco di accrescimento. I risultati suggeriscono che il gas che si accresce attorno al buco nero centrale durante la sua fase evolutiva non è sufficiente a farlo crescere oltre 10 miliardi di masse solari. Lo studio è pubblicato su ApJ di Corrado Ruscica Domenica 4 Ottobre 2016 @ 10:57 La massa dei buchi neri supermassivi, che risiedono nei nuclei delle galassie, può assumere valori che vanno da centinaia di migliaia a decine di miliardi di soli. La domanda è: esiste un limite al valore della massa che possono assumere questi mostri del cielo? Due astronomi della Columbia University hanno tentato di dare una risposta a questa domanda analizzando i processi fisici nel disco di accrescimento che fisserebbero un valore critico della massa dei buchi neri supermassivi a 10 miliardi di soli. I risultati di questo studio sono riportati su Astrophysical Journal. Illustrazione artistica di un buco nero supermassivo di massa pari a diversi miliardi di soli mentre accresce materia nel cuore di una galassia. Il presente studio... Mostra articolo

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Annie Maunder, Pioniera Dell’Astronomia Solare ottobre 8, 2016 7:00 am

Nel centesimo anniversario dell’apertura del proprio circolo alle donne, la Royal Astronomical Society ha intitolato un premio alla scienziata Annie Maunder. «Il Minimo di Maunder è conosciuto quasi da tutti», ricorda a Media INAF Gianna Cauzzi, fisica solare, «ma un’altra grande scoperta di Annie e di suo marito Walter è il cosiddetto ‘diagramma a farfalla’ delle macchie solari» La Royal Astronomical Society (RAS) ha istituito a partire da quest’anno una onorificenza dedicata alla figura di Annie Maunder, tra le prime donne ammesse come socie, nel centesimo anniversario di questo storico evento. Un riconoscimento all’importante lavoro svolto da questa studiosa in un periodo nel quale affermarsi e vedere riconosciuto il proprio valore, per una donna, era un’utopia, anche per una grande scienziata. Annie Maunder, una fra le prime donne ammesse come socie alla Royal Astronomical Society nel 1916. Crediti: Royal Astronomical Society / Dorrie Giles Annie Scott Dill Russell nacque in Irlanda nel 1868. Figlia di un pastore presbiteriano, frequentò la scuola secondaria in un istituto femminile, quello che divenne in seguito il Victoria College di Belfast, per poi riuscire ad accedere all’Università di Cambridge, per la quale aveva vinto una borsa di studio triennale. Nonostante gli eccezionali risultati, in quanto donna non... Mostra articolo

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Binaria Da Record: E’ Gamma, Ed E’ Extragalattica ottobre 7, 2016 7:00 am

Individuato dal telescopio spaziale Fermi della NASA un raro sistema binario che emette intensa radiazione gamma. Formato da una stella massiccia e da una stella di neutroni, è il primo mai scoperto al di fuori della Via Lattea: si trova nella Grande Nube di Magellano, a 163 mila anni luce da noi di Marco Malaspina Venerd’ 30 Settembre 2016 @ 18:31 Guardatelo. È nell’animazione video qui in fondo, realizzata per l’occasione dagli scienziati del Goddard Space Flight Center della NASA. È un sistema binario, e fin qui nulla di strano: l’universo ne è pieno. Ma questo è particolare: è un raro esemplare di binaria gamma. Più unico che raro: è infatti il solo a oggi mai individuato al di fuori della nostra galassia. Descritto sulle pagine del numero che uscirà domani, primo ottobre, di The Astrophyisical Journal, LMC P3 – questo il suo nome in codice – è stato scoperto grazie al telescopio spaziale Fermi della NASA, che già ne aveva individuati altri quattro nella Via lattea. Si trova nella Grande Nube di Magellano, una piccola – a dispetto del nome – galassia nella periferia della Via Lattea, a circa 163 mila anni luce di distanza da noi. Ed è situato (vedi... Mostra articolo

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Quel Duo Che Forse era Un Trio ottobre 4, 2016 7:00 am

In uno studio pubblicato su The Astrophysical Journal un team di ricercatori ha analizzato il sistema binario HS 2220+2146, formato da due nane bianche, per cercare di comprendere meglio quale possa essere stata la sua origine. Il sistema esaminato mostra infatti delle peculiarità che non si accordano con i modelli tradizionali e potrebbe essere l’esempio per una nuova ipotesi evolutiva dei sistemi binari di nane bianche di Francesca Aloisio Mercoledì 21 Settembre @ 13:13 Ad oggi sono noti oltre un centinaio di sistemi stellari formati da due nane bianche in orbita l’una attorno all’altra, ma come è avvenuta la loro formazione? I sistemi stellari binari, ovvero quelli formati da due stelle che orbitano intorno al loro comune centro di massa, sono inizialmente costituiti da due stelle di sequenza principale. La stella più massiccia e luminosa viene chiamata primaria, mentre l’altra viene chiamata compagna o secondaria. Nei sistemi che hanno un lungo periodo orbitale l’enorme distanza tra le due stelle implica che esse si evolvano in modo indipendente l’una dall’altra, percorrendo il proprio ciclo vitale all’interno della sequenza principale, in una posizione che è determinata principalmente dalla massa e da altri fattori, quali la composizione chimica, fino ad arrivare alla fase finale del... Mostra articolo

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Pan, Così Piccola Eppure Così Potente ottobre 2, 2016 7:00 am

La divisione Encke, all’interno dell’anello A, è creata dagli effetti della gravità della luna più interna nel sistema di Saturno. L’immagine è della sonda Cassini, che fra un anno si tufferà inesorabilmente nell’atmosfera del pianeta, concludendo la sua lunga e fruttuosa missione di Eleonora Ferroni Martedì 20 Settembre 2016 @ 13:45 Conoscete la luna Pan? È un piccolo satellite naturale di Saturno, anzi il più interno nel sistema di lune del sesto pianeta del Sistema solare. La minuscola (in termini astronomici) luna – scoperta nel 1990 – orbita in apparenza da sola attorno al pianeta gigante all’interno della divisione di Encke, nell’anello A, ma ha un ruolo fondamentale perché la sua particolare orbita in prossimità dell’anello planetario contribuisce a mantenerlo stabile anche se ne modifica la forma e l’estensione. Pan è il piccolissimo puntino bianco nella regione scura visibile nel sistema di anelli di Saturno. Crediti: NASA/JPL-Caltech/Space Science Institute Pan misura solo 28 chilometri di diametro ma contribuisce non poco all’immagine iconica del Signore degli Anelli. Con la sua gravità crea delle vere e proprie onde tra gli anelli A e B che sono facilmente riconoscibili nei colori più chiari o più scuri nella foto. Questa immagine è stata scattata lo scorso 2 luglio dalla sonda di NASA/ESA/ASI Cassini, che... Mostra articolo

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Getti Di Vapor d’Acqua Su Europa: è Confermato settembre 30, 2016 7:00 am

Arriverebbero a 200 km di altezza i giganteschi e potenti geyser che partono dalla luna gioviana. Grazie al telescopio di NASA/ESA/ASI, i ricercatori hanno potuto confermare quanto scoperto nel 2012, rafforzando l’ipotesi di condizioni adatte alla vita sotto la superficie ghiacciata del quarto satellite naturale di Giove. Il commento di Giuseppe Piccioni (INAF) di Eleonora Ferroni Martedì 27 Settembre 2016 @ 12:30 La NASA ci ha tenuto col fiato sospeso per giorni, ma adesso è arrivato l’atteso annuncio: Hubble ha scoperto che su Europa, la quarta luna di Giove, ci sarebbero dei pennacchi di vapore acqueo, enormi geyser alti fino a 200 chilometri che partono dalla superficie del satellite naturale che nasconde un oceano ghiacciato. La scoperta è di fondamentale importanza visto che si inserisce nella spasmodica ricerca, da parte degli astronomi, di acqua nel Sistema solare e averla trovata su questa luna, soprattutto sotto forma di ghiaccio, potrebbe significare che su Europa ci sono (o ci sono state) le condizioni per lo sviluppo della vita. I ricercatori cercano di capire se esista o meno un ciclo di produzione di idrogeno e ossigeno simile a quello del nostro pianeta. Rappresentazione artistica di Europa, una delle lune di Giove, con pennacchi di acqua-ghiaccio che eruttano dalla superficie. Al centro, la... Mostra articolo

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Ecco Le Più Piccole Aggregazioni Di Materia Oscura settembre 26, 2016 7:00 am

La scoperta di due grandi “macchie scure” attraversate da una scia di stelle potrebbe aiutare gli astronomi a rispondere a questioni che riguardano la natura della materia oscura, quell’enigmatica sostanza che forma lo scheletro cosmico su cui si appoggiano le galassie. I risultati sono riportati su MNRAS di Corrado Ruscica Venerdì 9 Settembre 2016 @ 23:10 Una squadra di astronomi ha rivelato due strutture massive localizzate appena al di fuori della Via Lattea, strutture che sembrano essere state, per così dire, “bucate” da una scia di stelle. Si tratta di una scoperta legata, molto probabilmente, alla presenza di aggregazioni di materia oscura, quell’invisibile sostanza che tiene unite le galassie e che forma un quarto del contenuto materia-energia dell’Universo. Lo studio è pubblicato su Monthly Notices of the Royal Astronomical Society (MNRAS). Illustrazione degli addensamenti di materia oscura attorno ad una galassia simile alla Via Lattea. Crediti: V. Belokurov, D. Erkal, S.E. Koposov (IoA, Cambridge. Foto a colori di M31: Adam Evans Gli scienziati dell’Università di Cambridge hanno individuato queste particolari regioni del cielo analizzando le stelle presenti nella Via Lattea. Con una massa compresa tra un milione e cento milioni di volte quella del Sole, queste strutture sono gigantesche, se paragonate al Sistema... Mostra articolo

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La Coppia Che Scoppia Produce Oro settembre 24, 2016 7:00 am

Due interessanti implicazioni di un nuovo studio su Nature Communication: le fusioni di oggetti compatti, come stelle di neutroni o buchi neri, producono la maggior parte dell’oro e di altri metalli pesanti rari; oltre alle onde gravitazionali, i “merger” di stelle di neutroni danno origine a esplosioni di macronova, visibili con i telescopi ottici. Tra gli autori, Stefano Covino e Paolo D’Avanzo dell’INAF di Stefano Parisini Venerdì 23 Settembre 2016 @ 16:55 Una ricerca appena pubblicata su Nature Communication, realizzata da un gruppo internazionale di scienziati tra cui Stefano Covino e Paolo D’Avanzo dell’INAF/Osservatorio Astronomico di Brera, analizzando i cosiddetti lampi gamma brevi (short GRB), ha confermato che spesso, se non sempre, le fusioni di coppie di oggetti compatti – come buchi neri o stelle di neutroni – producono anche un particolare evento esplosivo, confermato solo di recente, detto kilonova o macronova, dalla luminosità mille volte più intensa di una stella nova. Inoltre, tali coalescenze (merger) risultano particolarmente “preziose”, in quanto producono la maggior parte di oro e altri elementi pesanti rari – come uranio, platino, argento, etc. – presenti nell’universo. Questa sequenza illustra il passaggio dal lampo gamma breve all’esplosione di macronova: una coppia di stelle di neutroni in... Mostra articolo

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Buchi Neri A Centinaia A 50 Mila Anni Luce Da Noi settembre 23, 2016 7:00 am

Pubblicato oggi su MNRAS, uno studio della University of Surrey fa luce su un fenomeno che fino a poco tempo si pensava impossibile: un ammasso globulare pieno di buchi neri. Nel team che ha compiuto la scoperta c’è Alice Zocchi, laurea a Milano e ora in Inghilterra. L’abbiamo intervistata di Marco Malaspina Giovedì 8 Settembre 2016 @ 19:26 «Gli ammassi globulari sono spesso considerati oggetti noiosi, dei quali ormai sappiamo già tutto quel che c’è da sapere. Invece sono molto curiosi. E ogni volta che si fa uno studio approfondito salta fuori qualcosa di nuovo ed eccitante», garantisce a Media INAF Alice Zocchi – laurea e dottorato a Milano, da due anni a Guildford, nel Regno Unito, come visiting researcher – con l’entusiasmo contagioso della ricercatrice. Ebbene, stando a quanto si legge in un articolo pubblicato oggi su Monthly Notices of the Royal Astronomical Society, i fatti sembrano darle ragione. L’ultimo ammasso globulare finito nel mirino suo e dei suoi colleghi della University of Surrey, una “palla di stelle” a meno di cinquantamila anni luce da noi nota come NGC 6101, potrebbe ospitare centinaia di buchi neri. La regione centrale dell’ammasso globulare NGC 6101 osservata dal telescopio spaziale Hubble. Crediti:... Mostra articolo

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