Cambiamenti epocali o epoca di cambiamenti?

In questi ultimi giorni, come ogni mese, sono circolati articoli di varia natura che hanno sottolineato come, anche Agosto 2016, è stato il mese più caldo di sempre. Un sempre che abbiamo già spiegato… non è più lungo di 50 anni.
Prima dell’avvento dell’era spaziale, databile intorno agli anni ’60-’70, le misurazioni potevano essere locali… o al massimo, nella migliore delle condizioni, continentale. Si avevano pochi dati a disposizione, molto diradati geograficamente e rilevati con la tecnologia dell’epoca. Le temperature avevano una precisione di 1/10 di grado al massimo… e la diffusione di centraline per il rilevamento della temperatura era molto meno elevata di quel che si potrebbe pensare.

Eppure, da quel periodo, abbiamo appreso importanti nozioni circa il clima del nostro pianeta.
Abbiamo appreso che questo è cambiato decine e decine di volte, in modo abbastanza ciclico, anche se questo erano in pochi a comprenderlo… e abbiamo appreso, soprattutto, che la causa era il Sole.
Già all’epoca gli scienziati di tutto il mondo sapevano, avendolo studiato e sperimentato per secoli, che era solo il Sole, la nostra stella, a fornire al nostro pianeta l’energia per tenerci al caldo e determinare l’evoluzione del clima e del meteo nelle varie zone conosciuti e abitate.

Studi importanti erano stati avviati da diversi secoli, con la sistematica osservazione del Sole.
Non si avevano molti mezzi per sviluppare calcoli complessi… ma il tutto era più che sufficiente per avere un quadro completo della situazione.

Negli anni ’60, che ci crediate o meno, si era nel bel mezzo di un periodo di raffreddamento. Faceva abbastanza freddo e la tendenza sembrava dover continuare.
In quel clima di insicurezza climatica, il Pentagono degli Stati Uniti assegnò un importante incarico ad una serie molto particolare di scienziati. Erano i massimi esperti in fatto di clima e avrebbero dovuto fornire al Pentagono una previsione su come si sarebbe sviluppato, in futuro, il clima del nostro pianeta. E dovevano farlo per una questione di “sicurezza nazionale”.

La Paleoclimatologia, ci ha insegnato che, storicamente, è quasi sempre il Nord America a raffreddarsi per primo… seguito dall’Asia e dall’Europa.

I meccanismi non si conoscono nel dettaglio, ma sappiamo che il raffreddamento, tipico del passaggio “epocale” dal Periodo Interglaciale Caldo al Periodo Interglaciale Freddo, inizia con oscillazioni molto evidenti e sempre più frequenti della temperatura. A livello mondiale. Nessuna zona esclusa.

Tali oscillazioni, si sapeva dagli archivi storici, erano già avvenute in passato. Prima di Cristo… circa 2300 anni fa, un forte raffreddamento aveva messo in ginocchio l’Impero Romano. Fu quella la causa? Si direbbe di no… ma fu comunque una concausa. Una serie infinita di eventi, economici, militari, alimentari, sanitari, comportarono la fine del più grande Impero della storia. I Romani avevano raggiunto le isole Britanniche e il centro-nord Europa… vi coltivavano il vino… e vivevano nel “lusso” (almeno chi comandava). Poi il freddo aveva fatto diminuire i raccolti, i “barbari” e la popolazione aveva iniziato a ribellarsi e il grande esercito, composto per lo più da mercenari pagati da Roma, avevano fatto ritorno nelle loro terre d’origine. E Roma crollò!

SECONDA PICCOLA AGGIUNTA TARDO-MATTUTINA:

L’amico Davide ci ha fatto notare quest’altro errore… Essì… quando uno non dorme commette errori.
La fine dell’impero romano è avvenuta dopo Cristo e non prima. Ho semplicemente sbagliato “evento freddo”.
Ce ne sono stati diversi negli ultimi 3000 anni… uno prima di Cristo… dopo il quale è iniziato il Periodo Caldo Romano, l’altro intorno al 500 d.C., quando ormai l’Impero Romano era in declino (350-470 d.C.)!
Ecco… visto cosa significa avere dei lettori attenti? 😛
Grazie per queste correzioni!

 

La previsione degli scienziati, nel 1960 circa, era inequivocabile: il clima sarebbe andato verso un poderoso raffreddamento… e lo avrebbe fatto da lì a 50 anni. Non di più!

Ora 50 anni sono passati… e benché le affermazioni degli scienziati ci dicono che ogni mese che passa è sempre il più caldo di sempre… con continui aumenti delle anomalie termiche, la realtà dei fatti è di tutt’altro aspetto.

Le rilevazioni satellitari, considerate anche dalla NASA le più affidabili, ma stranamente ignorate dall’Ente americano, ci dicono che la temperatura, di fatto, non sta aumentando da quasi 20 anni. E questo nonostante El Nino in versione Strong… durato quasi 2 anni e terminato tra Febbraio e Marzo di quest’anno.

Perché? Chi ha ragione?

La scienza ci spiega che il Sole ha una grande influenza sul clima del nostro pianeta. Ce lo spiega quando ci parla della temperatura dello spazio esterno alla nostra atmosfera. Ce lo spiega quando ci parla dell’importanza degli oceani, dei mari e dei laghi che caratterizzano la Terra, in quanto sono loro ad accumulare il calore… cedendolo poi, più o meno gradualmente all’atmosfera. Ce lo spiega quando ci parla della stratosfera che, benché ancora poco conosciuta nelle sue dinamiche planetarie, si raffredda durante i lunghi periodi di attività magnetica solare debole…. come quello che si sta concretizzando a partire dal 1980 circa… dopo il massimo solare del ciclo 22…. risultato più debole del 21 e seguito dal ciclo 23 che è stato molto più debole del 22 al quale ha fatto seguito il 24, che tutti conosciamo, che è risultato essere addirittura del 55% più debole del ciclo 23. E ce lo spiega, soprattutto, quando ci descrive l’orbita del nostro pianeta… con l’estate che (normalmente) coincide con il Perielio, ovvero il punto più vicino al Sole… quando i raggi solari, essendo molto angolati nel loro impatto sulla superficie terrestre, vengono maggiormente schermati dallo spesso strato di atmosfera; mentre abbiamo l’inverno che (normalmente) coincide con l’Afelio, ovvero il punto più lontano dal Sole… quando i raggi sono più paralleli. E ce lo spiega quando ci parla del moto orbitale del nostro pianeta… che compie, come una trottola, tutta una serie di movimenti dell’asse che determinano variazioni cicliche dell’assetto orbitale del nostro pianeta.
E tutte queste nozioni, che potremmo riassumere nel termine “dinamiche orbitali”, ci portano ad una conclusione: La temperatura del clima terrestre, dipende unicamente dal nostro Sole.

PICCOLA AGGIUNTA MATTUTINA:

L’articolo l’ho scritto questa notte, intorno alla mezzanotte, quando ero già mezzo addormentato. Non potevo andare a dormire senza preparare un pezzo per voi, da mandare in pubblicazione automatica alle 7.00 come ogni mattina… ci siamo dati delle regole su tali pubblicazioni e gli articoli puramente astronomici possono avere una cadenza di non più di 1 o 2 a settimana. A meno che non ci sia qualche argomento importante.

E dopo tutti questi giorni era giusto darvi una mia “impressione”… una sorta di commento a caldo.
Purtroppo il sonno mi ha fatto perdere per strada qualche pezzo che aggiungo qui di seguito.

Si parlava del moto orbitale del nostro pianeta dove ho parlato di estate al perielio ed inverno all’afelio. Come ha giustamente fatto notare il nostro amico Gianni, in un commento sulla pagina FB, questo è vero solo per l’emisfero australe.
Infatti, il grosso “problema” del nostro pianeta, è proprio l’asse inclinato di 23° circa… che determina una diversa insolazione alle varie latitudini e, a causa della differente distribuzione delle terre emerse (che sono percentualmente maggiori nell’emisfero boreale), anche una diversa quantità di energia immagazzinata dagli oceani (percentualmente maggiori nell’emisfero australe) dei due emisferi.
Pertanto al Perielio, ovvero all’inizio di Gennaio (in realtà sarebbe dovuto essere il 21 dicembre, ma a causa dei moti precessionali, si sposterà sempre più verso Giugno), avremo che nell’emisfero Boreale farà freddo e sarà inverno, perché i raggi del sole saranno molto angolati (e il Sole risulterà basso sull’orizzonte), mentre nell’emisfero Australe farà caldo e sarà estate, perché i raggi del sole saranno più “verticali” (e il Sole risulterà alto sull’orizzonte).
Al contrario, quando la Terra si troverà all’Afelio, ovvero il punto più lontano dal Sole… all’inizio del mese di Luglio circa, nell’emisfero Boreale sarà estate… con i raggi molto perpendicolari (e il Sole risulterà alto sull’orizzonte), mentre nell’emisfero Australe sarà inverno (e il Sole risulterà basso sull’orizzonte).

Quando il pianeta si trova in Afelio, ovvero nel suo punto orbitale più lontano dal Sole, si ha il Solstizio d’Estate.
Quando il pianeta si trova al Perielio, ovvero nel suo punto orbitale più vicino al Sole, si ha il Solstizio d’Inverno.
Più o meno a 90° rispetto a tali periodi, infine, ci sono l’Equinozio di Primavera e l’Equinozio d’Autunno.

Precessione

Per ulteriori approfondimenti vi invito a rileggermi gli articoli della serie “Posizione orbitale della Terra ed effetti climatici1a parte, 2a parte e ultima parte.

 

Ora, osservando tutti i dati a nostra disposizione, notiamo come alcuni di essi cambino regolarmente e in coincidenza con alcune tempistiche riconducibili all’assetto orbitale dei pianeti del sistema solare. In altre parole, è la posizione dei pianeti a determinare l’andamento dell’Attività Solare e questo significa che tale importante attività magnetica, segue un andamento ciclico… che si ripete nel tempo, semplicemente per il fatto che i pianeti, periodicamente, tornano nella loro posizione assunta anni, secoli e millenni prima.

Non è il singolo pianeta che determina il tutto… ma la configurazione planetaria di tutti i pianeti contemporaneamente.

Ad esempio, sappiamo che quando Giove si trova al Perielio della sua orbita in concomitanza con l’approssimarsi del massimo solare di un ciclo undecennale, il ciclo successivo risulterà debole. Questo perché le macchie solari che vediamo sulla fotosfera solare, in realtà “nascono” nelle profondità della stella durante il ciclo precedente. E il pianeta Giove, mediante influenze sia gravitazionali che magnetiche, riesce a “mitigare” l’attività solare… La sua vicinanza esercita sul Sole, una sorta di potere “calmante”.
Durante gli ultimi cicli solari abbiamo avuto Giove al Perielio durante il massimo solare.
Ora staremo a vedere cosa comporterà questa serie di “eventi”.

Ma torniamo al mese più caldo della stagione più calda dell’anno più caldo…

…cosa c’è di vero?

Sostanzialmente nulla.

El Nino è riuscito a far salire la temperatura solo di qualche decimo di grado oltra la media… anche se, a noi italiani, è sembrato un inverno torrido seguito da una estate altrettanto torrida. I media ci hanno condizionati abbondantemente e continueranno a farlo. Ad esempio, a metà Luglio, mentre sorseggiavo una birra davanti ad un bar della mia città, c’era chi era convinto, arci-convinto, che la temperatura in quel momento fosse di almeno 45°. Guardando i dati della stazione meteo della zona, invece, la temperatura era di circa 32°C. Una differenza notevole… eppure la sua convinzione è venuta meno solo dopo avergli mostrato un dato incontrovertibile.

In quanti hanno verificato, quest’estate, ciò che veniva detto in Televisione o sui vari media?
Sono sicuro… molto pochi!

In questi ultimi giorni, poi, c’è un tema altrettanto scottante: il ghiaccio marino artico.

La NASA e molti esperti, quindi automaticamente anche la TV e i media, continuano a ripetere che il ghiaccio si sta sciogliendo ad una velocità senza precedenti. Eppure è ancora lì… e sta già tornando ad aumentare. L’ennesima previsione fatta dagli esperti è risultata sbagliata. Ma loro insistono: il clima si sta riscaldando!

In Nord Europa, si sa, fa sempre freddo. Anche se questa è una convinzione sbagliata, la temperatura di zone come la Svezia, la Danimarca o Irlanda, in estate raggiunge normalmente i 25-30°C… raramente i 35°C. Eppure, nel più totale silenzio dei media, la temperatura quest’anno ha superato i 20°C solo in alcuni giorni… e solo localmente.
In tante zone ha piovuto per mesi… una pioggia incessante… uno stillicidio che ti si infilava nel cervello, specialmente per chi non è abituato a convivere con i climi freddi, umidi e scuri del nord Europa. Eppure… le uniche notizie sbandierate ai 4 venti, sono state quelle delle temperature di oltre 43°C raggiunte in Sardegna… che però hanno riguardato una singola zona nella quale insiste un microclima locale con temperature sempre di 4-5°C superiori alla media delle zone limitrofe.

Quindi… cosa c’è di vero nelle temperature che secondo gli esperti aumentano sempre?

Sostanzialmente nulla… è solo una incessante campagna mediatica.

La temperatura media del pianeta, stando agli allarmistici messaggi degli esperti, avrebbe già superato i 15°C. Eppure l’ultimo dato che avevo visto (e che non è semplice da trovare), ci diceva che si era scesi a 13.6°C. Chi conosce il dato corretto?
Insine… ma non meno importante…

….l’inverno inizia il 21 Dicembre ed è impossibile, al momento, fare una previsione decente sul come sarà!

Vi ricordo che i modelli climatici e meteorologici, sono programmati sulla base di evoluzioni “note” del meteo. Quel che si sta concretizzando negli ultimi anni, sono evoluzioni del meteo “anomale” per noi… perché non le abbiamo mai vissute, studiate e misurate. Pertanto con i normali modelli matematici, è pressoché impossibile stabilire, specie a distanza di mesi, come evolverà il meteo.

 

State sereni… e buona giornata

Attività Solare