Black out mondiale, un problema di informazione “parzializzata”

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Negli ultimi anni, specialmente negli ambienti telematici frequentati dai “catastrofisti”, si è sparsa la voce della possibilità di un “imminente” BLACK OUT mondiale causato da un evento simile al Carrington, ovvero una potentissima tempesta geomagnetica che colpì il 1 settembre 1859 nell’emisfero boreale provocando l’interruzione delle linee telegrafiche in varie parti ed un’aurora boreale che venne vista anche a Roma (chissà che spettacolo!!!).

In molti, e non solo appassionati, hanno basato le loro “affermazioni” e posizioni, su un’informazione “parzializzata”.

Vediamo di capire in che senso…

Leggendo le loro argomentazioni, si intuisce che alla base di tutto c’è la possibilità che il Sole, nei prossimi mesi (ma ormai sono anni che ne parlano) possa produrre un SOLAR FLARE e/o una tempesta geomagnetica, talmente forte da produrre un fortissimo black out a livello mondiale, ovvero un’interruzione, parziale o totale, della fornitura dell’energia elettrica e delle trasmissioni elettromagnetiche in generale, comprese (ma direi soprattutto) quelle satellitari. Un tale “problema” provocherebbe dirsordini in tutte le grandi città, disservizi, disagi, ma anche vere e proprie EMERGENZE, tali da produrre un sicuro collasso della società, specie se un tale black out dovesse rivelarsi “permanente”, ovvero causato da rotture delle linee elettriche. In passato un problema “simile” è stato sperimentato in varie parti del mondo. Anche in Italia abbiamo “assaggiato” qualcosa di simile… ma fortunatamente tale problema è stato prontamente risolto bypassando le linee danneggiate. Ma cosa accadrebbe se il problema non fosse di una singola nazione, ma dell’intero pianeta?
Un disastro.

Di tale argomento ne abbiamo parlato anche in passato… spiegando da un lato che, essendo la nostra società fortemente dipendente dall’energia, ben difficilmente sopravviverebbe ad una lunga mancanza della stessa. Ma dall’altro lato abbiamo spiegato anche che un evento di tipo Carrington o simile, non è così frequente come potrebbe sembrare.
Inoltre un tale evento deve verificarsi in un momento ben preciso… ovvero con il Sole che abbia una buona Attività Magnetica… una posizione fronte Terra…  ed una posizione GEOEFFETTIVA.
Quando dalla superficie del Sole parte un Flare Solare, solo una parte del flusso di particelle (gli elettroni) viaggia in linea retta. Il resto segue un movimento diverso… percorrendo una linea curva. Inoltre se la macchia solare dalla quale parte il Flare Solare non è in prossimità dell’orizzonte del Sole, il Flare risultante non sarà geoeffettivo in quanto “sfiorerebbe” sopra, o sotto, il nostro pianeta. Infine… la potenza… per produrre conseguenze “globali” o almeno “emisferiche”, tale flare dovrebbe avere una potenza almeno superiore ad X20… se non addirittura più alta. E tutto questo, in una fase in cui l’attività magnetica del Sole è in costante declino (nel lungo termine tale declino è iniziato negli anni ’80), non si possono avere.

Pertanto da un punto di vista puramente “scientifico” possiamo escludere che ciò possa accadere. Certo… il dubbio resta… perché il Sole lo studiamo solo da 400 anni… e considerando che ne ha circa 5 miliardi… è un pochino poco per escludere con estrema sicurezza un tale evento.

On August 31, 2012 a long filament of solar material that had been hovering in the sun's atmosphere, the corona, erupted out into space at 4:36 p.m. EDT. The coronal mass ejection, or CME, traveled at over 900 miles per second. The CME did not travel directly toward Earth, but did connect with Earth's magnetic environment, or magnetosphere, causing aurora to appear on the night of Monday, September 3.  Picuted here is a lighten blended version of the 304 and 171 angstrom wavelengths. Cropped Credit: NASA/GSFC/SDO NASA image use policy. NASA Goddard Space Flight Center enables NASA’s mission through four scientific endeavors: Earth Science, Heliophysics, Solar System Exploration, and Astrophysics. Goddard plays a leading role in NASA’s accomplishments by contributing compelling scientific knowledge to advance the Agency’s mission. Follow us on Twitter Like us on Facebook Find us on Instagram

Ma andiamo avanti…

Col passare degli anni e con l’aumento delle notizie e delle informazioni relative ad una possibile Tempesta Geomagnetica, si sono susseguite tutta una serie di teorie e ipotesi… e relativi libri in vendita… siti web…. articoli… video… studi… ricerche e…. finanziamenti!

Prima di tutto bisogna dire che non è solo il Flare a preoccupare. La causa di un black out potrebbe essere il collassamento di un grande filamento solare o il soffio, particolarmente potente, di un buco coronale… Ma in realtà non è il problema che era stato “sollevato” dagli esperti.

 

Parlando con i miei contatti d’oltre oceano di tale argomento, è emerso che alla base del comunicato c’era la richiesta di “approfondire lo studio sulla meteorologia spaziale e relative conseguenze sulla Terra“. Cosa significa?

Il termine metereologia spaziale (dall’inglese space weather) e’ utilizzato per riassumere diversi processi che avvengono sul Sole, nel vento solare, nella magnetosfera terrestre, nella ionosfera e nella termosfera e che possono disturbare il buon funzionamento dei sistemi tecnologici umani, nello spazio e sulla Terra, nonchè avere effetti sulla salute stessa dell’uomo. (fonte: INGV)

La scienza ha dimostrato che l’attività geologica del nostro pianeta è legata, in modo inversamente proporzionato, all’attività solare. Ed è proprio su questo aspetto che è nato l’equivoco… se così si può definire.
Il comunicato degli scienziati, infatti, era una richiesta di approfondire i legami tra l’attività solare (in costante calo e prevista in ulteriore calo per altri 30 anni almeno) e l’aumento del numero ed intensità dei terremoti e delle eruzioni vulcaniche. Per quest’ultimo particolare, sappiamo che alcuni vulcani hanno abbondantemente superato il loro “consueto” periodo di “letargo”… e che sono ormai prossimi ad una eruzione.
Ora… se tali vulcani fossero piccoli… ok… ma siccome si parla di alcuni supervulcani… tra i quali lo Yellowston, i Campi Flegrei e Long Valley, allora il problema diventa evidentemente di importanza mondiale… dato che l’eruzione anche solo di uno di essi produrrebbe conseguenze a livello mondiale per decine di anni.

Capite quindi che il problema vero, alla base dell’incubo “black out mondiale”, è stato generato da una informazione che, più o meno volutamente, è stata “parzializzata”…. resa pubblica in parte… onde evitare di diffondere il panico (giustamente).

Ma è realmente così?

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Personalmente non ci penso più di tanto. Vivo a 150 km dai Campi Flegrei e la mia zona è una di quelle che 33.000 anni fa venne parzialmente coperta dalla cenere dell’ultima eruzione di tale colosso.

Ma la cosa che mi infastidisce non è tanto il fatto che l’informazione non è stata chiara o che non è stata corretta… quanto il fatto che sono stati investiti miliardi di euro per affrontare un potenziale problema e che su tutti questi aspetti, alcuni ci hanno lautamente lucrato sopra… arricchendosi sulle spalle del cittadino medio che non ha avuto la fortuna di parlare con gli addetti ai lavori.

C’è tutto un discorso tecnico scientifico alla base di tali timori… Un discorso lungo, complesso… che è difficile capire se non si conoscono tante altre cose.
Quello che mi interessa sottolineare, specialmente per quanti vengono sul nostro blog a trolleggiare, è che non serve aver paura di tali eventi. La nostra vita è brevissima se confrontata ai cicli di “ritorno” delle grandi eruzioni… e soprattutto, vivendo in una società iper-attiva, è anche appesa ad un filo. Potremmo scivolare per le scale e battere la testa morendo sul colpo… oppure morire sotto i ferri durante una banale operazione di day-hospital… oppure morire d’infarto apprendendo di aver vinto alla lotteria… oppure ancora morire durante una nottata di puro sesso.
Dobbiamo preoccuparci di tali possibili eventi globali? Forse… o forse no…
Siccome non possiamo farci assolutamente nulla, l’unica cosa che possiamo fare è osservare la realtà… e stare pronti… magari anche a rimettere in discussione le nostre vite, i nostri valori, i pregiudizi, le scelte fatte fino ad oggi.

Se un giorno il mondo si sveglierà con un supervulcano in eruzione, quel giorno il mondo intero dovrà prepararsi ad un cambiamento epocale… La gente dovrà fregarsene abbondantemente del proprio iPhone o della propria auto di lusso o della villa al mare o del vestito firmato. Ma fino a quel giorno, ognuno potrà continuare a fare la vita che vuole… seguendo la propria filosofia e le proprie scelte.

 

…e magari spegnere le luci lasciate inutilmente accese!

Buona giornata
Bernardo