Bin Laden e il global warming

Autore: Donato Barone
Data di pubblicazione: 04 Marzo 2016
Fonte originale: http://www.climatemonitor.it/?p=40741

Climate-Change-Terror

Quando ho letto un riferimento alla notizia di cui mi occuperò nel post, ho fatto un salto sulla sedia. Poi ho seguito le tracce fino alla fonte ed ho dovuto convincermi (non senza sforzi) che era fondata. Si tratta di un dispaccio dell’agenzia Reuters, quindi dovrebbe essere piuttosto attendibile. La notizia fa inoltre riferimento ad una serie di documenti resi pubblici dagli organi federali USA, quindi ha buone chance di essere fondata. Se avete notato faccio uso di molti condizionali perché, nonostante tutto, stento a crederci.

Sembrerebbe che tra i materiali che furono acquisiti nel 2011 durante il blitz che portò all’uccisione del leader di Al-Qaeda in Pakistan, ci fosse anche una lettera con cui Osama Bin Laden esortava il popolo americano a premere sul presidente Obama affinché si preoccupasse delle conseguenze del cambiamento climatico piuttosto che di condurre una lotta contro il mondo islamico. La lettera appare in alcune foto che presentano il logo degli uffici del Direttore di una delle Agenzie di Sicurezza USA, ma ciò che conta è il dispaccio della Reuters. Ad ogni buon conto il documento tradotto integralmente dall’arabo è visibile qui.

La notizia è stata ripresa anche da WUWT e suscita un certo interesse ed allarme. Nel ragionamento sviluppato da Bin Laden, gli Stati Uniti, a seguito della crisi del 2007 e dell’azione di lobby finanziarie ed industriali, avevano iniziato una lotta contro la civiltà islamica, perdendo di vista quello che doveva essere considerato il principale problema del mondo: il cambiamento climatico connesso al rilascio dei gas ad effetto serra. La guerra iniziata dal presidente Bush si era rivelata fonte di costi umani ed economici che avevano funestato tanto la società islamica che quella occidentale e statunitense in particolare. L’auspicio di Bin Laden era che il popolo americano, forte della sua storia gloriosa, si rendesse conto di vivere una situazione simile a quella della Rivoluzione Americana e si liberasse, come fece allora, dalla schiavitù delle lobby industriali e finanziarie. Questa rivoluzione avrebbe avuto esiti positivi se fosse riuscita a convincere il presidente Obama ad occuparsi del taglio dei gas serra climalteranti piuttosto che della lotta agli islamici impegnati, da parte loro, nella conquista della loro libertà.

Come interpretare questa notizia? Personalmente ho molte perplessità, ma Bin Laden non era uno sprovveduto ed aveva un’ottima formazione culturale temprata nelle migliori università occidentali. Le sue fonti di informazioni erano le stesse cui attingiamo noi e la classe dirigente del mondo civile: le riviste scientifiche e le pubblicazioni dei principali organismi sovranazionali mondiali. E’ possibile che nella mente di Bin Laden cominciasse a far breccia la preoccupazione per il cambiamento climatico antropogenico. Come è accaduto a Parigi in occasione della recente COP21, persone in disaccordo su tutto, potrebbero aver raggiunto un accordo su quello che sembra essere il principale problema attuale e futuro: il cambiamento climatico di natura antropogenica. In questa ottica, personalità assolutamente eterogenee potrebbero aver maturato le stesse convinzioni ed aver raggiunto una convergenza di vedute su un problema generale che travalica le società e le civiltà. Bin Laden era stanco e malato e secondo alcuni in procinto di morire. Questo potrebbe spiegare la sua “conversione”  ed il suo modo di pensare. Sono assolutamente contrario ad ogni ipotesi di complotto, per cui tendo a privilegiare questa interpretazione anche se non è assolutamente congruente con l’immagine che ho di Bin Laden.

Analizzando in controluce il testo della lettera, però, non posso fare a meno di pensare che l’interesse di Bin Laden fosse un altro: distogliere l’interesse degli USA dalla lotta all’integralismo islamico per poter ottenere maggior libertà di movimento negli scenari geopolitici mondiali.

A distanza di quasi cinque anni dal periodo in cui fu scritta la lettera, il mio personale giudizio è che egli sin da allora aveva individuato la linea sulla quale si sarebbe mossa l’Amministrazione Obama: alla luce dei fatti, Bin Laden non aveva sbagliato molto le sue analisi.