Autunno freddo nel continente europeo. E l’inverno?

Buongiorno…

In molti, senza probabilmente aver letto i nostri articoli dei giorni scorsi, continuano a chiederci come sarà l’inverno.
Alcuni hanno addirittura ricordato che anche nel novembre 2015 ci fu una nevicata… ribadendo il fatto che poi l’inverno è stato “mite”.

La NOAA lo disse tempo fa… che l’inverno 2016-2017 sarebbe stato MITE e quasi totalmente privo di PRECIPITAZIONI. Salvo poi dover rettificare completamente la propria previsione…

Noi, nel corso degli anni, abbiamo pubblicato sempre meno le previsioni a medio-lungo termine… anche per il fatto che la gente continua a voler capire quello che vuole e ignora totalmente quella che è la realtà.
Personalmente sono alquanto stufo di dover ripetere continuamente le stesse identiche cose, come se la gente non sapesse leggere o non capisce quello che legge.  Ma evidentemente non è ancora ben chiaro il concetto che NON PUÒ ESSERCI UN RISCALDAMENTO DEL CLIMA PER PIÙ DI 30 ANNI DI FILA. Questo è poco ma sicuro.
Il motivo, di cui ne abbiamo parlato tante volte, è legato alla circolazione oceanica e all’indice AMO (anche il PDO, che però ci riguarda leggermente meno). In molti continuano a credere alle farneticanti stronzate mediatiche che vengono dette in TV e riprese dai giornalie  dai siti acchiappaclick… come l’ultima, che prevede un aumento di oltre 7°C da qui ai prossimi 80 anni (quindi entro fine secolo)… come se l’energia per far aumentare la temperatura in questo modo possa essere “inventata dal nulla”. Ne parla Il Giornale, in un articolo di ieri pomeriggio (articolo che mi rifiuto di leggere).

Vedete…

…quando qualcuno per 20 anni continua a ripetere che i ghiacci artici si stanno sciogliendo come non mai (e non è vero), che le temperature stanno crescendo in modo costante dal 1850 (e non è vero), che il livello del mare sta aumentando a causa del global warming (e non è vero), che la Groenlandia sta perdendo il suo ghiaccio (e non è vero), che la CO2 di origine antropica è la causa principale del riscaldamento globale (e non è vero) e che l’attività solare non ha alcuna influenza sul clima terrestre (qui ci vuole il premio Nobel alla deficienza umana) …e lo fa ignorando la realtà dei fatti, i dati oggettivi e soprattutto la storia del clima del nostro pianeta… beh… o ci fa… o c’è!

Purtroppo sappiamo che ci fa… perché il giro d’affari di oltre 2000 miliardi di dollari l’anno è tale da garantire a quanti sostengono questa stronzata, una marea di finanziamenti e di promozioni. In fin dei conti, come ha detto una persona che conosco “…a me che mi importa di quello che succederà in futuro? A me interessa portare a casa lo stipendio…”. Certo… perché al mondo i suoi figli ce li ho messi io, vero? Ed è questo che lasciamo ai “nostri” figli? un mondo che non si reggerà in piedi, nel quale la gente che non si “allineerà” al pensiero unico mondiale verrà internata come malati terminali infettivi o peggio condannata a morte in nome di un clima che cambia e al quale degli esseri umani non gli importa nulla?

Tornando al clima…

In questi ultimi giorni abbiamo assistito ad una prima, vera e poderosa incursione fredda di origine siberiana.
La copertura nevosa è notevole… qui di seguito il confronto con il 2015:

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Vediamo come la copertura nevosa, che provoca il raffreddamento dell’aria a bassa quota, abbia già raggiunto l’Europa dell’Est e la Scandinavia, dove sono state registrate nevicate di rilevanza “storica”.

Questo, però, non accade in inverno… ma appena a metà dell’autunno. Ed è questo l’elemento fondamentale sul quale basare tutto il discorso “inverno 2016-2017”. Come sarà?

Non è facile dirlo con certezza… ma basandosi sui pochi dati a nostra disposizione, possiamo azzardare l’ipotesi di un inverno molto dinamico e potenzialmente molto rigido. Potenzialmente, si… perché con gli scambi meridiani e con il Jet Stream che continuamente ha scambi emisferici, ci si può aspettare di tutto.

Qui di seguito un “forecast” per il giorno 15 novembre dei venti a 250 hPa…

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In un ottica climatica ci sono 2 cose fondamentali di cui tener conto:

  1. la temperatura continentale… e quindi le condizioni di eventuale innevamento (che quest’anno è notevole)
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  2. la temperatura oceanica… specialmente del Mare del Nord… e qui, ancora una volta, siamo in condizioni di “anomalie negative”.
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Guardiamo la mappa delle SSTA (anomalie termiche della superficie del mare)… Notiamo un centro-sud Atlantico freddo… il che significa che da lì ad alcuni mesi (ora non ricordo quanti di preciso), ci sarà un raffreddamento anche della parte nord dell’oceano.

Notiamo la zona antistante le coste atlantiche della Florida che è leggermente più fredda del normale, il che significa che la Corrente del Golfo sta subendo l’ennesimo raffreddamento, e quindi, rallentamento. Io ne parlo da 12 anni che la CdG è in fase di rallentamento e che determinerà il futuro del clima del nostro pianeta. Ma come sostengono alcuni, non avendo una laurea in ambito scientifico, non ho il diritto di parlare. Peccato che ciò che dico si rifà a studi scientifici (sto ritrovando il paper) nei quali si affermava che negli anni ’50, rispetto all’inizio del 1900, la CdG aveva perso oltre il 50% della sua forza (vado a memoria). Tranquilli… non moriremo congelati… per ora!

Continuando a guardare la stessa carta, notiamo come ci sia un pronunciato ed esteso raffreddamento tra Islanda/Groenlandia e le coste occidentali dell’Africa. Questo avviene perché la forza della CdG è troppo bassa e non riesce a “fondare” il blob freddo che si trova subito a sud della Groenlandia. In tale modo il resto della circolazione del nord atlantico perde facilmente energia e il percorso di ritorno si raffredda gradualmente. L’unica energia che riescono a “ricevere” le correnti termoaline del nord atlantico, è quella garantita dal Sole estivo. Sole che, però, già a novembre è troppo basso sull’orizzonte… permettendo un raffreddamento molto rapido.

Quello che avviene nel Mare del Nord e nel Mare di Barents, ovvero le anomalie “positive”, sono di poca importanza. Quasi tutti gli anni le SSTA di quella zona risultano “positive”, ma questo è dovuto al fatto che nel periodo di riferimento climatico la temperatura di quelle zone era notevolmente più bassa.

20161110_global_small-fcCome possiamo vedere dalla carta delle SST (temperatura assoluta dei mari), nel Mare del Nord si ha una temperatura di 8-10°C… che scende a 6-8°C nel caso del Mare di Barents.

La situazione è quindi abbastanza buona per avere un inverno decente. Anche perché abbiamo in Groenlandia una crescita record dell’innevamento… che fa coppia con quello record della Siberia. E il tutto è dovuto a El Nino strong che ha immesso in atmosfera enormi quantità di calore e umidità. Il tutto è condito da un Vortice Polare ancora poco “propenso” a dettar legge… che il che provoca uno scivolamento del freddo verso latitudini più basse.

 

Cosa accadrà?
Dalle proiezioni a lungo termine si avranno una serie di retrogressioni dalla Siberia che si alterneranno a colate artico-marittime (dalla Groenlandia). Il che garantirebbe dinamicità e freddo. Ma bisogna fare i conti con molti parametri e questo rientra nel meteo… di cui non mi occupo affatto.

Resta il discorso che l’attività solare continua ad essere debole e le temperature a livello mondiale non sono affatto salite costantemente per tot mesi consecutivamente come hanno voluto far credere a tutti… anzi…

 

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A voi i commenti…
Buona giornata
Bernardo Mattiucci
Attività Solare