Archivio dell'autore : Roberto

Le Gravity Waves per “pesare” gli Uragani maggio 20, 2017 7:20 am

Posted By Guido Guidi Data di pubblicazione: 18 Maggio 2017 Fonte originale: http://www.climatemonitor.it/?p=44512 Volereste dentro un uragano? Magari uno Storm Chaser, uno di quei pazzi furiosi che insegue i temporali sperando di imbattersi in un Tornado darebbe un occhio per farlo, ma quelli, appunto, sono fuori di testa. Eppure, ad oggi, l’unica possibilità di vedere cosa succede dentro un uragano è proprio quella delle misurazioni effettuate dagli aerei al servizio della NOAA, una flotta di alcuni velivoli equipaggiati con sensori di ogni genere che si infilano nei Cicloni Tropicali per raccogliere le informazioni necessarie a nutrire i modelli che ne prevedono l’evoluzione. Non dev’essere un’attività a buon mercato, se si pensa che soltanto tra il 2015 e il 2017 i due velivoli Lockeed WP-3D Orion che insieme al Gulfstream IV ed ai C-130 compongono la flotta, hanno ricevuto un restyling costato ben 35 mln di dollari per migliorarne la sensoristica e l’avionica. Logico quindi che si cerchino altri sistemi per osservare nel dettaglio la struttura e l’intensità di questi fenomeni. Lo spunto viene da un paper pubblicato sul GRL in cui sono pubblicati i risultati di una campagna di osservazione condotta raccogliendo dati sia in volo che con sensori di... Mostra articolo

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Global Warming: miti, bufale (e soldi facili) maggio 18, 2017 7:00 am

Posted By Massimo Lupicino Data di pubblicazione: 16 Maggio 2017 Fonte originale: http://www.climatemonitor.it/?p=44457   Oggi parliamo di Richard Lindzen, la criptonite del salvamondo-medio: ce le ha tutte lui. Innanzitutto è uno scettico, o un negazionista come preferisce chiamarlo con disprezzo il salvamondo in questione. In secondo luogo è un combattente, uno che scende in campo con la forza delle sue idee e senza paura di sfidare i sepolcri imbiancati del politicamente corretto con iniziative anche clamorose, come la petizione al presidente USA per il ritiro dalla Convenzione dell’ONU sul Climate Change. Ma soprattutto, è uno scienziato con un curriculum di tutto riguardo: fisico dell’atmosfera, professore di Meteorologia al MIT per 30 anni e autore di più di 200 tra pubblicazioni e libri. Per giunta, è anche un raffinato divulgatore che si serve delle sue conoscenze per affondare i dogmi antropo-serristi con una leggerezza e un’ironia che dall’altra parte della barricata non hanno mai trovato ospitalità. Riflessioni Pochi giorni fa è uscito un articolo scritto dallo stesso Lindzen, che tradotto in italiano suonerebbe come “Riflessioni sulla Narrativa del Climate Change”. L’articolo è stato pubblicato sul Merion West, una piccola gemma nella galassia dell’informazione online che si permette il lusso di pubblicare... Mostra articolo

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Mondo Dall’Atmosfera Primitiva a 430 Anni Luce maggio 16, 2017 7:00 am

Nel suo cielo senza nubi si respirano perlopiù idrogeno ed elio. Ma a rendere unico questo pianeta extrasolare è il tasso di metallicità, assai contenuto per un oggetto di questo tipo e misurato con precisione grazie a una riga d’assorbimento dell’acqua molto nitida. Lo studio oggi su Science di Marco Malaspina Venerdì 12 Maggio 2017 @ 20:06 Crediti: Nasa/Gsfc Si chiama Hat-P-26b, è un warm neptune a 430 anni luce da noi, e la sua atmosfera primitiva lo rende un oggetto difficile da incasellare, al di fuori da ogni schema di formazione planetaria comunemente accettato dagli astronomi. Per “primitiva” gli scienziati intendono a bassa metallicità, ovvero con un contenuto trascurabile di elementi “pesanti” – nel linguaggio degli astrofisici, tutti quelli della tavola periodica dal litio in avanti. E ad accorgersi dell’anomala carenza di elementi pesanti nell’atmosfera di Hat-P-26b – i cui cieli senza nubi, o quasi, sarebbero dunque composti in gran parte da idrogeno ed elio – sono stati i telescopi spaziali Hubble e Spitzer. Come? Rilevando e misurando la riga d’assorbimento dell’acqua, insolitamente marcata per un esopianeta di questo tipo, durante i transiti (quattro osservati da Hubble e due da Spitzer) del pianeta davanti alla sua stella madre, Hat-p-26.... Mostra articolo

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Vita Sulla Terraferma 3,5 Miliardi di Anni Fa maggio 13, 2017 7:00 am

Non sono i fossili più vetusti finora ritrovati, ma quelli descritti su Nature Communications dai ricercatori australiani sono i più antichi relativi a sorgenti di acqua dolce. Suggeriscono che molte forme di vita primordiali si siano formate nei pressi di geyser e laghi, e non nelle profondità oceaniche di Eleonora Ferroni Martedì 9 Maggio 2017 @ 17:00 Un gruppo di scienziati della University of New South Wales (Sidney) ha scoperto dei fossili che provano l’esistenza di vita microbica (nello specifico stromatoliti) che si è sviluppata in sorgenti termali terrestri ben 3,48 miliardi di anni fa. Le rocce analizzate si trovano nell’area geologica del cratone di Pilbara in Australia Occidentale. Questi ritrovamenti proverebbero l’indissolubile legame tra la vita primordiale e i geyser che popolavano il nostro pianeta miliardi di anni fa. Ricordiamo che il fossile in assoluto più antico mai trovato risale, però, a 3,7 miliardi di anni fa ed è stato scoperto in Groenlandia nel 2016, dove una volta c’era un mare poco profondo. Questo è un frammento di roccia la cui formazione risale a 3,48 miliardi di anni fa. Si tratta della Dresser formation nell’area del cratone Pilbara in Western Australia. Le bolle sferiche in bianco sarebbero la prova di una vita primordiale nelle... Mostra articolo

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C’è Un Mondo Sotto il Ghiaccio maggio 12, 2017 7:00 am

Posted By Guido Guidi Data di pubblicazione: 11 Maggio 2017 Fonte originale: http://www.climatemonitor.it/?p=44443 Anche quella di oggi è una segnalazione. Non me ne vogliano i lettori, ma non sempre si riesce a trovare il tempo per aggiungere impressioni e valutazioni, in poche parole scrivere post articolati. Per fortuna gli spunti non mancano, per cui lascio volentieri ai commenti l’onere di approfondire. Del resto impressioni e valutazioni spesso si trasformano in opinioni, con cui si corre il rischio di orientare la comprensione degli argomenti, ovvero di condizianarla, fatto questo che si dovrebbe sempre cercare di evitare. A volte ci si riesce, a volte no. Per cui con i tempi che corrono, in cui siamo letteralmente subissati da opinioni e poveri di fatti, meglio, molto meglio lasciare ad ognuno il proprio spazio di approfondimento…sui fatti. Il fatto di oggi è la scoperta di un autentico mondo sin qui sconosciuto sotto la coltre di ghiaccio spessa anche qualche chilometro che ricopre l’Antartico. Un mondo di canali in cui scorre acqua allo stato liquido che trasporta enormi quantità di sedimenti che pare abbiano un ruolo sostanziale nel mantenimento degli equilibri del ghiaccio sovrastante. Di queste conformazioni si aveva un’idea derivante dalle tracce lasciate sulle... Mostra articolo

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Palla Ghiacciata e Inospitale a 13Mila Anni Luce maggio 11, 2017 7:00 am

Un team internazionale di ricercatori ha scoperto un lontano pianeta molto simile alla Terra per massa e distanza dalla propria stella ospite. Lo hanno chiamato “palla ghiacciata”, perché a causa delle piccole dimensioni della sua stella, e della sua distanza, le temperature sulla sua superficie non possono sostenere la presenza di acqua liquida di Elisa Nichelli – Giovedì 27 Aprile 2017 @ 14:53 Lo chiamano “palla ghiacciata”, è un pianeta molto simile alla Terra per massa e distanza dalla propria stella madre. Come suggerisce il nome, però, si tratta di un pianeta molto freddo, con temperature troppo basse per essere abitato da forme di vita come quelle che conosciamo. La sua stella infatti è troppo debole, e lui si trova troppo lontano per poterne essere riscaldato. Illustrazione artistica di Ogle-2016-Blg-1195Lb con la sua stella ospite in lontananza. Crediti: Nasa/Jpl-Caltech «Questo pianeta ghiacciato è il più piccolo mai scoperto attraverso la tecnica del microlensing», spiega Yossi Shvartzvald, ricercatore postdoc presso il Jet Propulsion Laboratory (Jpl) della Nasa e primo autore dell’articolo, pubblicato su Astrophysical Journal Letters. Il microlensing è una tecnica grazie alla quale è possibile rilevare oggetti lontani sfruttando la gravità di un altro oggetto che si trova sullo sfondo.... Mostra articolo

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Veloce Promemoria maggio 7, 2017 7:00 am

Posted By Guido Guidi Data di pubblicazione: 4 Maggio 2017 Fonte originale: http://www.climatemonitor.it/?p=44406 Quando si parla, per lo più a vanvera, del consenso della comunità scientifica sulla materia dei cambiamenti climatici di origine antropica, forse non tutti sanno che si fa riferimento in larga misura a quanto scritto nei report dell’IPCC, che di quel consenso sono appunto il condensato. Nell’immagine qui sotto, che viene da questo Tweet, c’è un elenco del livello di incertezza che quei report contengono e certificano su alcuni argomenti topici. Variazioni della temperatura atmosferica, nubi, cicli delle siccità, eventi intensi, temperature oceaniche, modellazione della circolazione atmosferica, insufficienza dei dati, temperature oceaniche, valore predittivo dei modelli. Serve altro? Se questo è il consenso, viva il consenso. Nel frattempo, un pianeta duramente provato dal disfacimento climatico ed un clima sempre più insostenibile, continuano a produrre risorse in quantità mai viste prima. Cereal supplies to remain ample in 2017/18; global prod in 2017 to drop slightly (0.4%) from the 2016 record high https://t.co/yzKFlf5KX2 pic.twitter.com/5wyBulCh8q — FAO Newsroom (@FAOnews) May 4, 2017 Anche su questo c’è consenso, ma siccome è un controsenso, nessuno lo dice.  

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Nuove Ipotesi Dalla Sonda Juno: Giove Non è Come Lo Pensavamo maggio 6, 2017 7:00 am

Dall’analisi dei dati che arrivano dalla sonda Juno emerge una immagine di Giove molto differente da come lo abbiamo sempre pensato: le nuove ipotesi degli scienziati. Enormi uragani ai poli di Giove fotografati dalla sonda Juno (Nasa).|Nasa Da Giove, il gigante gassoso del Sistema Solare che da luglio 2016 è minuziosamente studiato dalla sonda Juno (Nasa), arrivano importanti e sorprendenti scoperte. Gli strumenti della sonda permettono di penetrare lo strato più esterno del pianeta e da queste “osservazioni” gli scienziati hanno iniziato a fare nuove deduzioni. «L’interno di Giove si comporta in modo del tutto diverso rispetto ai modelli che abbiamo usato finora», commenta Scott Bolton, astrofisico del Southwest Research Institute (Texas). Lanciata il 5 agosto del 2011, Juno ha raggiunto Giove ed è entrata in orbita attorno al pianeta lo scorso 4 luglio. Illustrazione: Juno in orbita attorno a Giove. I primi studi sui dati che arrivano dalla sonda suggeriscono che Giove è molto diverso da come lo si pensava. | Nasa Un problema tecnico al motore ha impedito alla sonda di immettersi in un’orbita più bassa, com’era nelle previsioni, e questo ha ridotto il numero di orbite possibili: da qui al 2018 (data ufficiale di “scadenza” della missione) la... Mostra articolo

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Completamente D’Accordo a Metà maggio 5, 2017 7:00 am

Posted By Guido Guidi Data di pubblicazione: 4 Maggio 2017 Fonte originale: http://www.climatemonitor.it/?p=44402 La frase è celebre, ed è del Trap, famoso oltre che per le sue doti calcistiche sia da giocatore che da allenatore, anche per un lessico a volte approssimativo, ma comunque sempre efficace. Del resto, chi non è mai stato d’accordo a metà su qualcosa? Prendete per esempio questo paper open access uscito su Science Advances: State dependence of climatic instability over the past 720,000 years from Antarctic ice cores and climate modeling Si tratta di uno studio basato su dati di prossimità provenienti dai carotaggi in Antartide. Analizzando le serie, i ricercatori hanno individuato periodi con diversi livelli di stabilità climatica, riscontrando climi più stabili nelle fasi più fredde delle glaciazioni e negli interglaciali e una maggiore tendenza a brusche oscillazioni, quindi anche alta variabilità, nelle fasi intermedie dei periodi glaciali. Ne consegue che tanto il freddo insostenibile, quanto i periodi benigni che separano le glaciazioni, hanno scarsa probabilità di nascondere eventi climatici estremi, mentre le fasi intermedie risultano essere climaticamente più difficili. Ora siamo notoriamente in un interglaciale, e non ci vuole molto per associare le condizioni che caratterizzano questa era climatica (che si chiama... Mostra articolo

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El Niño Non Vuol Dire Global Warming maggio 2, 2017 20:00 pm

Posted By Guido Guidi Data di pubblicazione: 2 Maggio 2017 Fonte originale: http://www.climatemonitor.it/?p=44390 Ormai quasi due anni fa, quando si stava preparando l’evento di El Niño che ha dettato legge sul Pacifico equatoriale per buona parte del 2015 e almeno metà del 2016, eravamo stati facili profeti (o previsori 😉 ?), nell’anticipare il fatto che la comunità dei salvamondo avrebbe colto al volo l’occasione dell’inevitabile picco delle temperature superficiali globali che accompagna sempre questi eventi, per prendere due piccioni con una fava, cioè per gettarsi dietro le spalle l’inspiegabile (secondo la dottrina imperante) pausa del global warming, e per tornare soffiare sul fuoco dei record della temperatura globale. Del resto, appena pochi giorni fa, abbiamo commentato un paper uscito su Nature che riconosce l’esistenza della “pausa” del global warming (o rallentamento se preferite, ma tanto sempre di gran lunga sotto le stime), ma ne parla al passato, proprio perché l’ultimo El Niño ha riversato in atmosfera la quantità di calore necessaria a far riprendere una pendenza decente ai grafici della temperatura. Il fatto è che nell’ansia di veder confermate le profezie di sventura, i nostri salvamondo si ostinano a fare i conti senza l’oste. Infatti, finito El Niño, finita la... Mostra articolo

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Eliosfera: Con o Senza Coda ??? aprile 30, 2017 7:00 am

Uno studio presentato sulla rivista Nature Astronomy mette in crisi il modello secondo cui l’eliosfera, ovvero la bolla di influenza del campo magnetico solare, avrebbe una forma allungata, come la coda di una cometa. I dati indicano una forma simmetrica, dovuta probabilmente a un campo magnetico interstellare molto più intenso del previsto di Elisa Nichelli – Mercoledì 26 Aprile 2017 @ 15:46 Pare che il sistema solare sia circondato da un enorme campo magnetico di forma sferica dovuto alla presenza del Sole. A suggerirlo sono i dati raccolti dalla missione Cassini, dalle due sonde Voyager e dal satellite Interstellar Boundary Explorer (Ibex). I risultati sono in contraddizione con la teoria attualmente più accreditata, secondo cui la magnetosfera solare ha una forma oblunga, simile alla scia di una cometa. Il colpevole sarebbe il campo magnetico interstellare, molto più intenso di quanto previsto. Grazie a una serie di dati provenienti dalle sonde Cassini, Voyager e Ibex, abbiamo scoperto che l’eliosfera potrebbe essere molto più arrotondata di quanto pensassimo. Questa illustrazione mostra un modello aggiornato. Crediti: Dialynas, et al. Il Sole emette un flusso costante di particelle, chiamato vento solare, che colpisce tutto il sistema solare, arrivando fino all’orbita di Nettuno. Tale vento... Mostra articolo

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Space Weather, Il Meteo Dello Spazio aprile 29, 2017 7:00 am

Non ti dice se pioverà o farà bel tempo, ma con la meteorologia dello spazio è bene fare i conti. Si occupa del ”tempo meteorologico” dell’intera eliosfera, aurore polari e tempeste magnetiche comprese: fenomeni i cui effetti, a volte catastrofici, possono farsi sentire anche qui sulla Terra di Mauro Messerotti – Venerdì 21 Aprile 2016 @ 19:14 Il tempo meteorologico dello spazio (space weather) rappresenta lo stato fisico dello spazio in cui si trovano la Terra e i pianeti del Sistema solare, riempito dal vento solare, un flusso continuo di particelle elettricamente cariche (plasma), confinato dall’analogo “vento interstellare” in una enorme regione, l’eliosfera. Il Sole è una tranquilla stella nana gialla, ma la rotazione trasforma il debole campo magnetico dipolare prodotto dalla dinamo interna in intensi campi magnetici localizzati nelle macchie solari, il cui numero caratterizza il ciclo di attività solare undecennale, poiché le macchie possono rilasciare energia magnetica nei brillamenti cromosferici con accelerazione di particelle ed emissione di radiazione elettromagnetica dai raggi X alle onde radio. Anche enormi “bolle di plasma” (Cme, coronal mass ejection) possono venir accelerate verso i pianeti, il cui campo magnetico, dove esiste e funge da scudo per le particelle, viene Schema del sistema Sole-Terra... Mostra articolo

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Il Nulla Glaciale aprile 24, 2017 7:00 am

Posted By Guido Guidi Data di pubblicazione: 30 Marzo 2017 Fonte originale: http://www.climatemonitor.it/?p=44295 Una notizia che gira da un po’, rimbalzando tra Twitter e altri social: “L’acqua scorre attraverso l’Antartide”. Scoperti fiumi che scorrono sopra e sotto il ghiaccio dalle montagne verso il mare. Finora, pare che l’esistenza di questi fiumi fosse nota solo per la Penisola Antartica – dicono – ma adesso che li abbiamo trovati anche altrove sono senz’altro fonte di preoccupazione, nonostante 1) la temperatura laggiù, appunto a parte che per la Penisola Antarica, non è affatto aumentata; 2) il ghiaccio anziché diminuire come accade per l’Artico, non ha mai smesso di aumentare da quando lo si misura oggettivamente; 3) alcuni di questi fiumi, di cui era già nota l’esistenza, pare che invece contribuiscano alla stabilità del ghiaccio regolando i flussi verso il mare; 4) i dati attuali non sono sufficienti a trarre conclusioni. Però, se leggete l’articolo di Science Daily, sembra stia arrivando l’armageddon. Ma questi chi li paga?  

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Se Lo Dice La NOAA… aprile 7, 2017 7:00 am

Posted By Guido Guidi Data di pubblicazione: 6 Aprile 2017 Fonte originale: http://www.climatemonitor.it/?p=44170 Beh, lo dice e basta. E ve lo riporto pari pari: In conclusione, né le nostre proiezioni modellistiche per i 21° secolo, né le nostre analisi dei trend del numero degli uragani e delle tempeste tropicali in Atlantico negli ultimi 120 e più anni, supportano l’idea che il riscaldamento indotto dai gas serra possa portare ad un significativo aumento nel numero totale delle tempeste tropicali o degli uragani in Atlantico. I nostri studi modellistici prevedono un importante (circa 100%) aumento degli uragani atlantici di categoria 4-5 nel 21° secolo, ma stimiamo che questo aumento possa non essere distinguibile fino alla seconda metà del secolo. Un interessante presa di posizione questa della NOAA. Lo spauracchio del clima (e del tempo ad esso correlato) già impazzito può, evidentemente attendere. E dovrà farlo almeno per qualche altra decade, se non per buona parte di questo secolo. In particolare, c’è da sottolineare il fatto che in quanto osservato sin qui, negli anni del global warming ruggente, non è possibile distinguere alcun segnale di cambiamento che abbia un’ampiezza tale da non essere compreso nella normale variabilità di origine naturale di questi eventi, sia... Mostra articolo

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La Riconnessione Magnetica Svelata aprile 6, 2017 7:00 am

Grazie a uno studio sperimentale realizzato presso il Magnetic Reconnection Experiment, un team internazionale di scienziati ha scoperto un meccanismo responsabile della velocità con cui si verifica il fenomeno della riconnessione magnetica. I risultati potranno aiutarci nella previsione delle tempeste solari di Elisa Nichelli lunedì 3 aprile 2017 @ 16:28 La riconnessione magnetica, il processo responsabile dell’esistenza dei brillamenti solari, si verifica molto più rapidamente di quanto previsto dalla teoria. Uno studio condotto da un team internazionale di scienziati ha scoperto un meccanismo responsabile per questa maggiore velocità. I risultati, pubblicati su Physical Review Letters, potranno portare a previsioni più accurate per le tempeste solari, e quindi a campagne più efficaci di protezione dei sistemi di telecomunicazione e delle reti elettriche. Per parlare di riconnessione magnetica occorre che le linee di campo magnetico presenti all’interno di un plasma si riconfigurino, convertendo energia magnetica in movimento delle particelle. Il plasma è composto da atomi e particelle cariche, tra cui gli elettroni, che con la loro pressione hanno un ruolo fondamentale nell’innescarsi del processo. Rappresentazione artistica di una tempesta magnetica. Crediti: NASA I ricercatori hanno scoperto che, durante la fase di riconnessione, lungo le linee di campo magnetico si sviluppa una variazione... Mostra articolo

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Gli Interglaciali Tra 0 e 2.7 Milioni Di Anni Fa marzo 31, 2017 7:00 am

Autore: Franco Zavatti Data di pubblicazione: 30 Marzo 2017 Fonte originale: http://www.climatemonitor.it/?p=44127 Riassunto: Si usano i dati tra 0 e 2.7 milioni di anni (Ma) fa riportati nell’importante articolo di Tzedakis et al. (2017) per vedere se andando indietro nel tempo si osserva la separazione tra i periodi di interglaciali da 41 e 100 ka (transizione del medio Pleistocene), separazione che non era stata osservata nei dati dei due precedenti post della serie. Si mette in evidenza che lo spettro del δ18O tra 1.5 e 2.7 Ma mostra il massimo principale a 41 ka, mentre i massimi a ~100, 72, 51 ka, pur essendo significativi al 99% (rumore bianco) sono di potenza molto bassa, in pratica lasciando a 41 ka il ruolo di periodo dominante. Lo spettro tra 0 e 2.7 Ma mostra invece che il periodi principali sono 41 e 100 ka. Lo spettro intermedio, tra 0.6 e 1.5 Ma evidenzia strutture a metà strada rispetto agli altri due. Si può pensare che il massimo a 100 ka sia frutto di una combinazione di altri massimi e non dell’influenza diretta dell’eccentricità orbitale. Abstract: Data in the range 0-2.7 million years (Ma) BP, as reported in the Tzedakis et al. (2017)... Mostra articolo

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Onde Di Rossby Increspano Il Sole marzo 29, 2017 14:00 pm

Già note sulla Terra, su Giove e su Saturno, queste onde planetarie sono ora state osservate, dalle sonde Sdo e Stereo della Nasa, anche sulla superficie della nostra stella. Una scoperta che potrebbe contribuire alla predizione del comportamento del Sole su tempi scala lunghi di Marco Malaspina Martedì 28 Marzo 2015 @ 19:05 Fino a oggi erano note come “onde planetarie”, essendo state scoperte dapprima sulla Terra e in seguito anche nell’atmosfera di altri pianeti, da Giove a Saturno. Be’, forse è giunto il momento di chiamarle solo con il loro vero nome – onde di Rossby – perché ora è stato definitivamente dimostrato che increspano anche la superficie di corpi non planetari: per l’esattezza, il plasma bollente della nostra stella, il Sole. Lo dimostra uno studio, guidato dal ricercatore del National Center for Atmospheric Research (Ncar) Scott McIntosh, pubblicato sull’ultimo numero di Nature Astronomy. Ed è una scoperta con potenziali ricadute anche per noi: così come le onde di Rossby terrestri esercitano una certa influenza sul meteo, anche le onde di Rossby osservate sul Sole potrebbero essere collegate all’attività solare, comprese la formazione di macchie solari e le eruzioni solari. Il globo solare in rotazione ricostruito dalle immagini raccolte dalle sonde... Mostra articolo

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Aggiornamento Eruzione Vulcano Kambalny Dalle Immagini Satellitari marzo 27, 2017 17:20 pm

Le immagini includono anomalie termiche da incendi, Vulcani ecc. (punti rossi). Nota: Alcune immagini potrebbero essere danneggiate o incomplete a causa di problemi di carico o di timeout dei server interni. 26 Marzo 2017 Satellite: Suomi NPP (NASA) Satellite: Aqua (NASA) Satellite: Terra (NASA) 27 Marzo 2017 Satellite: Terra (NASA) Satellite: Aqua (NASA) Satellite: Suomi NPP (NASA) Fonte Web: Kambalny Volcano Satellite Images: Roberto Attività Solare  

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NEI MODELLI RICOMPARE UNA FASE CON FORTE INSTABILITA’ SU TUTTE LE REGIONI ITALIANE, MERCOLEDI’ NORDOVEST, SU TUTTO IL CENTRO NEL WEEK END marzo 20, 2017 14:00 pm

19-03-2017 – Salve a tutti; aggiornamento domenicale, in un periodo contraddistinto da grande incertezza previsionale, tipica del cambio stagionale a ridosso degli equinozi. In particolare, la prima parte della primavera può presentare repentine ritrattazioni o integrazioni nelle emissioni dei modelli, insite nell’accentuata tendenza all’innesco di ondulazioni meridiane alle medie latitudini in questo periodo, generata dal fisiologico scambio di calore tra tropici e e regioni polari, con il nostro settore spesso collocato proprio lungo la linea di demarcazione tra le diverse masse d’aria che si fronteggiano. Ecco infatti, che il quadro previsionale, sebbene mantenendo alcune linee guida, tende a mutare di giorno in giorno. Proprio nell’ultima emissione del modello  europeo, finora molto performante, appare la possibilità che maltempo e piogge nella settimana entrante possano riguardare non solo le regioni del nord ovest,come ipotizzato ieri, ma quasi tutte le rimanenti regioni italiane. Vediamo quindi cosa sta succedendo. Sul’Italia è presente una blanda nuvolosità in transito, legata al marginale passaggio di un sistema perturbato più a est, mentre le nostre regioni restano protette da una robusta alta pressione più a ovest (fig.1). fig.1 Dalla fig.1 si vede bene come le nubi compiano una rotazione in senso orario nell’attraversare a penisola italiana, segnale della... Mostra articolo

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PEGGIORAMENTO IN ARRIVO PRIMA AL SUD, POI DA OVEST, MA L’ALTA PRESSIONE E’ PRONTA A TORNARE NEL MEDITERRANEO, ECCO LE MOTIVAZIONI marzo 19, 2017 14:00 pm

18-03-2017 – Salve a tutti; nuovo aggiornamento che vede i modelli fornire alcune precise indicazioni in merito a quanto potrebbe succedere per la parte finale del mese di Marzo. In buona sostanza, sembra imporsi ancora una volta il trend che vede un assetto “strong” del Vortice Polare, con un rafforzamento e innalzamento del getto polare e quindi delle perturbazioni e del maltempo, in trasferimento dalle medie alle alte latitudini nel continente europeo, attraverso alcuni passaggi che andremo ora a descrivere. Iniziamo dal presente, con una veloce corrente perturbata a direttrice nord ovest sud est che sfiora le regioni italiane con nuvolosità sparsa ma sostanzialmente innocua la momento (fig.1). fig.1 Come spesso accade, la presenza di una struttura altopressoria a ovest della penisola favorisce l’isolamento di nuclei di bassa pressione  più a sud, fino all’entroterra nordafricano, grazie all’afflusso di aria più fresca e instabile proveniente al bordo stesso dell’alta pressione. fig.2 Proprio tale dinamica potrebbe alimentare una bassa pressione già presente lungo e coste algerine da giorni e favorirne quindi lo spostamento verso est, con instabilità in aumento nell’estremo sud  a inizio della prossima settimana. A seguire, ecco farsi largo una nuova saccatura più a ovest, piuttosto importante, prevista da giorni dai modelli... Mostra articolo

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PROVE TECNICHE DI MALTEMPO AL CENTRONORD NEI MODELLI, POSSIBILE INTENSA SACCATURA LA SETTIMANA PROSSIMA CON PIOGGE E NEVICATE IN MONTAGNA marzo 17, 2017 7:00 am

16-03-2017 – Salve a tutti; evoluzione meteorologica che inizia a presentare maggiore dinamicità nei modelli. La novità delle ultime emissioni è la genesi di una importante saccatura a ovest della penisola nei primi giorni della prossima settimana, giusto in tempo per l’approssimarsi della primavera astronomica e del relativo equinozio (fig.1). fig.1 Il peggioramento in esame prenderebbe le mosse proprio a ovest della penisola e viene visto sia dal modello americano (fig.1) sia da quello europeo. Dalla collocazione dell’asse della saccatura, che appare ormai abbastanza probabile, dipenderanno maltempo e precipitazioni nelle regioni italiane. Al momento sembrano favorite le regioni più occidentali e, in particolare quelle del nordovest (fig.2). fig.3 Probabile comunque un coinvolgimento da parte delle regioni tirreniche più a sud, ma è ancora tutto da definire. Con configurazioni come quella prospettata in fig.1 e 2, i fenomeni potrebbero risultare anche molto intensi al nord e Toscana, con temporali anche forti e nevicate in quota (1000-1500 m) nei rilievi alpini. fig.3 Insomma, si tratterebbe di un classico scambio meridiano equinoziale, tipico dell stagione e capace di riportare le piogge, assenti da molto tempo, nelle regioni settentrionali. Il maltempo potrebbe poi proseguire su molte regioni italiane del centronord, come inquadrato dal modello... Mostra articolo

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PRIME SACCATURE E PIOGGE ANCHE NELLE REGIONI TIRRENICHE IN VISIONE NEI MODELLI, ECCO LE POSSIBILITA’ marzo 15, 2017 12:00 pm

14-03-2017 – Salve a tutti, rapido flash modelli per evidenziare la presenza di alcune novità nel medio termine, con presenza di ondulazioni ad ampio raggio e possibile rottura della monotonia anticiclonica nella terza decade (fig.1). fig.1 Un’ampia goccia fredda si distaccherebbe quindi dal nucleo dl Vortice Polare a inizio terza decade, con l’arrivo delle piogge e del maltempo su molte regioni. fig.2 Si tratterebbe quindi di un’ondulazione ad ampio raggio, che porterebbe le precipitazioni anche nelle nostre regioni occidentali. fig.3 Il modello europeo, il più affidabile, ipotizza tale evoluzione dopo molte emissioni piuttosto monotone, da seguire eventuali sviluppi, possibili dopo 45 giorni di sostanziale calma meteorologica nelle nostre regioni. Una ridistribuzione della struttura del VP appare anche nel modello americano, ma è molto lontana per adesso. fig.4 Insomma, una via d’uscita alla stasi meteorologica è possibile, seguiremo tutte le evoluzioni, sfruttando il tempo a disposizione. Fonte Web: Roberto Attività solare  

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TEMPERATURE IN DIMINUZIONE NEL WEEK-END DOPO IL CALDO, CON NEVICATE SUI RILIEVI DELL’ADRIATICO CENTRALE INTORNO 800-1000 M. A SEGUIRE SEMPRE LE REGIONI ORIENTALI PIU’ INSTABILI marzo 11, 2017 14:00 pm

10-03-2017 – Salve a tutti, nuovo editoriale, in un periodo dominato da pressanti impegni professionali per lo scrivente e da scarsi eventi meteorologici di rilievo. In realtà, nella giornata odierna, alcuni eventi degni di nota di sono verificati in alcune regioni, come preannunciato nel precedente editoriale. La campana anticiclonica presente nelle regioni occidentali italiane non è infatti riuscita a conquistare tutto il territorio nazionale e correnti settentrionali piuttosto intense, unitamente a temperature abbastanza elevate in quota (intorno 10° C a 850 hPa), hanno fatto salire le temperature al nordovest fino a 25° C, come è accaduto nella costa ligure e in alcune località del Piemonte e Lombardia ai piedi dei rilievi alpini, grazie ai venti di caduta (phoen). Ancora, alle ore 19:20 locali, Genova registrava 21° C, per il mese di Marzo si tratta di u dato davvero notevole (fig.1). fig.1 La dinamica descritta è comunque legata a fattori locali correlati alla compressione adiabatica (senza scambi di calore con l’ambiente esterno) della massa d’aria, in origine relativamente fredda, in arrivo da Francia e Svizzera, durante la discesa lungo i crinali alpini e appenninici, fenomeno ben noto in queste regioni (genesi del phoen). Ma, dalla fig.1, si evince come non in... Mostra articolo

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ANCORA MALTEMPO AL SUD, POI PAUSA CALDA E SOLEGGIATAMA DA META’ MESE TORNANO TEMPORALI E NEVICATE IN MONTAGNA, ANCHE FREQUENTI E INTENSI marzo 8, 2017 12:00 pm

07-03-2017 – Salve a tutti, evoluzione del tempo nelle nostre regioni che si è avvia sulla strada dell’instabilità tipicamente da inizio primavera, con rovesci, temporali, vento forte ma anche nevicate sui rilievi, soprattutto al centrosud, sferzato da un intenso vortice depressionario dal pomeriggio di ieri, Lunedì. fig.1 L’attuale fase di maltempo, annunciata da giorni in questa sede, avrà ancora uno strascico nella giornata di domani nelle estreme regioni sudorientali della penisola, mentre in quelle occidentali si andrà già affermando una vasta area di alta pressione. fig.2 La fig.2 si riferisce alla giornata di venerdì, quando la campana altopressoria, ora a ovest della penisola, avrà raggiunto la massima espansione, generando un cospicuo aumento delle temperature, complici anche i venti di caduta da nordovest in pianura Padana, nelle regioni occidentali italiane, con valori facilmente superiori ai 20° C in molte città del nord e della Toscana. Ma l’instabilità non sarà finita per il mese di Marzo e, anzi, già dalla giornata di lunedì è molto probabile l’arrivo di un nuovo nucleo instabile nel Mediterraneo, con rovesci e temporali tipicamente primaverili a spasso per la penisola. fig.3 In fig.3 è evidente la peculiare disposizione dell’anticiclone delle Azzorre, in spinta verso il Regno Unito,... Mostra articolo

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