Archivio dell'autore : Attività Solare

CO2 Antropica in atmosfera. A quanto ammonta? maggio 26, 2017 9:30 am

E’ un post semplice semplice… con un solo grafico che spiega tutto e nessun tecnicismo o termine scientifico complicato per il quale serve la laurea. Un semplicissimo grafico a torta che elimina ogni dubbio in chi usa il proprio cervello per ragionare e non solo per seguire le “mode” del momento.     Servono spiegazioni? La percentuale della CO2 antropica è del 3.2% del totale della CO2 presente in atmosfera… ovvero lo 0.12% del totale dei gas serra. Qualcuno vuole farvi credere che questa infinitesima percentuale è la causa principale del riscaldamento globale. E voi, ci credete?  

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Il Pene come Causa del Climate Change maggio 24, 2017 7:00 am

Autore: Massimo Lupicino Data di pubblicazione: 23 Maggio 2017 Fonte originale: http://www.climatemonitor.it/?p=44527   Tenetevi forte perché l’argomento è decisamente…hot. Due accademici americani: Peter Boghossian, insegnante di filosofia all’Università di Portland e James Lindsay, dottore in matematica con studi in fisica, hanno pensato bene di dimostrare quanto fosse ridicolo, assurdo e politicamente motivato il processo di peer-review di paper che trattano argomenti cari al versante liberal. Per farlo, hanno deciso di inventarsi di sana pianta un paper con il seguente titolo: “Il Pene Concettuale come Costrutto Sociale”. Un paper-bufala, volutamente privo di alcun senso, basato su due cavalli di battaglia molto cari al versante liberal più militante: ovvero la critica di qualsiasi espressione di mascolinità in ogni sua forma e, ovviamente, il Climate Change. Il tutto condito da termini ed espressioni roboanti quanto del tutto prive di significato. Il loro esperimento ha avuto successo: il paper-bufala in questione è stato infatti referato e pubblicato dalla rivista Cogent Social Sciences, che orgogliosamente si definisce “rivista multidsciplinare che offre peer-review di alta qualità nel campo delle scienze sociali”. L’Abstract: Cominciamo subito con l’Abstract, semplicemente esilarante nonostante l’obbiettiva difficoltà che si incontra nel tradurre un testo volutamente sconclusionato: “Il pene anatomico potrebbe anche esistere,... Mostra articolo

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Sta tornando la Niña, ve lo hanno detto? maggio 23, 2017 12:14 pm

Nel silenzio più totale dei media, che di solito sbandierano ai 4 venti l’eventualità (sempre più remota) di un nuovo evento El Niño più o meno Strong, le acque del Oceano Pacifico Equatoriale Orientale si stanno raffreddando… ancora una volta! Lo si nota chiaramente dalle SSTA che vedete nell’immagine qui sopra, ma anche, per chi mastica meglio i grafici cartesiani, dalle SSTA delle singole regioni che definiscono l’indice ENSO: Come vedete, i valori sono più o meno neutri, ma nella zona 1+2 (primo grafico) si legge un valore negativo pari a -0.469°C… molto distante dai valori di appena 1 mese fa. Fino a questo punto si parla di dati… e di percezione “visiva” delle singole regioni. Guardando i “forecast” dell’indice ENSO, però, il risultato appare diametralmente opposto:   I modelli vedono una tendenza per il trimestre attuale, sostanzialmente stabile. Cambierà poco a fine Luglio… quando si passerà da un valore di circa 0.3 ad un valore di circa 0.6. Resta però un vincolo basilare: finché l’indice ENSO non supera il valore +0.5, non si può parlare di El Niño, come anche… finché non si supera il valore di -0.5, non si può parlare di La Niña. C’è però una seconda... Mostra articolo

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Non mettiamo in dubbio? noi il dubbio ce lo abbiamo quotidianamente… e loro no? maggio 22, 2017 7:00 am

“Non mettiamo in dubbio che il riscaldamento del pianeta sia dovuto in larga misura all’effetto  antropico” Questo è un piccolo estratto da un articolo di un noto meteorologo che spesso ama saltare da una parte all’altra della diatriba climatica… evidentemente in base a ciò che gli conviene, restando però fermamente convinto che il Riscaldamento Globale è causato esclusivamente dall’attività antropica. Come si legge chiaramente nel suo articolo, che mi rifiuto di linkare, la sua posizione è chiara: non ha dubbi.   Ma come… una persona che dovrebbe essere di scienza che non ha dubbi?   Richard P. Feynman si starà rivoltando nella tomba… È stato un fisico e divulgatore scientifico statunitense, Premio Nobel per la fisica nel 1965, che in una intervista prima della morte, ha affermato, a proposito della Teoria delle Stringhe: «Non mi piace il fatto che non calcolano alcunché… Non mi piace che non verificano le loro idee… Non mi piace che quando ci sono disaccordi con un esperimento, essi confezionano una spiegazione, un aggiustamento, per poi dire, “Beh, potrebbe ancora essere giusta” Senza troppa difficoltà, però, l’ultima parte di questa sua frase può essere applicata alla diatriba climatica. Spesso si sentono gli esperti che affermano senza... Mostra articolo

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Ancora sul raffreddamento… oceanico maggio 19, 2017 10:21 am

Un aggiornamento al volo… anche se per molti è poco significativo …del raffreddamento oceanico sia dell’emisfero boreale che dell’australe. Nel nord del mondo fa impressione, per chi sa leggere le carte, il raffreddamento dell’Oceano Atlantico, di cui parliamo da anni ormai… con una Corrente del Labrador che si sta spingendo “insolitamente” a sud delle coste dell’isola di Terranova (Canada). Si nota anche il Golfo del Messico, sempre in raffreddamento e tutta la parte centrale dell’Atlantico che sta perdendo energia. Da queste prime considerazioni possiamo prevedere una stagione degli uragani sottotono… anche se qualcuno riuscirà a formarsi. Nell’Oceano Pacifico si sta concretizzando il raffreddamento che accompagna la fase negativa della PDO, nella parte nord, ed un raffreddamento lungo le coste del Messico… che, anche qui, porteranno ad una stagione degli uragani sottotono. Il sud del mondo, invece, è impressionante per l’estensione del raffreddamento. Lì siamo in “autunno”… e il caldo estivo non ha avuto alcun effetto visibile sulle temperature dell’oceano. Il trend al raffreddamento, iniziato da anni, continua. E sono sicuro che al termine della stagione invernale (fine Settembre), avremo delle carte marcatamente bluastre. Impressionante il raffreddamento dell’Atlantico australe… con il raffreddamento oceanico che arriva all’Equatore.   Sia chiaro che tali... Mostra articolo

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BREAKING NEWS: FORTE ERUZIONE DEL VULCANO SHIVELUCH maggio 12, 2017 20:00 pm

Violenta eruzione del vulcano Shiveluch (3823 metri di altezza), in Kamchatka (Russia). La nube ha già superato i 13000 metri di quota, entrando quindi abbondantemente in Stratosfera (che alla latitudine di 56°Nord si trova a circa 9000 metri). Nell’immagine qui sopra c’è la tracciaa dell’Anidride Solforosa (SO2) emessa durante l’eruzione.     Seguiranno aggiornamenti.     Fonte: https://themoscowtimes.com/news/shiveluch-volcano-erupts-in-russias-kamchatka-57973   Bernardo Mattiucci Attività Solare  

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Lettonia: l’11 maggio più freddo della storia maggio 12, 2017 18:34 pm

  Giovedì 11 maggio, in Lettoria, la temperatura ha raggiunto i minimi storici in ben 5 siti. E’ stato l’11 maggio più freddo di sempre, che è stato preceduto da altri giorni durante i quali sono stati più volte raggiunti e battuti i record di temperatura. A riferirlo è il National Weather Service.   Fonte: https://deutsch.rt.com/newsticker/50443-historische-tiefsttemperaturen-in-lettland/    

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Condizione attuale Oceano Atlantico: in fase di raffreddamento! maggio 10, 2017 16:44 pm

  Questa è la situazione attuale della parte nord dell’Oceano Atlantico. Il golfo del messico è in “forte” raffreddamento (fino a circa -1.8°C)…   …mentre a sud-est dell’isola di Terranova, l’anomalia negativa che incide sul naturale percorso della Corrente del Golfo, è di -5.5°C circa.   Guardando i dati il raffreddamento è evidente in tutta la sua drammaticità:   Sono infatti 10 anni circa che la parte nord dell’Oceano Atlantico si sta raffreddando. Ed è esattamente ciò che andiamo ripetendo noi da moltissimo tempo. Evidentemente, però, la gente continua a confondere la temperatura attuale dell’aria con il calore immagazzinato nell’oceano. Molto semplicemente, se l’oceano si raffredda, viene a mancare il calore necessario a riscaldare l’aria. Questa quindi tenderà a raffreddarsi e ad oscillare sempre più vistosamente tra il periodo “invernale” e quello “estivo”. Ovvero risentirà sempre più della presenza di masse d’aria fredda e calda. Un clima via via più dinamico… che comporta, però, inevitabili eventi meteo… anche estremi… ed eventualmente fuori stagione, i quali tenderanno a raffreddare ulteriormente l’aria e ad amplificare, quindi, l’effetto raffreddante dovuto alla mancanza di calore oceanico. A lungo andare, tale andamento, non può che provocare un raffreddamento “regionale” e, di conseguenza, un aumento dei... Mostra articolo

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Le cronache del Sole maggio 9, 2017 7:00 am

Che l’arte e la letteratura siano fondamentali per la vita dell’uomo è fuor di dubbio, ma che lo fossero anche per la nostra comprensione dell’attività della nostra stella è una novità. Grazie ad una collaborazione tra la Kyoto University, il Japan’s National Institute of Polar Research e il National Institute of Japanese Literature gli scienziati del Sol Levante sono riusciti a ricostruire la storia degli eventi solari del passato a partire dall’analisi di testi e documenti storici di Francesca Aloisio venerdì 7 aprile 2017 @ 16:18 Lo scorso febbraio la rivista Space Weather ha pubblicato un articolo dedicato alla ricostruzione dei maggiori eventi solari registrati nelle cronache dell’antica Cina e del Giappone. Lo studio è stato condotto da un team multidisciplinare di scienziati appartenenti alla Kyoto University, al Japan’s National Institute of Polar Research e al National Institute of Japanese Literature. Se la multidisciplinarietà non è una novità in ambito di ricerca scientifica lo è però il fatto che sia la letteratura – o meglio le cronache storiche – ad essere la principale disciplina coinvolta, anche se, come vedremo non è la prima volta che gli scienziati cercano conferme alle loro ipotesi e scoperte nelle cronache antiche. Lo studio pubblicato su Space... Mostra articolo

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Un ciclone in pieno Atlantico e l’estate in forse! maggio 8, 2017 7:00 am

A metà gennaio dissi, in un commento, che a causa del raffreddamento del Nord Atlantico, la primavera sarebbe stata fredda e l’estate in forse. Nel nord Italia le temperature, nonostante sia ormai Maggio, scendono ancora sotto i 5°C come minima. E spesso non superano i 10°C neanche in pieno giorno. Forse la mia previsione si è rivelata corretta…. ma abbiamo ancora 45 giorni davanti e tutto potrebbe ancora cambiare (anche se le premesse non sono buone) verso un caldo esteso e stabile. Ma l’estate, come sarà?       Come potete vedere, nel bel mezzo del Nord Atlantico è presente un ciclone di notevoli dimensioni. La particolare rotazione antioraria, sta spingendo l’acqua fredda del nord Atlantico verso sud-ovest rallentando la Corrente del Golfo, già da tempo piuttosto indebolita.     In questo ingrandimento possiamo vedere come ci sia una zona molto fredda, di colore celeste, che ha già “bloccato” temporaneamente la CdG. La corrente tornerà presto a scorrere… ma nel frattempo tutto ciò che sta ad est di quella zona si sta raffreddando. Anche il Mar Mediterraneo, precedentemente riscaldatosi a fine Aprile, è tornato a cedere calore.     Da questa immagine possiamo notare che la temperatura superficiale del mare... Mostra articolo

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Analisi multi-scala dei cicli climatici basata su serie temporali climatiche e fenologiche aprile 27, 2017 7:00 am

Autore: Donato Barone Data di pubblicazione: 26 Aprile 2017 Fonte originale: http://www.climatemonitor.it/?p=44317   Lo sviluppo delle piante è fortemente influenzato dalle condizioni meteorologiche. Questo è un dato di fatto e la maniacale attenzione con cui il mondo dell’agricoltura segue la meteorologia, costituisce una conferma dello stretto legame tra evoluzione delle piante e tempo meteorologico. Chi si occupa della coltivazione dei campi ha un’idea diversa di “bel tempo” e “cattivo tempo” rispetto a chi vive in città: se una o più giornate di pioggia vengono considerate per esempio una iattura da chi vive in città per i disagi che possono provocare, per chi si dedica all’agricoltura possono rappresentare la salvezza del raccolto ed il degno coronamento di un’intera stagione di lavoro. L’interazione tra lo sviluppo delle piante ed il tempo meteorologico costituisce il campo di studio della fenologia, ossia di quella parte della biologia che studia lo sviluppo delle piante in funzione di fattori meteorologici come la piovosità, l’insolazione, le temperature etc. Come ben sanno tutti i lettori di CM, il clima è diverso dal tempo meteorologico, ma, su distanze temporali trentennali, l’evoluzione della temperatura acquista valore climatologico e non più meteorologico. Lo stesso si può dire per tutte le altre... Mostra articolo

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Dall’anno più caldo di sempre a…. aprile 26, 2017 18:00 pm

Girovagando per la rete mi sono imbattuto in un tweet di Joe Bastardi:   Astounding turn around in CFSV2 in last 30 days for merry month of May which is looking more like a throwaway CDD wise pic.twitter.com/94b1x6jR7Z — Joe Bastardi (@BigJoeBastardi) April 26, 2017 Guardandolo e analizzandolo, mi è tornata in mente la previsione strapubblicizzata a novembre 2016 che vedeva, nel 2017, l’anno più caldo di sempre… anche se mancavano ancora più di 30 giorni al suo inizio. Joe sottolinea l’enorme differenza tra la previsione di Maggio 2017 fatta a Marzo e quella di questi giorni. Una differenza non solo enorme, ma completamente ribaltata. Questa, per chi non lo avesse ancora capito, è l’ennesima dimostrazione che i modelli climatici e meteorologici, falliscono miseramente nel prevedere cosa accadrà in futuro… specialmente, aggiungo io, quando si è in presenza di bassa attività solare. Ma se vogliamo capire il perché di questi errori così mastodontici, bisognerebbe tornare a chiedersi se, tali modelli, considerano l’attività solare una COSTANTE o una VARIABILE. E la risposta, che noi di Attività Solare vi abbiamo dato tante volte, è che, purtroppo, non viene minimamente considerata. Per loro è costante… e come tale nei modelli è inutile inserirla.... Mostra articolo

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Modificato il grafico del “Greenland ice sheet surface mass budget” aprile 26, 2017 12:42 pm

Un nostro utente ci ha segnalato delle differenze nel grafico della quantità di ghiaccio presente in Groenlandia tra il grafico presente attualmente sul sito originale…   ….e quello di appena 1 mese fa… (recuperato in copia su un blog):     Le differenze sono notevoli e non dovrebbero essere così evidenti… Pertanto la domanda nasce spontanea: PERCHÉ?   Qui di seguito aggiungo la sovrapposizione del grafico del mese scorso (con colori invertiti) a quello originale attuale:     Ci si chiede, pertanto, se ci sia qualche motivo logico/scientifico oppure se si stia tentando di “riportare in media” una SCOMODA VERITÀ!   Sinceramente, in questo momento, non so cosa pensare… 🙁   Ringraziamo Walter per la segnalazione! Bernardo Mattiucci Attività Solare  

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Current Snow Cover aprile 25, 2017 7:00 am

Figura 1: Questi diagrammi mostrano serie temporali (aggiornate quotidianamente) dell’estensione della copertura della neve (milioni di km2) su (a) aree del territorio emisfero settentrionale (esclusa Groenlandia), (b) Nord America e (c) Eurasia.   Figura 2: Questi diagrammi presentano serie temporali (aggiornati giornalmente) dell’attuale quantità di acqua immagazzinata dalla neve stagionale (chilometro cubo) su (a) aree del territorio emisfero settentrionale (esclusa Groenlandia), (b) Nord America e (c) Eurasia. Lo spessore della neve viene convertito in equivalente acqua utilizzando una densità climatologica ottenuta da dati di rilevazione della neve.   Fonte: https://www.ccin.ca/home/ccw/snow/current     Importantissimo il diagramma Fig.2a, che mostra in modo inequivocabile che c’è stato un forte aumento della quantità di neve caduta nell’emisfero nord. Se da un lato tale aumento può essere imputato al precedente periodo di El Niño, conclusosi nella primavera del 2016, dall’altro c’è da sottolineare che il calo delle temperature, dovuto alla diminuzione dell’attività solare (e quindi della TSI), ha fatto il suo bel lavoro. Una cosa è sicura: se non ci fossero state le condizioni ideali di TEMPERATURA, la neve non si sarebbe formata. Questo dimostra che il pianeta si sta raffreddando.   Buona giornata Bernardo Mattiucci Attività Solare  

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Terranova: ghiaccio marino più spesso da quando se ne ha memoria! aprile 24, 2017 14:00 pm

  Terranova (o Newfoundland, in inglese), è un’isola che si trova all’estremità orientale del Canada… e si affaccia sul punto in cui la Corrente fredda del Labrador, che scorre tra Canada e Groenlandia, si immette nell’Oceano Atlantico, fondendosi alla Corrente calda del Golfo che proviene dalla Florida e dal Golfo del Messico.   Questo è un punto estremamente particolare… noto a livello storico per alcuni insediamenti riconducibili ai Vichinghi, ma soprattutto noto per la continua e costante presenza di Iceberg.   Quello che sta accadendo, nelle ultime settimane, è che il numero di iceberg rilevati nel tratto di mare antistante tale isola, è enormemente aumentato rispetto alla media storica del periodo, tanto che le grandi navi, onde evitare di fare la fine del noto Titanic, sono costrette a modificare la propria rotta. Quello nella foto qui sopra è un gigante di ghiaccio incagliatosi nel basso fondale davanti al villaggio di Ferryland.     Ciò che deve far riflettere, però, non è tanto la presenza di iceberg, il cui aumento in molti attribuiscono al Riscaldamento Globale Antropogenico, mentre il sottoscritto (e non solo) pensano al fatto che gli iceberg, semplicemente, non si sciolgono a causa delle acque troppo fredde, ma la... Mostra articolo

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Poveri ma Verdi aprile 22, 2017 7:00 am

Autore: Massimo Lupicino Data di pubblicazione: 21 Aprile 2017 Fonte originale: http://www.climatemonitor.it/?p=44256   Era il 1920 quando al termine di una conferenza durata un mese e tenuta presso il Madison Square Garden di New York, l’UNIA (Universal Negro Improvement Association and African Communities League) introdusse ufficialmente la “Bandiera Panafricana”: tre strisce orizzontali di colore rosso, nero e verde. Il rosso a simboleggiare il sangue versato per la libertà e che unisce tutte le persone di colore con antenati africani; il nero a simboleggiare la “nazione dei neri”, pur avulsa dall’esistenza stessa di uno stato-nazione; il verde a simboleggiare la ricchezza della terra d’Africa. Erano altri tempi, in cui la rivendicazione dei diritti civili elementari prevaleva su quel politicamente corretto che nel corso degli anni ha finito per trasformare una parola un tempo rivendicata con orgoglio e dai risvolti letterari in un insulto sanguinoso, la cui sola pronuncia è oggi causa di crisi isteriche di pianto per le conduttrici televisive super-liberal (e super-bionde) della CNN. Sistemato il “nero”, è poi toccato al “verde”. E qui l’operazione si è fatta più complessa. Se la ricchezza della terra africana è stata talmente apprezzata negli anni da suscitare appetiti finanziari e geopolitici di varia... Mostra articolo

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Il raffreddamento del Nord Atlantico continua… aprile 21, 2017 7:00 am

Buongiorno, guardate bene la sequenza di immagini qui sotto… Le immagini si riferiscono alle Anomalie di Temperatura Superficiale degli Oceani…. in questo caso del Centro e Nord Atlantico, tra il 14 e il 19 Aprile.   Il raffreddamento, visibile con i colori scuri (il nero indica un “non riscaldamento”, mentre le tonalità di blu indicano un raffreddamento vero e proprio) si muove continuamente all’interno della corrente nord-atlantica, la quale si origina dall’incontro della Corrente del Golfo con la Corrente del Labrador, spostandosi dalla zona del Nord-Ovest dell’Oceano Atlantico, in senso orario, verso le Azzorre, le Canarie, il Mar dei Caraibi e, infine, andando a raffreddare,sul nascere, la Corrente del Golfo. Un raffreddamento ciclico che sembra si sia innescato e che potrebbe presto diventare “semi-permanente”. Le conseguenze di tale raffreddamento sono prima di tutto la quasi totale assenza degli Uragani nell’Atlantico… il che potrebbe anche essere una buona cosa… …ma a seguito di tale raffreddamento, si espanderebbe il Blob Atlantico, l’area in blu visibile lungo le coste sud della Groenlandia, la quale aprirebbe le “porte” alle correnti atmosferiche che dal nord-atlantico convoglierebbero freddo e umidità verso l’Europa… provocando un’estate come quella del 2014. Ma se questo avviene nel breve termine, a... Mostra articolo

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Le cause della pausa nel riscaldamento globale aprile 20, 2017 7:00 am

Autore: Donato Barone Data di pubblicazione: 19 Aprile 2017 Fonte originale: http://www.climatemonitor.it/?p=44245   In un recente post G. Guidi ha segnalato un interessante articolo, pubblicato su Nature Climate Change. in cui C. Hedemann, T. Mauritsen, J. Jungclaus e J. Marotzke (da ora in avanti Hedemann et al., 2017) analizzano una possibile spiegazione della pausa nel riscaldamento del clima terrestre, verificatasi nel corso della prima decade del 21° secolo. The subtle origins of surface-warming hiatuses Giusto per ricordarlo a me stesso, la pausa o iato è stato un fenomeno piuttosto controverso che ha agitato le acque della climatologia nel corso degli ultimi anni: il trend di aumento delle temperature superficiali terrestri è diminuito rispetto agli anni precedenti per cui sembrava scricchiolare il principale assunto dell’AGW: maggiore concentrazione di diossido di carbonio atmosferico => maggiore aumento delle temperature superficiali terrestri. La pausa è stata riconosciuta come un fatto reale da molti ricercatori e, in modo alquanto sfumato, anche da IPCC che ha rivisto al ribasso i valori della Sensibilità Climatica all’Equilibrio; mentre molti altri ricercatori non hanno mai riconosciuto l’esistenza della pausa anzi ne hanno negato l’esistenza come nel caso di Karl et al., 2015. Le spiegazioni del fenomeno sono state molte, ma... Mostra articolo

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La Pausa c’è, malgrado tutto… aprile 19, 2017 7:00 am

Posted By Guido Guidi Data di pubblicazione: 18 Aprile 2017 Fonte originale: http://www.climatemonitor.it/?p=44241   Qualcuno ha ancora dei dubbi circa il fatto che lo studio ammazza-pausa uscito appena prima del summit di Parigi sia servito solo a spianare la strada agli accordi? Nature Climate Change: The subtle origins of surface-warming hiatuses Infingarde queste pause del riscaldamento globale. Non solo esistono, malgrado dopo aver individuato decine di possibili cause della loro occorrenza se ne sia decretata l’esistenza solo in dipendenza dal fatto che non siamo capaci di osservare correttamente il sistema – per la serie se la realtà non mi piace la cambio – ma continuano anche a mettere in discussione la validità delle proiezioni – per la serie l’immaginazione non basta. Secondo questo paper di fresca stampa, né i gap nelle osservazioni, né le altre ipotesi avanzate per spiegare perché malgrado la persistenza del forcing da CO2 la temperatura ha smesso di aumentare hanno centrato il problema. Per farlo, scrivono, bisogna guardare in alto, verso il top dell’atmosfera, con la consapevolezza che forse una spiegazione vera e propria non la troveremo mai. Sorge a questo punto un altro dubbio: ma se queste pause sono vere e dunque possibili, e se i... Mostra articolo

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E questa ve la ricordate? aprile 16, 2017 7:00 am

Posted By Guido Guidi Data di pubblicazione: 15 Aprile 2017 Fonte originale: http://www.climatemonitor.it/?p=44226   Era il 1° agosto del 2008, tal Andrew Simms, esperto battitore di ortiche con le mani altrui nonché esperto di economia sostenibile, del tipo di quella che toglie ai poveri per consentire ai ricchi di campare sereni sul pianeta, presagiva la fine del mondo entro 100 mesi. Sorpresa, i 100 mesi sono scaduti il 1° aprile scorso e siamo ancora qui. Nessun punto di non ritorno – tipping point direbbero quelli bravi – è stato raggiunto. E’ passato un El Niño coi fiocchi, la temperatura media del pianeta è salita di nuovo e ora è anche tornata dov’era prima.     Così, tanto per capire con che razza di cantastorie abbiamo a che fare, penso sia opportuno riproporre almeno l’incipt del suo anatema: Se si grida “al fuoco” in un teatro affollato, quando il fuoco non c’è, si capisce che si potrebbe essere arrestati per comportamento irresponsabile e turbativa della quiete. Ma da oggi, io sento la puzza del fumo, vedo le fiamme e penso che sia il momento di gridare. Non voglio seminare il panico, ma penso che sarebbe una buona idea formare una fila... Mostra articolo

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Un pianeta, un clima, 2 emisferi aprile 14, 2017 7:00 am

Un paio di giorni fa ho pubblicato sulla nostra pagina Facebook il seguente grafico, anticipando che ne avremmo parlato con un articolo specifico.     Il grafico mostra la ricostruzione della temperatura partendo dai dati dei carotaggi effettuati in Antartide (linea blu) e Groenlandia (linea verde). La linea arancione, che rappresenterebbe la temperatura globale, verrà volutamente ignorata all’interno del presente articolo. Partiamo dall principio… Il clima del nostro pianeta, in linea generale e focalizzando l’attenzione sulla sola temperatura, è stato ricostruito per alcuni milioni di anni grazie agli studi di paleoclimatologia. Tali studi partono da una serie di analisi per generare la ricostruzione della temperatura nelle varie epoche storiche. I dati che ne risultano, dati proxy, sono ovviamente dati “indiretti”, ma danno un’idea sufficientemente precisa, se opportunamente contestualizzati, tali da far luce su quello che accadde sul pianeta a quel tempo.   Il grafico qui sopra abbraccia un arco temporale di circa 135.000 anni arrivando, in corrispondenza dello 0 a destra, al 1950. Un periodo climatico decisamente importante per la nostra razza e per il nostro pianeta. Ma risulta comunque una piccola porzione di quanto a nostra disposizione in ambito paleoclimatico.     In questa immagine, prodotta da noi sulla... Mostra articolo

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El Niño si ritira aprile 10, 2017 7:00 am

I dati parlano chiaro… l’ENSO è NEUTRO. Nessun El Niño, almeno per ora. L’unica zona nella quale il valore superava il +1 e che quindi faceva pensare alla formazione di un El Nino moderato, si sta raffreddando molto velocemente.     Anche le zone più centrali all’Oceano Pacifico, però, i valori stanno scendendo. Convenzionalmente si parla di El Niño solo se il valore supera +1… e si parla di La Niña quando il valore scende sotto il -1.     In questo caso, quindi, nessuna delle 4 regioni ha valori superiori a +1, pertanto si ha ENSO neutro. Niente El Nino e quindi niente estate torrida come qualcuno aveva già previsto. Anche perché servono eventualmente alcuni mesi per vedere gli effetti di un ENSO positivo! Buona giornata Bernardo Mattiucci Attività Solare  

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Com’era la situazione nell’Artico? aprile 5, 2017 17:17 pm

  Qualcuno… ma non ricordo chi, sosteneva qualche tempo fa, che la situazione ghiacci nell’Artico era  una prova palese del Riscaldamento Globale Antropico e che ormai i ghiacci in artico si stavano sciogliendo a ritmi mai visti prima. E come prova di ciò c’erano le temperature sopra il Polo Nord notevolmente più alte della media… chiaro sintomo che il mondo si sta riscaldando. A quanto pare, però, al mondo non gliene frega nulla di ciò che sostengono i fedelissimi dell’AGW… perché, a quanto pare, la situazione è differente! Lo SnowCover del 2017 è maggiore rispetto a quello del 2016 e 2014… ma di poco inferiore a quello del 2015. L’estensione dei ghiacci artici del 2017, invece, nel comparto Atlantico è maggiore rispetto al 2016 e 2015 mentre è simile al 2014. Nel comparto del Pacifico, invece, è minore rispetto al 2015 e 2016 e simile al 2014.   Alla fine, tirando le somme… non c’è tutta questa ENORME differenza sbandierata ai 4 venti dai soliti noti.   Le immagini e i dati parlano chiaro. Buona serata Bernardo Mattiucci Attività Solare  

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Tendenza senza tendenza…. aprile 5, 2017 12:00 pm

El Niño si o El Niño no? Per molti la prossima estate sarà torrida, con temperature molto sopra la media… E questo a causa di un El Niño che, prepotentemente, si sta concretizzando sempre di più nelle acque dell’Oceano Pacifico. Ma è veramente così? La risposta è NO! Nel modo più assoluto! Il termine El Niño viene dato ad un evento che comporta il riscaldamento delle acque dell’Oceano Pacifico equatoriale centrale. In realtà El Niño è il nome dato ad una fase positiva dell’indice ENSO. Quando tale indice supera la soglia positiva di +1, si ha El Niño, quando supera quella negativa di -1, si ha La Niña. Vi sono 4 regioni principali che determinano gli eventi ENSO…   ….ma finché non si hanno valori significativamente importanti nelle regioni 4 e 3.4, gli effetti sono limitati a pochissime aree del pianeta. In più, per avere effetti alle medie latitudini (come la nostra), è necessario che i venti Alisei siano belli forti… ovvero che ci sia un poderoso trasporto di calore dall’equatore verso i tropici e le aree subpolari. E questo, attualmente, non sta avvenendo!   Ad ogni modo, attualmente, l’unica zona che si sta riscaldando delle 4 qui sopra, è... Mostra articolo

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