Archivio dell'autore : Attività Solare

El Nino in formazione (regione 1+2) sulle coste occidentali del Sud America marzo 24, 2017 7:00 am

                   

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California Dreaming marzo 23, 2017 7:00 am

Autore: Massimo Lupicino Data di pubblicazione: 22 Marzo 2017 Fonte originale: http://www.climatemonitor.it/?p=44035   Qualche settimana fa lo psicodramma dell’ennesima scissione dell’atomo della politica italiana ci ha regalato, nel suo momento topico (!) una insolita spruzzatina di internazionalismo, proprio come in certi cine-panettoni di De Sica: riflettori puntati per un attimo sulla California, quindi, per parlare di “lavoro, sviluppo e innovazione”. E come declinare queste parole piene di speranza in salsa californiana, se non parlando di Elon Musk? È quello che faremo anche noi in questo articolo: parleremo di Elon Musk, e di lavoro, sviluppo e innovazione. E non di politica nostrana, che è servita in questo caso solo a fornire un prezioso assist per affrontare tematiche che, volenti o nolenti, con il clima e l’ambiente hanno a che fare, eccome. Il Genio Cominciamo col dire che Elon Musk gode presso la stampa liberal-mainstream di un privilegio non da poco: la qualifica indiscussa di “genio”. Qualcuno parla, più prudentemente, di “genio visionario”, come a dire che se tutto questo genio non riesci proprio a vederlo, è solo perché tu non hai la sua vision. Elon Musk è il proprietario di Tesla, la multinazionale integrata che produce macchine elettriche, batterie, pannelli solari.... Mostra articolo

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Perù – El Nino si sta facendo sentire marzo 21, 2017 7:00 am

15 Marzo 2017, Perù…. oltre 70 vittime, 20 dispersi, oltre 100.000 sfollati… Non dico altro. Il video seguente, uno a caso, parla fin troppo chiaramente!     Non mi sembra di aver visto qualcosa al TG. Ma potrei sbagliarmi! Bernardo Mattiucci  

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Ore 11:29 del 20 marzo 2017 – È primavera! marzo 20, 2017 11:29 am

L’equinozio di primavera 2017 cade oggi 20 marzo alle ore 11.29. Molti potrebbero essere stupiti: abbiamo imparato che il giorno dovrebbe essere il 21 marzo, ma perché quest’anno si rivela con un giorno d’anticipo? Non si tratta, ovviamente, di un errore. L’equinozio rappresenta il momento in cui il Sole tocca il cosiddetto punto vernale (quando interseca l’eclittica e l’equatore celeste), nel momento in cui passa dall’emisfero australe a quello boreale e viceversa (equinozio di primavera e di autunno). Si tratta, dunque, di un istante, non di un’intera giornata e quest’anno cade esattamente, per l’Italia, alle ore 11.29 di oggi 20 marzo. (Giancarlo Lucci, Team2)  

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La colpa è sempre dell’uomo…. a prescindere! marzo 20, 2017 9:00 am

Avevo selezionato, nei giorni scorsi, una serie di articoli che avrei voluto commentare singolarmente. Leggendoli e rileggendoli, invece, mi è sembrato concedere loro un eccesso di importanza che, sinceramente, non meritano. Ve li propongo qui di seguito… con alcuni commenti:   Il Sahara forse trasformato in deserto dall’uomo La pastorizia all’origine del disboscamento e del nuovo clima Fonte: http://www.ansa.it L’ipotesi riportata (come verità assoluta) nell’articolo, è che la diffusione della pastorizia sia stata la causa principale della desertificazione del Sahara… a partire dalla regione del Nilo e spingendosi verso ovest. Ricordo che la guida, nella zona dell’Akakus (Libia sud-occidentale), parlava di ben altro. Ma forse mi sbaglio. Ad ogni modo… tra le righe dell’articolo, si legge chiaramente che la pastorizia crea desertificazione… pertanto se continuerete a mangiare carne, la colpa del deserto dell’Europa, sarà tutta vostra. Giudizio: ridicolo! Motivo? Nel mondo ci sono diversi deserti… C’è quello in Cile… e quello nella Namibia, ed entrambi arrivano a toccare l’oceano. Eppure sono zone talmente aride che non vi cresce neanche l’erba. Motivo? L’orografia del territorio… esattamente come avviene nel Deserto del Sahara… e la modificazione della direzione dei venti nel corso dei millenni. Essì… perché se qualcuno non lo sapesse, la... Mostra articolo

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Abbi dubbi sul ghiaccio e la CO2 che tutto può marzo 18, 2017 7:00 am

Autore: Guido Guidi Data di pubblicazione: 17 Marzo 2017 Fonte originale: http://www.climatemonitor.it/?p=43989   Incredibile ma vero, leggete qua: We are a long way from having skill in predicting natural variability on decadal time scales Ebbene sì, siamo molto distanti dall’avere la capacità di prevedere con efficacia le dinamiche della variabilità naturale a scala temporale decadale. In poche parole, non siamo in grado di fare le previsioni climatiche che servirebbero, quelle cioè che sarebbero utilizzabili in termini di policy. A rilasciare questa dichiarazione su Science Daily è l’autore di un paper appena pubblicato su Nature Climate Change, il cui messaggio chiave è ancora più dirompente della frase che abbiamo appena letto. Il paper è questo. Influence of high-latitude atmospheric circulation changes on summertime Arctic sea ice La frase chiave: Internal variability dominates the Arctic summer circulation trend and may be responsible for about 30–50% of the overall decline in September sea ice since 1979 Stando ai risultati ottenuti da questo studio, che compie un’analisi dei pattern di circolazione atmosferica alle alte latitudini negli ultimi decenni, una parte consistente del declino dell’estensione del ghiaccio artico sarebbe da attribuire alla variabilità naturale. Una configurazione barica persistente che avrebbe indotto una ventilazione in grado di... Mostra articolo

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….e comunque in Nord America fa ancora molto freddo! marzo 10, 2017 7:00 am

  Con previsioni nevose nel Nord-Est…   10 Day GFS snow totals on GFS, 18z pic.twitter.com/RG5n4RBEGz — Joe Bastardi (@BigJoeBastardi) March 9, 2017   Se le previsioni verranno confermate, per loro sarà il mese di marzo più freddo da parecchi decenni… visto che nel nord del Canada sono presenti ancora temperature dell’ordine di -60°C!!!!!   Buona giornata Bernardo Mattiucci Attività Solare  

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Consenso sul non consenso marzo 9, 2017 7:00 am

Autore: Guido Guidi Data di pubblicazione: 08 Marzo 2017 Fonte originale: http://www.climatemonitor.it/?p=43923   Il potere della ragione non smetterà mai di stupirmi, come non lo faranno i numeri. Allora leggetevi quello che segue, è un commento lasciato da un lettore che ha deciso di usare sia la ragione che i numeri per smontare in due minuti una delle più grosse stupidaggini che girino nel mondo del clima e dei suoi dintorni, quella che ci sia un soverchiante consenso nell’ambito scientifico sulle dimensioni e sulla gravità del contributo antropico alle dinamiche del clima. Non c’è referaggio né uso di particolari tecniche statistiche, solo applicazione della ragione e forza dei numeri. E’ per questo che, sollecitato da quanti condividono con me queste pagine, ho deciso di riproporlo in forma di post. Tra qualche giorno, quando sarà meno visibile, lo metterò anche in home page perché resti a disposizione di tutti. Qui, a casa mia, a casa nostra, a casa vostra. Buona lettura e grazie a Gianluca!     Il 6 marzo 2017 il lettore di ClimateMonitor Gianluca, nel rispondere al lettore giuliog02 , cita la sua frase: “Non credo cambi a livello dei ricercatori e degli scienziati, quasi tutti convinti che sia... Mostra articolo

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Situazione mari nel mondo… marzo 7, 2017 7:00 am

OCEANO ATLANTICO La situazione non è delle migliori in previsione della stagione estiva che si intravede all’orizzonte (ok, mancano ancora dei mesi…). La zona a ridosso della Groenlandia è molto fredda… Ma anche quella a largo delle coste occidentali dell’Africa lo è. Questo significa che il calore della Corrente del Golfo non completa l’intero percorso. Conseguenze? In teoria un graduale raffreddamento ancora per un paio di mesi. Poi dovrebbe iniziare l’attenuazione per via dell’insolazione che aumenta. Ricordiamoci che gli oceani sono un sistema dinamico sia orizzontalmente che verticalmente. Ovvero l’acqua viene scambiata sia sulla superficie, tramite le correnti termoaline che spostano il calore da un punto all’altro del pianeta (specialmente verso i poli), sia verticalmente… tra acque superficiali e acque profonde.   OCEANO PACIFICO   La situazione è ad un punto di svolta. Ci siamo lasciati alle spalle il poderoso EL Niño del 2015 che aveva colorato di rosso acceso l’intero oceano sulle carte SSTA… e ci ritroviamo con una situazione di totale neutralità. Le SSTA ci indicano un sostanziale raffreddamento… pertanto, almeno fino a fine mese, del nuovo El Niño non se ne dovrebbe parlare affatto. Vedremo come evolve la situazione, specialmente per l’enorme macchia blu verso l’Alaska!  ... Mostra articolo

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Global Climate Disruption? marzo 5, 2017 7:00 am

  C’hanno ragione sempre loro…  

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Abbiamo smaltito (quasi tutto) il calore dovuto a El Niño marzo 1, 2017 9:40 am

Inutile negarlo, la temperatura del pianeta Terra dipende quasi completamente da quella degli oceani. Tra il 2015 e il 2016 gli oceani sono riscaldati parecchio e questo per una complessa serie di eventi che hanno agito in contemporanea, amplificando gli effetti del calore oceanico. Guardando le carte delle SST (Sea Surface Temperature), ovvero le temperature ASSOLUTE (e non le anomalie che dipendono dal periodo di riferimento climatico), si evince un forte riscaldamento oceanico proprio nel 2016.         Guardatele bene… perché ci sono molti spunti di discussione in queste carte. Ora che siamo nel 2017 ed è trascorso un anno, durante il quale le notizie allarmistiche del mese/anno più caldo di sempre si sono susseguite a ritmi incessanti… addirittura con molti mesi di anticipo rispetto ai periodi temporali cui ci si riferiva (mettetevi l’anima in pace perché hanno già deciso che il 2017 sarà l’anno più caldo di sempre, anche se non hanno la più pallida idea di cosa potrebbe accadere…), andiamo a vedere qual’è la situazione delle SST attuali:       Guardando le tre immagini, cosa si nota? Semplicemente che il riscaldamento oceanico verificatosi tra il 2015 e il 2016 è scomparso… e le SST sono... Mostra articolo

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CO2, numeri impossibili… O forse no? febbraio 28, 2017 7:00 am

Autore: Guido Guidi Data di pubblicazione: 26 Febbraio 2017 Fonte originale: http://www.climatemonitor.it/?p=43827   Vengo a conoscenza tramite Twitter di un paper di recentissima pubblicazione su Global and Planetary Change: Blockbuster Paper Finds Just 15% Of CO2 Growth Since Industrialization Is Due To Human Emissions https://t.co/COI2ReKhYG via @notrickszone — P Gosselin (@NoTricksZone) February 26, 2017 In pratica si tratta di una revisione sostanziale del ciclo del carbonio, attraverso la quale l’autore (singolo) giunge a due conclusioni piuttosto sorprendenti per quanto si allontatano dal paradigma cui siamo abituati su questo argomento. Numeri a parte, che vedremo brevemente tra poco, l’innovazione più significativa nell’approccio alla definizione dellle dinamiche che regolano i ruoli dei fattori sorgente e assorbente delle emissioni, è quella di considerarli dipendenti dalla temperatura, quindi tutt’altro che stabili nel tempo, con la capacità del sistema di “gestire” l’assorbimento che varia al variare della temperatura. Una instabilità o, se credete, una predisposizione al cambiamento, di cui in larga misura non si tiene conto nei lavori che sono alla base delle assunzioni dell’IPCC, focalizzate essenzialmente sulle fonti di emissione antropica. Di qui le differenze sostanziali. Il consenso scientifico, per come è espresso dall’IPCC, infatti, assume che la CO2 originata dalle emissioni antropiche avvenute... Mostra articolo

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Caos nel Sistema Solare! febbraio 25, 2017 7:00 am

Autore: Guido Guidi Data di pubblicazione: 24 Febbraio 2017 Fonte originale: http://www.climatemonitor.it/?p=43813     Calma, non è del prossimo armageddon che stiamo parlando, né si vuole cavalcare l’onda emozionale della rivelazione fatta dalla NASA appena un paio di giorni fa circa l’esistenza di un sistema solare ad “appena” 39 anni luce di distanza dal nostro attorno alla cui stella orbitano sette pianeti di cui tre potrebbero avere, per distanza dalla loro fonte di energia, caratteristiche assimilabili a quello che noi chiamiamo “abitabile”. Si parla piuttosto di uun paper uscito su Nature in cui, attraverso l’analisi di rocce sedimentarie databili a 90 milioni di anni fa, si ricostruisce la relazione tra clima e forzante astronomica, confermando quella che sin qui era più che altro un’intuizione, e cioè che le variazioni dell’orbita dei pianeti che girano attorno al Sole possano avere una componente caotica dovuta a piccole interazioni tra i pianeti stessi. Science Daily: From rocks in Colorado, evidence of a ‘chaotic solar system’ Nature: Theory of chaotic orbital variations confirmed by Cretaceous geological evidence Con le conferme che gli autori di questo studio portano alla teoria, si spera di riuscire a inquadrare con più accuratezza le variazioni climatiche a scala geologica in funzione... Mostra articolo

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Il Carbone è il nemico, usiamo il Carbone febbraio 24, 2017 7:00 am

Autore: Guido Guidi Data di pubblicazione: 23 Febbraio 2017 Fonte originale: http://www.climatemonitor.it/?p=43807     Questa notizia, se non fosse paradossale, sarebbe davvero divertente. Come in moltissimi (quasi tutti) settori di applicazione, anche in campo climatico gli Stati Uniti sono davanti a tutti. Nella ticerca, negli investimenti, nella modellistica, nelle pubblicazioni…e, naturalmente, anche soprattutto in prima linea nella lotta al nemico pubblico numero uno, il riscaldamento globale e i suoi derivati. I più famosi e impegnati scienziattivisti climatici – nuova specie sviluppatasi con lo specifico scopo di salvare il pianeta – sono americani. Negli USA e dagli USA sono gestiti tre dei dataset della temperatura globale più utilizzati, con uno di questi, quello del GHCN, che è praticamente la base di tutti gli altri. Per gestire tutti questi dati e per far girare modelli di simulazione climatica capaci di arrivare fino all’anno 3000 e oltre (con il nobile scopo di dare a tutti un’idea di cosa indossare in quei giorni se dovesse capitare di fare una gita), c’è bisogno di una spropositata capacità di calcolo, che ovviamente non basta mai. E così, qualche anno fa, l’NCAR (National Center for Atmospheric Research), famoso istituto di ricerca con sede in Colorado, decise, chiese... Mostra articolo

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L’Altalena del Clima nell’Era Glaciale – Eventi, Meccanismi e Conseguenze Storiche febbraio 22, 2017 7:00 am

Autore: Luigi Mariani Data di pubblicazione: 21 Febbraio 2017 Fonte originale: http://www.climatemonitor.it/?p=43790   Riassunto Partendo dal ricco materiale presentato nella review a firma Javier, apparsa alcuni giorni or sono sul sito di Judith Curry, parleremo degli eventi di Dansgaard-Oeschger (D-O) e degli eventi di Heinrich (H) discorrendo in particolare delle possibili cause e degli effetti sugli ecosistemi e sulle popolazioni umane che vissero in Eurasia alle medie latitudini durante l’ultima era glaciale. Abstract Starting from the wide review of Javier issued a few days ago on the web site of Judith Curry (https://judithcurry.com/2017/02/17/nature-unbound-ii-the-dansgaard-oeschger-cycle/ ), we talk about the Dansgaard-Oeschger events (D-O) and the Heinrich events (H) discussing in particular the causes and the effects on the ecosystems and human / hominid populations living in Eurasia at mid latitudes during the Wurm glaciation. LA SCOPERTA DEGLI EVENTI D-O E DEGLI EVENTI H Gli eventi di Dansgaard-Oeschger (di qui in avanti indicati come eventi D-O) sono eventi climatici il cui elemento più caratteristico è un forte ed improvviso aumento delle temperature dell’aria in Artico, per cui possono essere fatti ricadere nella categoria degli “abrupt climate changes”. La scoperta di tali eventi nella glaciazione di Wurm si deve a Willi Dansgaard, il quale... Mostra articolo

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L’equazione dell’Antropoche? febbraio 21, 2017 7:00 am

Autore: Donato Barone Data di pubblicazione: 17 Febbraio 2017 Fonte originale: http://www.climatemonitor.it/?p=43763     Qualche giorno fa G. Guidi ha pubblicato un post in cui si faceva cenno all’articolo, pubblicato sulla rivista The Anthropocene Review dal titolo, The Anthropocene Equation  di O. Gaffney & W. Steffen (da ora Gaffney et al., 2017). Incuriosito dal termine “equazione” associato ad Antropocene, sono andato a leggere l’articolo. Man mano che andavo avanti i dubbi e le perplessità aumentavano in modo esponenziale fino all’apoteosi finale. Ho fatto passare qualche ora ed ho riletto l’articolo. Il mio giudizio non è cambiato di una virgola: è un articolo che lascia allibiti sia dal punto di vista matematico che logico. Procediamo, però, con ordine. Da un punto di vista puramente astratto il sistema Terra può essere rappresentato da un’equazione differenziale (1) in cui E sta per Earth, A per astronomico e G per geofisico. Tradotto significa che la variazione nel tempo del sistema Terra è una funzione di due variabili: una astronomica e l’altra geofisica. La variabile astronomica tiene conto del fatto che le condizioni del sistema terrestre dipendono da forzanti orbitali ovvero dalle variazioni di quantità di energia ricevuta che la Terra subisce a seconda delle posizioni... Mostra articolo

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Global Warming e Comportamenti Violenti febbraio 18, 2017 7:00 am

Autore: Massimo Lupicino Data di pubblicazione: 16 Febbraio 2017 Fonte originale: http://www.climatemonitor.it/?p=43729     con molta emozione che mi accingo finalmente a coronare un sogno: pubblicare una perla climatica prima dei nostri giornali mainstream. Mi tremano le mani mentre scrivo, tale e tanta l’emozione. Ma non rinuncerò per questo al privilegio di citare qualche fatto alternativo in sede di commento. Allora, dopo aver scoperto qualche mese fa che in Svezia si stupra di più per colpa dell’effetto serra, adesso scopriamo una verità ancora più scomoda, ovvero che qualsiasi cosa vada male su questo Pianeta, è riconducibile al global warming, rigorosamente antropogenico. È Zerohedge a fornire l’assist facendo riferimento ad un articolo pubblicato dalla “Association for Psychological Science” frutto del pregevole lavoro di tale Courtney Plante, postdoctorate fellow alla Iowa State University. Plante studia gli effetti del climate change sulla violenza, “media immersion”, “fantasy” e “fan groups”. Insomma, non si capisce cosa faccia, ma probabilmente salva il mondo anche lui. Provo a riassumere di seguito l’articolo in questione, compito assai arduo come sovente accade in casi come questo. Cappello dell’articolo: “Il global warming antropogenico è un fatto incontestabile, come le sue conseguenze: siccità, alluvioni, scarsità di cibo (!?) e fenomeni estremi.... Mostra articolo

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Torna El-Nino tra moderato e strong? febbraio 11, 2017 8:06 am

Il mio è un interrogativo… giacché molti siti meteo lo danno ormai per scontato, alcuni, tra l’altro, attribuendone la causa al solito Riscaldamento Globale Antropico che con El Niño non ha alcuna attinenza… neanche lontana! Questa è la situazione attuale…     Questo è, invece, l’ultimo FORECAST (previsione) disponibile…     Ed è sulla base di questo forecast che in molti parlano di ritorno di El Nino e quindi di caldo anomalo. Tra l’altro già girano previsioni di primavera anticipata con oltre 10° di sopra-media. Vabbè… evitiamo!   Guardando il Forecast qui sopra, però, è evidente già una “leggera” incongruenza. La previsione dava un fenomeno ENSO- (El Niño appunto) in risalita verso la neutralità già da nel trimestre attuale. La realtà, come abbiamo visto nel grafico sopra, invece, è l’esatto opposto! Perché? Beh… perché una parte dei modelli usano i dataset delle temperature fornite dalla NOAA… e quindi… ….buona giornata a tutti! Bernardo Mattiucci Attività Solare  

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False Verità febbraio 9, 2017 7:00 am

Come accade ormai da troppi anni, quando la realtà si ostina a non volersi allineare con quanto sentenziato dai modelli climatici, l’orda barbarica dei globalwarminghisti inonda media, siti web e pagine facebook, con nozioni di scienza di cui si potrebbe fare benissimo a meno. Anche perché tutto sono… meno che nozioni di scienze. La solita cantilena incessante, il solito mantra ripetuto ogni santissimo giorno, è che il ghiaccio del Polo Nord si sta sciogliendo e presto verremo sommersi tutti. Il Polo Nord è situato al centro dell’Oceano Artico… e la totalità del ghiaccio in esso contenuta, è galleggiate. Se si sciogliesse tutto, il livello degli oceani non varierebbe neanche di 1 mm. Ma c’è un errore di fondo… perché, in questo periodo, il ghiaccio NON SI STA SCIOGLIENDO affatto. Il seguente grafico parla chiaro:   Come potete vedere, la minima estensione del ghiaccio artico viene raggiunta ad Settembre e l’estensione, in quel mese è di gran lunga inferiore al livello attuale. Questo significa che dallo scorso Settembre ad oggi, l’estensione del ghiaccio artico è AUMENTATA… e NON diminuita come viene ripetuto incessantemente. Che poi l’estensione raggiunta in questi giorni è inferiore a quella raggiunta negli anni precedenti, è tutt’altro discorso... Mostra articolo

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Snowcover da ottobre a febbraio febbraio 8, 2017 7:00 am

Pubblichiamo solo 5 immagini in sequenza… per dimostrare a quanto credono nel Riscaldamento Globale Antropico, che l’inverno è arrivato… anche quest’anno… nell’emisfero boreale. fonte: http://satepsanone.nesdis.noaa.gov/ Siamo sicuri che non servono ulteriori parole per descrivere la situazione attuale. Certo, qualcuno vorrebbe freddo e gelo ovunque… mentre deve accontentarsi di pioggia e temperature localmente anche rigide…. Altri devono accontentarsi della siccità e magari di temperature meno rigide. Ma questa è la variabilità naturale del clima. In alcuni anni ci massacra, in altri ci fa credere che ce la stiamo scampando. Poi, magari, arriva la batosta fuori stagione… o in zone dove teoricamente non dovrebbe arrivarci… e sono guai!     Nel frattempo, la neve è arrivata a 25° di latitudine Nord, negli Emirati Arabi Uniti. Però il tempo non è il clima, è solo un episodio e bla bla bla… Se questo pianeta non la pianta di scaldarsi moriremo tutti congelati 😉 (fonte: Come ti invento la neve quando fa caldo) Buona giornata Bernardo Mattiucci Attività Solare  

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I “dati” parlano chiaro: RECORD di temperatura, a Dicembre, in Africa febbraio 5, 2017 18:38 pm

Un vero e proprio RECORD, quello registrato dalla NOAA per il mese di Dicembre, nella zona del centro Africa.   Un record che ognuno di voi può verificare sulla carta originale:   Un record di quelli inevitabilmente basati sui dati, come dimostra la carta seguente, relativa ai record DISPONIBILI per la misura delle temperature sulle terre emerse:     Peccato che….   NON CI SONO DATI DISPONIBILI     Guardati quante sono le zone del pianeta per le quali NON SONO disponibili i dati delle temperature alla superficie. Poi qualcuno insinua che facciamo disinformazione, che siamo negazionisti, che veniamo pagati dai petrolieri (approposito, sappiate che il mese prossimo dobbiamo pagare il server…. e che è anche il mio compleanno! 😀 fate i bravi!!!!!)     Bernardo Mattiucci Attività Solare Fonte: http://notrickszone.com  

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Il Polar Vortex questo sconosciuto febbraio 5, 2017 15:51 pm

Autore: Guido Guidi Data di pubblicazione: 05 Febbraio 2017 Fonte originale: http://www.climatemonitor.it/?p=43594   Questo titolo sarebbe andato bene qualche anno fa, quando il “polar vortex” o vortice polare, non era ancora salito alla ribalta della comunicazione meteorologica. Ma, a parte i meteo-dipendenti, quanti sanno esattamente cos’è o, meglio, cosa sono i vortici polari? Già perché, innanzi tutto bisogna sgombrare il campo dalla confusione: i vortici polari sono due per emisfero, uno in troposfera e uno in stratosfera; farvi riferimento senza specificare di quale si sta parlando è già di per se sbagliato. I lettori di CM sanno che i vortici polari li abbiamo esplorati in lungo e in largo negli ultimi anni, grazie soprattutto al lavoro dell’amico Carlo Colarieti Tosti, che si confronta regolarmente con i nostri outlook per la stagione invernale. E, proprio nei suoi lavori, si trova spesso il riferimento a due scienziati che hanno prodotto quelli che in gergo si chiamano “seminal paper” sull’argomento e, soprattutto, sulle interazioni tra la due strutture troposferica e stratosferica. Si tratta di Darryn W. Waugh, e Lorenzo M. Polvani, che, questa volta insieme a Adam H. Sobel, hanno prodotto per il BAMS un breve ma interessantissimo paper divulgativo proprio sui vortici polari, sulle loro... Mostra articolo

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Quanto siamo bravi a prevedere El Niño? febbraio 5, 2017 7:00 am

Autore: Guido Guidi Data di pubblicazione: 03 Febbraio 2017 Fonte originale: http://www.climatemonitor.it/?p=43581     Quanto varia la predicibilità dell’indice ENSO, ossia dell’alternarsi di condizioni di El Niño, La Niña o neutrali nell’area del Pacifico equatoriale? Molto, si direbbe, in base ad un recente studio pubblicato sul GRL: Modulation of Bjerknes feedback on the decadal variations in ENSO predictability Con una sorpresa: nonostante il progresso della capacità di calcolo e del livello di conoscenza scientifica delle dinamiche che precorrono alle oscillazioni dell’accoppiamento oceano-atmosfera che portano alle diverse fasi dell’ENSO, la loro predicibilità, intesa come capacità di prevedere con anticipo significativo queste oscillazioni, è stata negli ultimi anni la più bassa delle ultime sei decadi. Intendiamoci, sessanta anni fa i “modelli allo stato dell’arte” le cui performance sono state valutate da questo gruppo di ricerca non esistevano neanche nella mente di chi li ha creati. Si parla infatti di hindcast, ovvero di valutazione della capacità di questi modelli di “prevedere” quanto sappiamo che sia accaduto in passato. Ebbene, pare che anni fa, se avessimo avuto questi strumenti a disposizione, ci sarebbero stati più utili di quanto non lo siano oggi. La chiave per superare quello che sembra un periodo nero nella capacità... Mostra articolo

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Copertura nevosa… contestualizzata! febbraio 3, 2017 20:08 pm

Considerando le “polemiche” relative al grafico da noi postato qualche giorno sulla pagina Facebook, circa a copertura nevosa da record registrata in autunno nell’emisfero boreale, che vedete qui sopra, riporto anche gli altri 2 grafici disponibili dalla stessa fonte:     Capiamoci bene… Affermare che è in atto un riscaldamento globale senza contestualizzare i dati riportati negli articoli è una forzatura antiscientifica. Non accetto minimamente che mi venga detto che facciamo disinformazione… perché, fino a prova contraria, fino ad oggi abbiamo sempre spiegato il perché di determinati eventi. Per capire questi grafici bisogna partire da un presupposto ben preciso: i periodi di raffreddamento iniziano sempre con un anticipo del freddo rispetto all’inverno meteorologico classico… ed un ritardo degli effetti del freddo che prendono il posto della prima parte della primavera. Questo, però, va confrontato e analizzato guardando anche l’alternanza degli eventi El Niño e La Niña. Pertanto, considerando gli eventi El Niño verificatisi fino ad oggi, non è accettabile che venda affermato che nell’ultimo bienni non c’è stata sufficiente copertura nevosa a causa del Riscaldamento Globale, perché non è affatto vero. La causa è stata l’evento El Niño “very strong” registrato tra l’estate del 2014 e la primavera del 2016.... Mostra articolo

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