5 agosto 2014 - 8:00 am Pubblicato da

Posted on August 2, 2014 by Anthony Watts

Sorprendentemente, il riscaldamento delle acque superficiali del Pacifico tropicale orientale, evento chiamato El Niño, quest’anno non ha ancora influito sulla lunga pausa delle temperature globali, che oramai dura da 17 anni e 10 mesi. In questo periodo non si è rilevato alcun aumento della temperatura.
Ne è uscito il più lungo periodo senza alcun riscaldamento nei set di dati satellitari da quando è iniziato il rilevamento delle temperature, esattamente dal 1979. Eppure la lunga pausa coincide con un continuo e rapido aumento della concentrazione atmosferica di CO2.

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Figura 1. Le RSS mensili sulle anomalie della temperatura media globale nella troposfera inferiore (blu scuro) e di tendenza (linea blu chiaro), da ottobre 1996 a luglio 2014, dove non viene mostrato alcun riscaldamento globale da 17 anni e 10 mesi.

Il periodo di pausa di 17 anni e 10 mesi o se preferite 214 mesi, è il più lungo periodo osservato, praticamente dove arrivano i dati RSS satellitari e dove mostrano ancora una tendenza al rialzo pari a zero.

Eppure la lunghezza della Grande Pausa nel riscaldamento globale è molto significativo, anche se adesso è di minore importanza rispetto alla sempre più crescente discrepanza tra la tendenza della temperatura prevista dai modelli e la variazione della temperatura reale osservata. Per questo molto meno entusiasmante per l’ente intergovernativo dell’IPCC.

La loro prima relazione di valutazione aveva previsto che la temperatura globale sarebbe aumentata di 1,0 (0.7-1.5)C° nel 2025, pari a 2,8 (1.9-4.2)C° per secolo. In sintesi gli si è chiesto: “Quanta fiducia avete nelle vostre previsioni?” L’IPCC ha si sottolineato alcune incertezze (nuvole, oceani, ecc.), ma ha concluso: “Ciò nonostante, abbiamo una sostanziale fiducia che i nostri modelli siano in grado di prevedere almeno le caratteristiche a larga scala del cambiamento climatico. … Ci sono analogie tra i risultati dei modelli accoppiati con semplici rappresentazioni del mare e quelli che utilizzano descrizioni più sofisticate. Quindi la nostra comprensione di tali differenze che si verificano ci danno una certa fiducia nei risultati.”

Quella “sostanziale fiducia” si è tramutata in un notevole eccesso di fiducia. E’ passato 1/4 di secolo dopo il 1990 e il risultato ad oggi, ha espresso come la tendenza dei minimi quadrati lineari nella regressione sulla media delle RSS e UAH nelle anomalie medie mensili della temperatura superficiale globale è di 0,34°C, pari a soli 1,4°C/sec, o esattamente la metà dalla stima di media nella quarta (1990) e ben al di sotto anche delle minori stime (Fig. 2).

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Figura 2. Le proiezioni a breve termine del riscaldamento ad un tasso pari a 2,8 (1.9-4.2) K/sec, fatta con “sostanziale fiducia” dall’IPCC (1990), gennaio 1990 giugno 2014 (zona arancione e linea di tendenza rossa), vs le osservate anomalie (blu scuro) e di tendenza (blu brillante) equivalente a 1,4 K/sec. La media delle 3 anomalie della temperatura superficiale terrestre (GISS, HadCRUT4, e NCDC).

La Grande Pausa è certamente un grande imbarazzo sempre più crescente per coloro che ci avevano detto di una “sostanziale fiducia” che la scienza è stata risolta e il dibattito concluso. La natura però aveva altre idee. Anche se più di 2 dozzine di scuse più o meno plausibili per la pausa stanno affiorando su riviste recensite e visibilmente nervose. Ma la possibilità è che la pausa si stia verificando perché i modelli di computer sono semplicemente sbagliati, e con una sensibilità della temperatura che con i gas a effetto serra di origine antropica non può più essere respinta.

Sorprendentemente, anche le più recenti e molto ridotte proiezioni sul global-warming a breve termine dell’IPCC si sono ancora rilevate eccessive (Fig. 3).

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Figura 3. La prevista variazione della temperatura, gennaio 2005 – giugno 2014, ad un tasso pari a 1,7 (1.0-2.3)°C/sec (zona arancione con la linea rossa, migliore stima linea di tendenza), rispetto alle anomalie osservate (blu scuro) e di -0.1°C/sec di tendenza del mondo reale (blu brillante), inteso come media dei 3 set di dati di anomalia della temperatura di superficie terrestre (GISS, HadCRUT4, e NCDC) e le 2 in basso nella troposfera dataset con l’anomalia della temperatura satellitare (RSS e UAH).

Nel 1990, la stima dell’IPCC sul riscaldamento a breve termine era più alto di 2/3 di quanto lo sia oggi, l’equivalente di 2,8°C/sec. Ora è soltano equivalente a 1,7°C e, come notiamo in fig. 3, anche questo sta mostrando di essere sostanzialmente un’esagerazione.

Sui dati RSS satellitari, non si nota alcun riscaldamento globale statisticamente distinguibile da zero e per più di 26 anni. Nessuno dei modelli aveva previsto che, in effetti non ci sarebbe stato nessun riscaldamento globale per 1/4 di secolo.

La Grande Pausa potrebbe finire da quest’inverno. Un evento di El Niño è in corso e normalmente il picco avviene durante l’inverno nell’emisfero settentrionale. Ci sono troppo poche informazioni per dire di quanto il riscaldamento temporaneo salirà, ma una nuova ondata di acqua calda è emersa nei giorni scorsi, quindi non si deve ancora sottovalutare questo El Niño come un non-evento. I picchi di temperatura causati dalla El Niño del 1998, 2007 e 2010 sono chiaramente visibili nelle Fig. 1-3.

Perché RSS? Perchè è la prima delle 5 serie di dati ad uscire per prima ogni mese, quindi è d’attualità. Inoltre, mostra correttamente quanto El Niño del 1998 sia stato il più potente di tutti i suoi successori. E’ stato l’unico evento nel suo genere in 150 anni che ha causato diffuso sbiancamento dei coralli. Altri record di temperatura non si distinguono chiaramente tra El Niño del 1998 ed i restanti eventi.

http://wattsupwiththat.com/2014/08/02/global-temperature-update-still-no-global-warming-for-17-years-10-months/

ENZO
ATTIVITA’ SOLARE

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