AFFRONTARE IL CAMBIAMENTO. OVVERO: NON SIATE NUMERI

Il 23 Luglio 2013 pubblicavamo questo articolo sulla nostra pagina FB. Oggi lo riprendo integralmente… per affrontare, ancora una volta, un argomento che affronto spesso e che nell’articolo di ieri ha suscitato anche qualche polemica….

 AFFRONTARE IL CAMBIAMENTO. OVVERO: NON SIATE NUMERI

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Immaginate di percorrere un ponte tibetano traballante su un fiume in piena. State avanzando molto lentamente… consci che un movimento brusco vi potrebbe far perdere l’equilibrio e finire in acqua. Avete paura, e questo è logico, ma sapete che in qualche modo e per qualche motivo, dovete tentare di raggiungere l’altra sponda.
Arrivati al centro fate la cosa più sbagliata che ogni buon avventuriero su un ponte tibetano traballante, potrebbe mai fare…: guardare di sotto!
Ad un certo punto vi ritrovate come ipnotizzati dal “sistema”. L’acqua e il ponte iniziano ad oscillare all’unisono e la vostra paura aumenta ad ogni oscillazione. Vi lasciate trasportare da quell’oscillazione ipnotica e a niente servono le grida e gli incitamenti di chi vi attende sulla riva opposta. L’unica cosa che riuscite a fare è assecondare l’oscillazione… amplificandone l’effetto dondolante.
Poi tutto finisce di colpo, quando perdete l’equilibrio, ovvero le vostre certezze, e finite in acqua.

Qui c’è la selezione della specie umana.

Una parte di essa accetta l’inevitabile fine e nella migliore delle ipotesi si appella a Dio o a qualche santo particolare affinché gli faccia una grazia.
L’altra parte invece si concentra e fa mente locale. Non cerca di nuotare giusto per far vedere che sta muovendo le mani… inizia a muoversi in modo coordinato, cercando di sfruttare la corrente affinché possa raggiungere la riva e mettersi in salvo.

Il sistema nel quale vi ritrovate vi condiziona. Vi isola e vi fa sentire soli. Cerca di affossarvi e portarvi nel gelido mondo sotto la superficie dell’acqua e la stragrande maggioranza di chi affronta tale problema finisce per lasciarsi trasportare da esso… con l’inevitabile conseguenza di una bara in attesa in qualche camera mortuaria gremita di parenti in lacrime.

Ora voi vi chiederete… cosa centra questo argomento con il Sole?

Tornate al ponte e pensate: quante possibilità ho di superare quell’ostacolo? Sono poche decine di metri… e posso farcela… ma chi c’è dall’altro lato? Amici? Parenti? Persone che mi vogliono bene?
No. Ci sono i signorotti delle pompe funebri che stanno trepidamente aspettando l’arrivo di un nuovo cliente.
Ci sono persone che si “divertono” nel veder precipitare l’ennesimo esserino insignificante. E ci sono persone di varia natura che non fanno altro che aspettare la vostra dipartita per mettere le mani sulle vostre proprietà!

La maggior parte di essi vi incitava dicendovi la fatidica frase “fidati di quello che ti dico io….”. Ovvero un incitamento a NON PENSARE con la tua testa.
Tu, che stai per affrontare il ponte tibetano traballante su un fiume in piena, stai effettivamente pensando a ciò che stai per fare? Si o NO?
Sai cosa devi fare? O pensi che si tratti solo di mettere un piede davanti all’altro su un ponte tibetano traballante su un fiume in piena?

Il cambiamento che stiamo vivendo come civiltà umana evolutasi su un piccolo pianeta roccioso in orbita intorno ad una stella in continuo cambiamento, è stato definito dal sottoscritto Periodo di Transizione Interglaciale.
Tale periodo durerà circa 10.000 anni… e si frappone tra il Periodo Interglaciale Caldo che sta finendo e il Periodo Interglaciale Freddo che inizierà tra 10.000 anni circa.
Tale periodo porterà cambiamenti epocali e repentini tali, da mettere a dura prova la sopravvivenza del genere umano. In quanto tempo e per quanto tempo questi cambiamenti faranno ciò non è molto chiaro.
Alcuni affermano che non accadrà assolutamente niente, altri affermano che il cambiamento porterà le temperature terrestri ad aumentare e che i mari sommergeranno le città costiere. Altri affermano che le temperature scenderanno. Altri ancora affermano che le temperature precipiteranno e che non c’è più nulla da fare. Ovvero che siamo spacciati.

Non bisogna credere a nessuno e bisogna credere a tutti.
Ma l’importante è farsi una propria idea di ciò che sta per accadere. Ovvero bisogna capire com’è fatto il ponte tibetano traballante su un fiume in piena, in modo tale da capire come procedere per attraversarlo tutto in totale sicurezza. Da soli o in compagnia conta poco. L’importante è sapere cosa ci aspetta.

E il cosa ci aspetta non va inventato. Non bisogna tirare ad indovinare sperando di andare quanto più vicino possibile alla realtà. Basta guardare alla storia climatica del nostro pianeta. E la scienza, questa sconosciuta, ci spiega che i cambiamenti seguono sempre un andamento sinusoidale molto lento… ma disturbato con varie armoniche.
In altre parole la temperatura media del pianeta sale e scende con una frequenza di milione di anni.
All’interno di questo andamento lento… notiamo una variazione più veloce di qualche migliaio di anni.
All’interno ancora… andando ad analizzare il trend ancora più nel dettaglio, la variazione risulta essere ancora più rapida e veloce.

Dopo aver analizzato quanto abbiamo a disposizione per capire il problema da affrontare, iniziamo a muoverci per affrontarlo. Ma nel farlo, ricordiamoci degli insegnamenti dei nostri avi. Loro non modificavano le leggi affinché c’avessero sempre ragione. Loro usavano e sfruttavano la Natura, con la sua immensa forza, cercando di non farsi sopraffare.
In qualche occasione ne imbrigliavano parzialmente la forza devastante per i propri scopi. Ma restavano sempre in guardia e cercavano di tenere sempre un… basso profilo… affinché non si ritrovassero a dover arginare la forza devastante di una natura selvaggia alla quale non interessa assolutamente nulla di noi poveri esseri umani…. che invece… stiamo cercando in tutti i modi di distruggerla. E ci stiamo riuscendo.

Il cambiamento quindi destabilizzerà le nostre vite e ci metterà nelle condizioni di dover affrontare nuovi problemi. Problemi che fino ad oggi abbiamo ignorato totalmente… confusi dalle grida e dagli incitamenti di chi voleva farci affrontare il ponte tibetano traballante su un fiume in piena, solo fidandoci di ciò che ci veniva detto da gente estranea che se ne stava dall’altra parte del fiume, comodamente seduta su poltroncine imbottite al sicuro dietro qualche finestra.

E noi lì, sul ponte… a soffrire e a farcela sotto per la paura!

Oggi siamo chiamati ad uno sforzo ulteriore.
Il nostro invito è quello di non farci rincoglionire dalle stronzate che ci vengono propinate… ma pensare, usare il nostro cervello, studiare, informarci e analizzare bene il contesto del problema da affrontare.
Un problema che riguarderà ogni singolo individuo e ogni singola comunità di individui.
Cambiamenti che riguarderanno CIBO, MEDICINE, ENERGIA, TRASPORTI, TELECOMUNICAZIONI, SICUREZZA e tutto ciò che ci riguarda e che sono la nostra vita.

Cambiamenti che ci accompagneranno per tutta la lunghezza del ponte tibetano traballante su un fiume in piena. Chi arriverà dall’altra parte si accorgerà di essere cambiato. Migliorato. Rinato.
Molti non ce la faranno. Altri lasceranno il passo ai propri figli… ai quali avranno spiegato e insegnato determinati valori. Ai quali avranno fornito determinate conoscenze… frutto delle proprie scelte, giuste o sbagliate che siano, e delle proprie esperienze di vita…. giuste o sbagliate che siano.

Quando tutto sarà finito… chi si ritroverà sull’altra riva verrà chiamato per nome. Quelli che sono caduti nel fiume e che si sono lasciati trasportare via dalla corrente, saranno solo numeri.

Non siate numeri… ma esseri umani.
Pensate, prima di tutto, di non essere numeri… ma esseri umani.

E preparatevi ad affrontare il cambiamento. Qualunque esso sia.

Bernardo

P.S.: a 100 metri di distanza c’è un ponte in muratura. Ma per vederlo dovete girare la testa e togliervi i paraocchi. Quanti di voi sono disposti a rischiare così tanto?

Link all’articolo originale

Nei giorni scorsi è uscita, per l’ennesima volta, una news allarmistica circa l’impatto di un meteorite sul nostro pianeta, la cui data sembra sia stata calcolata addirittura interpretando la Bibbia. La Nasa ha prontamente smentito tale notizia e questo ovviamente ci rincuora.

Ora… prima di tutto non sono il tipo che vi dice “fidatevi che non accadrà nulla”. E ormai chi mi conosce bene lo sa… ha imparato a leggere i miei articoli e riesce, con (immagino) non poca difficoltà, a leggere anche tra le righe.
Cosa c’è di vero in questo argomento? È possibile che in futuro il nostro pianeta possa subire una catastrofe simile?

La risposta è SI… ed è solo una questione di tempo. Il quando non ha alcuna importanza. Il dove accadrà nemmeno.
Se l’oggetto impattante risulterà essere di piccole dimensioni, gli effetti saranno localizzati e in molti neanche lo verranno a sapere.
Se l’oggetto dovesse essere di dimensioni ragionevoli, pari a qualche km, allora tutto il mondo se ne accorgerà. E il cambiamento sarà improvviso.

Ma un cambiamento improvviso può essere determinato anche da altri fattori… naturali o artificiali. Quali?

A livello geopolitico c’è un tale fermento ed una tale voglia di eliminare il nemico (sceglietene uno a caso) che dal nostro punto di vista sembra che le scelte dei vari governi vadano nella direzione opposta a quella logica. Allora basterebbe un attacco terroristico o una guerra a più ampio raggio per determinare un cambiamento improvviso nella vita di milioni di persone che è ben difficile da immaginare ai giorni nostri. Forse chi ha ancora i nonni può apprendere qualche “emozione” dai loro racconti. Ma vivere in prima persona un periodo storico importante come una grande guerra, è di gran lunga più devastante, psicologicamente parlando, rispetto a viverne i ricordi di chi è sopravvissuto al 2° conflitto mondiale.

A livello climatico molta gente segue le indicazioni delle persone sulla riva opposta… con voi sul ponte tibetano traballante sul fiume in piena, ovvero “fidatevi”. Il lavaggio del cervello è arrivato al punto da convincere una marea di gente che il Sole non ha alcun effetto sul clima terrestre (parole di alcuni scienziati ad una conferenza sul clima di qualche anno fa), quando invece sappiamo che senza di esso non ci sarebbe vita su questo piccolo pianeta roccioso. Ma sappiamo anche che tale cambiamento è in atto… e che per vederlo dobbiamo guardarci intorno, analizzare i dati da un punto di vista obiettivo e magari allargare lo sguardo ad epoche storiche più remote.
Qualche scienziato/ricercatore ha (recentemente) affermato che il raffreddamento è iniziato 4500 anni fa… con alti e bassi… e che è solo grazie all’effetto Serra provocato dalla CO2 che il Perido Interglaciale Caldo esiste ancora. Noi di Attività Solare pensiamo che le cose siano un tantino diverse…. ovvero che esiste una ciclicità precisa che viene seguita fedelmente nel corso delle ere climatiche. Ogni 120.000 anni circa inizia un Periodo Interglaciale Caldo della durata media di 8-10000 anni. Questi Periodi Interglaciali Caldi si alternano con Periodi Interglaciali Freddi di circa 100-120.000 anni. Ogni 400.000 anni circa, però, il Periodo Interglaciale Caldo risulta essere meno intenso degli altri ma allo stesso tempo più lungo… arrivando a circa 12.000 anni… come nell’attuale Periodo iniziato circa… 12.000 anni fa… molto simile a quanto avvenne 400.000 e 800.000 anni fa circa. Ma sappiamo anche che tra un periodo e l’altro possiamo individuare un Periodo di Transizione Interglaciale della durata indicativa di circa 10.000 anni. 4500 dei quali sembra siano già trascorsi. Pertanto è lecito aspettarsi un acuirsi degli sbalzi termici e degli eventi meteo con tendenza al catastrofismo (alluvioni, nevicate record, freddo polare, caldo torrido, ecc…), tali da poter determinare un cambiamento improvviso della vita di milioni di persone. Pensate ad esempio alle nevicate record del nord-est degli Stati Uniti.

A livello geologico la gente è convinta che non sta cambiando nulla e che non c’è assolutamente nulla di cui temere. La realtà dei fatti è invece differente. A livello mondiale sono aumentati i terremoti… e da alcuni anni se ne registrano anche in zone notoriamente NON-SISMICHE. Terremoti forti e devastanti come i più recenti registrati in Nepal… Ma anche catastrofici come quello del Giappone, preceduto da quello in Indonesia e ancora prima da quello in Cile. Tutti e 3 di magnitudo 9 o superiore.
Ma tra gli eventi geologici catastrofici ci sono anche le eruzioni vulcaniche. Noi di Attività Solare vi aggiorniamo costantemente di quel che accade in giro per il mondo… e ultimamente abbiamo visto come, per diverso tempo, almeno 30 vulcani hanno eruttato contemporaneamente. Alcuni, anzi, molti di essi hanno raggiunto livelli medio-bassi. Alcuni, come il Calbuco in Cile, hanno provocato eruzioni medio-forti. Ma il tempo non è garanzia di stabilità. Tra i vulcani attivi nel pianeta ce ne sono una decina che, da soli, potrebbero provocare l’estinzione di una buona percentuale di forme di vita sull’intero pianeta. E tra questi ce ne sono 3 che stanno dando continui segnali di attività sismica nella propria camera magmatica. Yellowstone in USA, Campi Flegrei in Italia e Lago Toba in Indonesia, vengono costantemente monitorati per prevederne le reazioni. Ma ricordiamoci che la forza della Natura è tale che non sempre ci avverte delle proprie intenzioni. Ultimamente in Giappone c’è stata l’eruzione di un vulcano che ha dato meno di 12 ore di preavviso. Ovvero in meno di una giornata è passato da un livello di “quiete” ad un livello di “eruzione esplosiva”. E la fortuna è stata che sull’isola ci abitassero solo 137 persone! Cambiamenti improvvisi, quindi, potrebbero compromettere la vita di milioni di persone.

Allarmismo?
Per alcuni si… per il sottoscritto non è così.
Sapere che la nostra vita, che vi piaccia o meno, dipende dalla Natura, è di fondamentale importaza. Ma non basta solo un “mi piace” cliccato a caso su un articolo a farvi rendere conto di ciò. Dovete capirne le motivazioni.

Un’amica mi ha chiesto il perché di questi articoli.
La risposta è semplice: la gente è vittima di un sistema ormai sull’orlo del collasso. Ed è talmente succube da esso, che non si rende conto di quali siano le proprie potenzialità e di quanto stia rischiando a causa di questo continuo lavaggio del cervello.

Ieri alcuni di voi hanno commentato chiedendo se, in caso di catastrofe, sia possibile fare qualcosa. La risposta è SI!
Finché abbiamo fiato in corpo, possiamo sempre fare qualcosa. Dobbiamo fare qualcosa. Anche solo provarci. Lo dobbiamo ai nostri avi che hanno lottato per metterci al mondo e garantirci un livello socio-culturale decente (magari non perfetto). Ma lo dobbiamo anche ai nostri figli… per dare loro un mondo vivibile, un futuro ed una speranza.
Se ci arrendessimo alla prima difficoltà non saremmo più esseri senzienti, coscienti e dotati di libero arbitrio. Ma cavie da laboratorio… schiavi del Dio Denaro e succubi di un tiranno che ci considera…..: NUMERI!

Allora vi chiedo… volete essere numeri? Oppure volete essere Persone?

A che serve studiare il Sole, l’Attività Solare, le dinamiche di interazione tra Sole e Terra, il Clima, la Geologia, il Magnetismo e tutto il resto, se poi ci si limita a smanettare sullo smartphone e mettere “mi piace” su un articolo che, magari, non abbiamo neanche letto?

Scusate…
…forse non è così importante pretendere dai propri lettori di “capire”, “pensare” e “ragionare” su temi importanti!

Bernardo Mattiucci
Attività Solare