Aerosol: futuro climatico incerto

Soilent Green: qualcuno ha visto questo film?
Il titolo italiano era “2022: i sopravvissuti“. Si tratta di un film di fantascienza del 1973, tratto da un romanzo del 1966 ed ispirato agli studi del Club di Roma, del 1972.

«Nell’ipotesi che l’attuale linea di sviluppo continui inalterata nei cinque settori fondamentali (popolazione, industrializzazione, inquinamento, produzione di alimenti, consumo delle risorse naturali) l’umanità è destinata a raggiungere i limiti naturali dello sviluppo entro i prossimi cento anni.»
(Donella Meadows, Fondazione Rockefeller)

Questa considerazione è la base sulla quale si fondano tutti gli studi del Club di Roma. Studi sui quali si può disquisire per anni senza mai raggiungere una conclusione concreta. Ma non è di questo che voglio parlare.
Torniamo invece al film…

«Anno 2022: la Terra è devastata dall’inquinamento e dalla sovrappopolazione. La natura incontaminata non esiste praticamente più e il clima è stravolto in senso torrido. Le stagioni si sono ridotte ad una perenne estate che dura tutto l’anno, con 32º di temperatura. New York City, dove si svolge la storia, è un formicaio di 40 milioni di abitanti pressati in fatiscenti condomini, il dominio tecnologico e il consumismo sono tramontati perché gli oggetti che hanno prodotto stanno cadendo a pezzi, per mancanza di ricambi; manca pure la corrente elettrica, per la crisi energetica causata dalla mancanza di petrolio; il cibo e l’acqua sono razionati[3].

La gente più povera vive dentro automobili nei parcheggi e chi non ha neppure l’auto, dorme sulle scale dei palazzi, un gradino ognuno. Il prete fa beneficenza alla povera gente mettendo loro a disposizione uno spazio dove dormire per terra in chiesa.
Nei quartieri Ricchezza la situazione è migliore, c’è l’aria condizionata, i videogiochi in salotto, l’acqua corrente, addirittura calda, l’impianto della televisione a circuito chiuso, un maggiordomo di palazzo. Le donne più giovani e fortunate sono un oggetto in dotazione personale o fanno parte della dotazione dell’appartamento delle persone facoltose. Solo i benestanti, possono permettersi una spesa di cibo normale come un gambo di sedano, qualche mela, un pomodoro e la carne, più unica che rara, è venduta a prezzi inaccessibili per la maggior parte delle persone.

Proprio il cibo è il problema maggiore dell’umanità. Gli alimenti tradizionali sono senza sapore e senza odore e quasi completamente scomparsi. L’unica risorsa rimasta è il Soylent, gallette nutritive di vari colori secondo la composizione: rosso soia, giallo mais, ecc. La pubblicità dice che il plancton è la materia prima del Soylent verde…» (fonte: Wikipedia)

Evito di dirvi come va a finire il film perché potrebbe suscitare reazioni strane in alcuni di voi…
La cosa fondamentale, al di la delle cause che portano il mondo riprodotto nel film al limite del collasso, è che la razza umana viene considerata molto poco lungimirante. Ovvero non ha la benché minima capacità di organizzarsi e pensare al futuro!

I primi anni ’70 sono stati tuttavia un periodo storico fondamentale [ …non solo perché sono nato io… 😀 ] per la scienza… Ed è proprio in quegli anni che avviene un cambio di direzione RADICALE.
Pensiamo all’astronautica… che in quegli anni ha messo la parola fine alle missioni umane sulla Luna. Oppure, ed è ciò che più ci interessa, alle numerosissime ricerche nell’ambito climatico.

Fonte: NASA GISS

Fonte: NASA GISS

Dopo il periodo climatico conosciuto come “Piccola Era Glaciale”, protrattosi fino al 1850 circa, il pianeta aveva iniziato un lento e progressivo riscaldamento… interrottosi intorno al 1910-1920, per poi riprendere nei decenni successivi. Tra il 1950 e il 1975, però, il freddo aveva ricominciato a farsi sentire.

A quell’epoca in molti iniziarono a temere per una nuova era glaciale e molti azzardarono previsioni allarmistiche su un futuro nel quale il freddo e la neve avrebbero dettato legge.
Col passare degli anni e il lento recupero delle temperature, accentuatosi negli anni ’90, in molto iniziarono a pensare che le allarmistiche previsioni degli scienziati nei primi anni ’70, erano state decisamente sbagliate.
Niente di più falso!

Come spesso accade si confondono studi scientifici seri con discorsi da salotto…. specialmente quando c’è di mezzo la TV o, all’epoca, i giornali.

Rasool and Schneider 1971
Rasool, S.I., and S.H. Schneider, 1971: Atmospheric carbon dioxide and aerosols: Effects of large increases on global climate. Science, 173, 138-141, doi:10.1126/science.173.3992.138.

Effects on the global temperature of large increases in carbon dioxide and aerosol densities in the atmosphere of Earth have been computed. It is found that, although the addition of carbon dioxide in the atmosphere does increase the surface temperature, the rate of temperature increase diminishes with increasing carbon dioxide in the atmosphere. For aerosols, however, the net effect of increase in density is to reduce the surface temperature of Earth. Because of the exponential dependence of the backscattering, the rate of temperature decrease is augmented with increasing aerosol content. An increase by only a factor of 4 in global aerosol background concentration may be sufficient to reduce the surface temperature by as much as 3.5°K. If sustained over a period of several years, such a temperature decrease over the whole globe is believed to be sufficient to trigger an ice age. (Fonte: NASA)

Per chi mastica poco l’inglese, il succo del discorso di questo studio è più o meno il seguente:

Sono stati calcolati gli effetti sulla temperatura globale di grandi aumenti della densità di anidride carbonica ed aerosol nell’atmosfera della Terra. Si è constatato che, anche se l’aggiunta di anidride carbonica nell’atmosfera fa aumentare la temperatura della superficie, il tasso di aumento della temperatura diminuisce all’aumentare dell’anidride carbonica nell’atmosfera. Per gli aerosol, tuttavia, l’effetto netto di aumento della densità è di ridurre la temperatura della superficie della Terra. A causa della dipendenza esponenziale della riflessione della luce, la velocità di diminuzione della temperatura aumenta con l’aumento del contenuto di aerosol. Un aumento di un fattore 4 della concentrazione di aerosol a livello globale, può essere sufficiente per ridurre la temperatura della superficie di ben 3,5 °C. Se sostenuta per un periodo di diversi anni, tale diminuzione di temperatura su tutto il globo è ritenuto sufficiente per attivare una glaciazione.

Abbiamo quindi un dato importante, del quale ci hanno parlato fin troppo i “riscaldisti”, ovvero che un aumento della concentrazione di CO2 nell’aria provoca un aumento delle temperature superficiali. Quello che tali “esperti” hanno deliberatamente OMESSO di dirci, è che l’aumento della temperatura non è linerare ma diminuisce se la quanità di CO2 nell’aria supera una certa soglia.

Già questo è sufficiente per farci capire che le previsioni dell’IPCC sono palesemente sbagliate e non hanno nulla di scientifico. Ma andiamo avanti!

L’altro dato importante è dato dagli aerosol che, con l’aumentare della loro concentrazione in atmosfera, provocano una diminuzione della temperatura superficiale agendo sulla riflessione della luce solare. Ma cosa sono questi aerosol?

 «L’aerosol atmosferico è composto da particelle e corpuscoli in sospensione all’interno dell’atmosfera la cui natura chimica è variabile e dipende dall’origine dell’aerosol che può essere immesso in atmosfera dall’azione dei venti sui deserti con conseguente trasporto di sabbie sottilissime, oppure dall’azione dei venti sugli oceani con conseguente trasporto di spume marine.
Grandi quantità di aerosol vengono immesse dai vulcani oppure assieme alle emissioni industriali e da combustibile dovute all’attività umana.
Gli aerosol costituiscono dei nuclei di aggregazione per le molecole di vapor acqueo e quindi contribuiscono alla formazione delle nubi.
Gli aerosol giocano un ruolo importantissimo nel processo di scattering della radiazione solare: essi infatti rappresentano i centri di diffusione della radiazione solare che, quando li incontra, viene “deviata” in direzione diversa da quella di incidenza; dunque contribuiscono in maniera determinante a una ridistribuzione del campo energetico-radiativo di natura solare mentre soltanto in piccola parte contribuiscono all’assorbimento di tale radiazione. L’aumento degli aerosol atmosferici (a causa dell’inquinamento) ha portato negli ultimi anni alla comparsa di un fenomeno noto come oscuramento globale, che in parte compensa il riscaldamento globale.» (Fonte: Wikipedia)

Quindi cerchiamo di capire meglio questa cosa…
L’Attività Solare provoca una diretta variazione della quantità di Raggi Cosmici che arrivano ad impattare contro gli strati più alti dell’atmosfera. E i raggi cosmici sono una delle cause principali della formazione delle nuvole. Minore è l’Attività Solare, maggiore è la quantità di raggi cosmici che arrivano sul nostro pianeta, maggiore sarà la copertura nuvolosa!
Ora sappiamo che all’aumentare della concentrazione dell’aerosol nell’aria, aumenta la riflessione della luce solare ed essendo le particelle di aerosol il principale costituente delle gocce d’acqua, al loro aumentare, aumentano anche le precipitazioni, sia di pioggia che di neve.
Ma da dove nascono gli aerosol?

EMISSIONI DI FUMI causati da incendi
TRACCE DI PIOMBO risalenti a tecnologie ed infrastrutture IMPERO ROMANO
SMOG DA COMBUSTIONE DI CARBONE
FALLOUT RADIOATTIVO WW II + GUERRA FREDDA (1945-80)
PIOGGE ACIDE (CULMINE ANNI 70)
PIOMBO ANTIDETONANTE BENZINE (CULMINE ANNI 70-80)
DISASTRI NUCLEARI (CHERNOBYL 1986, FUKUSHIMA 2011)
ARMI AD URANIO IMPOVERITO (IRAQ/BOSNIA)
DISTRUZIONE DI STRUTTURE ARTIFICIALI (TORRI GEMELLE 2001)
TRAFFICO AUTOVEICOLARE (50%)
PLATINO-PALLADIO (MARMITTE CATALITICHE)
NH3 (ECCESSO DI FUNZIONAMENTO DEI  CONVERTITORI A 3 VIE)
EMISSIONI NAVI
AUMENTO DI TRASPORTO DI SABBIA DEI DESERTI (CAMBIAMENTI CLIMATICI)

L’elenco potrebbe continuare. E questo è solo un piccolo esempio delle emissioni “antropiche” di aerosol in atmosfera.
Le emmissioni NATURALI di aerosol in atmosfera però avvengono anche durante le eruzioni vulcaniche.
E da studi scientifici sappiamo che, al diminuire dell’Attività Solare, aumentano le eruzioni vulcaniche. Grandi quantità di cenere, polvere, anidride carbonica e anidride solforosa, vengono immesse in atmosfera anche a grandi altezze e in varie parti del mondo (varie latitudini) dai numerosi vulcani in eruzione. E da studi scientifici sappiamo che annualmente, la quantità di aerosol NATURALE immesso in atmosfera, è almeno 30-40 volte maggiore di quello antropogenico.
Quindi possiamo renderci conto che, oltre ad avvelenare le nostre città e noi stessi con l’uso smodato di automobili e la sempre crescente “mania” di renderle più “ecologiche” diminuendo le dimensioni del particolato (che sappiamo essere aerosol), stiamo anche contribuendo ad un concreto raffreddamento del pianeta. Raffreddamento cui contribuiscono fortissimamente anche le eruzioni vulcaniche e l’aumento della nuvolosità!

A questo punto abbiamo un quadro più completo di ciò che avviene sul pianeta Terra e di cosa contribuisce alla variazione della temperatura.

Ma torniamo al 1971:

«…tra 50-60 anni il mondo potrebbe essere immerso in una nuova glaciazione…» (Fonte)

Cioè?
Già nel 1971 avevano previsto che a partire dal 2021, il nostro pianeta si sarebbe potuto trovare ad affrontare un periodo glaciale proprio a causa delle grandi quantità di aerosol immesse in atmosfera. E le variazioni di temperature indicate arrivano a ben 6°C!

Cosa dobbiamo aspettarci quindi?

Lascio a voi tutti la libertà di trarre le conclusioni.

Nei prossimi giorni torneremo sull’argomento con un articolo che verrà pubblicato nel blog-forum gemello HomoSapiensHibernus.com

 

Bernardo Mattiucci
Attività Solare