I Combustibili Fossili sono Essenziali per il Vivere Moderno

I Combustibili Fossili sono Essenziali per il Vivere Moderno

Di Donn DearsPower for USA

19 Settembre 2015 – https://dddusmma.wordpress.com/2015/09/15/fossil-fuels-are-essential-for-modern-living/

Traduzione a cura di Mauri Sesler (scientific translator)

fossilfuels

Le fonti rinnovabili stanno sicuramente furoreggiando, ma non possono esistere senza i combustibili fossili.

In realtà, non c’è molto di tutto ciò che esiste come parte della nostra vita moderna che possa esistere senza i combustibili fossili.

In breve, le energie rinnovabili sono peggio di un mito, sono un’illusione.

Qui ci sono alcune cose che richiedono i combustibili fossili.

Le autostrade utilizzano il cemento o l’asfalto.

Il cemento deve essere riscaldato a temperature estremamente elevate in un forno rotante che è alimentato dal gas naturale. L’asfalto è derivato dalla raffinazione del petrolio greggio.

Le autostrade potrebbero essere in grado di utilizzare i ciottoli, ma i ciottoli dovrebbero essere estratti con attrezzature alimentate a benzina o a diesel / gasolio, ricavato dal petrolio… un combustibile fossile.

I grattacieli devono utilizzare l’acciaio.

L’acciaio è prodotto facendo uso di coke o di energia elettrica e richiede un gran numero di motori elettrici per la laminazione dell’acciaio in fogli o forme.

Se l’acciaio viene prodotto dai minerali del ferro che vengono lavorati in un altoforno, si utilizza il coke, ottenuto dal carbone. Se viene ottenuto in un forno elettrico ad arco, vengono utilizzate grandi quantità di energia elettrica.

Le migliaia di motori utilizzati per modellare le barre di metallo in determinate forme o in fogli laminati utilizzano enormi quantità di energia elettrica che viene prodotta a partire dal carbone, il gas naturale o l’energia nucleare.

I trasformatori utilizzati nei forni ad arco hanno bisogno di grandi quantità di rame che viene estratto e raffinato. Le attività minerarie richiedono grandi attrezzature in acciaio, che usano come carburante il diesel, ricavato dal petrolio. La raffinazione del rame richiede grandi quantità di sostanze chimiche, come l’acido solforico, e anche grandi quantità di energia elettrica.

I mulini a vento per l’energia eolica usano tonnellate di cemento per le loro basi. Inoltre utilizzano grandi quantità di limitate terre rare che devono essere estratte, e il cui processo di riduzione crea enormi quantità di rifiuti tossici.

Le torri e i generatori delle turbine eoliche devono essere trasportati nei luoghi di installazione da grossi camion che utilizzano come carburante il diesel, ricavato dal petrolio.

La produzione dei pannelli solari crea prodigiose quantità di rifiuti tossici. Se sono a base di silicio, è richiesto l’uso del carbone o del gas naturale per riscaldare i forni in cui questo viene prodotto.

Il tavolo della cucina su cui è stato scritto questo articolo è stato realizzato in legno, che è stato ricavato dai tronchi di alberi il cui abbattimento è stato effettuato con attrezzature in acciaio, alimentate da carburante diesel, ricavato dal petrolio.

Il legname è stato segato in una segheria che è alimentata da energia elettrica o da un motore a combustione interna.

Le attrezzature / elettrodomestici della cucina sono in acciaio e utilizzano il gas naturale o elettricità generata dal carbone, dal gas naturale o dalle centrali nucleari.

I frigoriferi, che sono costruiti in acciaio e utilizzano compressori a trazione elettrica, usano un refrigerante realizzato in un impianto chimico che consuma grandi quantità di gas naturale, petrolio greggio e prodotti chimici derivati dal gas naturale e dal petrolio.

Lo spazzolino da denti elettrico è realizzato in materiali plastici derivati dal gas naturale o dal petrolio, e con batterie agli ioni di Litio, in cui il litio viene estratto e trasportato con camion e navi, tutti alimentati dai combustibili fossili.

I motori dei jet sono realizzati in acciaio e metalli speciali, tutti derivati da processi che utilizzano i combustibili fossili nelle acciaierie, fonderie, officine meccaniche, ecc.

La risonanza magnetica, le apparecchiature Catscan e Ultra Sound sono realizzate in acciaio, e anche materiali plastici ricavati dai combustibili fossili, e richiedono energia elettrica per funzionare. Senza i combustibili fossili, i servizi medici moderni sparirebbero.

La tua auto preferita è realizzata in acciaio ed alluminio e presenta anche parti plastiche. L’acciaio è prodotto in un’acciaieria che fa uso dei combustibili fossili. L’alluminio è realizzato utilizzando energia elettrica che usufruisce di speciali trasformatori che funzionano con il rame, ecc. L’alluminio viene elaborato attraverso i mulini a rulli per le forme o i fogli laminati richiesti, dove i rulli sono azionati da motori elettrici che utilizzano energia elettrica.

I rivestimenti plastici sono fatti di sostanze chimiche derivate dal gas naturale o dal petrolio.

Il vetro delle finestre della tua auto e della tua casa è costruito usando grandi quantità di gas naturale, dove i rulli sono alimentati da energia elettrica.

La quantità di energia elettrica utilizzata in tutti i processi descritti fino a questo punto probabilmente proviene da centrali elettriche a carbone, gas naturale o da centrali nucleari.

Guardati intorno. Li vedi i battiscopa della tua casa?

Lo vedi il ripiano in granito? Li vedi i pavimenti in ardesia?

Lo vedi il trasformatore nel tuo giardino o sul palo del telefono per la strada?

La vedi la bicicletta in garage?

Li vedi i DVD, il telefono cellulare e la TV?

Lo vedi il cibo in scatola nella dispensa?

Lo vedi il cibo congelato nel freezer?

Le vedi le camicie e le gonne appeso nell’armadio, realizzate in cotone che è stato prodotto utilizzando apparecchiature in acciaio che vanno a benzina o gasolio, oppure realizzate in nylon o rayon o altro materiale sintetico?

Lo vedi il motore elettrico dell’auto, della lavatrice, dell’asciugatrice, della lavastoviglie, della pompa di benzina, del lavaggio auto, dell’ascensore, della scala mobile, del compressore ad aria per i pneumatici, dei frigoriferi o degli utensili elettrici?

Praticamente tutto quello che vedi è realizzato con materiali che sono stati prodotti con i combustibili fossili, o che è stato trasportato usando i combustibili fossili, o, nel caso dei prodotti agricoli, che sono stati coltivati utilizzando apparecchiature alimentate dai combustibili fossili, e cresciuti con fertilizzanti prodotti con gas naturale o altri materiali che sono stati estratti utilizzando apparecchiature in acciaio che vanno a carburante diesel, ricavato dal petrolio.

Non è importante quello che avete in casa, o anche nell’armadietto dei medicinali, è molto probabile che ognuna di queste cose sia stata costruita facendo uso dei combustibili fossili o che siano stati utilizzati i combustibili fossili per trasportarla nel luogo dove vivete.

I combustibili fossili sono essenziali per la vita.

Le fonti rinnovabili sono un mito. Le rinnovabili non possono sostituire i combustibili fossili, e creano i propri flussi di rifiuti tossici.

Ma le fonti rinnovabili sono anche peggio di un mito: illudono la gente facendole credere che i combustibili fossili siano cattivi e possano essere eliminati.

Le rinnovabili illudono la gente portandola ad abbandonare le aziende che producono i combustibili fossili. Le rinnovabili ingannano le persone facendole sprecare denaro per le sovvenzioni a favore delle energie rinnovabili e per promuoverne il relativo uso.

Il Pifferaio di Hamelin non sta guidando i topi verso la loro distruzione. L’odierno Pifferaio delle energie rinnovabili sta trattando le persone come topi e sta trascinando tutta l’umanità indietro nel tempo, nell’era buia della povertà, della scarsità, della malattia e della morte.

 

  • Simon Lee

    Potrei accettare queste opinioni se la loro ragion d’essere fosse per esempio la risposta a chi crede che basti avere l’elemento da cui ricavare energia rinnovabile senza contare come è stato prodotto, oppure una risposta a chi si ferma all’inizio del ragionamento sulle rinnovabili quando queste sono ancora di recente comparsa. Ma oltre a questo non vedo motivo di criticare le rinnovabili spingendosi addirittura a racchiuderle in un’ illusione, cioè in un sogno irrealizzabile. Ciò che nei fatti potrà smentirmi sicuramente sarà la solita avidità di speculazione propria del cuore umano. Ma facendo finta di essere nel paese delle meraviglie io dico che se all’inizio il processo di produzione del pannello solare necessita di energia fossile, alla fine la fabbrica di pannelli solari arriverà a produrre energia dai pannelli solari per produrre pannelli solari e oltre…senza contare che più passa il tempo e più lo spazio (e quindi la materia prima) viene ottimizzato per produrre ancora più energia…Per carità, il fatto che non ci si potrà comunque reggere totalmente sulle rinnovabili ci pone ad un bivio: o finire le materie non rinnovabili e poi chissà, oppure accostare le rinnovabili per le quali sono meglio predisposte e un ritorno all’artigianato, alla manifattura, sostituendo per esempio il motosega con due boscaioli e il mulino automatizzato con quello meccanico e così via, tutto in equilibrio. In conclusione il concetto di modernità dovrà essere rivisto in ogni caso.

     
    • Simon, il problema vero e proprio non è “come produrre energia elettrica” e basta… ma “come produrre l’energia elettrica di cui abbiamo bisogno”. Ed è ben diverso.
      Se infatti facciamo un’analisi reale di tutto ciò che viene alimentato ad energia elettrica, scopriremmo che almeno la metà sono cose inutili… che non servono… e della restante metà, una buona parte la potremmo sostituire con altri sistemi meno energivori.
      E’ questo ciò che la gente deve capire.

      Prendi l’esempio dei condizionatori in casa… perché li usiamo? La risposta più ovvia è per rinfrescare gli ambienti.
      Ok. E perché nelle nostre case abbiamo la necessità di usare il condizionatore? la risposta più ovvia, ma non quella corretta, è perché fa caldo. Il motivo del perché fa caldo, però, non è dovuto al clima o a particolari condizioni meteo… ma al tipo di casa e a come viene fatta. Se infatti si usassero tecniche più idonee per avere case più isolate termicamente, non si avrebbe la necessità di installare condizionatori in ogni dove.

      Stesso discorso per il riscaldamento durante l’inverno.
      Ci sono case fatte con blocchi di tufo che costano poco… magari con le pareti esterne che non sono neanche intonacate…. e con finestre magari a vetro singolo e senza guarnizioni agli infissi.
      Queste case, per riscaldarle, hanno bisogno di talmente tanta energia, che ci alimenti un’industria di medie dimensioni.

      Basterebbe invece fare un buon isolamento e sostituire gli infissi con quelli a doppia o tripla guarnizione e con doppi vetri o meglio ancora vetri a doppia camera, e l’ambiente interno si riscalderebbe con una candela!

      Quindi il problema non è produrre sempre di più… ma consumare meno. Quello si che sarebbe un vero progresso tecnologico!

      Ad ogni modo… un’azienda normale, per la produzione di pannelli fotovoltaici, ha bisogno di una 20ina di Megawatt di energia elettrica. Prova a calcolare di quanti metri quadrati di pannelli fotovoltaici avrebbe bisogno… considerndo che durante l’inverno la loro produzione è minima e se il cielo è nuvoloso, anche in estate, potrebbero produrre ZERO!

      Bernardo

       
      • Simon Lee

        Condivido in pieno il discorso dell’ottimizzazione dei consumi, per questo si parla di paese delle meraviglie che in realtà non esiste. Per i pannelli solari ripeto che comunque diventeranno sempre più efficienti e sarà necessaria sempre meno superficie per ottenere lo stesso risultato. Comunque bisogna considerare quale sia il concetto di modernità. Se vuol dire scoprire nuovi metodi per produrre dalle rinnovabili per poi abbandonarne altri che sono stati usati in passato, succede che quando non c’è energia sufficiente per produrre pannelli solari, se non si vuole fermare la produzione, occorre accumularla prima. L’alternativa a questo concetto è ricorrere a metodi meccanici che in teoria non fanno parte del comune concetto di modernità. In sintesi credo che l’unico modo per andare avanti senza brutte sorprese sta nell’ottimizzazione della produzione di energia dalle rinnovabili in ogni forma, dal pannello solare all’acqua che innesca un sistema meccanico, contemporaneamente alla distribuzione di energia prodotta senza sprechi. Penso che tutto sommato si potrebbe essere d’accordo.

         
        • Certo. Ma bisogna ricordarsi che, paradossalmente, la mancanza di petrolio influirebbe molto poco sulla produzione vera e propria di energia elettrica.
          I problemi sarebbero ben altri. E molto meno facilmente risolvibili. Cibo, medicine, trasporti, prodotti petrolchimici… sono solo degli esempi. E credimi… in un mondo dove le grandi BIG spingono per l’OGM, la meccanizzazione, la globalizzazione e la produzione delocalizzata, la mancanza di petrolio costituirebbe un violento contraccolpo che molto difficilmente sarebbe risolvibile nel giro di qualche anno!

           
  • Giuseppe Cammarano

    Scusate un secondo . Premetto di non essere un enorme esperto in materia . Osservando dei grafici sull’ attività solare negli ultimi 120 anni o giù di lì , ho notato che l ‘ attività solare tra gli anni 30 e 40 (se non erro) fu di molto inferiore a oggi . Non mi risulta che l’ umanità sia stata piagata da un freddo più intenso rispetto ai nostri giorni Quindi , cosa CI porta a pensare che questa volta andrà diversamente? Il punto è che oggi su internet è difficilissimo orientarsi : trovare degli articoli come i vostri , ben fatti e soprattutto ben documentati da ricerche scientifiche , è facile come trovare degli articoli , sempre ben fatti e documentati , che sostengano il contrario . Anche sapere però che tra il tardo impero romano e il medioevo vi fu un periodo ben più caldo di oggi non aiuta la causa del AGW , dopo la batosta delle ricrescite polari e del clima fermo da 18 anni…detto questo , mi congratulo per l’ ottimo lavoro che svolgete qui (andare contro tv e giornali , media venduti fino al midollo , non è facile e lo sapete più di me) e vi chiedo infine se la penosa estate europea (non mediterranea) possa effetivamente essere considerata come un segnale a una nuova PEG , se non proprio una PEG

     
    • Giuseppe Cammarano

      P.S. vorrei aggiungere che il vantaggio delle rinnovabili sulle non-rinnovabili sta in una parola : RINNOVABILI…

       
      • Mauri Ses

        Questo gioco di parole mi pare un pò ingannevole, ossia personalmente (e non sulla base di alcun preconcetto) non vedo alcun vantaggio nelle energie rinnovabili, TUTT’ALTRO e comunque qualunque tentazione di abbandonare i combustibili fossili è una pura follia, molto pericolosa, quest’altra mia traduzione qui pubblicata illustra altri fatti fondamentali non menzionati in questo articolo – I combustibili fossili sono la principale fonte di energia

         
        • Giuseppe Cammarano

          Su questo hai perfettamente ragione: i combustibili fossili sono la principale fonte di energia . Si , ma per quanto ? Queste risorse sono contenute in depositi , che prima o poi si esauriscono . Come se io avessi 100 patate , e ne mangio una al giorno ; ora , siccome 100 sono tante , potrei pensare di consumarne una al giorno per il resto della mia vita . Ma sappiamo entrambi che non è così ; a 85 / 90 patate consumate dovrei iniziare a produrne altre , o a coltivare altri ortaggi …. e poi IO non trovo nulla di sbagliato nel riuscire a produrre energia da materie rinnovabili ; magari facendolo anche da sè . Era glaciale incombente oppure no , riscaldamento globale antropogenico oppure no , non possiamo proprio continuare con le risorse fossili . E poi conta un fattore come questo : la shell vuole trivellare l’ Artico per una riserva che durerebbe 2/3 anni ; se mi ci metti pure uno sversamento in quel fragile ecosistema…

           
          • Mauri Ses

            “Si , ma per quanto?” – A titolo personale ti rispondo, per tanto tempo ancora, ossia non c’è ragione di porsi il problema sull’eventualità di un esaurimento a breve dei depositi di gas naturale, carbone e petrolio (che ovviamente “prima o poi si esauriscono”, ma forse “poi” piuttosto che “prima”) perché il caso non sussiste!

             
            • Giuseppe Cammarano

              Scusa , perchè non sussisterebbe ? Dovresti pure relazionare le produzioni , con i consumi di stati emergenti e sovrappopolati come India e Cina . Poi , il trovare un nuovo deposito (come quello di gas recentemente scoperto nel mediterraneo) non può e non deve far pensare minimamente che tra 1000 anni i miei discendenti possano usare le stesse risorse di oggi ! I dati parlano chiaro : il petrolio è quasi agli sgoccioli , per carbone e gas naturale va un pò meglio ma solo un pò!

               
              • Giuseppe Cammarano

                A mio parere si necessita assolutamente di piani a lungo termine . Il sottolineare un possibile tardivo esaurimento delle risorse fossili , va contro tale necessità . Se dovesse succedere , mettiamo il caso , tra 500 anni , i nostri pronipoti si troverebbero in una soluzione critica . I nostri governi odierni devono impegnarsi simultaneamente e responsabilmente verso una svolta del genere , anche se tutti noi possiamo dare un enorme contributo. Oggi come oggi , dove l’ energia vuol dire tutto , liberarsi da fonti importate da altre nazioni può equivalere a una rivoluzione silenziosa ; e se alla fine ci aggiungi che i metodi di produzione energetica sono in aumento ( finestre fotovoltaiche , foglie artificiali ecc. ecc.) bè , …

                 
                • Mauri Ses

                  Nel precedente commento erano 1000 gli anni, mentre qui si sono dimezzati a 500, che dire, continuo a pensare che il problema non sussiste!

                   
                  • Giuseppe Cammarano

                    Scusa , dovrei mettermi a specificare pure gli anni per esprimere un concetto di futuro abbastanza remoto?

                     
                    • Mauri Ses

                      Certamente!

                       
                    • Giuseppe Cammarano

                      Ok , allora ” il petrolio si esaurirà il 20 settembre 3015 , alle ore 20.31″ va bene?

                       
                    • Giuseppe Cammarano

                      Del 3015 , ho dimenticato

                       
                    • Il discorso del petrolio e dell’effettiva disponibilità è stato affrontato, se non erro, sul blog gemello homosapienshibernus.com.
                      Ad ogni modo… considerando che di un giacimento non se ne conosce mai l’effettiva dimensione… e la stima della quantità disponibile è sempre DOPPIA rispetto alla quantità effettivamente sfruttabile dello stesso (o se volete, la quantità sfruttabile è la metà di quella stimata totale), va considerato che per estrarre un barile di petrolio bisogna spendere una certa quantità di energia. Energia che nei calcoli è indicata con l’indice EROEI… ovvero in barili equivalenti di petrolio.
                      Il discorso quindi è: quanti barili equivalenti di petrolio devo spendere per estrarne 1 da tale giacimento?
                      Se la quantità è inferiore ad 1 allora mi conviene sfruttarlo. Altrimenti no!

                      E il discorso, anche quando tale valore è inferiore ad 1, poi continua con un nuovo quesito: il petrolio estratto, lo posso vendere a qualcuno? Cioè, in giro per il mondo, c’è qualcuno che può pagarmelo?
                      Se è un SI allora lo estraggo e lo vendo. Se è un no devo decidere se estrarlo per sfruttarlo io stesso oppure se accumularlo. Ma alla fine dei conti bisogna sempre considerare il costo effettivo.

                      La Shell che trivella l’Artico, ma anche se volete tutto ciò che gira intorno al Fraking e quindi alle sabbie bituminose dell’Alberta, sono tecnologie con un EROE inferiore ad 1 (anche se di poco), ma che, per motivi economici di rientro degli investimenti, sono valide solo per un costo del barile di petrolio NON INFERIORE AI 70-100$. Oggi il petrolio sta a 44$ circa. Pertanto tutte le aziende che stanno lavorando con tali tecnologie e/o giacimenti, lo stanno facendo a debito. E se non rientreranno degli investimenti entro 1 o 2 anni al massimo, saranno costrette a chiudere per fallimento.
                      La piattaforma nell’Artico costa decine, se non centinaia, di milioni di dollari al GIORNO. Non sono bruscolini….

                      Bernardo

                       
                    • Giuseppe Cammarano

                      Va bene….quando le risorse rinnovabili saranno una realtà consolidata (ben più di oggi) , non stento a credere che queste stesse “oil companies” saranno in prima fila con queste ultime , “in nome dell’ambiente!”

                       
                  • Giuseppe Cammarano

                    Senza offesa , se pensi che avremo petrolio in abbondanza per sempre , allora va benissimo . Non sappiamo quando finiranno , è vero , ma sappiamo che succederà , prima o poi…

                     
              • Mauri Ses

                Per quanto riguarda l’India, pare che abbia intenzione di raddoppiare la produzione di carbone nei prossimi 5 anni per andare incontro alle sue esigenze produttive e di consumo, perchè “il carbone è essenziale per lo sviluppo e la crescita dell’India”!

                 
                • Giuseppe Cammarano

                  Già , questo è il comportamento nazionale irresponsabile di cui accennavo sopra -.-

                   
            • Mauri Ses

              “non possiamo proprio continuare con le risorse fossili . E poi conta un fattore come questo : la shell vuole trivellare l’ Artico per una riserva che durerebbe 2/3 anni” – Non vedo ragione di voler rinunciare a fonti energetiche che sono abbondanti e a buon mercato “solo” perchè la Shell si è lanciata in un poco remunerativo progetto di trivellazioni in una sensitive area come quella Artica, cosa che mi pare abbia + a che fare con il rilascio delle concessioni che con prese di posizioni critiche verso i CF!

               
        • Giuseppe Cammarano

          Che fine ha fatto il mio commento di risposta?

           
    • Ciao Giuseppe,

      allora, prima di tutto grazie per il tuo contributo “multiplo”.
      Secondo… premetto che tutti i componenti dello staff di Attività Solare, Mauri compreso, concordano sulla necessità di ridurre in qualche modo l’inquinamento. Ma tra la necessità di ridurre l’inquinamento e la teoria del Riscaldamento Globale Antropogenico, ci passa una differenza incredibile.

      Il discorso delle Energie Rinnovabili è molto delicato… perché bisogna andare a considerare tutto il contesto di tali tecnologie e non solo la piccolissima parte relativa alla produzione in se di energia. Ovvero…. per produrre, ad esempio, energia elettrica tramite pannelli fotovoltaici, devo prima di tutto procurarmi le materie prime per fare la cella fotovoltaica, poi realizzarla e assemblarla in un pannello fotovoltaico con un rendimento decente. Quindi installarlo da qualche parte, farci la manutenzione ordinaria e, alla fine della sua vita operativa, smaltirlo in qualche modo… cercando di riutilizzarne i singoli componenti.
      Ebbene… il processo produttivo della cella fotovoltaica è tra i più energivori che si conoscano… Gli impianti infatti richiedono potenze elettriche di diversi Megawatt installati che devono rispettare caratteristiche di “pulizia” (ovvero non avere interferenze o sbalzi di tensione) talmente restrittivi che normalmente vengono alimentati o da energia nucleare, o da centrali termoelettriche alimentate a gas metano.

      Solo questo fattore fa sì che durante l’intera vita operativa di ogni singolo pannello fotovoltaico, questo non riesce, in nessun caso, a produrre la stessa quantità di energia CONSUMATA per produrre il pannello fotovoltaico stesso.
      In conclusione, se andiamo a vedere effettivamente i costi in termini “completi” di risorse ed energia, il fotovoltaico NON è una fonte di energia rinnovabile.

      Discorso diverso per il vento o il solare termico…. dove le potenzialità ci sono, ma diminuiscono proporzionalmente alla potenza specifica del singolo impianto…. che, però, diventa conveniente in modo INVERSAMENTE proporzionato alla potenza specifica.
      Nel senso che… produrre un sistema con potenza specifica 100, costa paradossalmente meno rispetto a produrne uno da 10. Ma alla fine il costo, comprensivo di tutto, per il sistema 100, è talmente elevato che difficilmente riesce ad essere remunerativo.

      Gli altri sistemi produttivi per energie rinnovabili non sono da meno. E tutte, nessuna esclusa, sono state sviluppate, incentivate, prodotte e messe sul mercato, solo ed esclusivamente grazie ai finanziamenti pubblici. Finiti i finanziamenti pubblici, le aziende che si erano dedicate SOLO al settore delle energie rinnovabili, sono miseramente fallite.
      Il motivo è che lo sviluppo tecnologico è talmente veloce, che per poter rimanere sul mercato, ogni azienda deve investire miliardi in processi produttivi che spesso richiedono ANNI per la loro messa a punto… e hanno tra i 6 e i 18 mesi di tempo, dall’inizio della vendita effettiva, per poter recuperare tutto il denaro speso.

      Tornando al discorso invece dell’attività solare…la differenza principale tra gli anni 30 ed oggi, è che in quel periodo c’era UN SOLO ciclo che passava in negativo… Oggi ci sono almeno 4 cicli che passeranno contemporaneamente in negativo. Ed ogni volta che 2 o più cicli climatici sono passati in negativo, si è avuto, SEMPRE, un periodo (o fase) noto come Piccola Era Glaciale.

      Bernardo

       
      • Giuseppe Cammarano

        Aspè ….quindi è possibile considerare la fredda estate europea un segnale (anche minimo) di una nuova PEG se non proprio EG , o è dovuta possibilmente ad altre cause , come un rallentamento della cdg

         
        • Ne abbiamo parlato varie volte (io, soprattutto) del perché prevediamo un nuovo periodo freddo.
          La causa principale è l’attività solare, che scenderà a livelli molto bassi per almeno altri 3 cicli solari completi (ne parlavamo sin dal 2003-2004… quando attivitasolare.com non era ancora nato come blog) e la motivazione sta principalmente nel fatto che, quando il perielio di Giove si trova a coincidere con il massimo solare di un ciclo undecennale, il ciclo successivo è sicuramente (o quasi se vuoi metterci il condizionale) debole. E cosi’ è stato… il 24 è debole… Ma attenzione, perché la prima volta che si è verificata questa coincidenza, era in occasione del massimo del ciclo 22… ed infatti il 23 è stato più debole del 22. Si è poi ripresentato durante il massimo solare del ciclo 23 ed infatti il 24 è debole. E si è ripresentato in occasione del massimo del ciclo 24… pertanto anche il 25 sarà debole.
          Ora è ancora presto per capire se si ripresenterà ancora durante il massimo del ciclo 25 o meno (determinando pertanto un 26 debole… o meno), ma una cosa è certa. Dopo una serie di 3 cicli solari deboli, prima che si possa tornare ad avere cicli forti (come il 22) bisogna aspettare almeno 1 o 2 cicli. Pertanto… escludendo il 24 che sta volgendo altermine, prevediamo un 25 quasi assente, un 26 simile all’attuale e un 27 che dovrebbe tornare ad essere decente.
          Ma questo non avrà effetti immediati… Infatti dopo una diminuzione dell’energia e quindi delle temperature per complessivi 30 anni, per avere un recupero totale della temperatura, bisognerà aspettarne, come minimo altri 120!

          Tutto questo va affiancato da analisi di altri cicli climatici… come quello legato agli indici AMO e PDO, legati all’attività solare ma con un certo periodo di ritardo (ne ho parlato tempo fa). Ed entrambi questi indici stanno andando in negativo (AMO ha un ciclo di 60 anni). Pertanto anche considerando solo l’AMO, che descrive l’andamento della temperatura nel nord atlantico, questa tornerà a salire solo tra 60-70 anni.

          Vi è poi un discorso più complesso, legato al numero delle PEG e alla loro “ampiezza”, ovvero alla riduzione della temperatura che ne consegue…. E queste sono in numero LIMITATO in ogni Periodo Interglaciale Caldo. E considerato che ogni Periodo Interglaciale Caldo dura circa 12.000 anni e noi siamo già oltre questo limite di diverse centinaia di anni… l’idea che ci siamo fatti è che ci sarà una PEG che durerà circa 100-120 anni… seguita da un breve periodo di alcuni decenni caratterizzati da un recupero delle temperature… e infine un definitivo crollo delle temperature che porteranno i nostri discendenti (quindi tra 200-250 anni), a quella che sarà la transizione verso il nuovo Periodo Interglaciale Freddo. Una transizione lunga una decina di secoli… con le temperature che scenderanno costantemente!

          Bernardo

           
          • Giuseppe Cammarano

            Ahhhhh….grazie mille!